Articolo di Antonio Mazzone (blurating.com) sui prossimi danni a #banche e… #bancari

Effetto #Covid-19 e #Contevirus: per i bancari sarà in ritorno al 2008? La crisi che ha cambiato il sistema bancario per sempre si sta per abbattere nuovamente sul settore bancario? Dovremo aspettarci nuovi esuberi e piani d’esodo (ma con che soldi?) massicci? O si passerà direttamente ai licenziamenti?

(…) A seguito di questi presupposti, i grandi investitori istituzionali fanno pressione sul settore bancario quotato europeo, ed in particolare a quello italiano, pretendendo:
– “piani industriali di “lacrime e sangue”, con maxi taglio certo dei costi basato su una forte riduzione del numero dei dipendenti e ulteriore taglio di filiali improduttive;
– Garanzie su tenuta dei ratios patrimoniali post Basilea4 e varie nuove regulation;
– crescita sostenuta dei ricavi grazie all’espansione delle commissioni nell’area del wealth management;
– ripresa di processi di concentrazione del settore con fusioni ed acquisizioni. (…)

Bancari, ecco la tempesta perfetta che li travolgerà

Il salvabanche in Europa

Fonte: Buseca ن!

Ne hanno fatta un’altra.

Ne hanno fatta un’altra. Qualche settimana fa denunciavo quello che io definisco il grafico della vergogna (foto in basso).      Ossia quello che riguarda l’esposizione di stati e banche verso la Grecia nel 2009 e nel 2014.

Un grafico che dimostra che nel 2009 lo Stato italiano aveva un’esposizione in Grecia pari a ZERO. Mentre le banche francesi erano addirittura esposte per quasi 80 miliardi di dollari.
Ma cosa accadde dopo la crisi del 2009 ? Accade che tutti i paesi esposti cominciarono a ridurre drasticamente la propria esposizione per paura di perdere tutto in cado di default del paese ellenico mentre lo Stato italiano in controtendenza con i governi tecnici, ossia con i governi imposti dal Cartello finanziario internazionale, passava da una esposizione pari a ZERO ad una esposizione di oltre 40 miliardi di euro di soldi pubblici.
Siamo forse impazziti ad aumentare la nostra esposizione del 510% nel periodo in cui tutti gli altri correvano ai ripari ? siamo forse autolesionisti ? No siamo stati semplicemente costretti a partecipare a quelli che hanno chiamato ingannevolmente fondi salva Stati, che invece, servivano per salvare le banche francesi e tedesche.
Lo dicono i dati: la nostra esposizione nel paese ellenico dopo la crisi in Grecia passa da Zero a 40 miliardi mentre quella delle banche francesi in Grecia scende da 78,80 a 1,80 miliardi di dollari.
In pratica scende di 77 miliardi, 46 dei quali versati dallo Stato francese. Ed i restanti 40 ? E’ evidente che sono stati i contribuenti italiani con i loro sacrifici lacrime e sangue a salvare le banche straniere che avevano speculato in Grecia.
Ma non finisce qui, Quello era il danno. Oggi è arrivata la beffa.
Apprendiamo infatti che l’Italia è chiamata a sostegno del Mes. Così titolano i giornali.
L’Italia, la cui Corte Costituzionale ha appena dichiarato che non ci sono le coperture in Abbruzzo per i vecchi terremotati, è chiamata nello stesso momento, a sostenere un fondo dentro il quale sono confluiti miliardi e miliardi di euro da tutta Europa.
E come mai? Ecco la beffa: la Banca Centrale Europea ha deciso che i depositi presso le banche centrali dell’eurosistema debbano avere un interesse negativo. In pratica bisogna pagare per tenere i soldi depositati in una banca centrale. E dato che il Mes ha deciso di depositare i nostri contributi a quel fondo presso la Banca d’Italia, questo deve avvenire ad un tasso negativo. In pratica noi, non solo siamo stati costretti a contribuire ad un fondo che è servito in passato  per salvare le banche francesi, ma dobbiamo anche pagare milioni e milioni di euro (77 nell’immediato) di interessi al sistema bancario per mantenere quei soldi che loro ci hanno obbligati a depositare. Soldi che avevamo già preso in prestito dai mercati pagandoci gli interessi non avendo noi sovranità monetaria.
Il golpe continua.

