Articolo di Antonio Mazzone (blurating.com) sui prossimi danni a #banche e… #bancari

Effetto #Covid-19 e #Contevirus: per i bancari sarà in ritorno al 2008? La crisi che ha cambiato il sistema bancario per sempre si sta per abbattere nuovamente sul settore bancario? Dovremo aspettarci nuovi esuberi e piani d’esodo (ma con che soldi?) massicci? O si passerà direttamente ai licenziamenti?

(…) A seguito di questi presupposti, i grandi investitori istituzionali fanno pressione sul settore bancario quotato europeo, ed in particolare a quello italiano, pretendendo:
– “piani industriali di “lacrime e sangue”, con maxi taglio certo dei costi basato su una forte riduzione del numero dei dipendenti e ulteriore taglio di filiali improduttive;
– Garanzie su tenuta dei ratios patrimoniali post Basilea4 e varie nuove regulation;
– crescita sostenuta dei ricavi grazie all’espansione delle commissioni nell’area del wealth management;
– ripresa di processi di concentrazione del settore con fusioni ed acquisizioni. (…)

Bancari, ecco la tempesta perfetta che li travolgerà

Come cambia il lavoro in banca

Articolo di Panorama che affronta il mondo degli esuberi bancari. Per Panorama la colpa delle uscite obbligate di decine di migliaia di lavoratori è da ricercarsi nell’avvento di internet e dell’automazione che sta redendo inutili molte figure professionali che un tempo si dedicavano all’operatività ordinaria. Vero, ma non è di per sé esaustivo.

Non vengono affrontate le politiche aziendali messe in atto dai manager che vogliono scentemente allontanare i clienti dagli sportelli, ne tanto meno la politica di dumping che i colossi del credito italiano stanno mettendo in atto. Un esempio? Le centinaia di giovani informatici assunti da Unicredit in Romania (dove Unicredit finanzia anche le università informatiche). Posti di lavoro che hanno lasciato l’Italia per trasferirsi là dove il costo della manodopera è minore.

Nell’articolo c’è inoltre un riferimento ad una possibile deoga al CCNL dei bancari:il contratto ibrido. Si dice infatti che “un terzo di chi verrà assunto da Intesa Sanpaolo nei prossimi anni (500 persone su 1.500) verrà inquadrato con una modalità quasi impensabile nei decenni scorsi per una grande banca nazionale. Si tratta di un contratto ibrido che prevede una remunerazione di base fissa come dipendente part-time (e quindi più bassa del normale) a cui si aggiunge un compenso da lavoro autonomo come consulente finanziario (un tempo detto promotore finanziario) remunerato ovviamente con le provvigioni: più bravo è a vendere prodotti e a trovare nuovi clienti, più soldi guadagna.”

C’è di che essere preoccupati!

Ps – Ma i sindacati? Che dicono al riguardo?

 

C’era una volta il posto sicuro in banca che iniziava in giovane età e finiva con la pensione, magari sempre nello stesso istituto. Con la crisi degli ultimi anni, il proliferare dei conti correnti online e la sempre maggiore concorrenza delle più snelle reti di consulenti finanziari, tutte le maggiori banche italiane stanno effettuando una vera e propria cura dimagrante, chiudendo decine di filiali e sopprimendo migliaia di posti di lavoro, per fortuna quasi sempre a suon di prepensionamenti. …continua qui

Robot al posto dei bancari: Deutsche Bank prepara una maxi-sforbiciata al personale

L’ad Cryan sta cercando di risollevare l’istituto: non bastano 9mila esuberi già annunciati. “Abbiamo 97mila impiegati, i nostri competitor la metà”, spiega al Ft. Con l’intelligenza artificiale spera di recuperare margini. Germania sconvolta dai tagli: anche Siemens si appresta a ufficializzare 6mila eccedenze.

