minaccia antisemita nella Francia odierna e gli stretti legami tra l’odio contro gli ebrei e l’odio per Israele

La fine della presenza ebraica in Europa?

di Guy Millière  •  11 gennaio 2020

  • “Sebbene gli ebrei rappresentino meno dell’uno per cento della popolazione, metà degli atti di razzismo compiuti in Francia vengono perpetrati contro gli ebrei.” – Meyer Habib, parlamentare francese.
  • L’antisemitismo avanza in tutto il continente e spesso assume una colorazione mediorientale. Tuttavia, le autorità parlano solo dell’antisemitismo di destra.
  • L’antisemitismo di sinistra è presente in tutta Europa. I suoi adepti, come in Francia, fanno del loro meglio per nascondere e proteggere l’antisemitismo mediorientale.

Il 3 dicembre, l’Assemblea nazionale francese ha approvato una risoluzione che adotta la definizione di antisemitismo formulata dall’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto (IHRA). Il testo rileva che la definizione “comprende le manifestazioni di odio verso lo Stato di Israele giustificate dalla mera percezione di quest’ultimo come collettività ebraica“. Il deputato Meyer Habib, che ha appoggiato la risoluzione, ha pronunciato un discorso appassionato e toccante, nel quale ha sottolineato l’entità della minaccia antisemita nella Francia odierna e gli stretti legami tra l’odio contro gli ebrei e l’odio per Israele:

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Un post contro la poltiglia di retorica ed ipocrisia

Il nigeriano e il buonista

di: @GiampaoloRossi

ventimiglia-dopo-la-manifestazione-pro-migranti-un-corteo-per-le-vie-della-citta-247355.660x368PRIMO E SECONDO
Il primo è un nigeriano.
Il secondo è un buonista.

Il primo è un criminale.
Il secondo è un idiota.

Il primo fa lo spacciatore, a volte il ladro e forse anche l’assassino e il macellaio sui corpi di povere ragazze.
Il secondo fa il politico di sinistra, l’intellettuale impegnato, il volontario delle Ong con i soldi di Soros, il fighetto radical-chic con il culo degli altri.

Il primo è un nigeriano, il secondo è un buonista. Il primo è un criminale, il secondo è un idiota

Il primo è un immigrato irregolare con precedenti penali che gira libero per le nostre città a spacciare e a delinquere come se niente fosse.
Il secondo è un italiano regolare a cui dell’Italia non frega nulla ma grazie alle sue idee sballate, alla sua ipocrisia pelosa, ci sta riempiendo di rifiuti umani che vengono a distruggere la nostra già difficile convivenza civile.

Il primo, il nigeriano, è scappato dal suo Paese a causa della guerra, ci dicono. Ma da che mondo è mondo dalle guerre scappano le donne e i bambini mentre lui è un uomo di 28 anni. E francamente è strana questa immigrazione che porta in Europa masse di giovani sani di corpo e di mente e lascia sotto le bombe e le persecuzioni i più indifesi.
Il secondo, il buonista, vive da sempre qui, gode della libertà e della sicurezza che gli sono garantiti ed è così stupido da convincersi che facendo entrare tutti, lui faccia il bene di queste persone e di se stesso, mentre fa solo il bene dell’élite globalista che pilota questo esodo di nuovi schiavi.

Il nigeriano, quello che si traveste da profugo, da povero, da diseredato, è solo uno schifoso delinquente che si approfitta della possibilità che noi diamo a lui per farsi manovalanza delle organizzazioni criminali, in cambio di facili guadagni.

Il buonista, quello che si veste di solidarietà, è solo uno schifoso schiavista, uno di quelli che è convinto che gli immigrati ci pagheranno le pensioni o che è meglio farli entrare tutti così li mettiamo a raccogliere i pomodori come dice Emma Bonino (e questo solo perché in Italia non coltiviamo cotone come nella Virginia del XIX secolo).

88637_boldriniNON SOLO…
Il nigeriano non è solo il nigeriano; è anche il tunisino, il marocchino, il bosniaco insomma è tutti quelli che chiamiamo clandestini e che una volta in Italia si mettono a rubare, stuprare, spacciare, assassinare, rafforzando la già folta fauna di delinquenti nativi.

Il buonista non è solo il buonista; è anche l’antirazzista, il progressista, il catto-comunista, l’umanitarista, il prete arcobaleno, la femminista, insomma tutta quella poltiglia di retorica ed ipocrisia che alimenta una sottocultura che sta mandando in malora la nostra Nazione.

Sia chiara una cosa: il nigeriano e quelli come lui non hanno nulla da spartire con gli stranieri che in Italia vengono a lavorare, che rispettano le leggi e che magari sognano un giorno di diventare cittadini di questo Paese. A loro va il nostro aiuto e la nostra vera amicizia.

Mentre al contrario, il nigeriano e il buonista, l’irregolare e il suo complice italiano, il criminale che abusa della nostra libertà e l’idiota che lo legittima e lo fa entrare, rappresentano la feccia di questo Paese.

