La Francia oggi è un paese alla sbando. Emblema di ciò che sarà l’Europa a breve.

 

https://sceltalibera.tumblr.com/post/186950232542/la-francia-sta-lentamente-precipitando-nel-caos

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(…) La polizia francese appare feroce quando si occupa dei manifestanti pacifici, ma riesce a malapena a impedire a gruppi come “Antifa” di provocare la violenza. Pertanto, “Antifa” ora si presenta alla fine di ogni manifestazione. La polizia francese sembra essere particolarmente cauta quando ha a che fare con i giovani arabi e con i migranti illegali. La polizia ha ricevuto ordini. Gli agenti sanno che i giovani arabi e gli immigrati clandestini potrebbero creare rivolte su vasta scala. Tre mesi fa, a Grenoble, la polizia stava inseguendo alcuni giovani arabi in sella a una moto rubata, che erano accusati di furto. Durante la fuga, hanno avuto un incidente. Ne sono seguiti cinque giorni di disordini.(…)

Immagine: dagospia.com

#UniCredit: mobilitazione contro esuberi raggiungerà Macron. Possibile !?!?!

#UniCredit e la #fabi: Ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da piangere.

2 Agosto 2019  Di IlGattoRandagio

 

La fabi come il PD.

Come il PD, che diceva di andare in Europa a battere i pugni nell’interesse italiano ma poi mette un uomo di Renzi (uno cioé che da sottosegretario ha avuto in mano diversi dossier bollenti) alla corte di quell’Emmanuel Macron che ha ingaggiato da tempo una battaglia senza tregua con il governo italiano.

Ora è la fabi che snobba ABI, Bankitalia e persino Palazzo Chigi e si sposta alla corte dei francesi.

Quella della fabi è un’uscita spiritosa? Una battuta pungente?

…continua qui

#UniCredit: mobilitazione contro esuberi raggiungerà Macron. Possibile !?!?!

#UniCredit e la #fabi: Ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da piangere.

2 Agosto 2019  Di IlGattoRandagio

 

La fabi come il PD.

Come il PD, che diceva di andare in Europa a battere i pugni nell’interesse italiano ma poi mette un uomo di Renzi (uno cioé che da sottosegretario ha avuto in mano diversi dossier bollenti) alla corte di quell’Emmanuel Macron che ha ingaggiato da tempo una battaglia senza tregua con il governo italiano.

Ora è la fabi che snobba ABI, Bankitalia e persino Palazzo Chigi e si sposta alla corte dei francesi.

Quella della fabi è un’uscita spiritosa? Una battuta pungente?

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#UniCredit e la #fabi: Ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da piangere.

La fabi come il PD.

Come il PD, che diceva di andare in Europa a battere i pugni nell’interesse italiano ma poi mette un uomo di Renzi (uno cioé che da sottosegretario ha avuto in mano diversi dossier bollenti) alla corte di quell’Emmanuel Macron che ha ingaggiato da tempo una battaglia senza tregua con il governo italiano.

Ora è la fabi che snobba ABI, Bankitalia e persino Palazzo Chigi e si sposta alla corte dei francesi.

Quella della fabi è un’uscita spiritosa? Una battuta pungente?

La situazione è tragica, senza tuttavia essere seria.

 

Leggi:

Esuberi UniCredit: gilet azzurri della Fabi minacciano marcia fino a Parigi

Emmanuel Macron, l’Islam francese e il Front National

Il presidente francese Emmanuel Macron sa che oggi il Front National è il primo partito di opposizione in Francia e che la leader di Fn è il suo principale avversario politico. Quello che sembra probabile è che ci sia in atto un tentativo di intimidire Marine Le Pen, e se possibile, distruggerla politicamente. Qualche settimana fa, il governo francese ha chiesto ai magistrati incaricati delle indagini sui “reati finanziari” di sequestrare due milioni di euro in fondi pubblici destinati all’ex partito di Marine Le Pen (il Rassemblement National, ex Fn, N.d.T.). Anche i francesi si muovono come gli italioti….

Criticare il terrorismo è una forma di “malattia mentale”?

di Guy Millière  •  8 ottobre 2018

  • Di recente è stato pubblicato un rapporto di 615 pagine, scritto da un consigliere del presidente francese Emmanuel Macron, Hakim El Karoui, preposto a creare le nuove istituzioni di un “Islam francese”. Il report definisce l’islamismo come una “ideologia totalmente distinta dall’Islam” e inoltre non menziona mai i nessi esistenti fra l’islamismo e il terrorismo. Il rapporto insiste anche sulla urgente necessità di diffondere in Francia il “vero Islam” e di adottare l’insegnamento dell’arabo nelle scuole superiori pubbliche.
  • La richiesta da parte della magistratura a Marine Le Pen, di sottoporsi a una perizia psichiatrica per stabilire se sia sana, indica che le autorità francesi potrebbero ripristinare il vecchio utilizzo sovietico della “psichiatria” per mettere a tacere i dissidenti o gli oppositori politici.
  • L’offensiva giudiziaria contro Marine Le Pen ora si aggiunge a quella finanziaria. Anche se lei non viene incarcerata, la legge sembra essere stata utilizzata per esporla al rischio di essere dichiarata non eleggibile per le elezioni del Parlamento europeo che si terranno a maggio 2019.

