#UniCredit: mobilitazione contro esuberi raggiungerà Macron. Possibile !?!?!

#UniCredit e la #fabi: Ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da piangere.

2 Agosto 2019  Di IlGattoRandagio

 

La fabi come il PD.

Come il PD, che diceva di andare in Europa a battere i pugni nell’interesse italiano ma poi mette un uomo di Renzi (uno cioé che da sottosegretario ha avuto in mano diversi dossier bollenti) alla corte di quell’Emmanuel Macron che ha ingaggiato da tempo una battaglia senza tregua con il governo italiano.

Ora è la fabi che snobba ABI, Bankitalia e persino Palazzo Chigi e si sposta alla corte dei francesi.

Quella della fabi è un’uscita spiritosa? Una battuta pungente?

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Pubblicheremo tutte queste persone che hanno preso le difese della politica aziendale di Mustier e sono tutti quelli che, stando sul libro paga della banca, si prestano volentieri

La fabi minaccia la gogna mediatica….

Lando Maria Sileoni duro contro il Ceo di Unicredit

Lando Maria Sileoni duro contro il Ceo di Unicredit

25 Luglio 2019 Di IlGattoRandagio

(…) “Mustier ha scritto ai dipendenti e non ha smentito questo numero. Mustier è un personaggio particolare. Non è un banchiere tradizionale come quelli che conosciamo un po` tutti. E’ un banchiere che ha delle sue particolari ambizioni, sostanzialmente tutta questa smobilitazione rispetto al territorio italiano è stata messa in piedi perché ha l’ambizione di trovare un partner internazionale, quindi vuole fare da predatore e non da preda, cercando di far diventare il gruppo Unicredit il primo in Europa, lasciando il territorio nazionale”. (…)

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Questa è l’etica in #UniCredit?

#UniCredit e le indebite pressioni anti sindacali

#UniCredit e le indebite pressioni anti sindacali

26 Luglio 2019 Di IlGattoRandagio

 

29 luglio: sciopero per tutti i lavoratori UniCredit di Messina e Provincia.

Unicredit non consente a diversi lavoratori che sono in ferie di esercitare il diritto di sciopero nella giornata del 29 luglio.

#UniCredit non è nuovo a tale prassi, ma mentre la fabi chiede l’intervento del Presidente della Repubblica, la soluzione sarebbe molto più semplice: esposto alla Procura della Repubblica.

Ecco l’etica tanto sbandierata da UniCredit!!

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Il sindacato del credito e le “fusa” al Manager di Intesa. Prove per il rinnovo del contratto di categoria?

Fabi elogia il Top Manager di Banca Intesa. Poteva essere altrimenti visto che il suddetto sindacalista ha firmato in Banca Intesa contratti IN DEROGA AL CCNL? Dopo aver tradito i bancari, poteva forse rinnegar se stesso?

L’articolo qui:

Non sono turbato perché mi hai tradito, ma perché non potrò più fidarmi di te! (Jim Morrison)

Dal terrorismo psicologico dei sindacati a quello dell’azienda

Nel periodo natalizio sulla stampa nazionale si potevano leggere interviste fiume al boss dei boss dei sindacalisti bancari. Parlava solo lui. E paventava licenziamenti a go go nella italiche banche. La situazione sembrava disperata, una macelleria sociale, ma per fortuna lui, da buon padre di famiglia, aveva la soluzione: assumere giovani con contratti in deroga al CCNL.

E le altre sigle? Mute!

Ora la storia si ripete, ma questa volta è una banca a paventare licenziamenti. Per ora si cercano diverse centinaia di volontari pronti ad uno spirito di sacrificio. Che non sarà vano. Per ogni cinquantenne che deciderà scientemente di lasciare il posto di lavoro si assumerà un giovane con il “jobs act” e chissà, magari con un contratto in deroga…il tutto col benestare dei compagni!

Quello che UniCredit non dice.

 

Immagine: Via Giphy

Bancari: AAA cessione di contratto offresi…

Bancari: AAA cessione di contratto offresi…

Lavoratori…da stakeholders a steakhouse. Siamo tutti carne da macello, tutti sacrificabili…ogni volta che il sindacato ha aperto alle richieste ABI il contratto di categoria ha registrato un arretramento dei diritti dei lavoratori.

“Bisogna che il sindacato unitariamente prenda atto che e’ arrivato il momento di rimettere in discussione il contratto nazionale di lavoro per prevedere altre forme di attivita’ professionali e per aprire a nuovi mestieri che rilancino ricavi e occupazione.”

Non  sono parole della parte datoriale ma del più grande sindacato di categoria.

E ancora:

“prevedere nuove flessibilita’ contrattuali e nuove attivita’ professionali sara’ un percorso obbligato per mantenere gli attuali livelli occupazionali del settore e il movimento sindacale, tutto, se ne deve fare una ragione perche’ e’ nell’interesse del sindacato allargare il proprio campo d’azione e tutelare al meglio piu’ tipologie di lavoratori, ad iniziare dai giovani” (qui l’intero articolo)

A cosa fa riferimento il capo della fabi?

Probabilmente a questo:

Una figura professionale ibrida la cui potenzialità devastante sull’integrità della categoria (e sui suoi livelli salariali) è del tutto evidente.

C’è di che rabbirvidire ed essere preoccupati.

(Immagine: eatmandsmile.tumblr.com)

BPM: i sindacati per il Sì alla fusione con Banco Popolare

BP-BPM: da sindacati sì a fusione. Fabi: “con no arrivo di spregiudicati fondi Usa”

Speriamo che questa volta ci azzecchi! Ma più che dai Fondi d’Investimento bisognerebbe guardarsi dai manager troppo ambiziosi, dal guadagno facile ed immediato, costi quel che costi. O da quelli poco professionali e troppo preoccupati di compiacere il potente politico di turno.

La “macelleria sociale” in Unicredit ne è un esempio. Del resto in BPM i sindacati (Fabi e Fisac in testa) hanno da sempre condizionato la gestione dell’Azienda, ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti… Read more

Immagine: giphy.com

Dopo la fabi, anche First-Cisl è favorevole ai premi aziendali a welfare.

Sull’opportunità di mettere i soldini dei lavoratori a welfare anzichè in busta paga, la fabi si era già espressa a favore (qui il post Piace veramente ai lavoratori del Credito il benefit in welfare?).

Ora è la volta della First (qui il comunicato sindacale)

Ma è veramente così vantaggioso per i lavoratori? Anzitutto le informazioni (non) fornite:

  sminuiscono anzi, e arrivano addirittura a non menzionare la mancata contribuzione previdenziale per il lavoratore;

  non tengono conto della perdita subita per la mancata detraibilità delle somme “rimborsate” dal datore di lavoro, ma pagate dal lavoratore;

  nei conteggi forniti ai dipendenti per un confronto tra le due opzioni non vengono menzionate le somme che il datore di lavoro verserebbe alle casse di previdenza complementare.

Qui per avre una visione più approfondita di quanto il welfare costa al lavoratore.

Quindi ci dovremo aspettare che i Sindacati chiedano che i premi d’ora in poi passino solo dal conto welfare (e magari con un anno di ritardo come in Unicredit)? Preoccupante…

Un sentito grazie a Mr. Matteo Renzi per l’ennesima sforbiciata alla busta paga dei lavoratori ed ai Sindacati per il regalo alle Aziende.