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Romani: «Noi non ci rassegniamo agli esuberi dei bancari»

Per Giulio Romani, segretario della First Cisl, l’ecatombe occupazionale del settore deve essere fermata. Senza accontentarsi del fatto che le uscite siano “morbide”
Il segretario Giulio Romani al primo congresso della First Cisl

Quando Giulio Romani, segretario della First Cisl, ha parlato di «ecatombe occupazionale» davanti ai 17.500 esuberi decisi dagli istituti di credito solo nei primi sette mesi di questo 2017 i colleghi di Fabi e Fisac Cgil, rispettivamente Lando Maria Sileoni e Agostino Megale, non l’hanno presa bene, ricordando che si tratta di uscide “morbide” in in gran parte volontarie …continua qui…

Ubi Banca (Carichieti) e sindacati: c’è l’accordo su altre 700 uscite

(…) Accolte, inoltre, 700 domande di ingresso al Fondo di Solidarietà di Settore presentate in occasione del precedente piano di esodo anticipato, attivato col Protocollo di Intesa del dicembre 2016, in base al quale erano già uscite circa 600 risorse entro il mese di febbraio 2017, in anticipo rispetto alle previsioni di Piano. (…)

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Banche, i sindacati al Parlamento Ue: no al pressing di Bruxelles per i tagli

Il segretario Fabi, Lando Maria Sileoni, lo ha chiesto al presidente dell’europarlamento Antonio Tajani in un incontro: «Le banche non usino le eccessive e spesso pretestuose raccomandazioni» della Concorrenza Ue «come alibi per tagliare posti di lavoro». Timori per i piani di Mps, Popolare di Vicenza, Veneto Banca e di Ubi su Etruria, Marche, Chieti.

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UniCredit: Martedì prenderà il via la trattativa sui nuovo piano ‘Transform 2019’

UNICREDIT, PERETTI: “PRONTI A CONTRASTARE PIANO INDUSTRIALE PREOCCUPANTE PER L’INTERO SETTORE BANCARIO

“Il prossimo 10 gennaio inizierà il confronto sul piano industriale di Unicredit ‘Transform 2019’: siamo pronti a promuovere tutte le azioni necessarie per contrastare lo scenario da ‘lacrime e sangue’ delineato da questo preoccupante progetto, voluto dal manager francese Jean Pierre Mustier”.
Lo dichiara il segretario generale dell’Ugl Credito, Piero Peretti, evidenziando come “il piano preveda 14 mila esuberi complessivi nei prossimi due anni, di cui 3.900 in più, rispetto al vecchio piano, solo in Italia. Inoltre, è prevista la chiusura di ben 900 filiali”.
“L’aspetto che ci lascia maggiormente perplessi – sottolinea Peretti – è il messaggio generale che emerge da questa operazione e che, in prospettiva, potrebbe interessare l’intero settore bancario italiano: a fronte di una riduzione del personale che ‘vale’, per l’azienda, 1,1 miliardi, ci saranno investimenti per 1,6 miliardi per ‘rafforzare l’infrastruttura informatica’, andando verso quella banca ‘digitale’ tanto cara a Mustier quanto attesa dai profeti dell’impresa 4.0. Imprese e famiglie, insomma – prosegue il sindacalista -, si confronteranno con un computer o un robot per far apprezzare, ad una raffinata intelligenza artificiale, il proprio ‘merito di credito’”.
Per Peretti “tramonta, così, inesorabilmente, ogni concetto di ‘banca socialmente sostenibile’ e si rafforza la vocazione finanziaria che, come è noto, è tanto cara ai Paesi dell’eurozona. Alla luce di ciò – conclude – oltre a fare tutto il possibile per scongiurare i licenziamenti, tutte le organizzazioni sindacali devono essere impegnate a contrastare uno scenario che, se non cambiato, porterà alla scomparsa dell’intera categoria dei lavoratori del credito”.

Fonte: Sito nazionale UGL

Carife: i sindacati ne fanno sempre una questione di semantica

L’accordo raggiunto dalla Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara e dai sindacati (Fabi, First, Fisac, Ugl credito e Uilca) scongiura i licenziamenti collettivi e salvaguarda la volontarietà delle uscite (si veda il Sole 24 Ore di venerdì 30 dicembre)

peccato che nel testo si legga più volte

«nell’intento condiviso di favorire prioritariamente il criterio della volontarietà»

Quindi cosa accadrà se i 350 esuberi volontari non faranno un passo avanti? Ricordiamo che gli esuberi verranno gestiti parzialmente attraverso il fondo di solidarietà e che l’incentivo alle dimissioni è previsto solo per chi non maturerà i requisiti pensionistici al 31/12/2022.

Accordo sugli esuberi in Carife