E lo spread?

Il debito pubblico troppo alto non fa più paura a governi

Fino a 10 anni fa la regola aurea degli economisti era che un indebitamento pubblico oltre il 90% del Pil avrebbe danneggiato l’economia. Ora però questa prassi consolidata non è più molto rispettata dai governi e gli stessi economisti si vanno ricredendo e non sono più così sicuri che questo principio sia ancora valido.

Sono più i contro che i pro ad un massiccio indebitamento. La questione speculativa e spread non è neppure stata presa in considerazione…bah!

Immagine: Scuolissima.com

L’amministratore delegato di UniCredit rinnova la sua fiducia all’Italia.

(…) Per quanto riguarda i Btp, Mustier dice che la sua banca li ha comprati e che lo Spread non gli fa paura, aggiungendo che “il futuro di Unicredit passa dal rafforzamento dell’identità di grande banca paneuropea”. L’economia italiana è in crescita, secondo Mustier, e il paese ha bisogno che si parli dell’Italia in maniera positiva. Jean-Pierre Mustier ha dichiarato che le imprese non riescono a far fronte agli ordini. (…)

UniCredit, Mustier ottimista sull’Italia: “Btp li compriamo, non siamo nel 2011″

le imprese non riescono a far fronte agli ordini”  Vuoi vedere che sarà per questo che molte imprese medio grandi in brianza stanno delocalizzando all’estero e non già per tagliare i costi della mandopoera e favorire il dumping sociale?

L’amministratore delegato di UniCredit rinnova la sua fiducia all’Italia.

(…) Per quanto riguarda i Btp, Mustier dice che la sua banca li ha comprati e che lo Spread non gli fa paura, aggiungendo che “il futuro di Unicredit passa dal rafforzamento dell’identità di grande banca paneuropea”. L’economia italiana è in crescita, secondo Mustier, e il paese ha bisogno che si parli dell’Italia in maniera positiva. Jean-Pierre Mustier ha dichiarato che le imprese non riescono a far fronte agli ordini. (…)

UniCredit, Mustier ottimista sull’Italia: “Btp li compriamo, non siamo nel 2011″

le imprese non riescono a far fronte agli ordini”  Vuoi vedere che sarà per questo che molte imprese medio grandi in brianza stanno delocalizzando all’estero e non già per tagliare i costi della mandopoera e favorire il dumping sociale?

L’amministratore delegato di UniCredit rinnova la sua fiducia all’Italia.

(…) Per quanto riguarda i Btp, Mustier dice che la sua banca li ha comprati e che lo Spread non gli fa paura, aggiungendo che “il futuro di Unicredit passa dal rafforzamento dell’identità di grande banca paneuropea”. L’economia italiana è in crescita, secondo Mustier, e il paese ha bisogno che si parli dell’Italia in maniera positiva. Jean-Pierre Mustier ha dichiarato che le imprese non riescono a far fronte agli ordini. (…)

UniCredit, Mustier ottimista sull’Italia: “Btp li compriamo, non siamo nel 2011″

le imprese non riescono a far fronte agli ordini”  Vuoi vedere che sarà per questo che molte imprese medio grandi in brianza stanno delocalizzando all’estero e non già per tagliare i costi della mandopoera e favorire il dumping sociale?

L’intreccio Tesoro-Morgan Stanley: una delle più colossali truffe della storia italiana

Una delle più colossali truffe della storia italiana, seconda forse solo a quella sulla manipolazione di mercato da parte delle agenzie di rating del 2011-2012, sta venendo alla luce grazie all’opera paziente dei pubblici ministeri della Corte dei Conti, che ha invitato le parti a fornire deduzioni

Qui l’articolo  di Alberto Micalizzi

 

Aumento “una tantum” del debito pubblico fino a 20 miliardi per mettere momentaneamente in sicurezza il sistema bancario.

La crisi economica in cui ci troviamo è anche il frutto della condotta sconsiderata e irresponsabile di banchieri che tanto non pagano mai. Soprattutto nel Belpaese dove le cause si fermano prima ancora 
di arrivare in tribunale. Come a Vicenza. Dove i manager indagati incassano buonuscite milionarie.

