Le difficolta di ABAS e la fusione in AMS

Si è svolto a Milano l’incontro di verifica su ABAS richiesto dalle Segreterie Nazionali delle sigle sindacali del Credito.
Alla presenza delle RSA di ABAS, UniCredit conferma la non disponibilità alla proroga delle clausole occupazionali ma riconferma sino al 2028 quelle previste dall’art.9.
A sorpesa Accenture annuncia la fusione di ABAS in AMS.

Scarica qui il comunicato sindacale

Intesa cede SEC Servizi Spa ad Accenture

Il Gruppo Intesa Sanpaolo e Accenture hanno concluso l’accordo per la cessione ad Accenture della quota dell’80,8% che il gruppo bancario deteneva in SEC Servizi Spa, società che fornisce servizi tecnologici e applicazioni software a istituti bancari. Accenture acquisirà inoltre anche le quote restanti di SEC Servizi Spa attualmente in mano ad altri azionisti. Con l’acquisizione del know-how e degli asset tecnologici e operativi di SEC Servizi, Accenture sarà in grado di creare una piattaforma avanzata e innovativa dedicata al settore bancario, per supportare le banche nella transizione verso il digitale….

Accenture acquisisce l’80% di SEC da Intesa Sanpaolo

Comunicato sindacale delle Oo.Ss. di ABAS

Resoconto sintetico dell’incontro che le O.S. hanno avuto con l’Azienda lo scorso 16 maggio. La cessione delle quote detenute da UniCredit, l’acquisto di I-Faber da parte di Accenture, il clima aziendale e la difficile situazione lavorativa sono alcune delle temetiche riprese dal comunicato

Comunicato sindacale delle Oo.Ss. di ABAS

Comunicato sindacale delle Oo.Ss. di ABAS

Resoconto sintetico dell’incontro che le O.S. hanno avuto con l’Azienda lo scorso 16 maggio. La cessione delle quote detenute da UniCredit, l’acquisto di I-Faber da parte di Accenture, il clima aziendale e la difficile situazione lavorativa sono alcune delle temetiche riprese dal comunicato

Il comunicato delle OO.SS. ABAS in merito all’incontro con l’Azienda

Unicredit cede anche I-Faber. Ad Accenture

Unicredit cede anche I-Faber. Ad Accenture

UniCredit e Accenture il 5 aprile 2018 hanno informato l’RSA di I-Faber dell’intervenuta formalizzazione fra le stesse ed i soci di minoranza di i-Faber del contratto preliminare di trasferimento totale del pacchetto azionario di quest ultima, con efficacia prevista del trasferimento stesso dal primo maggio 2018.

L’accordo qui

Unicredit cede anche I-Faber. Ad Accenture

UniCredit e Accenture il 5 aprile 2018 hanno informato l’RSA di I-Faber dell’intervenuta formalizzazione fra le stesse ed i soci di minoranza di i-Faber del contratto preliminare di trasferimento totale del pacchetto azionario di quest ultima, con efficacia prevista del trasferimento stesso dal primo maggio 2018.

L’accordo qui

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Ecco come Accenture vede il bancario di domani

Intervista a Stefano Trombetta, Managing Director di Accenture Strategy per Italia, Grecia, Europa dell’Est e Medio Oriente

(…)

Come sarà il bancario di domani?

Il bancario digitale dovrà interagire con la clientela in maniera diversa rispetto a oggi, anche in termini di flessibilità oraria, e sarà chiamato a gestire con familiarità qualsiasi canale digitale, dalle chat al social banking fino alle vendita in remoto.

I lavoratori, secondo lei, sono pronti al grande salto?

Secondo una nostra indagine a campione effettuata sui lavoratori di varie industrie tra cui quella bancaria, in Italia il 71% degli impiegati dichiara di aspettarsi impatti positivi sul proprio lavoro dalle nuove tecnologie e il 68% di loro ritiene che, grazie a queste, aumenteranno le prospettive di occupazione. Il 73% dei dipendenti, inoltre, è consapevole di avere delle lacune in termini di competenze digitali e ritiene di adoperarsi in maniera proattiva per imparare i nuovi skill. Quindi non c’è un pregiudizio negativo rispetto all’argomento, ma c’è una grossa disponibilità a ricevere una formazione adeguata.

(…)

Tutta l’intervista qui

UBIS: il flop dell’Outsourcing.

Dove sono finiti i risparmi del progetto Newton ?