Sorgente: (1) Tumblr

La Matrix Europea (Libro Cartaceo)

Il Pd paga (anche) le crisi bancarie: ecco i dati del crollo dei consensi (IlSole24Ore)

Tra le varie cause della «debacle» del Partito Democratico alle elezioni politiche c’è certamente anche la questione bancaria. Basta andare a vedere i risultati del Pd nei territori dove sono avvenuti i numerosi salvataggi bancari degli ultimi anni per capire che i cittadini-elettori che hanno perso soldi, a torto o a ragione, hanno attribuito la responsabilità al principale partito che ha governato per 5 anni. Perdendo voti a favore di Movimento 5 Stelle e Lega, che proprio sul tema banche – soprattutto a livello territoriale – hanno condotto una lunga campagna elettorale. Difficile quantificare quanto abbia pesato il fattore banche in una campagna elettorale giocata più sulle paure (dall’immigrazione ai rapporti con l’Europa). Ma in tutte le aree delle banche «salvate» con perdite per i risparmiatori, è un dato di fatto che il Pd ha avuto risultati in forte calo….

continua qui

Abi non accetta di prendere lezioni sul sistema bancario italiano.

E’ chiaro: siamo benissimo capaci di farci del male da soli. Stiamo così bene che l’agenzia di rating Fitch si è detta ancora preoccupata dalle sofferenze tanto da aspettaresi nuovi  aumenti di capitale o fusioni in vista. Persino in America (teoricamente in ripresa già dal 2009) c’è chi è ancora scettico e preoccupato per un sistema finanziario che non si è rinnovato ne tantomeno assoggettato a regole e controlli e si aspetta già la prossima crisi( Follow where it has flowed from (the banking sector and individual consumers) and where it has gone to (China and corporations) and you’ll see a trail that may well lead to the next financial crisis.)

 

(…) “il comparto bancario in Italia è quello che si è ristrutturato di più rispetto al passato decennio. Sono insopportabili le lezioni di coloro che vogliono insegnarci quello che dovremmo fare e che, invece, abbiamo già fatto e questo riguarda anche i crediti deteriorati”. (

Abi non accetta di prendere lezioni sul sistema bancario italiano.

Immagine: giphy.com

Abi non accetta di prendere lezioni sul sistema bancario italiano.

E’ chiaro: siamo benissimo capaci di farci del male da soli. Stiamo così bene che l’agenzia di rating Fitch si è detta ancora preoccupata dalle sofferenze tanto da aspettaresi nuovi  aumenti di capitale o fusioni in vista. Persino in America (teoricamente in ripresa già dal 2009) c’è chi è ancora scettico e preoccupato per un sistema finanziario che non si è rinnovato ne tantomeno assoggettato a regole e controlli e si aspetta già la prossima crisi( Follow where it has flowed from (the banking sector and individual consumers) and where it has gone to (China and corporations) and you’ll see a trail that may well lead to the next financial crisis.)

 

(…) “il comparto bancario in Italia è quello che si è ristrutturato di più rispetto al passato decennio. Sono insopportabili le lezioni di coloro che vogliono insegnarci quello che dovremmo fare e che, invece, abbiamo già fatto e questo riguarda anche i crediti deteriorati”. (

Abi, Patuelli: NPL italiani in calo del 25% in sette mesi, insopportabili lezioni su quello che dovremmo fare

La “presa in giro” delle banche (Qelsi)

Minimo rischio, massimo risultato.

Perchè c’è ancora chi crede che le Banche abbiano una finalità sociale?

“Oggi mi è successa una cosa assurda”.

“Cosa?”

“La mia banca ha chiamato e mi ha chiesto se potevo fare loro il favore di prendermi un fido di 500 mila euro a tassi stracciati; meno dell’1%”.

“Beh, mi sembra ottimo; forse qualcosa si sta muovendo”.

“No, non hai capito. Io di quei soldi non ne ho bisogno ma loro hanno insistito perché li prendessi. L’hanno posto come un favore personale che farei a loro”.

