Sindacati bancari e Abi, Sabatini: accogliamo richiesta tavolo su BPVi, Veneto Banca e Mps

Confronto all’interno del Comitato Affari Sindacali e del Lavoro di Abi per cercare di individuare anche per le banche in crisi le soluzioni migliori. ABI accetta anche di sedere al tavolo per rinegoziare il contratto pur mantenendo la sua naturale scadenza.

Qui l’articolo

Siamo già preparati al peggio

Ad personam…? E’ finito nel dimenticatoio ? Assolutamente no !

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Come noto, con la mensilità di ottobre u.s. sono scattati gli aumenti previsti dalle tabelle retributive dell’ultimo CCNL.

L’Azienda, prontamente, aveva unilateralmente comunicato alle OO.SS. la decisione dell’assorbimento degli “ad personam” assorbibili per un importo pari all’aumento retributivo previsto per Aree professionali/Quadri Direttivi. Continua a leggere “Ad personam…? E’ finito nel dimenticatoio ? Assolutamente no !”

(F)abi & Abi: prove di “contrattone”

In fondo è da tempo che parlano la stessa lingua…

Antonio Patuelli (ABI)  «nessun pregiudizio a iniziare da subito un confronto costruttivo in prospettiva di un nuovo contratto, che non sia solo l’aggiornamento del contratto nazionale dei bancari, ma che può allargare lo sguardo».

A cosa? Bcc? Assicurazioni? «Se le banche cooperative lo chiederanno, non avrò difficoltà ad approfondire un unico contratto nazionale di tutti i bancari», dice Patuelli. E poi: «Ci sono i settori parabancari, esterni al mondo bancario in termini stretti, come le assicurazioni e il mondo finanziario. Io coniugo il mondo finanziario in termini plurali». «Non c’è un unico modello, ce ne sono tanti, diversi e in concorrenza. Questa è la base di pluralismo che rende competitivo il nostro mondo bancario».

Bancari, dall’Abi aperture al dialogo sul contratto unico

Bancari: AAA cessione di contratto offresi…

Lavoratori…da stakeholders a steakhouse. Siamo tutti carne da macello, tutti sacrificabili…ogni volta che il sindacato ha aperto alle richieste ABI il contratto di categoria ha registrato un arretramento dei diritti dei lavoratori. 

“Bisogna che il sindacato unitariamente prenda atto che e’ arrivato il momento di rimettere in discussione il contratto nazionale di lavoro per prevedere altre forme di attivita’ professionali e per aprire a nuovi mestieri che rilancino ricavi e occupazione.”

Non  sono parole della parte datoriale ma del più grande sindacato di categoria.

E ancora:

“prevedere nuove flessibilita’ contrattuali e nuove attivita’ professionali sara’ un percorso obbligato per mantenere gli attuali livelli occupazionali del settore e il movimento sindacale, tutto, se ne deve fare una ragione perche’ e’ nell’interesse del sindacato allargare il proprio campo d’azione e tutelare al meglio piu’ tipologie di lavoratori, ad iniziare dai giovani” (qui l’intero articolo)

A cosa fa riferimento il capo della fabi?

Probabilmente a questo:

Una figura professionale ibrida la cui potenzialità devastante sull’integrità della categoria (e sui suoi livelli salariali) è del tutto evidente.

C’è di che rabbirvidire ed essere preoccupati.

 

Ora le Banche sono un’urgenza per Renzi. 150.000 esuberi

150.000 esuberi! Un bancario su due è di troppo. Ma il vero problema è che le banche italiane sono ancorate ad un vecchio modello di business che oggi non rende più.

UniCredit: ai top manager pacche sulle spalle, ai lavoratori schiaffoni

DA CUB SALLCA UNICREDIT

Mentre stavamo per uscire con questo messaggio, è arrivata la notizia dei quasi 7.000 tagli (in Italia, poi ci sono gli altri paesi) nel Gruppo. Sul tema torneremo a breve. Intanto il nostro volantino conferma che, senza reazioni dei lavoratori, i vertici aziendali continueranno a far pagare a noi i loro comportamenti e le loro politiche indecenti.

