Mps, Stefano (Sel): esternalizzazioni non diventino licenziamenti (askanews)

Mps, Stefano (Sel): esternalizzazioni non diventino licenziamenti.

Roma, 18 set. (askanews) – “Monte dei Paschi di Siena, l’esternalizzazione prevista dal piano industriale si risolve in un preoccupante licenziamento delegato ad un altro soggetto?”. Lo chiede il senatore di Sel Dario Stefàno in un’interrogazione ai ministri dell’Economia e del Lavoro in cui ha sottolineato “i dati allarmanti riferiti dalle organizzazioni sindacali in merito alle prospettive occupazionali dell’organico assorbito dalla Fruendo srl, società costituita grazie alla joint venture di Bassilichi SpA e la divisione italiana di Accenture. La srl ha ottenuto un contratto di fornitura di 18 anni per un valore di circa un miliardo di euro da parte di banca MPS: unica commessa di Fruendo, controllata sia direttamente che indirettamente dalla banca”.

…continua…

I dipendenti Fruendo di Lecce contestano Mps (Ilcittadinoonline)

L’amaro sfogo di alcuni lavoratori esternalizzati da MPS

(…) “Siamo venuti a conoscenza che Mps – spiegano i bancari – attraverso la neocostituita banca online Widiba (controllata al 100% dall’istituto toscano), continua ad assumere parenti e figli di dirigenti Mps/Fruendo attuando la solita politica clientelare e bypassando il concorso che molti dipendenti esternalizzati avevano superato. Perché non ha reperito il personale fra le risorse in esubero ed interne? Perché non ha accolto tutte le richieste di trasferimento effettuate da chi oggi è stato illegittimamente esternalizzato? Ben sapendo che si trattava di personale altamente qualificato e che già svolgeva attività per la Filiale 6000 (la filiale della promozione finanziaria ex-MPS Banca Personale), oggi divenuta WIDIBA, ovvero la la nuova banca online. Ma la banca – continuano i lavoratori – ha preferito cacciarli per far posto ad altri. Poco importa se a pagarne le conseguenze sono le solite famiglie di un territorio, quello salentino, che continua a pagare per gli errori altrui. Nel rinnovo del  CCNL dei bancari, inoltre, che dovrà essere approvato dai lavoratori a partire dal 5 maggio p.v.,ci sono tutti gli elementi per cercare le soluzioni adatte a tutelare i Lavoratori Fruendo, anche alla luce della dipendenza sostanziale di Fruendo dal Monte dei Paschi. Ancora una volta non ci resta che riporre la nostra totale fiducia nella magistratura, – concludono – l’unica in grado di accogliere le nostre ragioni”, ma chiediamo nello stesso tempo che “tutte le OO.SS. possano riunirsi per trovare una soluzione condivisa a questa difficile e preoccupante vicenda”.

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Mps:caos lavoratori Fruendo (IlTirreno)

(…) Sulla sentenza del giudice del lavoro nè il Monte nè Fruendo (la joint venture costituita da Bassilichi con il 60% e Accenture con il 40%) hanno voluto commentare le parole dello stesso giudice per il quale i lavoratori devono essere reintegrati perché la struttura ceduta dalla banca “era una entità creata ad hoc in vista ed in occasione del trasferimento” e perciò “occorreva il consenso dei lavoratori”. E, spiegano due dei legali dei lavoratori, gli avvocati Luigi De Mossi e Domenico Cirillo, questa “è una delle cause di nullità”. Non solo: il giudice nelle 87 pagine della sentenza, scrive che i servizi trasferiti non erano “una entità economica dotata di propria individualità e sufficiente strutturazione ed autonomia funzionale”. Non solo: Fruendo ha come quasi unico cliente, si legge ancora nella sentenza, l’istituto di Rocca Salimbeni, e una struttura troppo “dipendente” dalla banca. La Fisac Cgil, in una nota, chiede l’immediato reintegro, come stabilito dal giudice, ma l’avvocato Cirillo sembra più cauto. Intanto questo sarà possibile solo per i ricorrenti, “per chi si era opposto entro 60 giorni” anche se lo stesso Cirillo indica uno spiraglio per gli altri lavoratori: “potrebbero puntare su una causa per ‘interposizione fittizia di manodopera’. E mi sembra sia chiaro che è Banca Mps a dare il lavoro a loro. Vedremo”. (…)

Mps:caos lavoratori Fruendo

Il Tirreno

L’ultima tegola per Banca Mps potrebbe essere la decisione del giudice del lavoro del tribunale senese che obbliga il reintegro di circa 250 lavoratori …

Il tribunale obbliga Mps a riassumere 250 dipendenti esternalizzati – Corriere della Sera

La Banca MPS perde in tribunale contro i lavoratori – Il Fatto Quotidiano

Fisac MPs e Fisac Fruendo: “La banca applichi la sentenza” – Il Cittadino on line

MPS: C’è tra le sigle sindacali chi esulta per le disgrazie dei lavoratori?