Entrambi vanno messi nella condizione di non nuocere: il primo, il nigeriano, ficcandolo in galera il tempo che occorre e poi rispedendolo a casa sua a calci nel sedere. Il secondo, il buonista, impedendogli democraticamente di continuare a governare questo Paese e a perpetrare i danni fin qui fatti.


meanwhile in #Meda…

la sagra del luogo comune

con commenti offensivi di razzismo per chi ha chiesto il rispetto delle regole di buon vicinato e soprattutto del ripristino della legalità.

L’articolo qui

 

Condivisibile l’analisi della nostra società fatta dal primo cittadino di Monza

Fonte: Il Cittadino

Il sindaco di Monza risponde sull’estrema destra con una lettera alla città

Il sindaco di Monza Dario Allevi risponde con una lettera alla città a quei cittadini che in settimana avevano chiesto una presa di distanza dalle organizzazioni di estrema destra.

Il sindaco di Monza Dario Allevi risponde con una lettera alla città a quei cittadini appartenenti al mondo dell’accademia, dell’imprenditoria e delle professioni che in settimana avevano chiesto una presa di distanza dalle organizzazioni di estrema destra. «Chi ha a cuore Monza abbia il coraggio di riconoscere che stanno “dalla parte giusta” coloro che fanno politica, si esprimono e dissentono nel perimetro della legalità, che è l’unica cosa che conta – scrive – E anche nel rispetto dell’avversario, pur se molto distante dalle proprie opinioni: è questo un principio che dovrebbe valere per tutti, anche per quei quaranta firmatari di una lettera aperta che pretenderebbero dal Sindaco l’applicazione di due pesi e due misure».

LEGGI Lettera aperta al sindaco di Monza: «Prenda le distanze dall’estrema destra»

Amministrare la città di Monza è per me un grande onore.

La nostra è una città forte, operosa, moderna e – insieme – fortemente ancorata ai valori che ne rappresentano l’identità più profonda, a partire dalla solidarietà e dalla tolleranza.

Ma è la democrazia il vero baluardo della nostra libertà: quella democrazia conquistata più di settanta anni fa, oggi patrimonio di tutti e per fortuna non più in discussione, che consente a ciascuno di potersi esprimere liberamente, purché nell’alveo di quanto sancito dalla nostra Carta Costituzionale.

Così, gli episodi di violenza che si sono succeduti nelle scorse settimane, fomentati da gruppi antagonisti non autorizzati, restituiscono un’immagine distorta del nostro capoluogo, riportando indietro le lancette dell’orologio agli Anni Settanta. Un’operazione troppo anacronistica per non suonare artefatta, che vorrebbe replicare un contesto sociale e un clima politico che non esistono più da decenni ormai, guarda caso alla vigilia di un importante appuntamento elettorale.

La Monza vera non è questa! Le guerriglie urbane sono solo un espediente troppo facile in mano a chi vuole strumentalizzare il clima politico e fare da sterile megafono a se stesso. Lo squadrismo non ha colore!

La Politica, quella vera, quella a cui credo ancora e di cui sono innamorato, non si esprime con i linguaggi dei vandalismi, delle minacce, dello sfregio alla città.

Pertanto – ben sapendo che l’ordine pubblico è un tema di stretta competenza delle autorità che vigilano sulla nostra sicurezza e alle quali confermo la mia gratitudine più sincera per il loro tenace impegno quotidiano – mi rivolgo apertamente ai miei concittadini ribadendo che la violenza va condannata sempre, senza distinguo.

Chi ha a cuore Monza, la sua reputazione, la sua dignità, abbia il coraggio di riconoscere che stanno “dalla parte giusta” coloro che fanno politica, si esprimono e dissentono nel perimetro della legalità, che è l’unica cosa che conta. E anche nel rispetto dell’avversario, pur se molto distante dalle proprie opinioni: è questo un principio che dovrebbe valere per tutti, anche per quei quaranta firmatari di una lettera aperta che pretenderebbero dal Sindaco l’applicazione di due pesi e due misure.

Isoliamo quei pochi che sporcano la nostra città. Monza si merita di più.

Immagine: Via Giphy

Il trogloditismo progressista e l’odio verso il passato

(…) Il Presidente Trump è stato accusato di parteggiare per i razzisti, quando egli ha invece criticato entrambe le parti per gli scontri di piazza; nessun media liberal, però, ha criticato la violenza della new left (sì, perché la violenza non è certo mero appannaggio della new o old right) né tantomeno la distruzione del patrimonio storico e culturale americano. Perché il vero nocciolo è qui: una Nazione che distrugge e censura il proprio passato, quale che sia, è una Nazione che non conosce se stessa, che odia se stessa, che non vede nell’altro concittadino, tanto del passato quanto del presente e del futuro, un proprio fratello, ma un nemico. E per citare Orwell, chi controlla il passato controlla il futuro, e chi il presente controlla il passato, e se il nostro mondo è diventato uguale a quello del 1984 orwelliano, c’è poco da stare allegri. (…)

qui l’intero post via buseca

Immagine:  giphy.com

Febbraio 2017, la tempesta perfetta: cinque consigli per la Destra

Ma che minestrone, la destra sociale con Berlusconi?