“Scusa ma non capisco, come un favore?”.

“Si. Io sono rimasto esterrefatto. Non mi era mai capitato che una banca mi chiedesse di prendere dei soldi; in genere sei tu che li chiedi a loro”.

“Continuo a non capire”.

“Anche io non capivo -risponde lui- e allora mi hanno spiegato: con le nuove regole, loro sono obbligati a dimostrare alla Bce che fanno credito alle imprese. Altrimenti sono costretti a pagare una sorta di penale da quello che ho capito. Ma siccome non vogliono correre rischi, l’ordine è di dare soldi solo a clienti di cui hanno la certezza di solvibilità. Sai cosa vuol dire questo? Che alle piccole e media imprese, alle aziende in difficoltà non andrà nulla. Loro daranno soldi solo a quelli come me, a quelli che sanno che possono pagare”.

Tutto l’articolo qui: La “presa in giro” delle banche

Il Patuelli pensiero: banche vittime della crisi.

Via Llcorrieredelleregioni.it

    Vivere senza l'Euro:

"Per il presidente dell’Abi Patuelli le banche sono vittime della crisi al pari delle imprese e delle famiglie"

di Stefano Di Francesco  

 

 

Vivere senza l'Euro:

 

 

"Per il presidente dell’Abi Patuelli le banche sono vittime della crisi al pari delle imprese e delle famiglie"

 

LE BANCHE SONO LA CAUSA DELLA CRISI. ORA BASTA !

Perchè le banche hanno fatto triplicare i costi delle abitazioni indebitando fino al collo i privati con mutui a tassi bassissimi se non per creare una enorme bolla che ha reso enormi profitti?

 

di

 

Stefano Di Francesco

 

 

Mi è capitata tra le mani l’intervista rilasciata dal presidente dell’Abi, Antonio Patuelli a Massimo Rastelli de Il Giornale. Non che pensassi di trovarci particolari ragionamenti o intuizioni, ma francamente le risposte del presidente lasciano interdetti.

Patuelli chiede come prima cosa, udite udite, minori tasse e minori vincoli per permettere così alle banche nazionali di competere alla pari con le altre istituzioni europee. Roba da non credere.

Inoltre, continuando a leggere il Patuelli-pensiero, vien fuori un qualcosa di assolutamente nuovo, espressione di un cinismo senza uguali che raggiunge l’apice della falsità laddove dice: “La crisi è sopportata da banche, imprese e famiglie. Sono coinvolti 1,2 milioni di clienti, è un fenomeno sociale. L’ingente numero di posizioni di credito deteriorate è la migliore testimonianza che le banche subiscono la crisi non meno di chiunque altro.”

Il resto del Patuelli-pensiero è poca roba se paragonato a queste affermazioni che appaiono ciniche, fasulle, derisorie ed offensive alla luce dei fatti, della realtà.

Dunque le banche sono le vittime della crisi, secondo Patuelli e non la causa della crisi stessa.

Non una parola di autocritica sul lavoro delle banche, ma autocommiserazione.

Il paragone con famiglie ed imprese poi lascia interdetti; non so voi, ma non ho notizia ad oggi di banche che siano state sfrattate per morosità o cui abbiano sospeso l’erogazione di luce, acqua e gas; nondimeno non sono a conoscenza di istituti di credito che abbiano portato i libri in tribunale, lasciato senza lavoro migliaia di dipendenti per colpa delle troppe tasse, troppi debiti ed una burocrazia asfissiante.

Forse Patuelli non sa che, quando già la crisi del settore immobiliare, epicentro del dissesto globale era già in stato avanzato e progrediva rapidamente, le banche italiane cosa facevano? Han continuato a foraggiare un settore in piena bolla speculativa fino al luglio 2011; poi loro sarebbero le vittime della crisi. Da non credere.

In Italia, tanto per capire, il trend degli impieghi nel settore delle costruzioni ha continuato a crescere fino al 2011 (cioè il settore edile è entrato in crisi nel 2008 in modo evidente, ma le banche hanno continuato a foraggiare un settore decotto fino al 2011).

