L’etica in UniCredit parte terza

UniCredit e l’etica (3). UniCredit ed indebite pressioni: A che punto siamo

Sono passati 18 giorni dall’incredibile  mail che  il responsabile dell’ Area Manager di Milano Provincia Est  ha inviato ai propri collaboratori (qui per i dettagli). Nel frattempo cosa sarà successo?

Diremmo poco, per non dire nulla!

Da quanto riferitoci,  i sindacati, che erano informati su quanto accaduto,  dopo aver registrato il nostro commento e – soprattutto! – quello dei colleghi, hanno avuto un sussulto, un moto d’agitazione che si è subito spento in un nulla di fatto. Hanno – come previsto –  cominciato a “sfilarsi”.

Sono cominciati i “distinguo”  con un atteggiamento più politico che sindacale. Qualche sigla ha difeso il manager motivando con un “non lo sapeva” (e anche su questo, prevedendolo, avevamo già detto la nostra). …continua qui

Ma dare più spazio all’etica nelle attività bancarie ordinarie si puo’??

Unicredit rinuncia al business del pegno per concentrarsi su attività “dubbie”?

Lo scandalo dei diamanti venduti a prezzi gonfiati fino al 77% in più rispetto al valore reale di mercato mette in evidenza come alcune banche si prestino ad attività eticamente opache. E’ probabile che l’inchiesta in corso finirà in un nulla di fatto e si riconoscerà che le banche si sono mosse un millimetro entro la “border line”, ma c’è da chiedersi se tutto ciò sia tollerabile. L’abbiamo capito, il “banchiere etico” è una sorta di animale mitologico mai esistito, ma è una cosa alla quale non ci possiamo rassegnare.  Al di là dei milioni di euro che saranno chiamati a rimborsare ed a pagare dopo estenuanti cause, rimane il grave danno d’immagine per le Banche e la perdita di fiducia verso i propri clienti. …continua qui

Immagine: 0766news.it

Unicredit rinuncia al business del pegno per concentrarsi su attività “dubbie”?

Lo scandalo dei diamanti venduti a prezzi gonfiati fino al 77% in più rispetto al valore reale di mercato mette in evidenza come alcune banche si prestino ad attività eticamente opache. E’ probabile che l’inchiesta in corso finirà in un nulla di fatto e si riconoscerà che le banche si sono mosse un millimetro entro la “border line”, ma c’è da chiedersi se tutto ciò sia tollerabile. L’abbiamo capito, il “banchiere etico” è una sorta di animale mitologico mai esistito, ma è una cosa alla quale non ci possiamo rassegnare.  Al di là dei milioni di euro che saranno chiamati a rimborsare ed a pagare dopo estenuanti cause, rimane il grave danno d’immagine per le Banche e la perdita di fiducia verso i propri clienti.

Proprio un gran bel business!

Banche, scandalo diamanti: 200 risparmiatori hanno già chiesto aiuto. VIDEO

(…) Nelle settimane scorse l’Antitrust ha multato quattro banche e due società specializzate nel commercio di diamanti, accusate di aver fornito ai clienti informazioni ingannevoli e di aver venduto le pietre preziose a prezzi gonfiati. Il provvedimento dell’Antitrust cita casi nei quali la maggiorazione è stata compresa fra il 43 e il 77% in più rispetto al valore reale di mercato.
Le banche multate sono #Unicredit, #Intesa Sanpaolo, Banco Popolare e #Montepaschi. Ma a giudicare dalle richieste di assistenza ricevute dalla Federconsumatori, anche diverse altre banche si sono comportate allo stesso modo. Il taglio minimo degli investimenti dei risparmiatori reggiani coinvolti è di 15mila euro, ma tanti sono stati indotti a mettere in gioco somme anche molto superiori. Il valore dei diamanti acquistati, che avrebbe dovuto essere indenne da brutte sorprese, si è invece notevolmente deprezzato. (…) “Se dovessero emergere responsabilità – dice la Fabi – sarebbero esclusivamente imputabili agli amministratori che decidono le politiche commerciali. Siamo stanchi di subire le conseguenze di scelte manageriali a dir poco discutibili”.

qui l’articolo

Consulenti, un tavolo per il codice etico

Chiediamo all’oste se il vino è buono?

(…) Secondo i sindacati prima che entri in vigore la Mifid 2, occorre elaborare un quadro normativo che garantisca il risparmio e difenda la professionalità dei consulenti, scongiurando le pressioni commerciali e mettendoli in condizioni di vendere i prodotti secondo regole certe e trasparenti, che non li penalizzino e che tutelino gli stessi clienti. (…)

Consulenti, un tavolo per il codice etico

Intesa è una banca etica?

Il comunicato Sallca Cub Intesa ci dice qualche cosa al riguardo…

INSIEME CONTRO IL BARATRO 5

baratrobFiliale Flexi Retail ….. un mondo da scoprire

Dal famoso 19/01/2015 sono ormai passati nove mesi e la creatura dà i suoi risultati.
Risultati positivi stando alle affermazioni della Dirigenza.
Ma positivi per chi ??!!
La risposta è che i risultati positivi, se così si vogliono definire, sono solo per la banca.
In effetti l’incitamento nei confronti dei gestori retail a vendere i fondi e la polizza Giusto Mix stà portando maggiore redditività alla banca.
Peccato che i clienti della Filiale Retail per la maggior parte sono persone senza grandi disponibilità e quei pochi che hanno un gruzzoletto è perché hanno lavorato e risparmiato per una vita per avere quei 30.000/40.000 Euro ed ora percepiscono una pensione poco superiore ai 1.000 Euro. Ma il problema è che queste persone che hanno questi piccoli capitali si fidano ciecamente del loro gestore e gli lasciano fare di tutto perché la maggior parte sono persone che di finanza non ne sanno nulla e il loro desiderio è di non perdere nemmeno un centesimo perché quei soldi potrebbero servire per la casa di riposo e per il funerale e se alla maggior parte di loro venissero spiegati correttamente i prodotti, evidenziando i livelli di rischiosità, molti di loro non li sottoscriverebbero.
Ora se andiamo a vedere i portafogli dove sono stati venduti i prodotti “spinti”  questa primavera, ante crisi Grecia e Cina e ora Volkswagen,  si riscontrano perdite generalizzate. Malgrado questo risultato, dall’alto continua ad arrivare la richiesta di spingere e di vendere. Ma la nostra non era una banca etica?

…continua….

Il caldo gioca brutti scherzi………..

In questi giorni il caldo e l’afa si fanno veramente sentire. A Milano sembra di essere già in pieno clima estivo, ed il caldo si sa, gioca brutti scherzi.
Prima Mussari (ABI) che farnetica su mega consorzi ed aggregazioni di società di servizi, ora il nostro CEO che si scaglia contro il mercato reo di non saper valutare i bilanci bancari anche sulla base dell’impegno sociale e sulla reputazione del Gruppo e di limitarsi ad una valutazione di breve periodo. Continua a leggere

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