Imbarazzante situazione sindacale  in montepaschi.

Fisac Mps Lecce:"Fabi 'gongola' a sproposito"

(Via ilcittadinoonline.it)

LECCE. Apprendiamo con stupore – in un momento in cui tutti gli sforzi delle Organizzazioni sindacali all'interno della Banca Monte dei Paschi di Siena, dovrebbero essere concentrati a gestire il problema degli esuberi evidenziati dal Piano Industriale e a ricostituire un terreno comune di confronto, finalizzato a ripristinare unitariamente la normativa aziendale interna – che ci si ostina a ritornare (da parte della FABI) sulle vicende relative agli accordi separati (non sottoscritti dalla Fisac-Cgil) e alle loro conseguenze. In particolare, si fa riferimento alle cause intraprese dai colleghi di Fruendo e si continua ad esprimere compiacimento (da parte della FABI) per l'esito negativo delle stesse 'da Lecce in su' .
Premesso che molti giudizi sono ancora pendenti e che solo l'ultimo grado stabilirà chi avrà 'vinto' o meno, riteniamo che sia opportuno far presente che la responsabilità per aver costretto i lavoratori e le lavoratrici esternalizzati ad intraprendere la strada delle 'cause' per vedere tutelati in sede giudiziale quello che invece avrebbe potuto essere difeso e sostenuto sul piano sindacale, non e' da ascriversi sicuramente alla FISAC- CGIL della Banca Monte dei Paschi di Siena, bensì ai due accordi separati del 19/12/2012 e del 20/12/2013 che la nostra Organizzazione Sindacale ha scelto responsabilmente di non sottoscrivere. In particolare, l'ultimo accordo, in cui si dichiara (nella premessa) la preesistenza (mai esistita) dell'autonomia funzionale del ramo d'azienda ceduto, potrebbe pregiudicare l'esito di questi giudizi con responsabilità facilmente riconducibili.
Pertanto, nell'esprimere solidarietà nei confronti dei colleghi interessati, prendiamo le distanze da simili dichiarazioni e continuiamo a dedicare il nostro impegno, il nostro tempo e la nostra passione a ciò che può servire, in questo momento, a costruire e non a distruggere, nell'interesse di tutti i Lavoratori e le Lavoratrici della Banca Monte dei Paschi di Siena.

RSA FISAC-CGIL MPS LECCE 
RSA FISAC-CGIL FRUENDO 
SEGRETERIA PROVINCIALE  FISAC-CGIL LECCE 

Casapound Italia contro MPS: “Non sono gli impiegati i colpevoli del dissesto”

Casapound Italia contro MPS: “Non sono gli impiegati i colpevoli del dissesto”

Non devono essere gli impiegati della Mps a pagare con il loro licenziamento i prestiti statali erogati all’istituto di credito per salvarlo dalla folle gestione finanziaria, dai reati perpetrati e dalle inefficienze del management degli ultimi anni e dalla mancanza di idee di quello attuale”. Così Emanuele Spedicato, responsabile provinciale di Casapound Italia, commenta il piano di ristrutturazione di Monte dei Paschi di Siena, approvato dal Cda della banca e voluto fortemente anche da Bruxelles.

“Mps vuole far fronte ai 4,07 miliardi di Monti-bond ricevuti dallo Stato, somma curiosamente simile agli introiti derivanti dal pagamento della prima rata dell’Imu, per salvarsi dal dissesto – spiega Emanuele Spedicato – procedendo a tagli del personale pari a 8000 unità e con la chiusura di centinaia di sportelli in tutta Italia. L’aiuto statale ha tutelato fraudolenti banchieri ma non gli incolpevoli bancari. Tra i dipendenti colpiti dal progetto di “risanamento” della banca senese particolarmente grave è la situazione di quei lavoratori che devono essere esternalizzati”. …continua…

Esternalizzati MPS: 1066, no 1065, forse 1064, si salvano sempre i soliti?

