Sassi contro studenti cinesi? Una bufala. Denunciato il prof per procurato allarme

(…) Continua quindi la nota: “Le ricerche effettuate dalla Digos hanno consentito di chiarire che il professore Giuseppe Iaconis che aveva reso pubblico l’episodio informando i giornalisti nel corso di un’estemporanea conferenza stampa non aveva la conoscenza diretta degli accadimenti ma aveva riferito informazioni raccolte da un’altra professoressa. Quest’ultima a sua volta aveva appreso da un generico racconto di una studentessa cinese dell’Accademia di Belle Arti secondo che su una chat seguita esclusivamente da suoi connazionali, un altro giovane cinese aveva fatto riferimento a non meglio descritti episodi di intolleranza verso cittadini cinesi che sarebbero accaduti a Roma” (…)

Sassi contro studenti cinesi? Una bufala. Denunciato il prof per procurato allarme

 

Vabbè dai…sembra di leggere il testo della canzone di Branduardi “alla fiera dell’est”…

E venne il macellaio che uccise il toro

Che bevve l’acqua che spense il fuoco

Che bruciò il bastone che picchiò il cane

Che morse il gatto che si mangiò il topo

Che al mercato mio padre comprò….

 

Bancari: diamo i numeri? Magari se li si gioca al lotto…

Le banche italiane accelerano sul ricambio generazionale con l’ingresso, nei sei anni di crisi, di 20.550 giovani a fronte di circa 40 mila uscite volontarie. Ben diverse, secondo l’analisi della Federazione autonoma bancari italiani (Fabi) la situazione in Europa dove si è assistito, contemporaneamente, alla perdita di 328.000 posti di lavoro in banca, ed il 70% di questi si è trattato di licenziamenti. (articolo qui)

Mi sfugge qualche cosa…qui si dice che il rapporto tra assunzioni e pensionamenti è di 1 a 2.

Se le principali banche (UniCredit ed Intesa in testa) hanno esodato lavoratori con rapporto di 1 a 3 o addirittura 1 a 5,  e se la matematica non è un’opinione, per far “quadrare il cerchio” ci devono essere istituti di credito che hanno visto aumentare il proprio personale con assunzioni di gran lunga maggiori delle uscite per esodo, pensionamento e licenziamenti/dimissioni.

Confidiamo che il Corrierone ci dica quali sono di grazia questi istituti, altrimenti saremo costretti ad annoverare l’articolo tra le “Fake news”…

 

Se le fake news le spara la sinistra è tutto ok!

LE FAKE NEWS PER GIUSTIFICARE LO STATO IMPRENDITORE

di MATTEO CORSINI

Mariana Mazzucato, Professor in the Economics of Innovation and Public Value all’University College London, è solitamente osannata dalla stampa italiana per la sua idea di dare un ruolo maggiore allo Stato nell’economia. Mai nessuno dei suoi interlocutori (per lo più giornalisti) che le faccia notare cosa è successo in Italia con lo Stato imprenditore. Men che meno le si fa notare che alcune sue affermazioni non hanno riscontro nei fatti storici.

Secondo Mazzucato,in generale nel dibattito pubblico italiano, credo che sia sottovalutato, se non trascurato, il ruolo dello Stato. Penso che, nel caso dell’Italia, questo sia anche in contraddizione con la nostra Storia. L’Italia ha avuto l’Iri. Nella sua prima fase, l’Iri era pubblica ma indipendente dal sistema politico e ha modernizzato il Paese. La sua classe dirigente era composta da manager competenti, efficienti e lungimiranti. Non bisogna essere schiacciati sull’ultima fase dell’economia pubblica italiana, fatta di perdite su perdite, di corruzione e di predominio dei partiti della Prima Repubblica. La prima Iri dimostra che anche in Italia è possibile, per la mano pubblica, essere visionaria ed efficace”. …continua qui

Articolo di Giampaolo Rossi sulle Fake news…dopo 1 anno sempre attuale

Soros, fake news e senso del ridicolo…

sorosI CERCA-BUFALE
Si chiama International Fact-Checking Network (IFCN) ed è la rete di organizzazioni che ha sottoscritto i principi del Fact-Checking Code redatto dal Poynter Institute, uno dei più importanti istituti giornalistici e analisi media del mondo.

