L’amministratore delegato di UniCredit rinnova la sua fiducia all’Italia.

(…) Per quanto riguarda i Btp, Mustier dice che la sua banca li ha comprati e che lo Spread non gli fa paura, aggiungendo che “il futuro di Unicredit passa dal rafforzamento dell’identità di grande banca paneuropea”. L’economia italiana è in crescita, secondo Mustier, e il paese ha bisogno che si parli dell’Italia in maniera positiva. Jean-Pierre Mustier ha dichiarato che le imprese non riescono a far fronte agli ordini. (…)

UniCredit, Mustier ottimista sull’Italia: “Btp li compriamo, non siamo nel 2011″

le imprese non riescono a far fronte agli ordini”  Vuoi vedere che sarà per questo che molte imprese medio grandi in brianza stanno delocalizzando all’estero e non già per tagliare i costi della mandopoera e favorire il dumping sociale?

L’intreccio Tesoro-Morgan Stanley: una delle più colossali truffe della storia italiana

Una delle più colossali truffe della storia italiana, seconda forse solo a quella sulla manipolazione di mercato da parte delle agenzie di rating del 2011-2012, sta venendo alla luce grazie all’opera paziente dei pubblici ministeri della Corte dei Conti, che ha invitato le parti a fornire deduzioni

Qui l’articolo  di Alberto Micalizzi

 

Aumento “una tantum” del debito pubblico fino a 20 miliardi per mettere momentaneamente in sicurezza il sistema bancario.

La crisi economica in cui ci troviamo è anche il frutto della condotta sconsiderata e irresponsabile di banchieri che tanto non pagano mai. Soprattutto nel Belpaese dove le cause si fermano prima ancora 
di arrivare in tribunale. Come a Vicenza. Dove i manager indagati incassano buonuscite milionarie.

I banchieri si sono ingrassati ed hanno scialato…ora qualcuno passi alla cassa, please

Immagine: giphy.com

Flessibilità, Juncker: l’Italia ha speso 19 miliardi. Meloni: Renzi cialtrone Flessibilità, Juncker: l’Italia ha speso 19 miliardi. Meloni: Renzi cialtrone

Il governo Renzi-Alfano – continua la leader di Fratelli d’Italica – non è stato capace di tagliare gli sprechi e la spesa pubblica, non ha utilizzato la flessibilità per fare nuovi investimenti ma solo per pagare marchette elettorali. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: il debito pubblico ha raggiunto il record storico, l’economia è ferma e il mercato del lavoro è sempre più in crisi». Matteo Renzi, però, continua su Facebook la Meloni, «invece di prendere atto dei suoi fallimenti e dimettersi, continua a invocare maggiore “flessibilità” per continuare a fare debito da lasciare ai nostri figli e nascondere così la sua incompetenza. Mandiamo a casa questa gente prima che non ci sia in Italia più nulla da salvare. La prima occasione per farlo è votando No al prossimo referendum costituzionale».

Flessibilità, Juncker: l’Italia ha speso 19 miliardi. Meloni: Renzi cialtrone

Flessibilità, Juncker: l’Italia ha speso 19 miliardi. Meloni: Renzi cialtrone

Per Renzi altra grana: le banche ridurranno l’esposizione verso lo Stato

(Immagine: www.giornalettismo.com)

(…) Le banche italiane, che hanno in pancia titoli di Stato per 402 miliardi di euro, ora intendono alleggerire il fardello. Si prospetta così una tornata di vendite che farà aumentare il tasso di interesse su Btp e Bot e, di conseguenza, il costo del debito pubblico accumulato da Roma (2.166 miliardi). Qualche numero aiuta a capire meglio la portata della questione: a fine maggio gli istituti avevano in portafoglio il 25% di tutti i titoli sovrani a medio e lungo termine presenti sul mercato. La sola Intesa Sanpaolo ne ha iscritti a bilancio 102 miliardi, Unicredit è a quota 51,8 e il Monte dei Paschi di Siena a 24,1. Ebbene, la settimana scorsa Carlo Messina, che della prima è amministratore delegato, ha avvertito che vuole liberarsi di una parte della zavorra. ”Con le nuove regole è meglio essere diversificati”, ha spiegato il banchiere. Anticipando che al posto di una quota di titoli italiani ne potrebbe comprare di francesi e tedeschi. E martedì una conferma è arrivata dal numero uno di Unicredit, Federico Ghizzoni, che ha definito il tema “importante” ricordando che “tutte le banche dovranno porsi il problema dei titoli di Stato e del rating”, cioè di come le autorità sovranazionali valutano i titoli stessi. (…)