Il 16 dicembre 2015, un giornalista francese di una emittente radiofonica mainstream paragonò il Front National (Fn), un partito francese di destra, allo Stato islamico (Isis) dicendo che esisteva una “convergenza di vedute” fra loro e che entrambi spingevano i propri sostenitori a “chiudersi nella propria identità”. Marine Le Pen, leader di Fn, parlando di un “inaccettabile scivolone verbale”, chiese alla stazione radiofonica il diritto di replica. Poi pubblicò su Twitter le immagini che mostravano i corpi delle vittime dello Stato islamico, aggiungendo: “L’Isis è questo!”

I media francesi l’accusarono immediatamente di trasmettere immagini “indecenti” e “oscene”, e subito dopo il governo francese chiese al Dipartimento di Giustizia di incriminarla. Inoltre, l’8 novembre 2017, l’Assemblea nazionale francese le revocò l’immunità parlamentare.

Continua a leggere l’articolo

#Boicottiamoprodottifrancesi

C’È CHI FA VOMITARE NOI ITALIANI
STA IN FRANCIA E SI CHIAMA MACRON

Vergognosa provocazione di Parigi contro il nostro Paese: sono quelli della Libia e della Siria

Perché non vogliamo più fare il lavoro sporco al posto degli altri.

Perché non vogliamo essere invasi.

Perché c’è un governo che pretende rispetto della nostra sovranità.

Perché la dignità nazionale è un valore che non facciamo mettere in discussione da nessuno.

 

adesso sfida : “Hai cuore? Domani ti do 9mila ” Quelli che la si era impegnata a prendere….

 

 

La stampa francese celebra la campagna d’Italia

(…) nei giorni scorsi uno degli azionisti pesanti di Creval ha già fatto sapere con “entusiasmo” che parteciperà all’aumento di capitale, lasciando intendere che in futuro potrebbe anche aumentare la sua presa sulla banca (al momento è intorno al 5%). Si tratta di Denis Dumont, finanziere francese con interessi nell’agroalimentare che in Italia non è ancora molto conosciuto. Insomma, la grandeur di Parigi, che adesso vede alla guida Emmanuel Macron, ha ancora l’Italia nel mirino. Il tutto nel più ampio quadro della battaglia per Generali, via Mediobanca e Unicredit, e per l’ex Telecom Italia, oggi Tim. Partite, queste, dominate dalla figura di Vincent Bolloré, patron di Vivendi, ben assistito in Italia dallo stesso Mustier e dall’Ad di Generali, Philippe Donnet. Anche lui un francese. Ma da noi si preferisce litigare sulla relazione finale della Commissione banche guidata da Pier Ferdinando Casini.

Mentre litighiamo sulla Boschi, Parigi si pappa le nostre banche. I blitz del Crédit Agricole e del finanziere Dumont: la stampa francese celebra la campagna d’Italia

Analisi del voto francese effettuato da Tecnè

Tecnè: per Macron hanno votato i garantiti, per Le Pen i vulnerabili

Tecnè: per Macron hanno votato i garantiti, per Le Pen i vulnerabili

lunedì 8 maggio 2017 – 17:28

Il vero discrimine nelle elezioni presidenziali francesi è stato quello tra cittadini “garantiti”, che non temono capovolgimenti economici nella propria vita, e cittadini “vulnerabili”, esposti invece al vento del mercato. Categorie che hanno soppiantato del tutto, come già nell’esperienza americana, il voto di classe decidendo del futuro del Paese. E se Emmanuel Macron ha fatto incetta di voti tra i garantiti, Marine le Pen si è imposta tra i “vulnerabili”. È questo quanto emerge dall’analisi del voto francese effettuato da Tecnè, l’istituto di ricerca e di sondaggi d’opinione. È stato infatti quel 66% di “garantiti” che hanno optato per Emmanuel Macron, insieme a quel 34% che si sente invece “vulnerabile”, a incoronare l’ex ministro dell’economia francese. Mentre a Marine Le Pen sono affluiti oltre al 38% dei voti dei cittadini “garantiti”, il 62% di quelli che si sentono “vulnerabili”. “Il vero discrimine è proprio questo. Le classi sociali sono ormai al tramonto e lo dimostra il fatto che operai e imprenditori, che si considerano vulnerabili, si trovano a votare insieme”, dice Carlo Buttaroni di Tecnè.

Per Le Pen i giovani, per Macron gli anziani

Una lettura che trova conferma anche nell’analisi del voto per classe di età: secondo Tecnè infatti il 39% dei voti andati a Macron derivano da elettori over 60, presumibilmente pensionati e dunque “garantiti”, gli stessi crollano al 31% per Marine Le Pen che invece raccoglie il 46% di sì tra i 35-60enni. Anche i giudizi sulla situazione economica personale riportano a questa sorta di dicotomia. Per il 21% di quelli che hanno votato Macron la situazione è migliorata, per il 56% è rimasta uguale mentre per il 23% è peggiorata. Diversa la ripartizione per Le Pen: per il 15% dei suoi votanti la situazione è migliorata ma per il 48% è rimasta uguale mentre il 37% ne denuncia un peggioramento. Andando invece ad analizzare il voto per classe economica la ricerca evidenzia come il serbatoio maggiore di voti inespressi sia stato quello relativo ai “poveri”: il 37%, dice ancora Tecnè, non si è recato neppure alle urne contro il 33% del ceto medio ed il 31 dei benestanti.

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