Anche in provincia banche nella bufera…

E' il caso della Fondazione di Piacenza e Vigevano e delle operazioni che hanno portato a 50 milioni di perdite.

"Fondazione nel caos", il "Corriere" si occupa delle finanze di via S. Eufemia 

(…) Il "Corriere", portando ad esempio alcune specifiche operazioni finanziare del passato, si chiede se il patrimonio che costituisce la cassaforte di piacentini sia stato gestito secondo criteri realmente prudenziali. La vicenda dell’investimento nelle azioni della Banca Monte Parma viene evocata come esempio: "Per i piacentini è stato uno «scherzo» da 50 milioni, 28 di svalutazione solo nell’ultimo bilancio. Un’enormità per chi ha un monte erogazioni annuo di circa 5 milioni".

E poi quei titoli finiti a Gibuti, staterello africano proprio non dietro l’angolo: "I soldi finirono in una holding lussemburghese – dice il "Corriere" e da qui deviati alla «Banque de Dépot et de Crédit Djiboutu». Un milione investito, un milione perso, azzerato nel 2011. «Operazione filantropica», si disse. Poi si scopre che la banca è privata, di un certo Michel Torielli, svizzero, titolare della Swiss Financial Investments". (…)

Qui l'intero articolo

Banca Monte Parma non licenzia

Banca Monte Parma: scongiurati licenziamenti collettivi, Fiba Cisl: “Finalmente chiusa una difficile vertenza"

Banca Monte Parma: scongiurati licenziamenti collettivi, Fiba Cisl: “Finalmente chiusa una difficile vertenza"

Nella notte del 14 luglio scorso è stato raggiunto con Intesa Sanpaolo un accordo per la gestione degli esuberi di Banca Monte. “Si è finalmente chiusa – dichiara il segretario nazionale Fiba Cisl Sergio Girgenti – una difficile vertenza durata oltre sei mesi…. conitnua accedendo a Il Velino.it

Banca Monte, il 18 è sciopero “Siamo l’Electrolux del credito”

Banca Monte, il 18 è sciopero "Siamo l'Electrolux del credito"

Corteo per le strade del centro fino alla sede dell'istituto. Nuova mobilitazione il due maggio. Sigle: "Taglio ai salari o 50 esuberi, ricatto inaccettabile". Appello alle istituzioni: "Ci siano vicine". Interrogazione di Patrizia Maestri

Qui l'articolo di Repubblica:

Qui il comunicato del SALLCA CUB:

L’ELECTROLUX C’E’ ANCHE NEL SETTORE DEL CREDITO: SI CHIAMA INTESA SANPAOLO

Banca Monte, lavoratori in sciopero

Banca Monte, lavoratori in sciopero

Fabi, Fiba-Cisl, Cgil-Fisac e Uilca: "Non si disdettano gli accordi quando arriva il momento di rispettarli".

Nell’ambito della vertenza Banca Monte Parma, lo scorso 3 aprile si è svolto presso ABI Milano il “tentativo di conciliazione” previsto dalle normative vigenti in materia di sciopero. Gli esponenti aziendali, mantenendo l’atteggiamento tenuto dall’azienda nell’ultimo incontro con il sindacato, hanno confermato una posizione assolutamente inconciliabile, rifiutando di ritirare la lettera di “disdetta” consegnata il 17 marzo scorso, con la quale vorrebbero determinare (ma non ci riusciranno) tagli alle retribuzioni e possibile ricorso all’attivazione di procedure per la riduzione di personale.
Lavoratori e rappresentanze sindacali confermano la loro indisponibilità ad accettare le decisioni di una dirigenza che pensa di poter colpire i trattamenti economici e normativi, e ridurli per sempre; di poter cancellare, con una lettera, l’applicazione di tutta la contrattazione aziendale; di tenere fuori i dipendenti di Banca Monte dalle applicazioni contrattuali di gruppo per isolarli dalle restanti banche del gruppo e per applicare con maggior gravità le procedure di riduzione del personale. Pensano, in sostanza, di fare loro pagare ancora, dopo quello che hanno già pagato in questi due anni e mettere in discussione i diritti “guadagnati sul campo” e “sudati” dai lavoratori nel pieno rispetto dell’accordo del 14/01/12, solennemente firmato dall’azienda e impegnativo per le parti.
.…continua a leggere il comunicato sindacale...