Si tratta di una serie di norme e regole della “buona informazione” che serviranno a capire quando una notizia è vera e corrisponde a criteri di veridicità e affidabilità delle fonti.
Il codice IFCN è stato accettato anche da Facebook che nei prossimi giorni attiverà un sistema di segnalazioni per gli utenti, delle notizie ritenute false; una volta che una notizia è segnalata dai lettori, i “verificatori” IFCN dovranno confermare o meno la segnalazione e in caso positivo, spiegare perché quella notizia non è vera.

Il tema delle “fake news” è scoppiato  dopo la clamorosa vittoria di Donald Trump  che ha sconvolto il sistema dei media e degli opinion makers non solo americani. Trump ha vinto nonostante l’intero mainstream gli fosse completamente contro; e molti dei grandi giornali hanno iniziato a raccontare la “bufala” che la vittoria di Trump sarebbe legata alla diffusione sui social di notizie false con cui ha manipolato la realtà.
Ovviamente queste illazioni rientrano nelle più incredibili “fake news” partorite dalla frustrazione di un sistema di potere mediatico che sa di condizionare sempre di meno l’immaginario simbolico.

Ma le pressioni sul mondo del web sono state tali e forti che Facebook, il più importante social network globale, è dovuto correre ai ripari.
Tra queste organizzazioni di “verificatori” che fanno parte del progetto del Poynter Institute ci sono grandi media come la ABC ma anche piattaforme indipendenti di fact-checking, come Politifact (finanziato dagli amici della Clinton).

TANA PER SOROS!
Aaron Klein, famoso giornalista d’inchiesta conservatore, è andato a verificare chi è che finanzia il Poynter Institute che gestisce l’IFCN ed ha trovato delle sorprese interessanti. Le ha pubblicate su Breitbart il sito di contro-informazione e difficilmente le troverete sui media che predicano il corretto giornalismo.

Tra i principali finanziatori dell’Istituto c’è la indissolubile e onnipresente Open Society di George Soros; si, proprio lui, il grande manipolatore della verità mediatica, lo Shelob del Nuovo Ordine Mondiale (come abbiamo raccontato qui), il fomentatore di crisi internazionali e rivoluzioni colorate (quasi sempre di rosso sangue) finanzia l’Istituto che ha, di fatto, il controllo della veridicità delle notizie che noi pubblichiamo.
Non solo , il Poynter Institute ha ricevuto 1 milione di dollari anche dalla Craig Newmark Foundation, l’organizzazione no-profit legata al fondatore di Craiglist il portale mondiale degli annunci; fondazione da sempre legata all’universo della sinistra globalista.
Newmark e Open Society sono tra l’altro, tra i finanziatori del Centre for Public Integrity, un’organizzazione con sede a Washington che gestisce il Consorzio Internazionale dei Giornalisti Investigativi (ICIJ), il network di giornalisti delle principali testate media mainstream, (da New York Times al Guardian, da Le Figaro, a El Pais, Washington Post a Repubblica) che mesi fa, costruì a tavolino lo scandalo dei Panama Papers, una delle più fasulle inchieste giornalistiche degli ultimi anni, finalizzata a colpire i nemici politici dell’Amministrazione Obama (Putin in testa).
In altre parole, coloro che finanziano manipolazioni giornalistiche nel mondo, finanzieranno lo strumento per sancire quali notizie sulla rete devono essere ritenute vere e quali false.

fake-genuineINIZIA LA CACCIA ALLE STREGHE?
Chissà in quale categoria di notizie rientrano le armi chimiche di Saddam, le falsità sulla guerra in Libia, le favole sulle “bombe umanitarie” dell’Occidente, le omissioni sui finanziamenti di Obama ad Al Qaeda o sui i soldi dei sauditi alla Fondazione Clinton, o quelle sulla vera natura del conflitto in Ucraina, tutti argomenti su cui il manistream caro a Soros ha manipolato la verità in questi anni.

Speriamo che tutta questa improvvisa attenzione contro le “fake news” da parte di chi in questi anni ha prodotto falsità e manipolazioni, non serva ad iniziare una stagione di caccia alle streghe contro l’informazione libera e indipendente. Le premesse ci sono tutte.


 Su Twitter: @GiampaoloRossi

BUTAC: quando gli “anti-bufale” sono faziosi e filogovernativi, a cosa o a chi servono?

Beh, si potrebbe scrivere che tutto ciò che tocca la PresidentA si trasforma in m…elma. Un Re Mida al contrario.

Immagine:  giphy.com

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