Un bancario (di Intesa) sugli esuberi #Unicredit

L’articolo è di ieri,  17 febbraio, giusto ventiquattr’ore prima dell’annuncio Intesa/UBI! Chissà che dirà Maurizio Delfino degli esuberi UBI (2000 già dichiarati) e di quelli inevitabili di Intesa!

Tornando ad Unicredit, l’articolo è sostanzialmente condivisibile. Permane qualche dubbio in merito alla modalità di determinazione di questa eccedenza di mano d’opera.

(…) per capire meglio gli esuberi di Unicredit si dovrebbe analizzare di più il modello industriale, la visione del futuro, l’idea di business in patria e fuori. Perché, specialmente per i grandi gruppi, oggi è indispensabile allungare lo sguardo e approfondire la conoscenza di come e quanto si dispieghi l’attività fuori confine. In termini attuali e di programmi.(…)

Una visione del futuro non c’è mai stata fin dai tempi di Mr. Arrogance…e anche con il banchiere sconosciuto venuto dopo di lui si navigava a vista…più politica che economia! E la cosa oggi è cambiata di poco.

Gli esuberi nascono dall’applicazione di una semplice regola: per far quadrare il conto economico e creare reddito per gli azionisti si taglia la voce di costi maggiore: il personale. Speri che chiudendo le filiali la clientela comunque, grazie alle app ed all’on line ti resti fedele… Ma non è così. La clientela si orienta comunque verso istituti che garantiscono anche uno sportello fisico. Mi trasferisco e nella mia nuova città non c’è il mio istituto? Poco male, cambio.

E ricordiamoci che tagliano posti di lavoro tagliamo anche il futuro ai nostri figli.

BANCHE/ I cambiamenti dietro i tagli a dipendenti e filiali

Novità in Banca Intesa

  • formazione: nel 2020 oltre ad aree riservate per espletare i corsi  nella struttura di appartenenza verrà introdotto per il personale delle filiali il diritto a 2 giornate di formazione da casa.
  • premio variabile: quello del 2019 passerà da 73 milioni a 85 milioni, con un aumento di circa il 17%. 
  • L’accordo sistema eccellenza tutela: si collega al premio di risultato del gruppo che per il 2019 sarà di 32 milioni di euro.

Intesa, per i bancari il bonus arriva a 117 milioni

Il segretario generale di First Cisl Riccardo Colombani sulla situazione retributiva dei Top Manager in banca

«un dipendente di Intesa Sanpaolo dovrebbe lavorare 123 anni per incassare quel che ha guadagnato nel 2018 il ceo Carlo Messina», afferma il segretario generale di First Cisl, Riccardo Colombani.

«A un lavoratore di UniCredit – sottolinea ancora Colombani – serve mezzo secolo per uguagliare il compenso annuo dell’amministratore delegato Jean Pierre Mustier. Gli ad del Banco Bpm, Giuseppe Castagna, e di Ubi, Victor Massiah, hanno avuto il salario di una vita di lavoro di un impiegato del gruppo».

Nelle banche, aggiunge Colombani, «la sproporzione retributiva rimane alta, ma a preoccuparci e soprattutto il fatto che i compensi dei top manager continuano ad essere legati solo ai risultati quantitativi, mentre e necessaria una svolta moralizzatrice».

USA: Per UniCredit solo una sanzione da 900 milioni di dollari ma nessuna accusa penale

UniCredit SpA è in procinto di raggiungere un accordo con le autorità statunitensi per le accuse secondo cui la banca avrebbe fornito servizi di compensazione del dollaro ai clienti iraniani in violazione delle sanzioni statunitensi.

L’accordo di UniCredit sarebbe il secondo di una banca italiana. Intesa Sanpaolo SpA, la seconda più grande banca del paese, ha accettato di pagare $ 235 milioni a dicembre 2016 per risolvere le accuse di un regolatore di New York secondo cui avrebbe vanificato i controlli sul riciclaggio di denaro per un decennio.

 

Articolo in inglese:

UniCredit Near $900m Deal With US Over Iran Sanctions

La Fisac Cgil sul flop del contratto “misto” in Banca Intesa

La Fisac ha almeno dimostrato l’onestà intellettuale di ammettere il grossolano errore.

Ora per decenza dovrebbero almeno dimettersi.

Riprendendo un post del Gennaio 2018 :

Alla fine l’ABI l’ha avuta vinta. La conferma arriva propri dai sindacati. Dopo anni di lotte, ABI è riuscita nel suo intento di far passare un nuovo modello organizzativo per la gestione degli sportelli che svincoli il lavoratore dall’azienda mediante nuove forme di lavoro autonomo (o meglio semi autonomo) .

(F)abi e le nuove figure professionali in deroga al CCNL

 

ABI ringrazia

Qui l’articolo-intervista rilasciata a Milano Finanza da Giuliano Calcagni, segretario della Fisac Cgil.