Ad oggi, dopo aver spinto sull’immobiliare in modo ossessivo, rinunciando a finanziare attività produttive ed imprese, ci si chiede come mai crescano le sofferenze bancarie, giunte alla ragguardevole cifra di 155 miliardi di euro (10% del PIL!!!).

Che senso ha avuto far triplicare i costi delle abitazioni, indebitare fino al collo famiglie e privati con l’offerta di mutui a tassi bassissimi e per valori superiori a quelli dell’immobile, se non quello di creare una enorme bolla da cui le banche han tratto per lunghissimi anni enormi profitti.

Ma tutto ciò per Patuelli non esiste, non è reale. Invece chiede meno vincoli per gli istituti di credito, visto che han dimostrato di saper fare bene il loro mestiere. Certo sono riuscite ad indebitare la comunità come mai nella storia dell’umanità, rendendola insolvente e riuscendo pian piano ad appropriarsi della ricchezza reale prodotta dal sistema economico.

Dove era Patuelli quando le aziende di credito a partire dagli anni 90, spingevano il credito al ritmo di crescita del 20% annuo, quando la Bce fissava invece il tasso al 4,5%?!

E questi ci vengono a chiedere meno vincoli?..loro sarebbero i buoni amministratori…

Sempre l’ardito presidente dell’Abi, fa poi notare come la recente ricapitalizzazione della Banca d’Italia non sia affatto un regalo per le banche visto che queste negli Anni ‘30 avevano sottoscritto il capitale della stessa, impegnandosi per una cifra enorme per l’epoca storica. Il buon Patuelli dovrebbe sapere però che negli Anni ‘30 le banche sia di credito ordinario, sia gli istituti a medio-lungo termine erano pubbliche e come tali i soldi erano dello Stato. Altro che regalo….una vera manna dal cielo!!

Infatti dal sito della Banca d’Italia leggiamo che: “In questo contesto di preparazione alla guerra (nel 1935 iniziò l’aggressione all’Etiopia) venne elaborata, in ambito IRI, la legge di riforma bancaria del 1936. Una prima parte (tuttora in vigore) della legge definì la Banca d'Italia “istituto di diritto pubblico” e le affidò definitivamente la funzione di emissione (non più, quindi, in concessione); gli azionisti privati vennero espropriati delle loro quote, che furono riservate a enti finanziari di rilevanza pubblica; alla Banca fu proibito lo sconto diretto agli operatori non bancari, sottolineando così la sua funzione di banca delle banche.”

Poi segue un brano che la dice lunga su come la Banca Centrale intenda la sua funzione non già quale sostegno all’economia del Paese, quanto piuttosto arbitro in campo che gioca la partita a favore del sistema bancario e contro i cittadini: “Alla fine del 1936 la svalutazione della lira, lungamente attesa, favorì la ripresa economica e il riequilibrio dei conti con l’estero. Contemporaneamente, per effetto di un semplice decreto ministeriale, fu rimosso ogni limite alla possibilità dello Stato di finanziarsi per mezzo di debiti verso la Banca centrale: l’autonomia di quest’ultima toccò il punto più basso.

Con un solo semplice decreto la supponenza e l’arroganza del denaro e dei suoi creatori venne ricondotta al servizio della comunità, al servizio della persona e della crescita.

E’ stato fatto allora; dobbiamo rifarlo oggi. Basta un decreto di due (2 ) righe per restituire dignità e speranza ad un Paese umiliato dalla finanza e vessato da uno Stato predatore. Cosa stiamo aspettando?

 

Fonte:http://www.ioamolitalia.it/blogs/vivere-senza-l-euro/per-il-presidente-dell%e2%80%99abi-patuelli-le-banche-sono-vittime-della-crisi-al-pari-delle-imprese-e-delle-famiglie.html  del 5/3/14 in redazione il 6 Marzo 2014

 

 

Banche europee: in 3 anni per salvarle abbiamo versato il 13% del PIL (1600 miliardi di Euro)

Privatizzazione degli utili, socializzazione delle perdite. Ed i Top Manager che hanno contribuito a questo salasso sono quasi tutti al loro posto. Nessuno comunque in galera!

Le banche hanno assorbito il 13% del PIL europeo