Quando Unicredit decise di avviare il cosiddetto progetto Newton, che vide l’esternalizzazione di oltre 600 colleghi in tre diverse società controllate a maggioranza da HP, ACCENTURE e IBM, i vertici aziendali sostennero che, con tali operazioni, sarebbe stato possibile cogliere le opportunità offerte dal mercato “non captive” e ottenere dei forti risparmi in virtù di non meglio specificate sinergie (Unicredit stimava un risparmio di circa 1 miliardo di euro in 10 anni).

Entrambe le tesi sostenute dall’azienda non hanno mai convinto le scriventi Organizzazioni Sindacali che hanno sempre espresso la loro decisa contrarietà all’esternalizzazione dei lavoratori e delle attività a suo tempo svolte da UBIS.

Il tempo , che è sempre galantuomo, sta oggi fornendo dati molto interessanti a sostegno delle nostre posizioni che riportiamo in modo sintetico a seguire:

  1. 1. MERCATO NON CAPTIVE

Nessuna commessa è stata presa direttamente dalle società interessate dal progetto Newton. Contrariamente alcune di queste società, come ES-SSC, sono in evidente difficoltà rispetto al raggiungimento degli obiettivi prefissati per ammissione della stessa Unicredit. La situazione di VTS e di ABAS non è certamente migliore  nonostante i roboanti proclami che continuano a vedere protagonisti i relativi soci.

  1. 2. RISPARMI A FAVORE DI UNICREDIT DERIVANTI DAL PROGETTO NEWTON

Analizzando il resoconto intermedio di gestione consolidato al 30 settembre 2014 disponibile al pubblico all’indirizzo internet

https://www.unicreditgroup.eu/it/investors/financial-calendar/2014/consolidated-interim-report-as-at-september-30-2014.html

troviamo testualmente riportato:

Per quanto riguarda invece le altre spese amministrative delle attività
“core”, nei primi nove mesi del 2014 sono risultate pari a 3.788 milioni, in
crescita del 7,4% rispetto allo stesso periodo del 2013 ricostruito (+8,0%
a cambi costanti). Buona parte dell’aumento è riconducibile alla crescita
dei costi IT per effetto da un lato di maggiori attività ricorrenti e di sviluppo,
dall’altro per i canoni dei servizi di outsourcing. Una parte dei costi IT è
infatti relativa a spese direttamente sostenute dal Gruppo (principalmente
affitti e spese di gestione su asset IT ancora di proprietà) che vengono poi
ripetute all’outsoucer. Il ricavo relativo a tale ripetizione è incluso nella voce
recuperi di spesa, che nei primi nove mesi del 2014 ammonta a 577
milioni, in aumento del 30,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso
anno ricostruito”

E’ quindi evidente che i due principali obiettivi del progetto Newton, così come sono stati sempre illustrati dall’azienda, non sembrerebbero per nulla raggiunti, almeno rispetto a quelli pubblicamente dichiarati … non sarà per caso che i Sindacati avevano ragione nell’affermare l’insostenibilità delle stime prospettate dal Top Management di Unicredit e UBIS ?

Non sarebbe opportuno rivedere le politiche di outsourcing fin qui attuate, ripensando il tutto in chiave di Insourcing delle attività e dei lavoratori ?

Chiudiamo con una ulteriore e brevissima considerazione rispetto all’articolo pubblicato su: http://www.datamanager.it/2015/03/unicredit-business-integrated-solutions-buon-governo-banca-cambia/

dal titolo “UniCredit Business Integrated Solutions. Il buon governo della banca che cambia”.

La considerazione nasce dal non vedere minimamente citati gli uomini e le donne di UBIS che ogni giorno con grande sacrificio e dedizione permettono al Gruppo Unicredit di ricevere dei buoni servizi,  nonostante un’ organizzazione del lavoro che lascia molto a desiderare e che spesso sembra strutturata solo per mortificare le professionalità dei colleghi.

Riteniamo che per affrontare le sfide di un mercato sempre più complesso e competitivo sia necessario valorizzare il patrimonio umano, nel rispetto di quei principi etici e valoriali che troppo spesso vengono sacrificati a favore di processi organizzativi, di dubbia efficacia.

Tali processi organizzativi  vengono spesso proposti  alle solite note  società di consulenza che , al momento, sembrerebbero essere le principali beneficiarie degli oggettivi vantaggi (nello scorso bilancio consolidato risultano spesi da Unicredit circa 700 milioni tra consulenze specialistiche e servizi per l’ICT, oltre a 200 milioni di euro in consulenze legali).

Milano, 18 marzo 2015

SEGRETERIE DI COORDINAMENTO UBIS

DIRCREDITO- FABI – FIBA/CISL – SINFUB – UGL/CREDITO – UIL.CA