“Siena? Distrutta da noi comunisti”

L’atto di accusa dello storico assessore della Provincia, deluso dal partito

Il titolo dice tutto: Ci hanno preso in giro! Pure i veri comunisti di Siena si pentono.

Si pentono di aver retto il gioco, di aver visto, sentito e taciuto tutto. Si pentono di aver fatto fallire una banca, una fondazione, un’università, una squadra, nascondendo la testa sotto il tufo. Si pentono di essere stati collusi con il «sistema Siena», la «ragnatela vischiosa» di una piccola città-Stato «altezzosa e autoreferenziale». «Ho sentito il dovere di rompere il silenzio che politicamente continua ad avvolgere Siena e l’urgenza di manifestare la mia indignazione verso il sistema di corruttela che ha saccheggiato la città», scrive Gianni Resti, autore di questo libro (ancora non uscito), comunista pentito, che sbriciola quel muro di silenzio che da sempre spadroneggia in quella città, dove va di moda (finché fa comodo) tacere su tutto. …continua qui accedendo a Il Giornale

 

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