DA SEGRETERIA NAZIONALE CUB SALLCA

Da un pò di tempo giravano voci sul fatto che un paio di sindacalisti si fossero “salvati” dalla cessione dei lavoratori di Monte Paschi a Fruendo. Ora sul blog “ereticodisiena” ( http://www.ereticodisiena.it/2014/01/14/mps-viola-resta-e-non-da-solo/ ) viene fatto il nome del sindacalista della UGL Perini, che si sarebbe avvalso della facoltà di chi, facendo parte della delegazione trattante, può essere “esentato” dall’esternalizzazione.

Certo si tratta di una pratica lecita, che nasce come elemento di difesa da eventuali discriminazioni nei confronti di chi dovrebbe “scontrarsi” con l’azienda in sede di trattativa. Ma se uno firma un accordo, sostenendone anche la bontà, perchè non dovrebbe verificarla di persona seguendo i propri colleghi? Tanto è vero che, secondo il blog citato, altri sindacalisti avrebbero correttamente rinunciato ad una tutela che finisce per essere un privilegio.

Oltretutto l’episodio avviene dopo lo scandalo di Unicredit, dove i sindacati che avevano firmato l’accordo per il pensionamento obbligatorio hanno “salvato” alcuni loro esponenti che sono rimasti in servizio.

Sull’argomento era uscito un articolo sul Fatto Quotidiano che avevamo inviato.

La Uilca ha pensato bene di scrivere al giornale per dare le sue giustificazioni e la lettera ha prodotto un’ulteriore risposta di Fortunati della Fisac di Roma (cui va il merito di aver  denunciato il fatto) e di un ex sindacalista Uilca.

Vi facciamo grazia del carteggio (che possiamo girare a chi fosse interessato) ma il succo della lettera di giustificazioni della Uilca è il seguente.

1) L’accordo consentiva all’azienda di mantenere in servizio figure professionali necessarie (Nostra nota: non dubitiamo che all’azienda siano indispensabili certi sindacalisti).

2) Le figure “salvate” facevano parte di organismi bilaterali e comunque non erano stati nominati ma eletti (Nostra nota: ah beh, in questo caso…)

3) Alcuni dei “salvati” sono andati regolarmente in pensione pochi mesi dopo e comunque un sindacalista, proprio della Uilca, è andato in pensione come tutti i normali mortali (Nota nostra: questa è la comica finale. Si tratta infatti di un sindacalista Uilca che, in polemica con la sua sigla, ha dato le dimissioni dal sindacato e ha fatto causa contro l’accordo. Infatti c’è la sua lettera a confermare quanto accaduto).

Immagine estranea a comunicato e presa dal sito: Read the rest of this entry »

Tutte le professioni sono delle cospirazioni contro i profani. (George Bernard Shaw)

Esternalizzati MPS: 1066, no 1065, forse 1064, si salvano sempre i soliti?

DA SEGRETERIA NAZIONALE CUB SALLCA

Da un pò di tempo giravano voci sul fatto che un paio di sindacalisti si fossero "salvati" dalla cessione dei lavoratori di Monte Paschi a Fruendo. Ora sul blog "ereticodisiena" ( http://www.ereticodisiena.it/2014/01/14/mps-viola-resta-e-non-da-solo/ ) viene fatto il nome del sindacalista della UGL Perini, che si sarebbe avvalso della facoltà di chi, facendo parte della delegazione trattante, può essere "esentato" dall'esternalizzazione.

Certo si tratta di una pratica lecita, che nasce come elemento di difesa da eventuali discriminazioni nei confronti di chi dovrebbe "scontrarsi" con l'azienda in sede di trattativa. Ma se uno firma un accordo, sostenendone anche la bontà, perchè non dovrebbe verificarla di persona seguendo i propri colleghi? Tanto è vero che, secondo il blog citato, altri sindacalisti avrebbero correttamente rinunciato ad una tutela che finisce per essere un privilegio.

Oltretutto l'episodio avviene dopo lo scandalo di Unicredit, dove i sindacati che avevano firmato l'accordo per il pensionamento obbligatorio hanno "salvato" alcuni loro esponenti che sono rimasti in servizio.

Sull'argomento era uscito un articolo sul Fatto Quotidiano che avevamo inviato.

La Uilca ha pensato bene di scrivere al giornale per dare le sue giustificazioni e la lettera ha prodotto un'ulteriore risposta di Fortunati della Fisac di Roma (cui va il merito di aver  denunciato il fatto) e di un ex sindacalista Uilca.