(…)

Cinque consigli per la Destra

Per la Destra due fasi: la prima creare un’area, che oggi viene definita sovranista, ma che è soprattutto espressione di identità nazionale e popolare, che vada oltre il 20% , che è fortemente individuabile in Giorgia Meloni e Matteo Salvini e tutti quelli che ci stanno; se a questa si aggiunge l’attuale Forza Italia e tutte le sue scissioni siamo ben oltre il 35%; suggestionando l’opinione pubblica con l’idea di una nuova stabilità e con le svolte internazionali in Gran Bretagna e Stati Uniti, nonchè quelle prossime venture in Olanda e Francia tra marzo e aprile, arriviamo ad un 40% di voti previsto dal “Consultellum”, la legge elettorale uscita dalla sentenza della Corte Costituzionale, cioè vinciamo le elezioni e siamo al Governo. Mi permetto però di prescrivere solo cinque ma indispensabili comandamenti per il centrodestra….

Febbraio 2017, la tempesta perfetta: cinque consigli per la Destra

Mea culpa di Minniti. «La parola sicurezza è anche nostra…»

Da tempo ho un’idea – dice il ministro dem – quella di sfatare il tabù che le politiche di sicurezza siano “par excellence” di destra.(…)

Meloni: questi sono senza vergogna

(…) «La sinistra ha fatto cinque indulti mascherati in quattro anni, ha depenalizzato una serie di reati, ha ridotto i tempi di permanenza in carcere, ha fatto entrare 500 mila clandestini che vanno a zonzo per le nostre città, non consente la legittima difesa neanche dentro la propria casa. La sinistra al governo è la pacchia di ladri e delinquenti, sempre schierata a difesa dei diritti dei carnefici e mai dei diritti delle vittime. No caro Minniti, “sicurezza” non è una parola di sinistra»

Mea culpa di Minniti. «La parola sicurezza è anche nostra…»

(Immagine: giphy.com)

Anche la Danimarca svolta a destra

(…) Ma è evidente che ormai gli elettori non si fidano più delle sinistre in nessuna parte dell’Europa e del mondo, neanche in Danimarca, ed hanno tagliato corto, sono andati sul sicuro ed hanno mandato a casa quelli che li governavano.

L’affermazione della destra danese va ad aggiungersi a quelle registrate di recente in Ungheria, Bulgaria, Ukraina, Regno Unito, Belgio e Polonia in Europa, ed a quelle di Israele ed Australia. (…)

Cresce in Europa l’opposizione all’Eurabia: destra al potere anche in Danimarca

(Immagine estranea all’articolo citato. Fonte: www.lettera43.it)

Italia: terra dei morti

“ Quello che non perdono al mio tempo non è quello di essere vile, ma di dover costruire ogni giorno l’alibi della propria viltà diffamando gli Eroi. “

LA TERRA DEI MORTIdestrav

La terra dei morti è il “ paese Italia “ di questo periodo storico nel quale siamo – nostro malgrado – costretti a vivere. I morti di cui vogliamo parlare non sono certamente quelli che sono allocati nei cimiteri. La maggioranza di loro vive se non altro nella memoria dei parenti e per molti di loro la sopravvivenza spirituale rimane viva e perpetua per il loro lavoro, per le loro opere, per la loro vita integerrima ed esemplare, per il loro eroismo in pace ed in guerra, insomma per tutto quello che hanno prodotto ed operato per il bene della comunità nazionale. No, noi oggi vogliamo parlare dei “ morti viventi “, degli “ zombi “ insomma, cioè di quel tipo di umanoide politicamente corretto e perfettamente integrato in questa fogna di società  vile e corrotta. continua…

Centrodestra non è uno slogan!

Via Giorgia Meloni

Centrodestra non è uno slogan o un cartello elettorale.

Centrodestra è il termine con il quale indichiamo una visione politica chiara, fondata su contenuti e valori precisi, scevra da tatticismi o posizionamenti di comodo. Non basta definirsi di centrodestra per esserlo, soprattutto quando si sceglie di far parte di un governo di sinistra o si sostengono i suoi provvedimenti invotabili, come ad esempio l’abolizione del reato di immigrazione clandestina o la depenalizzazione delle droghe.

Legalità, giustizia sociale, sovranità, Patria non sono parole: sono idee dalle quali partire per rifondare una coalizione di centrodestra credibile, della quale Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale sarà la destra, capace di contrapporsi alla sinistra di Matteo Renzi. Su questo terreno siamo disponibili a un confronto e a una collaborazione con gli altri movimenti della possibile coalizione, a partire da quella Lega Nord che come noi è rimasta coerente con il mandato ricevuto dagli italiani. Per questo incontrerò Matteo Salvini già nei primi giorni della prossima settimana.

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