Intesa Sanpaolo: Fabi, inaccettabili i licenziamenti a Monte Parma

La fabi considera i possibili licenziamenti di 50 lavoratori di Banca Monte Parma o, in alternativa, l’imposizione ai dipendenti della banca della riduzione delle retribuzioni, della cancellazione dei trattamenti aziendali, demansionamenti professionali con riduzione dei trattamenti economici e della sospensione dell’attivita’ lavorativa senza la copertura del Fondo di solidarieta’ e senza versamento della contribuzione previdenziale, del tutto inaccettabile.

Bene, vedremo poi cosa firmeranno per il nuovo CCNL.

Intanto non abbiamo ancora visto la proposta che intendono presentare all’ABI. Forse ce la vorranno presentare post intesa con la parte datoriale, giusto per non fare brutta figura coi lavoratori…almeno potranno dirci che hanno ottento quanto richiesto…

Intesa Sanpaolo: Fabi, inaccettabili i licenziamenti a Monte Parma

(Immagine: Via Sceltalibera.tumblr)

Sallca Cub: Electrolux in banca e prove di resistenza.

DA SEGRETERIA NAZIONALE CUB SALLCA

Riteniamo utile portare a conoscenza di tutta la categoria due vicende emblematiche di quanto sta succedendo nel settore del credito.

Nel Gruppo Unicredit sono stati esternalizzati centinaia di lavoratori appartenenti a Ubis, il consorzio del gruppo.

Ora la stessa Ubis si accinge ad assumere centinaia di lavoratori … in Romania e Polonia.

La seconda vicenda vede protagonisti i colleghi e le colleghe di Banca Monte Parma, banca acquisita da Intesa Sanpaolo, che continua ad accanirsi contro lavoratori che rappresentano meno dell’1% del gruppo. L’azienda, nella furibonda ricerca di tagli al costo del lavoro (solo al nostro, chiaro), intende continuare ad applicare pesanti deroghe normative e salariali ai lavoratori stessi, agitando il ricatto di 50 esuberi se non verranno accettate le condizioni capestro.

Rispetto alla disinvoltura dei vertici aziendali nella dichiarazione di esuberi,  giunge da Napoli un’interessante notizia: sono state vinte due cause relative a lavoratori che, avendo maturato il diritto alla pensione, non avevano accettato la proposta di accesso incentivato ma obbigatorio al Fondo di Solidarietà  (previsto dagli accordi sindacali di aprile e giugno 2013) e sono stati licenziati.

Il tribunale ha stabilito che, sebbene sia accettabile,  in caso di esuberi, il principio di un criterio di scelta basato sul possesso del requisito pensionistico, tuttavia la sua applicazione non può avvenire in modo arbitrario.

L’azienda è tenuta a chiarire le cause dei presunti esuberi ed a definire il “perimetro” entro il quale verrebbero a determinarsi. Un’operazione di “svecchiamento” non può essere coperta da una maldestra dichiarazione di esuberi.

Un bello schiaffo alla pretesa aziendale di fare ciò che vuole, con motivazioni della sentenza che ricalcano esattamente le obiezioni che avevamo sollevato, all’epoca, con un nostro volantino che lamentava la genericità e strumentalità della procedura avviata dall’azienda, conclusasi con il licenziamento di 45 lavoratori che avevano “resistito”.

E’ paradossale che si debba essere noi a pubblicizzare una vittoria in cause legali seguite da altri sindacati, ma quello che conta è il risultato.

Certamente non possiamo pretendere che l’arroganza sindacale venga contrastata solo dai giudici, ma questo  risultato dovrebbe essere d’incoraggiamento per una ripresa della mobilitazione dei lavoratori per uscire dall’attuale stato di rassegnazione e passività.

I due comunicati:

L’ELECTROLUX C’E’ ANCHE NEL SETTORE DEL CREDITO: SI CHIAMA INTESA SANPAOLO

e

Ubis: il lavoro scappa all’estero

(Immagine:http://www.studiobosso.it)