Bnl: accordo coi sindacati, parte Consorzio gruppo Bnp con 2.100 addetti (Borsaitaliana)

Bnl: accordo coi sindacati, parte Consorzio gruppo Bnp con 2.100 addetti -2-

Via libera a 300 esodi; banca alza contributo fondo pensione (Il Sole 24 Ore Radiocor) – Roma, 28 mag – L’accordo e’ stato firmato dai sindacati Fabi, Dircredito, Fisac, Fiba, Uilca e Sinfub della Bnl. La clausola di rientro in banca e’ invece senza data di scadenza nell’eventualita’ di tensioni occupazionali nel corsorzio. L’accordo tra la banca e i sindacati ha riguardato anche il piano di ristrutturazione 2014-2016 e consente quindi l’uscita di 300 addetti in esubero, grazie a pensionamenti e prepensionamenti, in cambio di 60 nuove assunzioni. La banca si impegna anche ad aumentare il suo contributo per i dipendenti al fondo pensione, impegno valutato dai sindacati in circa 1,4 milioni annui. La trattativa, dopo aver rischiato la rottura a seguito del tentativo della banca di far passare contratti complementari in deroga al contratto nazionale, ha poi imboccato un sentiero in discesa a conferma di una tradizione di relazioni industriali eccellenti in via Veneto. Da quando Bnl e’ passata sotto le insegne di Bnp Paribas, otto anni fa, ricordano fonti sindacali, non si e’ mai registrata una giornata di sciopero con l’eccezione dell’autunno scorso ma si trattava in quel caso dello sciopero nazionale dopo la disdetta del contratto da parte dell’Abi.

(Immagine: www.kongnews.it)

Unicredit: Stiamo vigili, facciamoci sentire!

Nei prossimi giorni si entrerà nel vivo della trattativa sugli esodi del personale in UniCredit.

Allora vogliamo dire la nostra? Noi che non abbiamo acquisito il diritto alla pensione?

Noi che ancora siamo lontani dalla prima data utile per uscire, e quindi del fondo esuberi poco ci importa?……

Unicredit: Stiamo vigili, facciamoci sentire!

Al via la trattativa sulla gestione degli esuberi in Unicredit

DA SEGRETERIA NAZIONALE CUB SALLCA
A iscritte/i, lavoratrici e lavoratori

Sta per aprirsi la trattativa sugli esuberi dichiarati da Unicredit.
Riteniamo importante che i lavoratori siano informati su quanto sta accadendo e sulle possibili ripercussioni. Riconoscere la pretestuosità delle posizioni aziendali è la premessa per contrastarle.

Qui il documento sindacale:

Al via la trattativa sulla gestione degli esuberi in Unicredit

Unicredit: il 9 Maggio parte la trattativa sugli esuberi.

Visto i precedenti, la cosa importante è che i sindacalisti informino dettagliatamente i lavoratori sulla trattativa e chiedano il loro parere vincolante prima di firmare un qualsiasi documento.

Unicredit: il 9 Maggio parte la trattativa sugli esuberi.

(Immagine: www.shockdom.com)

La fabi sul Piano Industriale Unicredit

paroleCerto che la fabi è senza ritegno! A trattare per gli esuberi mandano il sindacalista graziato dell’espulsione del  2012 (quella per capirci che mandava a casa 600 lavoratori anziani con il sistema del prepensionamento –  qui il post di dettaglio Unicredit: quando il sindacato difende se stesso.).

Nessuno fa nulla per nulla.

Se all’Azienda è permesso scegliersi  i sindacalisti con cui trattare (il sogno di qualsiasi padrone!)., un motivo ci sarà, no?

Ci dobbiamo aspettare che anche dalle prossime uscite a salvarsi saranno i soliti noti?

La fabi sul Piano Industriale Unicredit

(Immagine: trashitaliano.tumblr.com )

TAGLI DEL PERSONALE E ABBANDONO DELLA RETE: IL NUOVO PIANO È UNA STORIA GIÀ SENTITA

Il nuovo piano industriale nasce con le solite vecchie idee. Leggi qui il comunicato di Unità Sindacale:

TAGLI DEL PERSONALE E ABBANDONO DELLA RETE: IL NUOVO PIANO È UNA STORIA GIÀ SENTITA

(Immagine: massimocavezzali.blogspot.com)

UniCredit: 8500 esuberi in nuovo piano, 5.700 aggiuntivi in Italia

Fonte: Borsaitaliana.it

UniCredit: 8500 esuberi in nuovo piano, 5.700 aggiuntivi in Italia

Con oneri per 727mln gia’ contabilizzati nel 2013 (Il Sole 24 Ore Radiocor) – Milano, 11 mar – I progetti di rivisitazione del modello di business del Commercial Bank in Italia, Germania e Austria di UniCredit prevede, nel quadro del nuovo piano strategico 2013-2018, una riduzione dell’organico di circa 8.500 unita’ entro il 2018, di cui oltre 5.700 esuberi aggiuntivi in Italia. A questo scopo, UniCredit ha gia’ contabilizzato oneri di ristrutturazione per 727 milioni nel 2013, di cui 699 milioni nel quarto trimestre dell’anno scorso. I risparmi saranno di 0,3 miliardi nel 2016, e di 0,7 miliardi su base ricorrente a partire dal 2018, incluso l’effetto di costi di ristrutturazione aggiuntivi per circa 650 milioni da contabilizzare nel 2016. Le Commercial Bank nei tre mercati dell’Europa occidentale interessati alle misure vedranno l’uscita del 13% delle unita’ attuali entro il 2018, mentre nei Corporate Center & Gbs la percentuale sara’ del 7,4%. Nello spiegare le misure, Federico Ghizzoni, numero uno della banca ha detto che oltre agli esuberi in Italia “ci sono anche 1.500 riduzioni in Germania, quasi il 10% dei dipendenti nel Paese, che sono gia’ state concordate con i sindacati, e 900 in Austria, quasi il 12% del totale”. L’ipotesi di riduzione in Italia “sara’ gestita, una volta concordata con i sindacati, con i soliti ammortizzatori sociali, tipo gli scivoli, riprendendo una prassi del passato che era stata interrotta dalla Legge Fornero” e riguardera’ “tutti i settori della banca” in Italia.

(immagine: www.friendly.hu)

Piano industriale Unicredit

ghizzoni strike2C’è di tutto nel progetto Unicredit fino al 2018. E molto di cui essere preoccupati.

Dalle perdite nell’est europa ( 600 milioni di euro dalla possibile vendita della controllata Ucraina) ai 5.700 bancari italiani in esubero per passare alla quotazione di Fineco e la possibile cessione di Pioneer e Unicredit Credit Management Bank (Uccmb). E poi ancora nuovi risparmi nei costi per 1,3 miliardi (riduzione degli sportelli e poi? Nuove cessioni?). Fuori anche 200 managers.

C’è di che essere preoccupati.

Piano industriale Unicredit