Articolo di Antonio Mazzone (blurating.com) sui prossimi danni a #banche e… #bancari

Effetto #Covid-19 e #Contevirus: per i bancari sarà in ritorno al 2008? La crisi che ha cambiato il sistema bancario per sempre si sta per abbattere nuovamente sul settore bancario? Dovremo aspettarci nuovi esuberi e piani d’esodo (ma con che soldi?) massicci? O si passerà direttamente ai licenziamenti?

(…) A seguito di questi presupposti, i grandi investitori istituzionali fanno pressione sul settore bancario quotato europeo, ed in particolare a quello italiano, pretendendo:
– “piani industriali di “lacrime e sangue”, con maxi taglio certo dei costi basato su una forte riduzione del numero dei dipendenti e ulteriore taglio di filiali improduttive;
– Garanzie su tenuta dei ratios patrimoniali post Basilea4 e varie nuove regulation;
– crescita sostenuta dei ricavi grazie all’espansione delle commissioni nell’area del wealth management;
– ripresa di processi di concentrazione del settore con fusioni ed acquisizioni. (…)

Bancari, ecco la tempesta perfetta che li travolgerà

Banche: escussione extragiudiziale accelerata per evitare i crediti deteriorati

 

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Poichè tale principio deve essere concordato in anticipo tra un istituto di credito e il debitore, c’è da credere che agli “amici” i banchieri non ne chiederanno mai la stipula…

Banche e bancari: alla fiera dell’ovvio anche la società di consulenza Oliver Wyman

Anche la società di consulenza internazionale Oliver Wyman si conferma scopritore dell’ovvio e si accoda al pensiero comune degli ultimi 10 anni. 

(….) un ripensamento totale del business model: rivoluzionando gli attivi di bilancio, utilizzando gli advanced analytics nella gestione del credito e prendendo atto che l’industria non è più labour intensive e richiede meno personale almeno per metà da riqualificare in chiave digital. (…)

Comunicati a ciclostile, basta cambiare la carta intestata.

 

Banche, rapporto shock: margini a picco e 70mila posti a rischio in 5 anni

Bancari: Nonostante i massicci esodi….

L’età media si alza
Nell’ultimo decennio (2008-2018) l’età media di chi lavora in banca è aumentata di 4,5 anni, al punto che oggi ha raggiunto 47 anni. L’invecchiamento è stato di 2,4 anni per i dirigenti, di 3,9 anni per i quadri direttivi e di 4,4 per le aree professionali.
Nonostante in banca ci sia stato un intenso passaggio generazionale, testimoniato dall’ampio ricorso alle prestazioni straordinarie del Fondo di solidarietà, attraverso il quale sono usciti oltre 70mila bancari, e dal ricorso al Fondo per l’occupazione con cui sono stati assunti 20mila giovani, c’è un progressivo invecchiamento della popolazione.
Se nel 2008 gli under 35 erano oltre un quarto dei bancari oggi sono poco più di uno su dieci. Praticamente costante la fascia di chi ha tra i 36 e i 55 anni, mentre è pressoché triplicata quella degli over 55: erano l’8% nel 2008, oggi sono il 20,5%.

Lavoro: in banca si fanno largo quadri, donne e over 50

Unione bancaria europea nelle mani di PD e M5S? Che Dio ce la mandi buona…

L’Italia è quella che ha più da perdere, se gli argomenti non saranno maneggiati con cautela da un Governo che sappia farsi ascoltare ed imporsi sulla Germania. Ma c’è da credere che i nostri “yes man”,  sempre proni nei confronti dei tedeschi, sapranno farsi infinocchiare anche questa volta. Magari per ottenere uno zerovirgola di debito pubblico in più.

(…) rendere più rischioso per le banche acquistare titoli di Stato della propria nazione minerebbe, come dice Gualtieri, la competitività degli istituti di credito europei. A perderci di più sarebbero quelli italiani, che negli anni della crisi finanziaria hanno incamerato forti quote di debito pubblico per puntellare un Paese sotto attacco finanziario. ​E, più in generale, verrebbe esacerbata quella che è già un’anomalia: una banca centrale, quale la Bce, priva di un ruolo inequivocabile di prestatore di ultima istanza come, ad esempio, la Federal Reserve. Che comprare un buono del Tesoro americano sia “a rischio zero” è un’ovvietà. Comprare un buono italiano o spagnolo non lo è e, se la proposta di Scholz fosse attuata, lo sarebbe ancora meno.  (….) chiedere alle banche, come fa Scholz, di effettuare accantonamenti proporzionali alla quota di debito sovrano detenuta avrebbe poi, come sottolinea Gualtieri, effetti distruttivi sulla competitività delle banche europee rispetto alla concorrenza, e per molteplici motivi. In primo luogo, verrebbero considerati rischiosi investimenti, quelli in titoli di Stato nazionali, che per una banca americana o inglese non costituirebbero nessun problema.

Perché la proposta tedesca sull’unione bancaria farebbe male all’Italia

Il governo vuole la tracciabilità dei pagamenti e pensa ad una carta unica di pagamento, d’identità e di servizi

Alessio Villarosa, sottosegretario al ministero dell’Economia e delle Finanze: Sarà una tessera che avrà «carta d’identità, tessera sanitaria, identità digitale e possibilità di attivare un conto di pagamento presso qualsiasi sportello bancario o postale»

Obiettivo ufficiale: agevolare la diffusione dei pagamenti elettronici anche a quelle fasce come gli anziani meno avvezze all’utilizzo di carte e bancomat.

Obiettivo reale: tracciare i pagamenti anche d’importo minimo.

 

Una Carta Unica per i conti bancari. Il progetto del governo

Immagine: http://www.imolaoggi.it

Banche: meno sportelli non significa più redditività…

… ma solo contenimento dei costi.

(…) ogni banca dovrebbe intervenire sulla capacità di generare ricavi per dipendente, perché la riduzione del numero degli sportelli riduce di sicuro i costi ma ha spesso anche un effetto negativo sui ricavi, oltre a lasciare non presidiate alcune aree geografiche del Paese, talvolta sedi anche di rilevanti distretti industriali.

Lo studio di Excellence Consulting :

Taglio degli sportelli bancari non fa crescere la redditività delle banche