Ubis sciopero

Unicredit ancora esternalizzazioni, sindacati: sciopero in UBIS venerdì 9 settembre

Reagire alle esternalizzazioni. Ma lo sciopero è ancora una forma di lotta valida? Dopo un relativo periodo di calma, in #Unicredit si apre una nuova …continua…

Immagine: giphy.com

SALLCA-CUB Unicredit: Addio sonni tranquilli!

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Il destino ci è avverso. Lavorativamente siamo nati bancari, come “moriremo”? Lo scopriremo presto. Unicredit non ha intenzione di rinunciare alle esternalizzazioni delle attività (e dei lavoratori). Basti pensare che l’OdS in oggetto dedica deine di pagine alle operazioni di outsourcing, e solo poche righe a quelle di insourcing!

SALLCA-CUB Unicredit: Addio sonni tranquilli!

Unicredit investe massicciamente nell’IT

Non c’è verso, è più forte di loro. Non riescono a non prendere per il fondoschiena i lavoratori… O forse Mr. Ghizzoni si è confuso? Forse voleva dire che IBM investirà massicciamente nell’IT…

Vallo a sapere…

Intanto i colleghi di Unicredit appena ceduti ad IBM sentitamente ringraziano!

Il post:

Federico Ghizzoni: investimenti importanti nell’Information Technology

Fisac Cgil Ubis Roma – comunicato “Beati loro”

fisacBEATI LORO

Con l’aggettivo “beati” ci riferiamo, ovviamente, agli 80 colleghi in procinto di tornare fra le calde ed accoglienti braccia di mamma Holding, compreso il molto noto, ma poco visto sindacalista che è “miracolosamente” sfuggito all’esternalizzazione in VTS, sfilandosi la sera prima dal gruppo di appartenenza, per approdare in un gruppo che, “guarda caso”, sarà reinternalizzato. Quando si dice essere al posto giusto al momento giusto.

Ecco, la parola giusta è “reinternalizzazione”. Per questi lavoratori, ovviamente la crema dell’azienda UBIS, non ci sarà il problema della perdita del Contratto Integrativo che fu sollevato – ed ampiamente condiviso, senza il benché minimo accenno di protesta da parte del sindacato, tranne la componente romana della FISAC/CGIL – nel gennaio 2012 in occasione della costituzione di UBIS. Continua a leggere

Anche in BNL si apre la stagione delle esternalizzazioni?

Ma tutti questi consorzi che spuntano come funghi, come riusciranno a trovare nuovi clienti? Saranno in competizione spietata tra loro, ed a rimetterci – nella guerra al ribasso dei costi – saranno come sempre i lavoratori. A quando le prime aggregazioni per creare sinergie?

(Via http://antisciansblog.wordpress.com/)

CONSORZI ed ESTERNALIZZAZIONI

La BNL nega la verità

Nel silenzio più assoluto, BNP e BNL stanno portando avanti una operazione che in poco tempo metterà a rischio la stabilità lavorativa di molti lavoratori e lavoratrici del Gruppo.

Gallia, Pandolfini e compagnia non osano dire esplicitamente che dal prossimo anno verranno formati Consorzi dove affluiranno, dapprima i back office poi tutto il resto escluso per ora le Agenzie e (forse) It .

Già sono in corso riunioni ad alti vertici per organizzare questo esodo di massa e la Direzione di Aldobrandeschi sta già informando tutti i Responsabili APAC che da giugno prossimo partiranno i Consorzi.

Del resto come non poteva essere altrimenti. Continua a leggere→

Paolo Cederle parla di Ubis dalle pagine del sito di McKinsey

Paolo Cederle parla di Ubis dalle pagine del sito di McKinsey in una lunga intervista pubblicata lo scorso settembre e disegna un’Azienda che non c’è più. L’amministratore delegato  nelle sue dissertazioni si mostra attento a delineare, seppur conscio di qualche criticità, un quadro a dir poco idilliaco; evidentemente il nostro CEO non è avvezzo a girare per i corridoi degli stabili di Ubis e non riesce a cogliere i malumori dei lavoratori.
Nell’intervista non c’è nessun accenno alle procedure di cessione in atto da più di un anno. E’ come se questa intervista fosse stata fatta in un altro tempo ed in un altro luogo; e McKinsey a questo”gioco” ben si presta non ponendo mai domande sulla valenza e funzione di questi scorpori. … continua …

Accenture pigliatutto

Dopo Unicredit e Monte Paschi sarà la volta di BNL?

(Via Antisciansblog)
Accenture Adventures
Ma la lobby degli ex (?) Accenture che in Bnl impera a Roma-Aldobrandeschi,e non solo lì, per chi lavora veramente ?

Riprendendo in parte quanto dicevamo qualche giorno fa e che riproponiamo c … … continua a leggere …

Comunicato Cub-Sallca su VT-S

Antiscians.

in_out_sourceDa SEGRETERIA NAZIONALE CUB SALLCA

A iscritti/e e lavoratori/lavoratrici

Proseguono le esternalizzazioni di parti di Ubis e siamo arrivati alla terza società costituita per espellere lavoratori.

Il trasferimento di operazioni in paesi stranieri, che ha coinvolto le prime due società costituite in precedenza, confermano i nostri timori che le cosiddette newco servano a far gestire all’esterno della banca i licenziamenti.

Continueremo a denunciare quanto accade e ad invitare i lavoratori a organizzarsi per resistere.

Qui il comunicato sindacale

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Bancario addio? E’ il simbolo della scomparsa del ceto medio italiano.

E c’è chi per questo gioisce, come potrete leggere nell’articolo più sotto linkato (Il bancario?Un mestiere(finalmente)come tutti gli altri).
Si vuole l’appiattimento verso il basso dei lavoratori dipendenti e la nascita di una società che finirà per creare (pochi) super ricchi e (molti) poveri; insomma continuare quell’opera di polarizzazione della ricchezza iniziata – un po’ in tutto il Mondo – negli anni Ottanta e che ha avuto una grande accelerazione in quest’ultimo decennio.

Anziché elevare diritti e retribuzioni di categorie oggi più “in ritardo”, si gioisce per il lavoro di demolizione e smantellamento dei diritti e delle retribuzioni di chi era riuscito a creare un mondo fatto di tutele e di welfare.

Ci aspetterà un futuro da precari, sottopagati e senza alcuna difesa.

La crisi che stiamo ancora pagando non nasce solo dalla finanza e dalle banche, è anche conseguenza dell’amplificarsi proprio di queste diseguaglianze nella formazione di reddito e nella distribuzione di ricchezza.

La classe media, infatti, ha mantenuto fino a tempi recenti alti livelli di consumi grazie alla contrazione della propria propensione al risparmio ed al massiccio ricorso all’indebitamento; non a caso la politica dei “mutui facili” ha poi portato alla bolla del 2007 ed alla crisi finanziaria di cui oggi ne paghiamo ancora le conseguenze.

Ma non è togliendo i diritti ai lavoratori che si potrà risanare il Paese,come togliendo il contratto a 300mila bancari si potranno magicamente curare i mali di un sistema che si trascinano da decenni e che si chiamano “politica”, “arrivismo” e “clientelismo”.

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