Ubis: Nuntio vobis gaudium magnum; habemus conventio!

L’accordo è fatto.

Piaccia o non piaccia ora ai sindacalisti toccherà difenderlo.

Il mio rammarico è che poco, per non dire nulla,  si è fatto per ascoltare la “base”.

A Milano in molti mi hanno chiesto perché a Roma si scioperava ed a Milano no e che le preoccupazioni per il futuro non ci sono solo nella Capitale (quant’è veroooo).

C’è anche stato chi mi ha chiesto se poteva aderire allo sciopero romano ed astenersi dal lavoro.

Capisco che battersi per il collegamento societario fosse un’impresa ardua, un obiettivo quasi impossibile; un po’ come scalare il K2 senza gli strumenti adeguati. Si rischia l’assideramento o di cadere in qualche crepaccio. Ma non è impossibile. Anche perchè forse sull’argomento i lavoratori avrebbero fornito supporto ed aiuto. Il K2, sebbene sia il più difficile delle cime da raggiungere, è stata presa. Con costanza e determinazione. Con impegno e fatica.

La gioia non sta sulla vetta ma nella salita, altrimenti gli scalatori si farebbero depositare dagli elicotteri direttamente sul cucuzzolo delle montagne.

Rimane il rammarico di pensare che forse si poteva osare di più, reischiare di più.  Molte volte sono le stesse nostre idee più che le paure che ci bloccano e non ci fanno andare avanti.

Ad maiora.

Ps – Un grazie al collega che ha voluto condividere le foto della manifestazione di Roma.

 

Il comunicato dell’ RSA Fisac Cgil Ubis di Roma relativo alla giornata di sciopero:

 

NON E’ CHE L’INIZIO …

 Oggi 16/2/2012 un grande sciopero in UBIS di Roma, una bellissima manifestazione a S.S..Apostoli. Uno sciopero che ha visto aderire i lavoratori in numero superiore al triplo degli iscritti alla FISAC/CGIL di UBIS di Roma, che, da sola, l’ha proclamato. Un successo dovuto alla capacità di questa organizzazione di interpretare le necessità dei lavoratori e dare una risposta ai giustificati timori circa la stabilità del proprio posto di lavoro. Gli slogans più scanditi sono stati “sì, sì è prioritario il collegamento societario”, “Unicredit cambia registro, non mi cacci perché io reagisco”, “ il posto di lavoro non si tocca”. Una consapevolezza, quella della difesa del posto di lavoro, dovuta anche alla comprensione del quadro politico generale dove, dopo la modifica del sistema pensionistico, si sta, ormai da mesi, tentando di porre mano alle tutele previste dall’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori. Un plauso va al segretario generale della FIOM /CGIL Maurizio Landini che, in sintonia con la Segretaria Generale della nostra Confederazione Susanna Camusso., ha dichiarato per il 9 Marzo 2012 lo sciopero generale dei metalmeccanici a difesa dell’art. 18. Landini ha capito che si sta perseguendo, in maniera inequivocabile, il tentativo di modificare la forza lavoro delle aziende espellendo, senza adeguate tutele, i lavoratori anziani perché troppo costosi ed assumendo lavoratori più giovani con salari da fame. Lo stesso tentativo, quello di comprimere il costo del lavoro attraverso l’espulsione dal ciclo produttivo dei lavoratori ritenuti troppo costosi, che sta perseguendo Unicredit attraverso i processi di esternalizzazione di attività e lavoratori alla multinazionale HP. La cessione del ramo d’azienda di HR SSC non è un fatto occasionale, ma il frutto di questa ben precisa e ponderata strategia con la quale un gruppo dirigente incapace, questo sì veramente costoso, cerca di sopperire alla sua gestione fallimentare. Una strategia che si vuole perseguire, anche con prevaricazioni, violando norme contrattuali e di legge. Una costante, questa, nel Gruppo Unicredit. E’ di pochi giorni fa la notizia che la Magistratura di Roma ha condannato Unicredit ad assumere ulteriori 6 lavoratori, difesi dal nostro avvocato Benedetto Spinosa, utilizzati nell’ex URE di Roma con contratto di collaborazione a progetto, perché in violazione delle norme relative al divieto di interposizione fittizia di manodopera. Decine e decine di giovani lavoratori, con contratti illegittimi di somministrazione a tempo determinato, di collaborazione a progetto, si sono rivolti alla nostra organizzazione per la difesa dei loro diritti. Un dovere, come organizzazione confederale, a difesa dei giovani lavoratori precari, che assolviamo con immenso piacere. Su questo terreno, in piena sintonia con le nostre strutture territoriali, sfidiamo l’Azienda ed il suo modo arrogante di violare i diritti ed offendere la dignità dei lavoratori.

Sappia l’Azienda che, in conformità con le delibere congressuali della CGIL, ci opporremo, in tutti i modi, a qualsiasi processo di esternalizzazione che, come nel caso di HR SSC, violi norme contrattuali e di legge. Su questo piano del rispetto dei diritti da parte del Gruppo Unicredit, lavoreremo per ricompattare tutti i lavoratori e, se possibile, come fortemente ci auspichiamo, ricomporre l’unità tra le forze sindacali. La nostra segretaria generale Susanna Camusso ha annunciato che il 2012 sarà lanno della legalità e su questo terreno impegneremo tutte le nostre forze a partire da ciò che avviene nel Gruppo Unicredit dove, prove alla mano, nelle società appaltatrici si annida, addirittura, il lavoro nero. Altro che il welfare sociale di Unicredit.

Abbiamo intitolato questo volantino, parafrasando uno slogan del 68 francese “ Non è che l’inizio”, perché la nostra lotta non si può esaurire con questa astensione dal lavoro e con questa manifestazione, ma ha bisogno di una sua continuità. Una continuità che non può certo proseguire a colpi di sciopero, in quanto gravosi per le tasche, ma con iniziative e manifestazioni fuori dell’orario di lavoro, che devono coinvolgere anche i lavoratori delle filiali, che condividono queste nostre preoccupazioni e vivono in condizioni di estremo disagio lavorativo. Abbiamo preso contatti con consiglieri provinciali che sono scesi, dalla loro sede davanti a S.S. Apostoli, per portarci il loro saluto e si sono dichiarati disponibili per un iniziativa che coinvolga anche il Comune e la Regione sul ruolo di Unicredit per lo sviluppo del territorio e sulle prospettive occupazionali e professionali dei suoi dipendenti.

 Per concludere un grande ringraziamento ai lavoratori di UBIS per averci fatto vivere questa splendida giornata di lotta.  

 

RSA UBIS FISAC/CGIL POLO DI ROMA

Roma 16/2/2012

Clicca sulle immagini per ingrandirle

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