Piano di riorganizzazione BNL: meno bancari e più robot

(…) Bnl trasforma Quota 100 in una opportunità: la banca, nel primo incontro con i sindacati, ha quantificato in 600 addetti le eccedenze ‘in tutta italia’ da far uscire attraverso un piano di esodi volontari, tutti utilizzando ‘quota 100’ o ‘opzione donna’. Secondo i calcoli riferiti dai sindacati l’alta età media del personale dell’ex banca del Tesoro consente di avere un bacino potenziale di 2.500 addetti con i requisiti per l’uscita anticipata grazie al provvedimento del governo giallo-verde.(…)

L’articolo qui:

Più robot, bancari in uscita: il nuovo piano Bnl

BNL: Presidio il 6 marzo davanti al Palazzo di Tiburtina, sede della DG.

Il 6 marzo 2019 (mercoledì delle ceneri),  le OO.SS. aziendali di FABI, FISAC CGIL, FIRST CISL, UILCA, UGL Credito e UNISIN hanno indetto una manifestazione di fronte alla nuova sede di BNL BNP Paribas in zona Tiburtina a Roma.

È la prima di una serie di attività messe in campo per costringere la proprietà della storica Banca romana a chiarire i progetti futuri sulla stessa.

Banca Nazionale del Lavoro. Punto di rottura per FABI, FISAC CGIL, FIRST CISL, UGL e UNISIN

BNP Paribas vuole la banca socialmente impegnata. Meanwhile BNL (Gruppo Paribas) ….

Quando si dice “fate quel che dico, non fate quel che faccio”…

Impegnare la banca per uno sviluppo economico sostenibile, per la difesa dell’ambiente e del territorio e per le iniziative a favore dell’inclusione sociale. Sono ambiziosi e vanno oltre i criteri classici della responsabilità sociale (Sri) gli obiettivi della nuova direzione «impegno d’impresa» creata dal gruppo bancario francese Bnp Paribas, fortemente radicato in tutto il territorio europeo e di cui fanno parte l’italiana Bnl e la banca belga Fortis. (…) Le aree di intervento coordinate da questa nuova funzione aziendale si estendono ad ogni ramo di attività del gruppo Bnp Paribas. Dagli acquisti alle politiche creditizie volte a favorire la transizione verso le energie rinnovabili, alla sospensione o riduzione del credito verso settori come il tabacco o l’industria petrolifera, non in linea con gli obiettivi di sostenibilità. (…) Tutela delle minoranze, riduzione del gender gap e pari opportunità tra donne e uomini nelle assunzioni e nella crescita professionale verso carriere direttive completano questo quadro di impegno per il territorio e per le persone.Ma la partita principale si gioca sul campo istituzionale della banca, quello del credito, ad esempio, alle imprese che operano nel sociale.

Qui l’intero articolo:  Sire (BnpParibas): «Gli interessi?  Giù se l’impresa ha obiettivi sociali»

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Meanwhile BNL….

(…) Poi però uno legge le motivazioni con cui il giudice Antonino La Malfa ha chiesto a Atac di riscrivere la richiesta di concordato: il giudice invita l’azienda a una «riflessione su una possibile illiceità» perché Atac avrebbe rimborsato per intero un debito di varie decine di milioni a Bnl proprio il giorno prima di varare il concordato che, da quel momento, impone di trattare (male) tutti i creditori allo stesso modo. Bnl nega di aver fatto pressioni, malgrado alcune intercettazioni di un suo dirigente — raccolte dalla Procura di Bari — che potrebbero far pensare altrimenti. La banca non sembra aver violato la legge. Ma perché è stata rimborsata subito prima che la tagliola scattasse su centinaia di piccole imprese romane creditrici di Atac? Cosa sapeva il sindaco pentastellato di Roma Virginia Raggi, la cui giunta controlla Atac? E come si spiega l’allontanamento di Bruno Rota, il direttore che voleva il concordato prima che Bnl fosse liquidata prima e meglio degli altri creditori? Domande che un brillante post sul sito di M5S non basterebbe a mandar via.

Il concordato dell’Atac e quei dubbi (del giudice) sui favori alle banche

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Bnl, così Abete la usò per favorire una sua azienda

“non solo le regole sono fondamentali per il funzionamento dell’economia, ma devono essere lo strumento che trasporta nel mondo dell’economia i valori e i principi etici”

(Giulio Tremonti – Assemblea ABI luglio 2009)

Di anni ne son passati, quasi 2 lustri, ma le cose tra i banchieri ed imprenditori non sono certo cambiate

Il presidente Bnl Abete fece pressioni per procurare un credito in tempi record agli acquirenti di Cinecittà Studios, di cui era anche socio

Bnl, così Abete la usò per favorire una sua azienda

Luigi Abete e le pressioni per far finanziare da BNL, di cui è presidente, l’acquisto di una sua azienda, Cinecittà Studios. A raccontare la vicenda è un’inchiesta della Guardia di Finanza (Abete non è indagato) coordinata dalla Procura di Bari. E’ possibile ottenere da una banca un prestito da 15 milioni di euro in 7 ore? Sì, soprattutto se si è i presidenti di quella banca, scrive Repubblica. L’indagine nasce per caso ascoltando al telefono un dirigente della banca Giuseppe Pignataro, ora interdetto dai magistrati pugliesi per il suo comportamento nella questione delle Ferrovie Sud Est.

…continua qui accedendo ad affaritaliani.it

Mustier, chi pagherà i 9 MILIONI di multa?

