Senatrice Fedeli (PD) attacca Tg2 reo di avere mandato in onda un servizio sulle morti per Covid-19 in case di cura toscane

… o in Emilia…Piacenza ha avuto in percentuale più morti di Bergamo, eppure nessuno mette sotto inchiesta la Regione E.R.

Solidarietà a Tg2
“E’ ridicolo ma non sorprendente come oggi la senatrice Fedeli esca dal torpore politico per attaccare il Tg2, reo secondo l’esponente piddina, di avere mandato in onda un servizio-inchiesta sulle tante morti per Covid-19 avvenute nelle case di cura toscane. Evidentemente, per la senatrice  Fedeli così come per il PD, i telegiornali possono raccontare fatti e misfatti solo se questi avvengono in Lombardia, in Piemonte e in Veneto ma non in regioni rosse come la Toscana. Piuttosto che attaccare i media nel tentativo di fermare la libera informazione, si preoccupino di arrestare l’epidemia e rilanciare l’economia di una Nazione in ginocchio anche per colpa di un governo e di una maggioranza che fin qui ha fatto tante chiacchiere ma pochi fatti. La senatrice Fedeli, infine, sappia che i morti e i contagi drammatici nelle RSA toscane non si risolvono censurando il TG2 che ne ha  parlato per primo e al quale rivolgiamo la nostra solidarietà, ma con tamponi e serietà nell’amministrare la sanità in Toscana”.
Lo dichiara Giovanni Donzelli, deputato di Fratelli d’Italia.

Giorgia Meloni: Nel 2012 Guido Crosetto denunciava in aula i pericoli del MES (Video)

Nel 2012, qualche tempo prima della fondazione di Fratelli d’Italia, Guido Crosetto denunciava in Aula i pericoli del Mes e come potesse essere uno strumento che avrebbe messo gravemente a rischio la nostra Nazione. La verità è questa, come è un dato di fatto che nel 2012 al Governo c’era Mario Monti e che io non votai in Aula il fondo salva-stati (Giorgia Meloni)

I soliti pidioti che si arricchiscono sulla pelle degli italiani.

Fonte il Giornale d’Italia (articolo qui)

Vergogne ai tempi del coronavirus. Un’altra denuncia di Giovanni Donzelli, sulla quale è deciso ad andare fino in fondo. In un video su Facebook il parlamentare di Fratelli d’Italia punta l’indice contro la commessa di 4 milioni e mezzo di euro aggiudicata da una cooperativa che fa capo a Salvatore Miceli. Già arrestato per associazione mafiosa e truffa ai danni dello Stato per 3 milioni di euro.

Donzelli all’attacco dello scandalo mascherine

“L’Italia è senza mascherine. Il 19 marzo – riassume Donzelli nel filmato – Consip, la centrale acquisti dello Stato,  bandisce  in fretta e furia una gara per acquistarle. Chi si aggiudica la commessa da 4 milioni e mezzo di euro? Una cooperativa che fa capo a Miceli. Che meno di un anno fa venne arrestato  per associazione a delinquere e truffa ai danni dello Stato. Si fece tre mesi di carcere, ora è in attesa di processo. E di che cosa di occupa la cooperativa Indaco service? Di accoglienza e assistenza a stranieri richiedenti asilo. Ma che cosa c’entra con le mascherine? Che guarda caso non sono arrivate“.

La vertenza #UniCredit approda in Parlamento: il video

La deputata Carmela Ella Bucalo di Fratelli d’Italia ha preso la parola alla Camera: “È la paradossale situazione dell’Azienda UniCredit che da oltre 140.000 dipendenti, oggi è arrivata a circa 86.000. Tagli che nessun altro gruppo bancario italiano o europeo ha fatto fino ad oggi. 
Particolare la posizione dell’intera area commerciale di Messina dove è in atto una drastica diminuzione di organici a fronte di una rilevante carenza di personale. Da evidenziare la mancata assunzione di giovani che negli ultimi anni sono stati meno di 20 e la carenza di formazione del personale, per questi motivi lunedì 29 luglio, i lavoratori di tutti gli sportelli della banca nella provincia di Messina, hanno indetto una intera giornata di sciopero”.

