Il commento critico della SALLCA CUB sull’accordo esodi in #UniCredit

Tratto dall’analisi critica fatta al sindacato SALLCA. Più sotto il link per accedere alla completa lettura del comunicato

(…) Per quanto riguarda le garanzie fornite in caso di modifiche alla normativa previdenziale, l’art. 8 dell’accordo non prevede l’assunzione di impegno vincolanteda parte dell’azienda, ma il richiamo alla formula più vaga: “le parti daranno luogo ad appositi incontri al fine di valutarne in maniera congiunta eventuali impatti che ne potrebbero derivare e ricercare le migliori soluzioni possibili”. Si tratta di una formula che può riservarequalche grattacapo, vista la lunghezza media della permanenza nel fondo (54 mesi, abbastanza vicino alla durata massima, che ricordiamo è di 60 mesi) e data l’incertezza che circonda tenuta e sostenibilità del nostro modello di welfare, alla luce della crisi recessiva in corso. (…)

UNICREDIT: UN ACCORDO ORDINARIO IN TEMPI STRAORDINARI

UniCredit: i testi dell’Accordo Team23

Ieri è stato raggiunto l’accordo per la gestione delle ricadute del piano industriale di UniCredit Team 23.

Ecco i testi degli accordi firmati pubblicati dalla fabi:

Scarica il file in versione PDF Testo accordo Piano Industriale Team 23 – 2 aprile 2020 – Documento in formato pdf
Scarica il file in versione PDF Allegati accordo Piano Industriale Team 23 – 2 aprile 2020 – Documento in formato pdf
Scarica il file in versione PDF Verbale VAP 2019 – 2 aprile 2020 – Documento in formato pdf
Scarica il file in versione PDF Allegati verbale VAP 2019 – 2 aprile 2020 – Documento in formato pdf

#UniCredit: l’accordo c’è. Ecco il comunicato stampa sindacale

COMUNICATO STAMPA UNITARIO

 

UNICREDIT: SINDACATI, FIRMATO ACCORDO SU PIANO INDUSTRIALE

Sottoscritta l’intesa tra organizzazioni sindacali e azienda: 5.200 uscite volontarie e 2.600 assunzioni. Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin: «Dà prospettiva al Paese»

 

Milano, 2 aprile 2020. Al momento attuale, in cui parlare di progettualità si corre il rischio di apparire utopici, pur nelle difficoltà determinate da una emergenza molto pesante per le sue implicazioni umane e sociali, è stato raggiunto un accordo con l’Azienda sulle ricadute del Piano d’Impresa di Unicredit, che definisce importanti elementi di consolidamento della presenza in termini strategici, occupazionali e di prospettiva del Gruppo in Italia. Nel corso della trattativa le Organizzazioni Sindacali hanno cercato insistentemente di portare l’Azienda a un equilibrio, economico, gestionale, operativo che garantisse chi lascerà la Banca (non trascurando e incentivando anche Opzione Donna, Quota 100 e Riscatto Laurea), chi sarà assunto e chi sarà in servizio nei prossimi anni, ponendo al centro le persone. In tal senso si è ottenuto in arco di vigenza del Piano un contenimento degli esuberi da 6.000 a 5.200, gestiti in modo volontario e incentivato, e l’assunzione di 2.600 giovani, in rapporto di una entrata ogni due uscite. Con questa soluzione, si manda un messaggio di enorme valore sociale e di lungimiranza ai tanti giovani disoccupati del nostro Paese. Allo stesso tempo, in coerenza con l’obiettivo sindacale di confermare la piena integrazione del Gruppo nel settore bancario del Paese, al servizio dei territori, delle famiglie e delle imprese, è stata data attenzione al meridione e alle zone più disagiate del Paese, con l’apertura di nuovi poli operativi e nuove opportunità occupazionali. Il rafforzamento delle varie commissioni paritetiche sul lavoro, sulle varie fasi del Piano e sulla chiusura delle agenzie, hanno proprio il compito di monitorare, segnalare e risolvere eventuali situazioni non aderenti alle reali necessità delle lavoratrici e dei lavoratori del Gruppo e di valorizzare le relazioni sindacali. L’aumento del premio aziendale del 10%, del Buono Pasto nell’arco del Piano fino a 7 euro e di misure di welfare sono inoltre importanti segnali in termini economici, che valorizzano la professionalità e l’impegno delle lavoratrici e dei lavoratori del Gruppo Unicredit, in termini contingenti e strutturali. La firma dell’accordo governa in modo sostenibile le ricadute di un Piano del Gruppo Unicredit inizialmente molto pesante nelle sue dinamiche di taglio di costi e del personale e offre una prospettiva di importante tenuta occupazionale e di presenza del Gruppo in Italia. Ogni logica di esuberi nel Gruppo Unicredit si esaurisce con l’accordo conseguito in data odierna.