 Da tempo i vertici del Gruppo appaiono sui mezzi d’informazione per vicende non proprio edificanti.

Al contrario, la “truppa” è tenuta a comportamenti sempre irreprensibili, ricevendo compensi come il recente taglio del TFR.

Su questi temi si sviluppa la riflessione del nostro ultimo comunicato.

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INTESA SANPAOLO – PRIMI EFFETTI DEL NUOVO CONTRATTO NAZIONALE

INTESA SANPAOLO – PRIMI EFFETTI DEL NUOVO CONTRATTO NAZIONALE

ispbisQualche lavoratore ci ha chiesto cosa erano alcune voci comparse sulla busta paga di settembre.

In realtà le spiegazioni sono esposte nelle “news” aziendali del cedolino on line, laddove viene riportato che “con lo stipendio di settembre 2015 si è provveduto all’adeguamento dell’imponibile TFR   per il periodo gennaio / luglio 2015, ed ai relativi recuperi”.

Cosa vuol dire tutto questo? Vuol dire che il recente rinnovo contrattuale (approvato al 95% dai partecipanti alle assemblee su base nazionale) ha riconfermato il meccanismo, già previsto nell’altro “bel” contratto del 2012, per cui la base imponibile per il calcolo del TFR viene limitata alle sole voci di paga base, scatti di anzianità ed importo ex ristrutturazione tabellare, lasciando fuori tutte le altre voci, che possono variare in base all’azienda ed a situazioni individuali e che determinano una forte perdita del lavoratore sul salario differito (TFR e previdenza integrativa) ed un conseguente risparmio per le aziende. …continua…

Il rinnovo del CCNL del credito

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Si è conclusa nel corso del mese di giugno la tornata assembleare per il rinnovo del CCNL del credito. L’esito della consultazione era ampiamente scontato, un po’ meno la scarsa partecipazione dei lavoratori e la dimensione plebiscitaria dei consensi. Siamo stati gli unici a ribadire la mediocrità dell’accordo e a schierarci contro la sua approvazione. Nel commento linkato riassumiamo le ragioni che ci portano a considerare la vertenza un’occasione perduta e l’accordo raggiunto un compromesso al ribasso. Buona lettura!

 

Banca del Fucino: Fisac e Uilca dicono no all’ipotesi di rinnovo del CCNL

Come ricevuti pubblichiamo:

Roma, 28 aprile 2015

A tutte le Lavoratrici e a tutti i Lavoratori

della Banca del Fucino

 

NO ALL’IPOTESI DI RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE

Care lavoratrici, cari lavoratori,

vogliamo affermare in primo luogo e con estrema chiarezza la nostra contrarietà rispetto alla sottoscrizione dell’ipotesi di accordo

di rinnovo del CCNL ABI. Quest’ultima è arrivata a conclusione di un percorso che ha visto le lavoratrici ed i lavoratori coinvolti in due tornate di assemblee, due scioperi riuscitissimi, manifestazioni locali e nazionali. Per questo riteniamo che le potenzialità messe in campo dai lavoratori e dalle lavoratrici non siano state adeguatamente supportate dalle segreterie nazionali. Abbiamo la sensazione che si sia persa un’importante occasione per contrastare con efficacia l’arroganza e l’ingordigia dei banchieri, oggi più che mai sotto gli occhi di tutti.

E’ mancata la continuità nella mobilitazione, una capacità reale di portare avanti con convinzione le nostre rivendicazioni. Ciò ha reso facili le tattiche spregiudicate adottate dall’Abi anche dal punto di vista della comunicazione, poco contrastate dalle dirigenze sindacali ed in un certo senso avallate. Ci riferiamo in particolare al ricatto, infondato anche giuridicamente, che in assenza di un accordo dal primo aprile scorso le banche non avrebbero più riconosciuto ed applicato il Contratto Nazionale. Si è quindi privilegiata la relazione fra gruppi dirigenti, ma in tal modo la nostra piattaforma non è mai stata in campo e si è cercato soltanto di arginare alla meno peggio le assurde richieste Abi.

