L’eurozona? Una “mostruosa, antidemocratica cosca di creditori” (Imolaoggi)

Eh già, come non ricordare gli attuali sinistroidi sostenitori di Alexīs Tsipras (M5S uber alles) che nel 2011 alzarono la voce e scesero in piazza per protestare contro la Troika per quello che stava facendo all’Italia…

Siamo chiari. Ciò che Berlino e Francoforte hanno fatto alla Grecia, possono – e hanno la volontà – di farlo agli altri Paesi. Nel 2010 hanno ricattato il governo irlandese ponendo a carico dei contribuenti 64 miliardi di euro di debiti bancari. Nel 2011 hanno costretto a dimettersi il Primo Ministro italiano regolarmente eletto, Silvio Berlusconi. Sicuramente incalzeranno il futuro governo portoghese, Paese anch’esso molto vicino all’insolvenza. E sì, faranno i bulli con la Slovacchia e gli altri che adesso li incoraggiano e sostengono.

L’eurozona? Una “mostruosa, antidemocratica cosca di creditori”

(Immagine: www.worldwebnews.it)

Grecia. In attesa dell’inevitabile….

Via  Giorgia Meloni

 Il probabile default greco certifica il fallimento della politica europea. Nel 1981 Atene entrò nella CEE per volontà politica degli Stati membri di allora, anche se aveva una economia debole, per aiutarla nel suo cammino di ritorno alla democrazia. Altri tempi. Oggi la Grecia viene esclusa o tenuta nell’eurozona solo in base a cosa dicono i creditori, i banchieri e i tecnocrati di Bruxelles. In Europa la politica è morta, la UE è stata trasformata in un Consiglio d’Amministrazione altrimenti la questione greca oggi verrebbe affrontata in un vertice straordinario del consiglio europeo e non solo dall’eurogruppo. Come se non bastasse, questi tecnocrati che governano l’Europa hanno dimostrato pure di essere degli incompetenti: le loro ricette economiche e monetarie hanno prodotto solo disastri e povertà, non solo in Grecia, ma in gran parte del continente, Italia compresa. E’ normale, dunque, che oggi la Grecia sia titubante ad accettare le ricette della Troika che hanno sempre arricchito i creditori e impoverito i popoli. Noi vogliamo stare nell’Europa dei liberi popoli europei, che hanno il controllo della propria moneta e delle istituzioni europee, non nel comitato d’affari di usurai nel quale hanno trasformato l’Unione europea