 

 

Le Segreterie Nazionali e le Segreterie di coordinamento Unicredit

 

FABI                  FIRST/CISL                  FISAC/CGIL                    UILCA/UIL                   UNISIN

Pubblicheremo tutte queste persone che hanno preso le difese della politica aziendale di Mustier e sono tutti quelli che, stando sul libro paga della banca, si prestano volentieri

La fabi minaccia la gogna mediatica….

Lando Maria Sileoni duro contro il Ceo di Unicredit

Lando Maria Sileoni duro contro il Ceo di Unicredit

25 Luglio 2019 Di IlGattoRandagio

(…) “Mustier ha scritto ai dipendenti e non ha smentito questo numero. Mustier è un personaggio particolare. Non è un banchiere tradizionale come quelli che conosciamo un po` tutti. E’ un banchiere che ha delle sue particolari ambizioni, sostanzialmente tutta questa smobilitazione rispetto al territorio italiano è stata messa in piedi perché ha l’ambizione di trovare un partner internazionale, quindi vuole fare da predatore e non da preda, cercando di far diventare il gruppo Unicredit il primo in Europa, lasciando il territorio nazionale”. (…)

…continua qui

Pubblicheremo tutte queste persone che hanno preso le difese della politica aziendale di Mustier e sono tutti quelli che, stando sul libro paga della banca, si prestano volentieri

La fabi minaccia la gogna mediatica….

Lando Maria Sileoni duro contro il Ceo di Unicredit

Lando Maria Sileoni duro contro il Ceo di Unicredit

25 Luglio 2019 Di IlGattoRandagio

(…) “Mustier ha scritto ai dipendenti e non ha smentito questo numero. Mustier è un personaggio particolare. Non è un banchiere tradizionale come quelli che conosciamo un po` tutti. E’ un banchiere che ha delle sue particolari ambizioni, sostanzialmente tutta questa smobilitazione rispetto al territorio italiano è stata messa in piedi perché ha l’ambizione di trovare un partner internazionale, quindi vuole fare da predatore e non da preda, cercando di far diventare il gruppo Unicredit il primo in Europa, lasciando il territorio nazionale”. (…)

…continua qui

In UniCredit abbiamo ancora un problema….

Dal 2014 non passa anno in cui il gruppo non sigli un accordo per riorganizzazione: il 28 giugno 2014, l’8 ottobre 2015, il 5 febbraio e l’8 marzo 2016, il 4 febbraio 2017. Gli effetti di questi accordi, sommati, secondo una stima sindacale, hanno portato fuori dal gruppo, in Italia, 9.100 bancari, tra pensionamenti, prepensionamenti attraverso il Fondo di solidarietà e uscite volontarie. Oltre a 2.800 assunzioni di giovani e mille consolidamenti di apprendisti.

Ora altri 900?

Unicredit: due settimane per definire altri 900 esuberi. Tagli alle filiali al Sud

Esodati Unicredit: Il numero prefissato e’ stato raggiunto

Si è svolto a Milano, nella sede di Unicredit,  l’incontro di verifica sui prepensionamenti volontari relativi al recente piano industriale voluto dall’amministratore delegato Jean Pierre Mustier con i sindacati di categoria Fabi, First, Cisl, Fisac Cgil, Sinfub, Ugl credito, Uilca e Unisin.

qui l’articolo

Unicredit: responsabilità nella gestione dell’impresa e condivisione dei sacrifici

Ma non c’è equità tra le misure di contenimento adottate dal Board e quanto chiesto ai lavoratori.

#Unicredit agisce d’astuzia ed annuncia, in contemporanea con l’avvio della trattativa sindacale sull’esodo obbligato di qualche altro migliaio di lavoratori dichiarati in esubero, la riduzione dei compensi di alcuni membri del CdA. Con un comunicato stampa Unicredit informa che Presidente e Vice Presidenti (si perché in UniCredit melius est abundare quam deficer, sono presenti ben tre vice presidente) hanno chiesto al Consiglio che vengano ridotti del 40% i compensi loro spettanti quali membri del consiglio di amministrazione.

Il presidente di Unicredit nel 2015 ha percepito più di unmilione e mezzo di euro

Giuseppe Vita, il Presidente di gran lunga più pagato del sistema bancario italiano con una remunerazione (quasi) 50 volte superiore a quella di un suo dipendente, ha annunciato di voler rinunciare a qualcosa come seicentomila euro lordi l’anno… continua qui

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