I banchieri si sono ingrassati ed hanno scialato…ora qualcuno passi alla cassa, please

Immagine: giphy.com

Flessibilità, Juncker: l’Italia ha speso 19 miliardi. Meloni: Renzi cialtrone Flessibilità, Juncker: l’Italia ha speso 19 miliardi. Meloni: Renzi cialtrone

Il governo Renzi-Alfano – continua la leader di Fratelli d’Italica – non è stato capace di tagliare gli sprechi e la spesa pubblica, non ha utilizzato la flessibilità per fare nuovi investimenti ma solo per pagare marchette elettorali. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: il debito pubblico ha raggiunto il record storico, l’economia è ferma e il mercato del lavoro è sempre più in crisi». Matteo Renzi, però, continua su Facebook la Meloni, «invece di prendere atto dei suoi fallimenti e dimettersi, continua a invocare maggiore “flessibilità” per continuare a fare debito da lasciare ai nostri figli e nascondere così la sua incompetenza. Mandiamo a casa questa gente prima che non ci sia in Italia più nulla da salvare. La prima occasione per farlo è votando No al prossimo referendum costituzionale».

Flessibilità, Juncker: l’Italia ha speso 19 miliardi. Meloni: Renzi cialtrone

Flessibilità, Juncker: l’Italia ha speso 19 miliardi. Meloni: Renzi cialtrone

Per Renzi altra grana: le banche ridurranno l’esposizione verso lo Stato

(Immagine: www.giornalettismo.com)

(…) Le banche italiane, che hanno in pancia titoli di Stato per 402 miliardi di euro, ora intendono alleggerire il fardello. Si prospetta così una tornata di vendite che farà aumentare il tasso di interesse su Btp e Bot e, di conseguenza, il costo del debito pubblico accumulato da Roma (2.166 miliardi). Qualche numero aiuta a capire meglio la portata della questione: a fine maggio gli istituti avevano in portafoglio il 25% di tutti i titoli sovrani a medio e lungo termine presenti sul mercato. La sola Intesa Sanpaolo ne ha iscritti a bilancio 102 miliardi, Unicredit è a quota 51,8 e il Monte dei Paschi di Siena a 24,1. Ebbene, la settimana scorsa Carlo Messina, che della prima è amministratore delegato, ha avvertito che vuole liberarsi di una parte della zavorra. ”Con le nuove regole è meglio essere diversificati”, ha spiegato il banchiere. Anticipando che al posto di una quota di titoli italiani ne potrebbe comprare di francesi e tedeschi. E martedì una conferma è arrivata dal numero uno di Unicredit, Federico Ghizzoni, che ha definito il tema “importante” ricordando che “tutte le banche dovranno porsi il problema dei titoli di Stato e del rating”, cioè di come le autorità sovranazionali valutano i titoli stessi. (…)

Per Renzi altra grana: le banche ridurranno l’esposizione verso lo Stato

Per Renzi altra grana: le banche ridurranno l’esposizione verso lo Stato

Governo Renzi, dopo la recessione ci sarà il problema dei titoli di Stato

Gli istituti di credito italiani hanno in pancia Btp, Cct e altri certificati del Tesoro per un valore totale di 402 miliardi, pari al 25% di quelli a medio lungo-termine in circolazione. Ma ora intendono ridurre l'esposizione. Il risultato sarà un aumento dei tassi di interesse e, di conseguenza, del costo che lo Stato e i contribuenti pagano per rifinanziare i 2.166 miliardi di debito pubblico

(…) E alla “mina” delle vendite da parte delle banche di casa nostra potrebbe aggiungersi, a fronte del peggioramento delle prospettive del Paese, una disaffezione degli investitori esteri. Lo fa temere, per esempio, l’analisi diffusa martedì da Goldman Sachs: nel report della banca d’affari americana si legge che la fase di recupero dei titoli di Stato italiani e di quelli degli altri Paesi “periferici” è finita e non sono attese ulteriori restrizioni del differenziale di rendimento rispetto al bund tedesco. (…)

Qui l'articolo:

Italia: Il futuro che ci aspetta?

Via Magdi Cristiano Allam

STEFANO DI FRANCESCO – IL DISASTRO ECONOMICO – Renzi è il liquidatore dell’Italia: aumentano debito, povertà, tasse e fallimenti delle imprese Leggete e commentate l’analisi economica pubblicata in esclusiva da Ioamolitalia.it

(…) Da questo guazzabuglio emergevano alcune importanti situazioni: 1 – il Governo Renzi non taglia le imposte ma le AUMENTA di ben 100 miliardi entro il 2018; 2 – il Governo Renzi NON STIMOLA LA CRESCITA perché taglia la spesa per investimenti del 10%; 3 – il Governo Renzi punta a realizzare nel tempo Avanzi Primari di 80 miliardi di euro, pari al 4,5% del PIL; 4 – il Governo Renzi prevede una crescita del PIL nominale, già per il 2014 dell’1,7% mentre in realtà, se le cose dovessero restare così come stanno oggi 14 luglio 2014, sarà forse un misero 0,2%. (…)

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