Vi facciamo grazia del carteggio (che possiamo girare a chi fosse interessato) ma il succo della lettera di giustificazioni della Uilca è il seguente.

1) L'accordo consentiva all'azienda di mantenere in servizio figure professionali necessarie (Nostra nota: non dubitiamo che all'azienda siano indispensabili certi sindacalisti).

2) Le figure "salvate" facevano parte di organismi bilaterali e comunque non erano stati nominati ma eletti (Nostra nota: ah beh, in questo caso…)

3) Alcuni dei "salvati" sono andati regolarmente in pensione pochi mesi dopo e comunque un sindacalista, proprio della Uilca, è andato in pensione come tutti i normali mortali (Nota nostra: questa è la comica finale. Si tratta infatti di un sindacalista Uilca che, in polemica con la sua sigla, ha dato le dimissioni dal sindacato e ha fatto causa contro l'accordo. Infatti c'è la sua lettera a confermare quanto accaduto).

Outsourcing: riepilogo delle puntate precedenti

Dalle banche alle Pmi, la lunga corsa all'outsourcing delle società italiane

L'ultimo caso è Mps, con i suoi 1.066 dipendenti «diluiti» in una joint venture fresca di formazione come Fruendo Srl. Ma la lista, scorrendo a ritrosa, sarebbe lunga: UniCredit, Telecom, Vodafone Italia… I big italiani ed operativi in Italia si rincorrono da anni sulle esternalizzazioni, i trasferimenti di dipendenti e/o interi rami aziendali in società diverse da quelle d'origine. L'obiettivo, sulla carta, è la ricollocazione dei lavoratori in sedi staccate (ma complementari) all'azienda di prima assunzione. Il rischio, nei fatti, lo evidenziano i sindacati: scivoli per il licenziamento e tagli al budget mascherati da investimenti per la "focalizzazione sul core" delle risorse aziendali.

Sul Monte dei Paschistanno già piovendo i primi esposti, dopo la super-esternalizzazione di 1.066 dipendenti dell'area back office in una joint venture creata ad hoc: la Fruendo Srl, formata al 60% da Bassilichi e al 40% da Accenture. Il passaggio da una società all'altra è stato comunicato con un'email la mattina dello scorso 31 dicembre….

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Esternalizzazione MPS. Il gioco delle parti.

C’è chi dice sì e c’è chi dice no!. Nel mezzo i lavoratori esternalizzati (e con poche garanzie).

 

 

Esternalizzazioni MPS: non tutte le sigle firmano l’accordo di “espulsione”

Mps esternalizzazioni, dopo lo scandalo la soluzione è aggredire i diritti dei lavoratori

1100 lavoratori vanno fuori dalla banca senza garanzie.Dopo lunghe trattative firmato l’accordo, ma non a tutti sta bene. Firmano Fabi, Fiba Cisl, Ugl e Uilca. Restano fuori Dircredito, Fisac-Cgil e Sinfub. Una vittoria di Pirro per l’Azienda che rischia di trasformarsi in una vicenda giudiziaria, sono pronte le denunce dei lavoratori per una cessione di ramo d’azienda ritenuta illegittima.

Non sarà un buon Natale per i circa 1.100 dipendenti del Monte di Paschi che dal primo gennaio 2014 passeranno alla Fruendo Srl. Ormai è fatta, sono fuori senza le necessarie garanzie che avrebbero conferito al progetto una prova di trasparenza e onestà degli obiettivi dichiarati dall’azienda.

Una pratica purtroppo diventata un’abitudine nel nostro Paese, l’esternalizzazione, che provoca la perdita dei diritti di chi lavora, che è di fatto uno scivolo verso il licenziamento. Uno scenario già visto, con i lavoratori sui tetti e sulle gru, ormai privi di diritti e di contratto.

A questo punto “a salvare i lavoratori da un futuro pieno di incognite potrà essere solo un giudice”, dice Claudio Buccilli della Fisac.

Dott. Buccilli lei ha partecipato alla trattativa. E’ la solita Cgil che non firma gli accordi? Perché ci va giù così pesantemente?

“La Fisac è rimasta al tavolo delle trattative fino alla fine per cercare di ottenere quelle garanzie da sempre ritenute essenziali per la tutela del posto di lavoro. Ma l’accordo sottoscritto non dà nessuna garanzia realmente esigibile in caso di crisi della società cessionaria, né tantomeno garantisce adeguatamente in termini di mobilità territoriale in caso di ristrutturazione dei poli esistenti”.……continua cliccando sul logo qui sotto per accedere al sito vitadidonna.org