Si vabbè dai, a Seveso sono in campagna elettorale…a giugno si vota, quindi….

Immagine Gif TV ItalianaCon calma, non c’è fretta. Abbiate pazienza e vedrete che fra qualche lustro arriverà anche il raddoppio della tratta Sevevo-Meda. La burocrazia ha i suoi tempi (quasi mai) certi.  “Siamo all’avvio del procedimento per arrivare all’approvazione dello studio di fattibilità tecnica ed economica. Primo passo per arrivare poi a un progetto definitivo ed esecutivo” dice il primo cittadino di Seveso.

Noi limitiamoci a sognare di poter avere nel medio termine un miglioramento della viabilità e dei sistemi di trasporto pubblico. Nell’articolo si accenna agli espropri che saranno necessari per la realizzazione dell’opera. Gli espropri portano inevitabilmente ad avanzare ricorsi al TAR da parte di chi si sente defraudato di un prorpio bene/diritto. E le tempistiche della burocrazia, già lente, diventano assolutamente incerte.

Raddoppio linea Seveso – Camnago e Seveso – Meda. Quasi pronto l’avvio dello studio di fattibilità.

Che non si muore per amore è una gran bella verità …. (2)

perciò dolcissimo mio amore ecco quello,

quello che

da domani

mi accadrà

morirò di mesotelioma.

Dopo la bomba ecologica della #Medaspan che per vent’anni ha disseminato fibre d’amianto grazie ai suoi 8.000mq di tetti in eternit che lentamente, ma inevitabilmente, hanno continuato a sfaldarsi fino a pochi mesi fa, ecco trovato un nuovo pericolo.

Non è certo un problema ecologico allarmante, ma è pur sempre una “bombetta”. Una minaccia che è ancora più irritante perchè posta in un’area che dovrebbe essere protetta e tutelata: il parco sovracomunale della brughiera briantea (ora parco delle Groane).

…continua qui

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L’arroganza dell’Agenzia delle Entrate.

“Per legittimare un fisco così arrogante e posto in spregio dei diritti inviolabili, si è oramai disegnato uno Stato di polizia tributaria dove da un lato ogni battito di ciglia viene monitorato dal controllore e, dall’altro con la compiacenza della giurisprudenza tributaria, si rendono granitici principi aberranti quali l’inversione dell’onere della prova, legittimando tutti gli accertamenti invasivi possibili”.

Stato di polizia tributaria: cosa rischio se non ho prove per ogni versamento effettuato sul mio conto corrente

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La famiglia al centro del programma politico in vista delle prossime elezioni.

Un bell’articolo di Gianfranco Amato. Pungente e sagace come sempre!

Diffidate delle imitazioni

Qualcuno ricorderà l’accoglienza perplessa e scettica che ricevette il progetto politico del Popolo della Famiglia quando, due anni fa, si affacciò nel panorama politico italiano. Si guardava con una certa sufficienza l’idea che un partito potesse mettere al centro della propria azione una cosa come la famiglia. Sì, proprio quell’istituto che pur essendo riconosciuto dall’art.29 della Costituzione è sempre stato trattato come un oggetto estraneo alla politica. Continuavamo a sentirci ripetere sempre la stessa domanda e la medesima obiezione: «Ma cosa centra la famiglia? I temi che interessano la gente e di cui la politica deve occuparsi sono l’economia, il lavoro, la sicurezza, l’ambiente».

Hai voglia di spiegare che la «famiglia è la cellula della società», citando Cicerone e Aristotele, o che «la famiglia rappresenta il “prisma” attraverso cui considerare tutti i problemi sociali», citando San Giovanni Paolo II. Perle ai porci. Venivamo semplicemente guardati come extraterrestri della politica. Degli ingenuotti un po’ naïve, destinati a comprendere, prima o poi, che la famiglia non è tema da potersi porre al centro del dibattito politico.

Due anni fa, invece, il Popolo della Famiglia ci ha provato alle elezioni amministrative del 2016, e ci è riuscito. Oggi tutti parlano di famiglia e natalità. Basta guardare quello che sta accadendo nella campagna elettorale per le politiche 2018 che è appena partita.

E’ davvero uno spettacolo ascoltare i leader dei partiti oggi in competizione.

Cominciamo dal candidato premier del movimento Cinque Stelle, Luigi Di Maio: …continua qui

L’unica certezza è per la vittima

“Stiamo tutti con la guardia alta, altrimenti nel giro di poco tempo saremo costretti a difendere le nostre strade e le nostre vite da PICCONATORI impenitenti, armati di mannaia in una mano e di candeggina nell’altra, e sempre certi di farla franca.”

Buseca ن!

Da un punto di vista tecnico/giuridico, ciò che sta avvenendo nel caso di cronaca nera della povera Pamela, non solo ha dell’incredibile, ma rischia di diventare il precedente che rappresenterà il punto di non ritorno della nostra civiltà giuridica, sociale e persino culturale.

Asserire che le circostanze di luogo e di tempo, che caratterizzano questo caso, non siano sufficienti per una condanna per omicidio con tutte le aggravanti possibili, significa ribaltare completamente i criteri di giudizio applicati sino ad oggi, in Italia e in tutti i paesi civili del pianeta.

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Il sindacato del credito e le “fusa” al Manager di Intesa. Prove per il rinnovo del contratto di categoria?

Fabi elogia il Top Manager di Banca Intesa. Poteva essere altrimenti visto che il suddetto sindacalista ha firmato in Banca Intesa contratti IN DEROGA AL CCNL? Dopo aver tradito i bancari, poteva forse rinnegar se stesso?