Il contratto ibrido bancari-consulenti è stato un flop

Intesa cede SEC Servizi Spa ad Accenture

Il Gruppo Intesa Sanpaolo e Accenture hanno concluso l’accordo per la cessione ad Accenture della quota dell’80,8% che il gruppo bancario deteneva in SEC Servizi Spa, società che fornisce servizi tecnologici e applicazioni software a istituti bancari. Accenture acquisirà inoltre anche le quote restanti di SEC Servizi Spa attualmente in mano ad altri azionisti. Con l’acquisizione del know-how e degli asset tecnologici e operativi di SEC Servizi, Accenture sarà in grado di creare una piattaforma avanzata e innovativa dedicata al settore bancario, per supportare le banche nella transizione verso il digitale….

Accenture acquisisce l’80% di SEC da Intesa Sanpaolo

Banche macinano utili ma tagliano posti di lavoro.

Taglino i posti di lavoro dei bancari, non dei consulenti (che sono poi quelli che chiedo la chiusura degli sportelli ed il taglio dei dipendenti….).

(…) “Ci tocca dare ragione ai banchieri – sottolinea il segretario generale di First Cisl Giulio Romani – il sistema è solido e redditizio ma allora perché continuano imperterriti tagliare personale e filiali ? In un anno 12.300 posti di lavoro, prevalentemente in Italia, sono stati tagliati solo in queste quattro banche ed è un fatto “drammatico” – dice Romani – per un Paese che ha un tasso di disoccupazione giovanile del 30%. Peraltro avere 1.260 sportelli in meno – rileva – riduce ancora dell8’4%, in un solo anno, il servizio ai territori in barba ai doveri sociali delle banche. “ (…)

Ansa, studio First Cisl, le quattro big macinano utili ma tagliano posti

ISP: Cessione lavoratori del Recupero Crediti, un’altra triste pagina sindacale

Dal Sito SALLCA CUB

Purtroppo solo in occasione di eventi straordinari (come già accadde per i lavoratori di Banca Depositaria ceduti a State Street) ci si rende conto che il ruolo dei sindacati firma tutto non è di controparte dell’azienda, bensì di “facilitatori” dei suoi voleri.

Dovremmo riflettere sull’urgenza di creare un’alternativa all’attuale deriva sindacale

ISP: Cessione lavoratori del Recupero Crediti, un’altra triste pagina sindacale

SALLCA CUB Banca Intesa: E la chiamano contrattazione…

Il 3 di agosto scorso le organizzazioni sindacali trattanti hanno firmato nel Gruppo Intesa Sanpaolo il rinnovo del contratto di secondo livello. Il rinnovo è andato in onda secondo le regole ormai collaudate dopo l’accordo quadro del 24.10.2011: nessuna piattaforma elaborata, discussa e approvata dai lavoratori; nessuna informazione su un’eventuale piattaforma presentata dai sindacati; nessuna notizia diramata prima dell’annuncio della firma sull’accordo. Ormai è proprio il caso di dire che aziende e sindacati se la cantano e se la suonano per conto proprio, mentre ai lavoratori non resta che la presa d’atto finale. La democrazia sindacale è stata definitivamente azzerata e non c’è più neanche la parvenza di qualcosa che ci assomigli alla lontana.

Del resto duole riconoscere che gran parte del contenuto economico che una volta era negoziato nella contrattazione integrativa è stato nel tempo riassorbito da altri accordi, o meglio da altre iniziative aziendali, come il PVR, il LECOIP ed ora anche il sistema incentivante legato alla tutela, che vedono i sindacati come semplici appendici firmatarie, anziché soggetti propositivi di una contrattazione vera.

Partendo da questo presupposto, e tenendo conto del carattere straordinario degli eventi che hanno coinvolto e stravolto il Gruppo nell’ultimo anno (dall’assorbimento emergenziale delle banche venete, alla dimensione enorme del piano esodi, dalla temerarietà del piano industriale 2018-2021, alla cessione degli NPL con lavoratori inclusi), non stupisce che al contratto di 2^ livello sia rimasto ben poco da trattare.

E dire che la vastità e profondità dei problemi che ogni giorno assillano i lavoratori del Gruppo non sono certo irrilevanti o difficili da vedere e conoscere. Affrontarli davvero però urterebbe contro gli interessi dell’azienda e minerebbe quel quadro idilliaco che anche i sindacati, aziendali o nazionali, tendono ad accreditare come modello da seguire, fatto com’è di accordi pervasivi, contrattazione continua, taglio dei costi, obiettivi sfidanti, produttività del lavoro, pressioni commerciali, utili e dividendi corposi per gli azionisti, premi succulenti per i manager. Meglio quindi concentrare la “contrattazione” sugli argomenti marginali e lasciare mano libera all’azienda sulle cose che le stanno davvero a cuore.

…continua qui accedendo al sito Sallca Cub

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