 

Intesa Sanpaolo: Fabi, inaccettabili i licenziamenti a Monte Parma

La fabi considera i possibili licenziamenti di 50 lavoratori di Banca Monte Parma o, in alternativa, l’imposizione ai dipendenti della banca della riduzione delle retribuzioni, della cancellazione dei trattamenti aziendali, demansionamenti professionali con riduzione dei trattamenti economici e della sospensione dell’attivita’ lavorativa senza la copertura del Fondo di solidarieta’ e senza versamento della contribuzione previdenziale, del tutto inaccettabile.

Bene, vedremo poi cosa firmeranno per il nuovo CCNL.

Intanto non abbiamo ancora visto la proposta che intendono presentare all’ABI. Forse ce la vorranno presentare post intesa con la parte datoriale, giusto per non fare brutta figura coi lavoratori…almeno potranno dirci che hanno ottento quanto richiesto…

Intesa Sanpaolo: Fabi, inaccettabili i licenziamenti a Monte Parma

(Immagine: Via Sceltalibera.tumblr)

Intesa Sanpaolo: Fabi, inaccettabili i licenziamenti a Monte Parma

(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Milano, 13 feb – 'Riteniamo provocatorie e irricevibili le proposte formulate dal Gruppo Intesa Sanpaolo, che intende licenziare 50 lavoratori di Banca Monte Parma o, in alternativa, imporre ai dipendenti della banca la riduzione delle retribuzioni, la cancellazione dei trattamenti aziendali, demansionamenti professionali con riduzione dei trattamenti economici e la sospensione dell'attivita' lavorativa senza la copertura del Fondo di solidarieta' e senza versamento della contribuzione previdenziale". Cosi' Lando Maria Sileoni, segretario generale della Fabi. "Consideriamo queste misure inaccettabili – aggiunge – soprattutto alla luce dei pesanti sacrifici affrontati negli ultimi due anni dai lavoratori della banca, a cui va tutta la nostra solidarieta'. Giudichiamo, infine, particolarmente grave e delicata la situazione di Banca Monte Parma, anche in vista del prossimo avvio delle trattative per il rinnovo del contratto nazionale di categoria in Abi". "Non possiamo permettere che le vicende dell'azienda siano strumentalmente utilizzate come grimaldello per tentare di scardinare l'intera contrattazione nazionale di settore – conclude – La Fabi, pertanto, sosterra' il percorso di mobilitazione che le rappresentanze aziendali unitarie hanno gia' avviato con il sostegno unanime dei lavoratori".

(via Borsaitaliana.it)

Sallca Cub: Electrolux in banca e prove di resistenza.

DA SEGRETERIA NAZIONALE CUB SALLCA

Riteniamo utile portare a conoscenza di tutta la categoria due vicende emblematiche di quanto sta succedendo nel settore del credito.

Nel Gruppo Unicredit sono stati esternalizzati centinaia di lavoratori appartenenti a Ubis, il consorzio del gruppo.

Ora la stessa Ubis si accinge ad assumere centinaia di lavoratori … in Romania e Polonia.

La seconda vicenda vede protagonisti i colleghi e le colleghe di Banca Monte Parma, banca acquisita da Intesa Sanpaolo, che continua ad accanirsi contro lavoratori che rappresentano meno dell’1% del gruppo. L’azienda, nella furibonda ricerca di tagli al costo del lavoro (solo al nostro, chiaro), intende continuare ad applicare pesanti deroghe normative e salariali ai lavoratori stessi, agitando il ricatto di 50 esuberi se non verranno accettate le condizioni capestro.

Rispetto alla disinvoltura dei vertici aziendali nella dichiarazione di esuberi,  giunge da Napoli un’interessante notizia: sono state vinte due cause relative a lavoratori che, avendo maturato il diritto alla pensione, non avevano accettato la proposta di accesso incentivato ma obbigatorio al Fondo di Solidarietà  (previsto dagli accordi sindacali di aprile e giugno 2013) e sono stati licenziati.

Il tribunale ha stabilito che, sebbene sia accettabile,  in caso di esuberi, il principio di un criterio di scelta basato sul possesso del requisito pensionistico, tuttavia la sua applicazione non può avvenire in modo arbitrario.

