UniSin – GOVERNO ED ABI: ENNESIMO ATTACCO CONCENTRICO AI DIRITTI DEI LAVORATORI DEL CREDITO

GOVERNO ED ABI: ENNESIMO ATTACCO CONCENTRICO AI DIRITTI DEI LAVORATORI DEL CREDITO

“Lo sciagurato disegno del Governo di cancellare l’art. 18 potrebbe non essere l’unico pericoloso attacco al mondo del lavoro in quanto, al suo interno, sono presenti ulteriori ed ugualmente insidiose misure in grado di compromettere dalle fondamenta il sistema di salvaguardie oggi vigente e non solo nel campo della tutela contro i licenziamenti illegittimi”, afferma il Segretario  Generale di UNITÀ SINDACALE Falcri Silcea, Emilio Contrasto, che denuncia l’esistenza anche di “un probabile asse Governo-ABI volto a cancellare le norme che tutelano i dipendenti nei casi di demansionamento”

Leggi qui il Comunicato sindacale:

                                        

 

RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO O ATTACCO AI DIRITTI DEI LAVORATORI? (UniSin)

“Incentrare la riforma del lavoro sulla distruzione dell’articolo 18 basandosi su impostazioni ideologiche è dannoso e fuorviante, sono altri i problemi che affliggono il mercato del lavoro italiano” con questa dichiarazione del nostro Segretario Generale Emilio Contrasto si apriva l’ultimo comunicato stampa di Unità Sindacale.
Dopo avere appreso da tutti i principali mezzi di informazione che il Governo procede imperterrito, avanzando addirittura la minaccia di intervenire con la decretazione d’urgenza su una materia così delicata, assistiamo in questi giorni anche al forte scontro tra il Presidente del Consiglio ed i Sindacati.
Unisin si unisce al coro che valuta la scelta governativa capace di portare un arretramento epocale verso ciò che doveva essere un civile rapporto di lavoro e di calpestare il dettato costituzionale che si rifà alla dignità della persona. E per di più in un Paese che “vanta” un Mercato del Lavoro che è già tra i più flessibili in Europa…..

Scarica qui il documento completo:

RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO O ATTACCO AI DIRITTI DEI LAVORATORI? (UniSin)

(Immagine: www.valigiablu.it)

SALLCA CUB: Uguaglianza secondo il governo Renzi

DA SEGRETERIA NAZIONALE CUB SALLCA

Nel pieno del dibattito sul Jobs Act è uscita la notizia della pensione d'oro di Bonanni, appena dimessosi da segretario Cisl (Qui il post di dagospia).

Per quel che ci riguarda la polemica contro i privilegi del sindacato concertativo non è nuova: la progressiva perdita di diritti, secondo noi, è avvvenuta con la complicità di sindacalisti firmatutto, che vengono "ricompensati" con privilegi che vanno dalle pensioni d'oro dei massimi dirigenti, ai permessi "facili" dei livelli inferiori (sia chiaro che non vogliamo generalizzare per tutti, ma ognuno saprà riconoscere qualche caso).

Oggi Renzi ha buon gioco a chiedere ai sindacati dov'erano quando la precarietà ha dilagato, ma la crisi del sindacato tradizionale oggi può avere solo due sbocchi: la cancellazione del sindacato e dei diritti dei lavoratori (la soluzione perseguita dal governo Renzi) o la ricostruzione di un sindacato vero, con la partecipazione attiva dei lavoratori e sindacalisti non di mestiere, che operano per convinzione e non per propria comodità.

Noi chiameremo i lavoratori alla lotta, a voi scegliere.

Di seguito vi proponiamo un nostro commento al Jobs Act:

                                                                                             

RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO O ATTACCO AI DIRITTI DEI LAVORATORI? (UniSin)

RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO O ATTACCO AI DIRITTI DEI LAVORATORI?

“Incentrare la riforma del lavoro sulla distruzione dell'articolo 18 basandosi su impostazioni ideologiche è dannoso e fuorviante, sono altri i problemi che affliggono il mercato del lavoro italiano” con questa dichiarazione del nostro Segretario Generale Emilio Contrasto si apriva l’ultimo comunicato stampa di Unità Sindacale.
Dopo avere appreso da tutti i principali mezzi di informazione che il Governo procede imperterrito, avanzando addirittura la minaccia di intervenire con la decretazione d’urgenza su una materia così delicata, assistiamo in questi giorni anche al forte scontro tra il Presidente del Consiglio ed i Sindacati.
Unisin si unisce al coro che valuta la scelta governativa capace di portare un arretramento epocale verso ciò che doveva essere un civile rapporto di lavoro e di calpestare il dettato costituzionale che si rifà alla dignità della persona. E per di più in un Paese che “vanta” un Mercato del Lavoro che è già tra i più flessibili in Europa.

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Jobs Act: non solo abolizione delle tutele …

Il nuovo testo della Delega Lavoro prevede anche: apertura al demansionamento del lavoratore, meno paletti sui controlli a distanza, estensione del lavoro accessorio attraverso l’innalzamento dei limiti di reddito consentiti (oggi a 5.050 euro netti l’anno, corrispondenti a 6.740 euro lordi). La mortificazione del lavoratore e del lavoro.

C’è di che essere veramente preoccupati.

Jobs Act: non solo abolizione delle tutele …

 

(Immagine: www.inviatospeciale.com)

Jobs Act: non solo abolizione delle tutele …

Il nuovo testo della Delega Lavoro prevede anche: apertura al demansionamento del lavoratore, meno paletti sui controlli a distanza, estensione del lavoro accessorio attraverso l’innalzamento dei limiti di reddito consentiti (oggi a 5.050 euro netti l’anno, corrispondenti a 6.740 euro lordi).

C'è di che essere veramente preoccupati

Jobs Act: ecco il nuovo testo del Ddl Delega Lavoro

Lavoro: guardiamo avanti, torniamo al medioevo!

socialistnetwork:

E intanto Renzi ha trovato la soluzione: per favorire le nuove assunzioni: il loro svincolo dall’articolo 18. Ora Matteo® sta già pensando alla prossima mossa per rilanciare l’occupazione giovanile: la reintroduzione della mezzadria. Cambia verso, torna al medioevo

(via scarligamerluss)