#UniCredit: mobilitazione contro esuberi raggiungerà Macron. Possibile !?!?!

#UniCredit e la #fabi: Ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da piangere.

2 Agosto 2019  Di IlGattoRandagio

 

La fabi come il PD.

Come il PD, che diceva di andare in Europa a battere i pugni nell’interesse italiano ma poi mette un uomo di Renzi (uno cioé che da sottosegretario ha avuto in mano diversi dossier bollenti) alla corte di quell’Emmanuel Macron che ha ingaggiato da tempo una battaglia senza tregua con il governo italiano.

Ora è la fabi che snobba ABI, Bankitalia e persino Palazzo Chigi e si sposta alla corte dei francesi.

Quella della fabi è un’uscita spiritosa? Una battuta pungente?

…continua qui

Analisi del voto francese effettuato da Tecnè

Tecnè: per Macron hanno votato i garantiti, per Le Pen i vulnerabili

Tecnè: per Macron hanno votato i garantiti, per Le Pen i vulnerabili

lunedì 8 maggio 2017 – 17:28

Il vero discrimine nelle elezioni presidenziali francesi è stato quello tra cittadini “garantiti”, che non temono capovolgimenti economici nella propria vita, e cittadini “vulnerabili”, esposti invece al vento del mercato. Categorie che hanno soppiantato del tutto, come già nell’esperienza americana, il voto di classe decidendo del futuro del Paese. E se Emmanuel Macron ha fatto incetta di voti tra i garantiti, Marine le Pen si è imposta tra i “vulnerabili”. È questo quanto emerge dall’analisi del voto francese effettuato da Tecnè, l’istituto di ricerca e di sondaggi d’opinione. È stato infatti quel 66% di “garantiti” che hanno optato per Emmanuel Macron, insieme a quel 34% che si sente invece “vulnerabile”, a incoronare l’ex ministro dell’economia francese. Mentre a Marine Le Pen sono affluiti oltre al 38% dei voti dei cittadini “garantiti”, il 62% di quelli che si sentono “vulnerabili”. “Il vero discrimine è proprio questo. Le classi sociali sono ormai al tramonto e lo dimostra il fatto che operai e imprenditori, che si considerano vulnerabili, si trovano a votare insieme”, dice Carlo Buttaroni di Tecnè.

Per Le Pen i giovani, per Macron gli anziani

Una lettura che trova conferma anche nell’analisi del voto per classe di età: secondo Tecnè infatti il 39% dei voti andati a Macron derivano da elettori over 60, presumibilmente pensionati e dunque “garantiti”, gli stessi crollano al 31% per Marine Le Pen che invece raccoglie il 46% di sì tra i 35-60enni. Anche i giudizi sulla situazione economica personale riportano a questa sorta di dicotomia. Per il 21% di quelli che hanno votato Macron la situazione è migliorata, per il 56% è rimasta uguale mentre per il 23% è peggiorata. Diversa la ripartizione per Le Pen: per il 15% dei suoi votanti la situazione è migliorata ma per il 48% è rimasta uguale mentre il 37% ne denuncia un peggioramento. Andando invece ad analizzare il voto per classe economica la ricerca evidenzia come il serbatoio maggiore di voti inespressi sia stato quello relativo ai “poveri”: il 37%, dice ancora Tecnè, non si è recato neppure alle urne contro il 33% del ceto medio ed il 31 dei benestanti.

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