L’azienda è tenuta a chiarire le cause dei presunti esuberi ed a definire il “perimetro” entro il quale verrebbero a determinarsi. Un’operazione di “svecchiamento” non può essere coperta da una maldestra dichiarazione di esuberi.

Un bello schiaffo alla pretesa aziendale di fare ciò che vuole, con motivazioni della sentenza che ricalcano esattamente le obiezioni che avevamo sollevato, all’epoca, con un nostro volantino che lamentava la genericità e strumentalità della procedura avviata dall’azienda, conclusasi con il licenziamento di 45 lavoratori che avevano “resistito”.

E’ paradossale che si debba essere noi a pubblicizzare una vittoria in cause legali seguite da altri sindacati, ma quello che conta è il risultato.

Certamente non possiamo pretendere che l’arroganza sindacale venga contrastata solo dai giudici, ma questo  risultato dovrebbe essere d’incoraggiamento per una ripresa della mobilitazione dei lavoratori per uscire dall’attuale stato di rassegnazione e passività.

I due comunicati:

L’ELECTROLUX C’E’ ANCHE NEL SETTORE DEL CREDITO: SI CHIAMA INTESA SANPAOLO

e

Ubis: il lavoro scappa all’estero

(Immagine:http://www.studiobosso.it)

L’ELECTROLUX C’E’ ANCHE NEL SETTORE DEL CREDITO: SI CHIAMA INTESA SANPAOLO

L’ELECTROLUX C’E’ ANCHE NEL SETTORE DEL CREDITO:
SI CHIAMA INTESA SANPAOLO

Le cronache di questi giorni hanno dato ampio spazio al ricatto dell’azienda svedese Electrolux, che ha chiesto agli operai di dimezzarsi gli stipendi per non portare all’estero la produzione. Ma meccanismi di ricatto e scambio tra occupazione e tagli salariali si stanno riproponendo anche nel nostro settore.

Banca Monte Parma era stata portata al collasso dal suo management e “salvata” dal Gruppo Intesa Sanpaolo, ma con un accordo capestro che, per due anni, riduceva le condizioni normative e salariali dei dipendenti.

Ora, in sede di verifica dell’accordo in scadenza, che prevedeva il ritorno alla “normalità” e l’integrazione di BMP nel gruppo, l’azienda si è presentata lamentando il perdurare di difficoltà reddituali e la necessità di ridurre ulteriormente il costo del lavoro o con la proroga dell’accordo penalizzante o con la dichiarazione di 50 esuberi.

La vicenda è emblematica della ferocia con cui il management bancario è pronto ad accanirsi contro poche centinaia di lavoratori (in un gruppo di decine di migliaia sono meno dell'1% della forza lavoro complessiva) continuando a mantenerle in una sorta di limbo pur di ottenere una manciata di miserabili risparmi.

Stiamo parlando di un gruppo che ha da poco ottenuto le dimissioni del Ceo Cucchiani garantendogli non solo una ricca liquidazione, ma anche la permanenza per sei mesi nella carica di Direttore Generale (con relativa lauta retribuzione) perché sei mesi erano quanto gli mancava per agganciare il diritto alla pensione: evidentemente la fine del posto fisso riguarda solo i comuni mortali!!

E’ solo di pochi giorni fa un’intervista del nuovo Ceo, Messina, che garantiva che il prossimo piano industriale non avrebbe previsto esuberi. Invece l’argomento, nel caso di BMP, viene strumentalmente brandito come ricatto per ottenere i risparmi desiderati, essendo, evidentemente, del tutto inesistenti le presunte eccedenze di personale.

Troppo spesso i grandi gruppi bancari si riempiono la bocca di parole come codice etico e responsabilità sociale d’impresa. Se Intesa Sanpaolo resterà sulle sue posizioni avremmo l'ennesima dimostrazione che si tratta solo di chiacchiere ipocrite e che i lavoratori devono svegliarsi per tornare a lottare e difendere diritti che, un pezzo per volta, stiamo progressivamente perdendo. C.U.B.-S.A.L.L.C.A. Gruppo Intesa Sanpaolo

www.sallcacub.org             sallca.cub@sallcacub.org

http://www.facebook.com/SALLCACUB

Sede Legale: Milano – Viale Lombardia 20; tel. 02/70631804; fax 02/70602409

Sede Operativa: Torino – Corso Marconi 34 tel. 011/655897 fax 011-7600582

 

Scarica qui la versione in pdf: