#UniCredit: can che abbia non morde….l’Azienda stia serena.

Comunicato sindacale unitario:

RETE AL COLLASSO:
POSSIBILE CHE INTERESSI SOLO A NOI ?

In data odierna si è svolto un incontro durante il quale l’Azienda ci ha illustrato un primo quadro relativo alla nuova occupazione.

Le uscite da Piano Esodi sono state: 367 FTEs al 1° giugno; circa 500 FTEs al 1° agosto e un numero da definire al 1° ottobre, ma nell’incontro del 8 luglio u.s. il dato fornito era di circa 940 FTEs.

L’azienda sta inviando in questi giorni le e-mail ai dipendenti aventi data di cessazione 1° ottobre 2020.

Analoghe comunicazioni verranno inviate nei prossimi giorni anche ai colleghi cessandi per pensionamento diretto nei mesi di novembre e dicembre.

A settembre verrà inviata comunicazione ai dipendenti con data di cessazione successiva per avvisare che le loro domande sono accettate (fino a febbraio ‘28). Alle persone con finestra di uscita marzo-aprile ‘28 verrà infine comunicato che la loro domanda verrà presa in considerazione per evenienze future.

A fronte di queste cessazioni ricordiamo che sono previste dall’accordo 2.4.2020 assunzioni di nuovo personale in rapporto di 1 ogni 2 uscite.

L’Azienda ha dichiarato che nel 2020 i nuovi ingressi saranno circa 800 e non esclude che una parte di questi possano avvenire a gennaio-febbraio 2021.

E dove andranno questi nuovi ingressi?

Il 40% in CBKI (rete-business) – il 5% in CIB – il 40% nella COO area – il 15% in funzioni di governosupporto.

I cosiddetti stagionali saranno circa 90 a fine luglio, per aumentare a 130 a fine agosto e concludere con 35 ulteriori ingressi a settembre (totale 165 assunzioni).

Abbiamo più volte denunciato la situazione al collasso della rete commerciale, aggravata dalle uscite per gli esodi, dalle ferie e dallo spostamento di risorse alle Task Forces. Situazione certamente non nuova, quella della rete, denunciata innumerevoli volte e che ha portato ad una vertenza nazionale nel dicembre del 2018.

Ma questo sembra non interessare al nostro management, a quanto pare è una questione che sta a cuore unicamente ai Lavoratori ed al Sindacato, e i dati sopra esposti lo dimostrano con chiarezza!!!

Della rete hanno aderito agli esodi circa il 60% del totale potenziale, ma solo il 40% delle nuove assunzioni andranno a rinforzarla.

Le entrate saranno inoltre successive alle uscite, le quali si ripercuoteranno pesantemente su molte filiali; vanificando di fatto la possibilità di formazione per affiancamento dei nuovi colleghi. Come apprenderanno pertanto le competenze di color che lasciano? Da un corso online? L’accordo 2.4.2020 prevede assunzioni preventive alle uscite o almeno contemporanee, di tutto questo non c’è, al momento, traccia.

Siamo ben consapevoli come la pandemia Covid non abbia certamente agevolato il lavoro di selezione dei nuovi assunti e come in questi ultimi mesi le urgenze e le priorità si siano susseguite ed accavallate; tuttavia non riusciamo a comprendere il passo con il quale si intende procedere alle assunzioni previste da un accordo firmato.

Così assolutamente non va!

I casi di Direttori che consegnano le chiavi e lasciano l’incarico, oltre ai colleghi sull’orlo di una crisi di nervi e fortemente colpiti dallo stress da lavoro correlato, legato anche alla recrudescenza delle pressioni commerciali, lasciano presagire un’estate bollente e oltre il limite di sopportazione.

Anche noi non sopporteremo oltre.

Milano, 28-07-2020

SEGRETERIE DI COORDINAMENTO GRUPPO UNICREDIT

FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN

Il commento critico della SALLCA CUB sull’accordo esodi in #UniCredit

Tratto dall’analisi critica fatta al sindacato SALLCA. Più sotto il link per accedere alla completa lettura del comunicato

(…) Per quanto riguarda le garanzie fornite in caso di modifiche alla normativa previdenziale, l’art. 8 dell’accordo non prevede l’assunzione di impegno vincolanteda parte dell’azienda, ma il richiamo alla formula più vaga: “le parti daranno luogo ad appositi incontri al fine di valutarne in maniera congiunta eventuali impatti che ne potrebbero derivare e ricercare le migliori soluzioni possibili”. Si tratta di una formula che può riservarequalche grattacapo, vista la lunghezza media della permanenza nel fondo (54 mesi, abbastanza vicino alla durata massima, che ricordiamo è di 60 mesi) e data l’incertezza che circonda tenuta e sostenibilità del nostro modello di welfare, alla luce della crisi recessiva in corso. (…)

UNICREDIT: UN ACCORDO ORDINARIO IN TEMPI STRAORDINARI

UniCredit: i testi dell’Accordo Team23

Ieri è stato raggiunto l’accordo per la gestione delle ricadute del piano industriale di UniCredit Team 23.