Qui per leggere l’intero articolo e visionare il video
oppure:

La polita e le banche: il caso #UniCredit

La politica sul caso #Unicredit.

25 Luglio 2019 Di pierluigi masiero

 

L’On. Rampelli (FdI) interviene sugli esuberi in #UniCredit e giustamente ribadisce come la situazione attuale sia il risultato di una gestione scellerata messa in atto da manager che non si sono dimostrati in grado di valorizzare Unicredit come eccellenza italiana nel credito. Da Mr. Profumo in poi tante le scelte (poco) strategiche che hanno minato la solidità della banca.

Ma di colpe ne ha anche la politica nostrana. Dov’erano i politici (anzi dove sono!) quando Unicredit praticava il dumping sociale spostando attività all’estero, là dove il lavoro ha un costo minore? Dov’erano i politici quando #UniCredit siglava accordi con il Governo Rumeno per finanziare le loro univeristà e assumeva (e assume) centinaia di giovani informatici a scapito dei nostri giovani laureati?

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La polita e le banche: il caso #UniCredit

La politica sul caso #Unicredit.

25 Luglio 2019 Di pierluigi masiero

 

L’On. Rampelli (FdI) interviene sugli esuberi in #UniCredit e giustamente ribadisce come la situazione attuale sia il risultato di una gestione scellerata messa in atto da manager che non si sono dimostrati in grado di valorizzare Unicredit come eccellenza italiana nel credito. Da Mr. Profumo in poi tante le scelte (poco) strategiche che hanno minato la solidità della banca.

Ma di colpe ne ha anche la politica nostrana. Dov’erano i politici (anzi dove sono!) quando Unicredit praticava il dumping sociale spostando attività all’estero, là dove il lavoro ha un costo minore? Dov’erano i politici quando #UniCredit siglava accordi con il Governo Rumeno per finanziare le loro univeristà e assumeva (e assume) centinaia di giovani informatici a scapito dei nostri giovani laureati?

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La politica sul caso #Unicredit.

L’On. Rampelli (FdI) interviene sugli esuberi in #UniCredit e giustamente ribadisce come la situazione attuale sia il risultato di una gestione scellerata messa in atto da manager che non si sono dimostrati in grado di valorizzare Unicredit come eccellenza italiana nel credito. Da Mr. Profumo in poi tante le scelte (poco) strategiche che hanno minato la solidità della banca.

Ma di colpe ne ha anche la politica nostrana. Dov’erano i politici (anzi dove sono!) quando Unicredit praticava il dumping sociale spostando attività all’estero, là dove il lavoro ha un costo minore? Dov’erano i politici quando #UniCredit siglava accordi con il Governo Rumeno per finanziare le loro univeristà e assumeva (e assume) centinaia di giovani informatici a scapito dei nostri giovani laureati?

Non solo, quanto è attribuibile a certi politici (di sinistra che all’epoca erano al Governo) l’intervento per salvare Capitalia avvenuto con un acquisto da parte di UniCredito Italiano Spa a prezzi (per successiva stessa ammissione di Mr. Profumo) ben al di sopra del reale valore?

L’operazione doveva essere finanziariamente positiva per tutti gli azionisti:

– crescita media annua composta degli utili per azione proforma pari a circa 17% nel periodo 2007-2009
– operazione accretive dal 2009 per gli azionisti di UniCredit e da subito per quelli di Capitalia
– dividendo per azione in progressiva crescita nei prossimi anni.

Inutile ricordare com’è andata a finire…

Sicuramente Unicredit rappresenta un interesse nazionale e come tale sarebbe ora che anche il Governo se ne occupasse. Ed anche in fretta.

Unicredit, taglio di diecimila posti? Rampelli: “Il governo si faccia sentire”