L’Antitrust ha multato per 5 milioni UniCredit, per 4 milioni Bnl e per 2 milioni Intesa Sanpaolo per “aver adottato condotte aggressive, in violazione degli articoli 24 e 25 del Codice del Consumo, aventi a oggetto la pratica dell’anatocismo bancario’.  Se a questi aggiungiamo i  4 milioni per la pratica “diamanti”, hai voglia a fare tagli del personale e ridurre premi di produttività!
E’ questo management che va fatto esodare, non i dipendenti!

Banche, l’Antitrust commina 11 milioni di multe a UniCredit, Bnl e Intesa per anatocismo

Rai News

L’Antitrust ha multato per 5 milioni UniCredit, per 4 milioni Bnl e per 2 milioni Intesa Sanpaolo per “aver adottato condotte aggressive, in violazione degli articoli 24 e 25 del Codice del Consumo, aventi a oggetto la pratica dell’anatocismo bancario’. Cosi’ una nota dell’Autorita’ garante della concorrenza …

Banche, multa da 11 milioni a Bnl, Intesa e Unicredit: “Pratiche scorrette per avere ok all’addebito … – Il Fatto Quotidiano

Antitrust, multa da 11 mln a Intesa, Bnl e Unicredit per anatocismo – Reuters Italia

Da Antitrust maxi multa a Unicredit, Intesa e Bnl – la voce d’italia

Wall Street Italia e i dubbi sulla tenuta di BNL

Wall Street  Italia evidenzia in un articolo dubbi sull’operatività di BNL e chiede un reale controllo da parte  di Banca d’Italia sugli istituti di credito  a tutela delle aziende e dei risparmiatori.

(…) LA BNL è una banca e come tale è un soggetto con valenza istituzionale e sociale. Deve “garantire” meccanismi complessi come quelli della raccolta di risparmio e del credito.

Per questi motivi, una banca ha l’obbligo di rispondere in modo trasparente e non può nascondersi, soprattutto su quesiti in merito alla solidità e all’affidabilità dei conti. Quesiti gravi che, se riscontrati, evidenzierebbero l’inconsistenza patrimoniale e, quindi il default di fatto, in danno dei creditori e dei risparmiatori, soprattutto oggi con l’applicazione della regola del bail in. Ma ciò è grave soprattutto per quei contenuti etici che un sistema garante deve possedere. (…)

Caso BNL: occorre intervento a tutela di aziende e risparmiatori

BNL Paribas: socio di fatto di FSE ? Cosa è successo per i finanziamenti ?

(…) Siamo proprio curiosi di capire cosa succederà il 20 prossimo in Procura fallimentare se questo aspetto emergerà dalle nebbie stante il fatto che la BNL è la Banca “preferita” dallo Stato italiano (anche se é francese … e si sa noi coi francesi abbiamo sempre tribolato).
Questa strana situazione ci appare l’ennesimo caso di due pesi e due misure, per alcuni le regole si interpretano e gli altri, che si arrangino.
Chiediamo dunque alla Magistratura così come bene ha fatto la Procura di Trani ad indagare le società di rating, che provveda senza indugio ad indagare su questo aspetto per dirimere questa che ci appare una assurda stortura dei rapporti industriale della SRL ferrovie del Sud Est nei confronti dei suoi fornitori.
Se tutti quanti i fornitori erano obbligati ad osservare le regole di gara ad evidenza pubblica, vorrà pur dire che anche la BNL era tenuta ad osservarne le regole. (…)

 

BNL Paribas: socio di fatto di FSE ? Cosa è successo per i finanziamenti ?

BNL: 783 uscite, giornate di solidarietà e riconversione di 40 dirigenti

Bnl, via libera del sindacato al piano di ristrutturazione: escono 783 bancari

(…) L’intesa raggiunta dal gruppo con i sindacati (Fabi, First, Fisac, Uilca, Unisin, Ugl credito e Sinfub) a fronte di 783 uscite tra pensionamenti e prepensionamenti, prevede infatti 280 ingressi che consentiranno di assumere giovani e stabilizzare lavoratori precari, ma prevede anche il pagamento del bonus e soprattutto scongiura la riforma degli inquadramenti.(…) L’accordo porterà a un forte risparmio sul fronte del costo del lavoro, dato anche dalle giornate di solidarietà: sono state infatti messe in conto 78.650 giornate di solidarietà per i lavoratori nel biennio 2017-18, di cui 70.500 in Bnl e 8.150 in Business partner Italia. Prevista anche una riduzione dei costi per i manager che prevede, tra l’altro, taglio del 50% del bonus cash di 21 top manager. (…)

qui l’articolo

BNL: il top management rinuncia a metà bonus

Ricapitolando, 20 Manager rinunciano a circa 50.000€ a testa e si accontentano di prendere alterttanti in contanti (più eventuali altri bonus inazioni?)

Ma per prendere 100.000€ di bonus, qual’è lo stipendio annuo? E stipendio e bonus sono giustificati in base ai risultati di BNL?

 

BNL: il top management rinuncia a metà bonus

di

 

Per venire incontro ai sindacati che hanno chiesto un segnale di discontinuità all’interno della trattativa sui 680 esuberi previsti dall’ultimo piano industriale, i vertici di BNL BNP Paribas sarebbe pronto a dimezzarsi il bonus. Come riporta l’agenzia Radiocor, l’amministratore delegato Andrea Munari (nella foto) e i 20 top manager della squadra di vertice della banca hanno annunciato l’impegno a rinunciare a metà del loro incentivo in contanti che vale complessivamente circa un milione di euro l’anno.  (…continua…)