La polita e le banche: il caso #UniCredit

La politica sul caso #Unicredit.

25 Luglio 2019 Di pierluigi masiero

 

L’On. Rampelli (FdI) interviene sugli esuberi in #UniCredit e giustamente ribadisce come la situazione attuale sia il risultato di una gestione scellerata messa in atto da manager che non si sono dimostrati in grado di valorizzare Unicredit come eccellenza italiana nel credito. Da Mr. Profumo in poi tante le scelte (poco) strategiche che hanno minato la solidità della banca.

Ma di colpe ne ha anche la politica nostrana. Dov’erano i politici (anzi dove sono!) quando Unicredit praticava il dumping sociale spostando attività all’estero, là dove il lavoro ha un costo minore? Dov’erano i politici quando #UniCredit siglava accordi con il Governo Rumeno per finanziare le loro univeristà e assumeva (e assume) centinaia di giovani informatici a scapito dei nostri giovani laureati?

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La famiglia al centro del programma politico in vista delle prossime elezioni.

Un bell’articolo di Gianfranco Amato. Pungente e sagace come sempre!

Diffidate delle imitazioni

Qualcuno ricorderà l’accoglienza perplessa e scettica che ricevette il progetto politico del Popolo della Famiglia quando, due anni fa, si affacciò nel panorama politico italiano. Si guardava con una certa sufficienza l’idea che un partito potesse mettere al centro della propria azione una cosa come la famiglia. Sì, proprio quell’istituto che pur essendo riconosciuto dall’art.29 della Costituzione è sempre stato trattato come un oggetto estraneo alla politica. Continuavamo a sentirci ripetere sempre la stessa domanda e la medesima obiezione: «Ma cosa centra la famiglia? I temi che interessano la gente e di cui la politica deve occuparsi sono l’economia, il lavoro, la sicurezza, l’ambiente».

Hai voglia di spiegare che la «famiglia è la cellula della società», citando Cicerone e Aristotele, o che «la famiglia rappresenta il “prisma” attraverso cui considerare tutti i problemi sociali», citando San Giovanni Paolo II. Perle ai porci. Venivamo semplicemente guardati come extraterrestri della politica. Degli ingenuotti un po’ naïve, destinati a comprendere, prima o poi, che la famiglia non è tema da potersi porre al centro del dibattito politico.

Due anni fa, invece, il Popolo della Famiglia ci ha provato alle elezioni amministrative del 2016, e ci è riuscito. Oggi tutti parlano di famiglia e natalità. Basta guardare quello che sta accadendo nella campagna elettorale per le politiche 2018 che è appena partita.

E’ davvero uno spettacolo ascoltare i leader dei partiti oggi in competizione.

Cominciamo dal candidato premier del movimento Cinque Stelle, Luigi Di Maio: …continua qui

Commissione parlamentare di inchiesta sulle banche, Il Fatto: il Pd perde tempo sui nomi quando manca poco alla fine della legislatura

La Commissione, che tra l’altro avrà un ambito di intervento definito nel tempo visto che dovrà concludersi con la scadenza naturale della legislatura, non ha ancora preso il via.  Sembra infatti che diversi Gruppi parlamentari, a partire dal Partito democratico, non abbiano ancora comunicato i propri nomi, rallentando di fatto l’insediamento della Commissione. Mancherebbero infatti le comunicazioni dei Gruppi Camera Partito democratico, Articolo 1-Movimento democratico e progressista, Alternativa popolare, Fratelli d’Italia e Misto, e dei Gruppi Senato Partito democratico, Alternativa popolare, Grandi autonomie e Libertà e Maie.

 

Commissione parlamentare di inchiesta sulle banche, Il Fatto: il Pd perde tempo sui nomi quando manca poco alla fine della legislatura

Immagine: DAILYBEST

FdI Meda: Perchè votare NO al referndum costituzionale

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In una brochure che il Circolo medese di Fratelli d’Italia sta distribuendo in queste settimane  vengono spiegate in maniera chiara e sintetica le ragioni del NO alla riforma costituzionale voluta dal Premier Matteo Renzi.

Scarica qui la brochure sintetica

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Viviana Beccalossi (Fdi) vuole riaprire le case chiuse (Askanews)

Viviana Beccalossi (Fdi) vuole riaprire le case chiuse

Scrive che è battaglia di civiltà

Roma, 14 ago. (askanews) – “È dal 1992, quando ero consigliere comunale a Brescia, – scrive in una nota l’assessora alla regione Lombardia Viviana Beccalossi – che mi batto per per la riapertura delle case di tolleranza. Ai tempi raccolsi anche 10.000 firme per raggiungere l’obiettivo. A distanza di oltre vent’anni nulla è cambiato. Anzi, complice una immigrazione clandestina sempre più forte, la situazione è addirittura peggiorata”. Viviana Beccalossi, assessore regionale al Territorio, Urbanistica e Città metropolitana e dirigente nazionali di Fratelli d’Italia, parte da qui per commentare la notizia dell’arresto in queste ore a Milano di un pericoloso malvivente considerato “l’incubo di prostitute e trans” per le minacce e le violenze che rivolgeva loro. “La riapertura delle case chiuse – aggiunge Viviana Beccalossi, ricordando che proprio il Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato proposta di referendum per la parziale abrogazione della legge Merlin – garantirebbe controlli sanitari, contrasto alla malavita organizzata e regolamentazione fiscale dell’attività, magari attraverso l’organizzazione in cooperative da parte delle prostitute. Notizie come quelle che giungono da Milano – conclude Beccalossi – ci dicono che i tempi per procedere verso quella che considero una battaglia di civiltà sono maturi”.

FONTE

Sabato 7 Novembre manifestazione Fratelli d’Italia a Milano

Carlo Fidanza
 Vi aspetto sabato 7 a Milano per celebrare insieme a Giorgia Meloni l’anniversario della caduta del muro di Berlino e ribadire la nostra forte opposizione a questa Europa e al governo Renzi.

Non mancate!

foto di Carlo Fidanza.