Si è tenuto conto di tutte le difficoltà vere o presunte incontrate dalle banche, ma non degli 11 miliardi € loro concessi a sostegno degli attivi, fra deducibilità dei crediti deteriorati e rivalutazione delle quote di partecipazione in Banca d’Italia, delle grandi liquidità a costo zero fornite dalla BCE con il quantitative easing, dell’esenzione IRAP, del Jobs act, né di tutte le altre agevolazioni in cantiere a cominciare dalla “bad bank”. Figuriamoci poi se potevano essere assunti accenni critici rispetto agli emolumenti del top management o alla contrazione del costo complessivo del personale che Prometeia valuta in complessivi 5 miliardi nel periodo 2007/2017 (da 27 a 22 miliardi). Come confermati anche dal Report di ABI.

Nello specifico dell’ipotesi di Accordo sottoscritta facciamo le seguenti considerazioni:

 

Punto 1 – Scadenza CCNL 31/12/2018 con prolungamento di 18 mesi (quindi 4 anni e sei mesi di durata!!) rispetto alla scadenza del precedente al 30 giugno 2014 (già il precedente contratto era stato allungato di 6 mesi). Quindi in due tornate contrattuali abbiamo perso ben due anni di aumenti e recuperi salariali. In più si è previsto anche l’allungamento in modo definitivo della durata della contrattazione per i contratti aziendali.

 

Punto 2  Salario di ingresso -10% fino alla scadenza del contratto .  Risultato positivo per i neo assunti che si vedono aumentare dell’8% il salario d’ingresso (era -18% nel contratto attuale); anche agli assunti dal 2012 si ridurrà il gap fra salario d’ingresso e salario reale dal -18 al -10%, utilizzando i versamenti nel Fondo per l’Occupazione (FOC) pagati dai lavoratori attraverso la devoluzione di una giornata di lavoro all’anno.  Per il FOC noi continueremo a versare, mentre per i dirigenti resta volontario e le banche non versano nulla. 

I soldi del FOC saranno utilizzati oltre che per le assunzioni, per le quali il Job’s Act prevede decontribuzione e defiscalizzazione IRAP fino a 8000€ per neo assunto all’anno per tre anni), anche per la riqualificazione e la riconversione del personale. Attualmente tali costi sono a carico del Fondo di Solidarietà e quindi sostenuti dalle banche, mentre in tal modo si sposta il peso della contribuzione dalle Banche ai lavoratori. 

Inoltre, le Aziende in caso di assunzioni “valuteranno” se assumere personale licenziato per licenziamento collettivo e passato nel Fondo emergenziale. Senza alcun obbligo per le aziende, neanche una percentuale che garantisca l’assunzione dei lavoratori espulsi. E’ grave,soprattutto in relazione a ciò che sta per accadere nel sistema per effetto delle prossime fusioni.

 

Punto 3 trattamento economico

85 euro x 13 mensilità così suddivisi

25€ 1/10/2016 (!)

30€ 1/10/2017

30€ 1/10/2018

Questo punto grida vendetta: in 4 anni e mezzo percepire 85 €o così suddivisi con l’ultimo aumento a tre mesi dalla scadenza è quasi

Scarica qui i documenti:

1 – 1504_CONTR_aumenti CCNL ABI e Valore del TFR congelato

2 – 1504_CONTR_confronto CCNL ABI e del COMMERCIO

3 – 1504_CONTR_sull’ipotesi accordo ccnl

Bancari: Approvazione del CCNL? Anche parte della Fisac Cgil, come il SALLCA CUB, dice no!

Nelle assemblee convocate dalle organizzazioni sindacali si vota per l’approvazione o meno dell’ipotesi di rinnovo del contratto nazionale. Dopo le lunghe relazioni che ripercorrono due anni di vertenza e che concludono che di meglio non si poteva ottenere e che così il risultato mette in sicurezza il contratto nazionale, forse ci sarà il tempo per i lavoratori di dire come la pensano sul risultato ottenuto.
Qui vi offriamo alla riflessione gli spunti che al momento del voto negli organismi dirigenti della Fisac-Cgil ci hanno portato a votare contro l’approvazione.

Scarica il volantino sul ccnl dei bancari

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