Ecco i testi degli accordi firmati pubblicati dalla fabi:

Scarica il file in versione PDF Testo accordo Piano Industriale Team 23 – 2 aprile 2020 – Documento in formato pdf
Scarica il file in versione PDF Allegati accordo Piano Industriale Team 23 – 2 aprile 2020 – Documento in formato pdf
Scarica il file in versione PDF Verbale VAP 2019 – 2 aprile 2020 – Documento in formato pdf
Scarica il file in versione PDF Allegati verbale VAP 2019 – 2 aprile 2020 – Documento in formato pdf

#UniCredit: l’accordo c’è. Ecco il comunicato stampa sindacale

COMUNICATO STAMPA UNITARIO

 

UNICREDIT: SINDACATI, FIRMATO ACCORDO SU PIANO INDUSTRIALE

Sottoscritta l’intesa tra organizzazioni sindacali e azienda: 5.200 uscite volontarie e 2.600 assunzioni. Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin: «Dà prospettiva al Paese»

 

Milano, 2 aprile 2020. Al momento attuale, in cui parlare di progettualità si corre il rischio di apparire utopici, pur nelle difficoltà determinate da una emergenza molto pesante per le sue implicazioni umane e sociali, è stato raggiunto un accordo con l’Azienda sulle ricadute del Piano d’Impresa di Unicredit, che definisce importanti elementi di consolidamento della presenza in termini strategici, occupazionali e di prospettiva del Gruppo in Italia. Nel corso della trattativa le Organizzazioni Sindacali hanno cercato insistentemente di portare l’Azienda a un equilibrio, economico, gestionale, operativo che garantisse chi lascerà la Banca (non trascurando e incentivando anche Opzione Donna, Quota 100 e Riscatto Laurea), chi sarà assunto e chi sarà in servizio nei prossimi anni, ponendo al centro le persone. In tal senso si è ottenuto in arco di vigenza del Piano un contenimento degli esuberi da 6.000 a 5.200, gestiti in modo volontario e incentivato, e l’assunzione di 2.600 giovani, in rapporto di una entrata ogni due uscite. Con questa soluzione, si manda un messaggio di enorme valore sociale e di lungimiranza ai tanti giovani disoccupati del nostro Paese. Allo stesso tempo, in coerenza con l’obiettivo sindacale di confermare la piena integrazione del Gruppo nel settore bancario del Paese, al servizio dei territori, delle famiglie e delle imprese, è stata data attenzione al meridione e alle zone più disagiate del Paese, con l’apertura di nuovi poli operativi e nuove opportunità occupazionali. Il rafforzamento delle varie commissioni paritetiche sul lavoro, sulle varie fasi del Piano e sulla chiusura delle agenzie, hanno proprio il compito di monitorare, segnalare e risolvere eventuali situazioni non aderenti alle reali necessità delle lavoratrici e dei lavoratori del Gruppo e di valorizzare le relazioni sindacali. L’aumento del premio aziendale del 10%, del Buono Pasto nell’arco del Piano fino a 7 euro e di misure di welfare sono inoltre importanti segnali in termini economici, che valorizzano la professionalità e l’impegno delle lavoratrici e dei lavoratori del Gruppo Unicredit, in termini contingenti e strutturali. La firma dell’accordo governa in modo sostenibile le ricadute di un Piano del Gruppo Unicredit inizialmente molto pesante nelle sue dinamiche di taglio di costi e del personale e offre una prospettiva di importante tenuta occupazionale e di presenza del Gruppo in Italia. Ogni logica di esuberi nel Gruppo Unicredit si esaurisce con l’accordo conseguito in data odierna.