Per Renzi altra grana: le banche ridurranno l’esposizione verso lo Stato

Italia in crisi, ma 4 miliardi di Euro ad Aprile sono stati versti all’UE

«Il governo Renzi, partito a fine febbraio con un debito di 2.107,1 miliardi di euro, termina il secondo mese di governo con il debito salito a 2.146,4 miliardi, con un aumento di 39,243 miliardi e al ritmo di 19,6 miliardi al mese».

Italia in crisi, ma 4 miliardi di Euro ad Aprile sono stati versti all’UE

(Immagine: ilpensierinodellasera.blogspot.com)

Renzi meglio di Houdini, con gli illusori tagli alla spesa pubblica, che invece aumenta

Renzi meglio di Houdini, con gli illusori tagli alla spesa pubblica, che invece aumenta

Ieri pomeriggio Renzi ha annunciato che avrebbe risposto su Twitter alle domande e lanciato l’hashtag #matteorisponde. Le domande rivoltegli sono state parecchie, ma le risposte due o tre. Tra cui quella poi battuta da tutte le agenzie di stampa: ridurrò le tasse ai pensionati e alle Partite IVA. Il che non deve far gioire né gli uni né gli altri, perché Renzi è un ottimo prestigiatore. Toglie con la sinistra (letteralmente) quello che dà con la destra.
Per capire di che parliamo, è sufficiente leggere quel mattone chiamato DEF, nel quale si dice di tutto e di più. Eppure non ai più, ma ai meno (che non contemplano gli organi di informazione compiacenti) è saltato all’occhio che Renzi parla e straparla di tagli alla spesa pubblica e di risparmio, salvo poi prevedere nel DEF l’inevitabile: la spesa pubblica aumenterà di 10 miliardi nel 2014, passando dai 799 miliardi agli 809 miliardi. E il trend non diminuirà nei prossimi anni. Anzi! Per il 2018 la spesa pubblica si attesterà a 852 miliardi.
Dunque altro che tagli di qui e di lì. Che poi la questione dei tagli è solo una questione di semantica, basata su un bel giochino di parole in burocratese, là dove nel DEF ci si riferisce ai “tagli sugli aumenti previsti in relazione all’andamento del PIL”. Arabo contabile che non vuol certo dire “taglierò spese e tasse”, ma vedrò sugli aumenti, in base all’andamento del PIL (!)…. continua a leggere accedendo a qelsi.it

Immagine estranea al post. Fonte: http://www.blogtaormina.it

La grande bugia del debito pubblico

Nulla di nuovo, ma ben esposto. Da leggere

Irradiazioni

Siete convinti che il debito pubblico sia il vero problema di questa nazione? Vi hanno drogato dal punto di vista informativo in modo definitivo o avete voglia di ragionare?
Se il problema fosse il debito pubblico le nazioni che l’avevano basso all’inizio della crisi, a rigore, avrebbero dovuto soffrire meno. Ad esempio la Spagna. La nazione iberica, infatti, negli anni precedenti alla crisi, presentava un rapporto fra debito/PIL assolutamente basso: 36,2% nel 2007, 39,8% nel 2008. La balla del debito pubblico messa in giro da Monti, dalla banda dei neoliberisti ora concentrati insieme a Giannino nel loro partitino da cabina telefonica è dura a morire. In più ci si mettono tutte le agenzie di informazione. Perciò dentro ogni bar basta dire “il debito pubblico in Italia è troppo alto” e tutti annuiscono. Un riflesso condizionato che oramai è penetrato nel cervello degli italiani.
Perché il vero problema è la perdita…

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