L’articolo qui:

Non sono turbato perché mi hai tradito, ma perché non potrò più fidarmi di te! (Jim Morrison)

Anche la fede è ormai solo una questione politica…

Cina-Vaticano, accordo vicino. La Santa Sede accetterà sette vescovi nominati da Pechino

Ma anche…

È polemica tra il vescovo emerito di Hong Kong, Joseph Zen Ze-kiun, e il Vaticano, accusato dall’anziano religioso di “svendersi” alla Cina per migliorare le relazioni. Al centro della disputa c’è la vicenda di due vescovi della Chiesa clandestina, riconosciuta dalla Santa Sede: Zhuang Jianjian, vescovo di Shantou, nella provincia sud-orientale del Guangdong, e Guo Xijin, vescovo di Mindong, in un’altra provincia sudorientale del Paese, il Fujian. Ai due prelati sarebbe stato chiesto di lasciare il posto ad altri due nomi graditi a Pechino, rispettivamente Huang Bingzhang, e Zhang Silu, secondo quanto riportato dal sito web di informazione religiosa Asianews, diretto dal Pime, il Pontificio Istituto Missione Estere. Huang era anche stato scomunicato in precedenza dal Vaticano.

Perché le nomine sui vescovi tornano a dividere Cina e Vaticano

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Un post contro la poltiglia di retorica ed ipocrisia

Il nigeriano e il buonista

di: @GiampaoloRossi

ventimiglia-dopo-la-manifestazione-pro-migranti-un-corteo-per-le-vie-della-citta-247355.660x368PRIMO E SECONDO
Il primo è un nigeriano.
Il secondo è un buonista.

Il primo è un criminale.
Il secondo è un idiota.

Il primo fa lo spacciatore, a volte il ladro e forse anche l’assassino e il macellaio sui corpi di povere ragazze.
Il secondo fa il politico di sinistra, l’intellettuale impegnato, il volontario delle Ong con i soldi di Soros, il fighetto radical-chic con il culo degli altri.

Il primo è un nigeriano, il secondo è un buonista. Il primo è un criminale, il secondo è un idiota

Il primo è un immigrato irregolare con precedenti penali che gira libero per le nostre città a spacciare e a delinquere come se niente fosse.
Il secondo è un italiano regolare a cui dell’Italia non frega nulla ma grazie alle sue idee sballate, alla sua ipocrisia pelosa, ci sta riempiendo di rifiuti umani che vengono a distruggere la nostra già difficile convivenza civile.

Il primo, il nigeriano, è scappato dal suo Paese a causa della guerra, ci dicono. Ma da che mondo è mondo dalle guerre scappano le donne e i bambini mentre lui è un uomo di 28 anni. E francamente è strana questa immigrazione che porta in Europa masse di giovani sani di corpo e di mente e lascia sotto le bombe e le persecuzioni i più indifesi.
Il secondo, il buonista, vive da sempre qui, gode della libertà e della sicurezza che gli sono garantiti ed è così stupido da convincersi che facendo entrare tutti, lui faccia il bene di queste persone e di se stesso, mentre fa solo il bene dell’élite globalista che pilota questo esodo di nuovi schiavi.

Il nigeriano, quello che si traveste da profugo, da povero, da diseredato, è solo uno schifoso delinquente che si approfitta della possibilità che noi diamo a lui per farsi manovalanza delle organizzazioni criminali, in cambio di facili guadagni.

Il buonista, quello che si veste di solidarietà, è solo uno schifoso schiavista, uno di quelli che è convinto che gli immigrati ci pagheranno le pensioni o che è meglio farli entrare tutti così li mettiamo a raccogliere i pomodori come dice Emma Bonino (e questo solo perché in Italia non coltiviamo cotone come nella Virginia del XIX secolo).

88637_boldriniNON SOLO…
Il nigeriano non è solo il nigeriano; è anche il tunisino, il marocchino, il bosniaco insomma è tutti quelli che chiamiamo clandestini e che una volta in Italia si mettono a rubare, stuprare, spacciare, assassinare, rafforzando la già folta fauna di delinquenti nativi.

Il buonista non è solo il buonista; è anche l’antirazzista, il progressista, il catto-comunista, l’umanitarista, il prete arcobaleno, la femminista, insomma tutta quella poltiglia di retorica ed ipocrisia che alimenta una sottocultura che sta mandando in malora la nostra Nazione.

Sia chiara una cosa: il nigeriano e quelli come lui non hanno nulla da spartire con gli stranieri che in Italia vengono a lavorare, che rispettano le leggi e che magari sognano un giorno di diventare cittadini di questo Paese. A loro va il nostro aiuto e la nostra vera amicizia.

Mentre al contrario, il nigeriano e il buonista, l’irregolare e il suo complice italiano, il criminale che abusa della nostra libertà e l’idiota che lo legittima e lo fa entrare, rappresentano la feccia di questo Paese.

Entrambi vanno messi nella condizione di non nuocere: il primo, il nigeriano, ficcandolo in galera il tempo che occorre e poi rispedendolo a casa sua a calci nel sedere. Il secondo, il buonista, impedendogli democraticamente di continuare a governare questo Paese e a perpetrare i danni fin qui fatti.


meanwhile in #Meda…

la sagra del luogo comune

con commenti offensivi di razzismo per chi ha chiesto il rispetto delle regole di buon vicinato e soprattutto del ripristino della legalità.

L’articolo qui

 

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