 

 

Le Segreterie Nazionali e le Segreterie di coordinamento Unicredit

 

FABI                  FIRST/CISL                  FISAC/CGIL                    UILCA/UIL                   UNISIN

#UniCredit in arrivo l’accordo sugli esuberi

UniCredit, stretta finale sugli esuberi. Previste oltre 2.500 assunzioni

Tra i punti da definire il numero esatto degli ingressi e le modalità contrattuali. Oltre all’ammontare del premio di produzione cash

  • 2.625 assunzioni (che potrebbero arrivare fino a 3.000), con un rapporto di 1 nuovo assunto ogni 2 uscite volontarie. Da capire che tipologia di contratto verrà applicata ai neo assunti (tempo determinato?). A beneficiare dell’esodo potrebbe essere la platea di coloro in uscita entro dicembre 2027.
  • premio di risultato cash: i rappresentanti dei lavoratori vorrebbero circa mille euro in media, mentre l’azienda al momento si ferma sotto i 900.

#UniCredit: da un comune caso di ristrutturazione si passa ad una storia molto attraente di distribuzione di capitale

Una acuta analisi del sistema bancario italiano e della situazione in UniCredit vista da un sindacato, la SALLCA CUB,  esterno alla realtà della banca di Jean Pierre.

Perché dovremmo permettere una riduzione di organico ed il conseguente calo della base occupazionale, solo perché Unicredit vuole incrementare i profitti per gli azionisti?

Lo leggete qui:

BANCHE: LA MAPPA DELLE CRISI ED IL CASO UNICREDIT

In #UniCredit First Cisl e Uilca si smarcano e tendono la mano a Mustier? Dialogo con UniCredit sugli esuberi anche se UniCredit snobba i sindacati?

C’è chi pensa che il ruolo sindacale sia di semplice notaio delle decisioni aziendali. Con buona pace dei lavoratori!

First Cisl con Incletolli tende la mano a Unicredit: dialogo sui 6.000 esuberi. Incletolli dà addirittura già per scontata l’intesa. A fare il paio con il segretario First, ha pensato il segretario generale aggiunto della Uilca, Fulvio Furlan, anche lui, secondo indiscrezioni, molto disponibile al dialogo.

(…) Nel primo incontro tra Unicredit e i sindacati sugli esuberi l’istituto «ha mostrato un atteggiamento più dialogante rispetto ai toni intimidatori della lettera» sull’avvio della procedura relativa al piano industriale Team 23. Quello riportato qui su non è un estratto della nota ufficiale del gruppo di Piazza Gae Aulenti, ma una dichiarazione di un sindacalista. Esatto: un sindacalista. Trattasi di Mauro Incletolli. Prossimo all’esodo e nel frattempo segretario nazionale della First Cisl con ambizioni nemmeno troppo mascherate di scalare la sua sigla (…)

Tratto da Unicredit e Ubi Banca, ecco i subbugli sindacali

 

Immagine: https://www.patriziogatti.it

Pubblicheremo tutte queste persone che hanno preso le difese della politica aziendale di Mustier e sono tutti quelli che, stando sul libro paga della banca, si prestano volentieri

La fabi minaccia la gogna mediatica….

Lando Maria Sileoni duro contro il Ceo di Unicredit

Lando Maria Sileoni duro contro il Ceo di Unicredit

25 Luglio 2019 Di IlGattoRandagio

(…) “Mustier ha scritto ai dipendenti e non ha smentito questo numero. Mustier è un personaggio particolare. Non è un banchiere tradizionale come quelli che conosciamo un po` tutti. E’ un banchiere che ha delle sue particolari ambizioni, sostanzialmente tutta questa smobilitazione rispetto al territorio italiano è stata messa in piedi perché ha l’ambizione di trovare un partner internazionale, quindi vuole fare da predatore e non da preda, cercando di far diventare il gruppo Unicredit il primo in Europa, lasciando il territorio nazionale”. (…)

…continua qui

Pubblicheremo tutte queste persone che hanno preso le difese della politica aziendale di Mustier e sono tutti quelli che, stando sul libro paga della banca, si prestano volentieri

La fabi minaccia la gogna mediatica….

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25 Luglio 2019 Di IlGattoRandagio

(…) “Mustier ha scritto ai dipendenti e non ha smentito questo numero. Mustier è un personaggio particolare. Non è un banchiere tradizionale come quelli che conosciamo un po` tutti. E’ un banchiere che ha delle sue particolari ambizioni, sostanzialmente tutta questa smobilitazione rispetto al territorio italiano è stata messa in piedi perché ha l’ambizione di trovare un partner internazionale, quindi vuole fare da predatore e non da preda, cercando di far diventare il gruppo Unicredit il primo in Europa, lasciando il territorio nazionale”. (…)

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