Il SALLCA CUB solleva dubbi sull’operato delle sigle sindacali in Ubis

In realtà il comunicato del SALLCA non aggiunge nulla di nuovo a quanto già non si sapesse. L’unico dato di fatto che emerge chiaro è che la gente è avulsa da tutto quanto gli accade intorno.  C’è una repulsione totale per quello che vede ma che finisce con l’accettare passivamente. Al giorno d’oggi anche indignarsi è un lavoro a tempo pieno… mancano le energie per poter  lottare h24!

SALLCA CUB sul futuro di Ubis – Unicredit: Concorso di colpa dei sindacati ‘firma tutto’?

Il sindacato di base all’attacco delle sigle che firmano effimere tutele lavorative.

Qui l’articolo

Ubis cede a SIA le attività di elaborazione dei pagamenti tramite carte di pagamento

Un’immagine vale più di mille parole…

 

Ubis cede a SIA le attività di elaborazione dei pagamenti tramite carte di pagamento

Unicredit vende i pagamenti elettronici per 500 milioni. L’utile batte le attese (…) Unicredit ha deciso di vendere al gruppo Sia le attività di elaborazione… Read more

Ancora sul CCNL dei Bancari.

Il ministro del Welfare Giuliano Poletti al 121esimo consiglio nazionale della Fabi:

«C’è stato quel quid di innovazione che ha consentito di chiudere il contratto. Adesso però non abbiate paura di guardare in faccia i problemi che abbiamo».

Il segretario generale della Fabi Lando Sileoni:

«In settembre le banche si prenderanno la rivincita del 5 a 2 che gli abbiamo dato con questo rinnovo».

Boh. Io rileggendo l’accordo sottoscritto questa grandissima vittoria non la vedo. Proverò a cambiare gli occhiali…magari c’è una qualche postilla scritta in Arial 0,1 che ad occhio nudo non si legge….Io più che di una grandissima vittoria parlerei di un pessimo pareggio, uno squallido zero a zero. Nulla di quanto sbandierato con la piattaforma proposta dai sindacati è stato ottenuto, quindi…..

L’articolo: «Ora affrontate i cambiamenti»

Immagine: poetimetropolitani via autobusdelgiorno

SALLCA CUB: CCNL bancari, verso le assemblee

Stanno per partire le assemblee di valutazione sul rinnovo del ccnl.

Ribadiamo il nostro no ad un accordo che non affronta nulla dei problemi che oggi rendono la condizione lavorativa della categoria particolarmente gravosa.

Si doveva parlare di nuovo modello di banca, di rafforzamento dell’area contrattuale e di difesa dell’unità del processo produttivo, di politiche commerciali. Erano temi presenti anche nella piattaforma dei sindacati firmatari, ma sono stati abbandonati subito, a parte un generico ed irrilevante richiamo alle pressioni commerciali.

Il tema degli orari è stato poi “dimenticato”, lasciando mani libere alle aziende, come da contratto precedente.

Di seguito, tutte le criticità che ci spingono a dire no ad un contratto “di proroga”, che si trascinerà fino alla fine del 2018.

Leggi qui il comunicato:

SALLCA CUB: CCNL bancari, verso le assemblee

Esternalizzazioni. Se ne parla a “Presa diretta”

Chi cede un ramo d’azienda non risponde del compratore.<br /><br />Quindi per i lavoratori…<br /><br />http://www.scribd.com/doc/109073866/Chi-cede-un-ramo-d-azienda-non-risponde-del-compratore<br /><br />(Immagine http://forum.html.it/forum/showthread/t-1253581.html)La trasmissione è incentrata sul caso più eclatante: Telecom Italia. Nella parte conclusiva c’è l’intervista all’Avv. Cirillo che cita anche il caso Ubis-ABAS.

Esternalizzazioni. Se ne parla a “Presa diretta”

Esternalizzati MPS: 1066, no 1065, forse 1064, si salvano sempre i soliti?

DA SEGRETERIA NAZIONALE CUB SALLCA

Da un pò di tempo giravano voci sul fatto che un paio di sindacalisti si fossero “salvati” dalla cessione dei lavoratori di Monte Paschi a Fruendo. Ora sul blog “ereticodisiena” ( http://www.ereticodisiena.it/2014/01/14/mps-viola-resta-e-non-da-solo/ ) viene fatto il nome del sindacalista della UGL Perini, che si sarebbe avvalso della facoltà di chi, facendo parte della delegazione trattante, può essere “esentato” dall’esternalizzazione.

Certo si tratta di una pratica lecita, che nasce come elemento di difesa da eventuali discriminazioni nei confronti di chi dovrebbe “scontrarsi” con l’azienda in sede di trattativa. Ma se uno firma un accordo, sostenendone anche la bontà, perchè non dovrebbe verificarla di persona seguendo i propri colleghi? Tanto è vero che, secondo il blog citato, altri sindacalisti avrebbero correttamente rinunciato ad una tutela che finisce per essere un privilegio.

Oltretutto l’episodio avviene dopo lo scandalo di Unicredit, dove i sindacati che avevano firmato l’accordo per il pensionamento obbligatorio hanno “salvato” alcuni loro esponenti che sono rimasti in servizio.

Sull’argomento era uscito un articolo sul Fatto Quotidiano che avevamo inviato.

La Uilca ha pensato bene di scrivere al giornale per dare le sue giustificazioni e la lettera ha prodotto un’ulteriore risposta di Fortunati della Fisac di Roma (cui va il merito di aver  denunciato il fatto) e di un ex sindacalista Uilca.

Vi facciamo grazia del carteggio (che possiamo girare a chi fosse interessato) ma il succo della lettera di giustificazioni della Uilca è il seguente.

1) L’accordo consentiva all’azienda di mantenere in servizio figure professionali necessarie (Nostra nota: non dubitiamo che all’azienda siano indispensabili certi sindacalisti).

2) Le figure “salvate” facevano parte di organismi bilaterali e comunque non erano stati nominati ma eletti (Nostra nota: ah beh, in questo caso…)

3) Alcuni dei “salvati” sono andati regolarmente in pensione pochi mesi dopo e comunque un sindacalista, proprio della Uilca, è andato in pensione come tutti i normali mortali (Nota nostra: questa è la comica finale. Si tratta infatti di un sindacalista Uilca che, in polemica con la sua sigla, ha dato le dimissioni dal sindacato e ha fatto causa contro l’accordo. Infatti c’è la sua lettera a confermare quanto accaduto).

Immagine estranea a comunicato e presa dal sito: Read the rest of this entry »

Bancari: importante iniziativa del SALLCA CUB

Finalmente qualche cosa si muove…

DA SEGRETERIA NAZIONALE CUB SALLCA

Il giorno 20 dicembre i sindacati firmatari incontreranno l’Abi per parlare di Fondo di Solidarietà.

La disponibilità all’incontro dell’Abi  ha indotto i sindacati firmatari a revocare il  presidio programmato nella stessa giornata.

La riapertura delle trattative è un fatto positivo, ma va tenuto presente che, se il fondo è indubbiamente utile e necessario per i lavoratori, altrettanto lo è per le banche che non potrebbero “rottamare” i lavoratori più anziani senza questo strumento. Continua a leggere