Il sindacato del credito e le “fusa” al Manager di Intesa. Prove per il rinnovo del contratto di categoria?

Fabi elogia il Top Manager di Banca Intesa. Poteva essere altrimenti visto che il suddetto sindacalista ha firmato in Banca Intesa contratti IN DEROGA AL CCNL? Dopo aver tradito i bancari, poteva forse rinnegar se stesso?

L’articolo qui:

Non sono turbato perché mi hai tradito, ma perché non potrò più fidarmi di te! (Jim Morrison)

Dal terrorismo psicologico dei sindacati a quello dell’azienda

Nel periodo natalizio sulla stampa nazionale si potevano leggere interviste fiume al boss dei boss dei sindacalisti bancari. Parlava solo lui. E paventava licenziamenti a go go nella italiche banche. La situazione sembrava disperata, una macelleria sociale, ma per fortuna lui, da buon padre di famiglia, aveva la soluzione: assumere giovani con contratti in deroga al CCNL.

E le altre sigle? Mute!

Ora la storia si ripete, ma questa volta è una banca a paventare licenziamenti. Per ora si cercano diverse centinaia di volontari pronti ad uno spirito di sacrificio. Che non sarà vano. Per ogni cinquantenne che deciderà scientemente di lasciare il posto di lavoro si assumerà un giovane con il “jobs act” e chissà, magari con un contratto in deroga…il tutto col benestare dei compagni!

Quello che UniCredit non dice.

 

Immagine: Via Giphy

Bancari: AAA cessione di contratto offresi…

Bancari: AAA cessione di contratto offresi…

Lavoratori…da stakeholders a steakhouse. Siamo tutti carne da macello, tutti sacrificabili…ogni volta che il sindacato ha aperto alle richieste ABI il contratto di categoria ha registrato un arretramento dei diritti dei lavoratori.

“Bisogna che il sindacato unitariamente prenda atto che e’ arrivato il momento di rimettere in discussione il contratto nazionale di lavoro per prevedere altre forme di attivita’ professionali e per aprire a nuovi mestieri che rilancino ricavi e occupazione.”

Non  sono parole della parte datoriale ma del più grande sindacato di categoria.

E ancora:

“prevedere nuove flessibilita’ contrattuali e nuove attivita’ professionali sara’ un percorso obbligato per mantenere gli attuali livelli occupazionali del settore e il movimento sindacale, tutto, se ne deve fare una ragione perche’ e’ nell’interesse del sindacato allargare il proprio campo d’azione e tutelare al meglio piu’ tipologie di lavoratori, ad iniziare dai giovani” (qui l’intero articolo)

A cosa fa riferimento il capo della fabi?

Probabilmente a questo:

Una figura professionale ibrida la cui potenzialità devastante sull’integrità della categoria (e sui suoi livelli salariali) è del tutto evidente.

C’è di che rabbirvidire ed essere preoccupati.

(Immagine: eatmandsmile.tumblr.com)

BPM: i sindacati per il Sì alla fusione con Banco Popolare

BP-BPM: da sindacati sì a fusione. Fabi: “con no arrivo di spregiudicati fondi Usa”

Speriamo che questa volta ci azzecchi! Ma più che dai Fondi d’Investimento bisognerebbe guardarsi dai manager troppo ambiziosi, dal guadagno facile ed immediato, costi quel che costi. O da quelli poco professionali e troppo preoccupati di compiacere il potente politico di turno.

La “macelleria sociale” in Unicredit ne è un esempio. Del resto in BPM i sindacati (Fabi e Fisac in testa) hanno da sempre condizionato la gestione dell’Azienda, ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti… Read more

Immagine: giphy.com

Dopo la fabi, anche First-Cisl è favorevole ai premi aziendali a welfare.

Sull’opportunità di mettere i soldini dei lavoratori a welfare anzichè in busta paga, la fabi si era già espressa a favore (qui il post Piace veramente ai lavoratori del Credito il benefit in welfare?).

Ora è la volta della First (qui il comunicato sindacale)

Ma è veramente così vantaggioso per i lavoratori? Anzitutto le informazioni (non) fornite:

  sminuiscono anzi, e arrivano addirittura a non menzionare la mancata contribuzione previdenziale per il lavoratore;

  non tengono conto della perdita subita per la mancata detraibilità delle somme “rimborsate” dal datore di lavoro, ma pagate dal lavoratore;

  nei conteggi forniti ai dipendenti per un confronto tra le due opzioni non vengono menzionate le somme che il datore di lavoro verserebbe alle casse di previdenza complementare.

Qui per avre una visione più approfondita di quanto il welfare costa al lavoratore.

Quindi ci dovremo aspettare che i Sindacati chiedano che i premi d’ora in poi passino solo dal conto welfare (e magari con un anno di ritardo come in Unicredit)? Preoccupante…

Un sentito grazie a Mr. Matteo Renzi per l’ennesima sforbiciata alla busta paga dei lavoratori ed ai Sindacati per il regalo alle Aziende.

 

Ancora sul CCNL dei Bancari.

Il ministro del Welfare Giuliano Poletti al 121esimo consiglio nazionale della Fabi:

«C’è stato quel quid di innovazione che ha consentito di chiudere il contratto. Adesso però non abbiate paura di guardare in faccia i problemi che abbiamo».

Il segretario generale della Fabi Lando Sileoni:

«In settembre le banche si prenderanno la rivincita del 5 a 2 che gli abbiamo dato con questo rinnovo».

Boh. Io rileggendo l’accordo sottoscritto questa grandissima vittoria non la vedo. Proverò a cambiare gli occhiali…magari c’è una qualche postilla scritta in Arial 0,1 che ad occhio nudo non si legge….Io più che di una grandissima vittoria parlerei di un pessimo pareggio, uno squallido zero a zero. Nulla di quanto sbandierato con la piattaforma proposta dai sindacati è stato ottenuto, quindi…..

L’articolo: «Ora affrontate i cambiamenti»

Immagine: poetimetropolitani via autobusdelgiorno

fabi: un “renziano” nominato responsabile Fabi ai rapporti col governo.

La commistione fra politica e finanza non riguarda solo i CdA delle Aziende bancarie, riguarda anche i sindacati. Questa volta è la fabi ad offrire uno scranno ad un “renziano” doc e lo piazza alla guida delle relazioni con Governo.  Ci dovremo aspettare che il prossimo rinnovo contrattuale di categoria DOVRA’ seguire il diktat imposto dal jobs act (demansionamenti, decurtazioni salariali, controllo a distanza dei lavoratori….)? Ci dovremo preparare ad un ennesimo taglio di salari e diritti con il benestare dei sindacABI?

fabi: un “renziano” nominato responsabile Fabi ai rapporti col governo.

(Immagine: http://www.umbriajournal.com)

Il consorzione-one-one delle Banche…

I consorzi sono un’iniziativa aziendale tesa a sganciare un segmento lavorativo dal contratto del credito al fine di poter un giorno applicare norme, accordi e trattamenti retributivi meno costosi (-20% di stipendi, 40 h settimanali di lavoro, inquadramenti inferiori)?

Non per i Sindac-ABI!

Leggi qui:

Le segreterie sindacali nazionali del primo tavolo vorrebbero un “mega-consorzio” esternalizzato che serva tutte le banche.

(Immagine: http://replygif.net/)