Commissione Banche: tanta teatralità e poca sostanza.

L’articolo di Libero sul fallimento della commissione d’inchiesta sulle banche ed il “caso Carrai” con le informazioni del dossier aperto da Unicredit su Etruria.

(…) Gentile Carrai, nessuno ha fatto allusioni, ci si è limitati a ricostruire il contesto in cui si inseriscono i fatti, tra cui i rialzi in Borsa dei titoli. Lei parla di informazioni, ma a Ghizzoni “sollecita una risposta”. Che la Del Vecchio non fosse davvero in vendita non lo dico io ma il fatto che non risultano delibere del cda in merito, cosa che peraltro avrebbe avuto un contraccolpo sui conti già critici di Etruria. Lei non ha fatto “personalmente” nessuna manifestazione di interesse né nominato nessun Advisor per banca Del Vecchio, quindi delle valutazioni fatte dal suo cliente è al corrente solo lei, eppure Ghizzoni non si chiede come mai è informato dei suoi contatti con Etruria, al punto da sollecitare una decisione rapida. Che sia legittimato a farlo per il suo lavoro è una teoria quantomeno curiosa trattandosi di un rapporto tra due banche quotate. Il Tuf recita anche (art. 114) che qualora i soggetti emittenti quotati o i soggetti che li controllano “forniscano nel normale esercizio del lavoro, della professione o dell’ufficio” informazioni privilegiate “a un terzo che non sia soggetto a un obbligo di riservatezza legale, regolamentare, statutario o contrattuale” essi sono tenuti a darne “integrale divulgazione al pubblico, simultaneamente in caso di divulgazione intenzionale e senza indugio in caso di divulgazione non intenzionale”. L’informazione del dossier aperto da Unicredit da dove le arriva? A non ritenere legittima la sua richiesta è Ghizzoni stesso, che le risponde che informerà solo Etruria. Comunque, se anche lei come la Boschi con Ferruccio de Bortoli, preferisce che queste cose ovvie gliele spieghiamo in tribunale, nessun problema. Ci metteremo in fila.

Banche, ecco il fallimento totale in Parlamento: chi ride alle spalle della tragedia dei risparmiatori

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Etruria, mandò email a Unicredit: ora Carrai chiede i danni al Fatto

C’è del marcio in UniCredit?

L’amico di Renzi, coinvolto nel caso Banca Etruria dall’ex ad di Unicredit, è stato e forse è ancora consulente dello stesso istituto.

Marco #Carrai è stato consulente di #Unicredit quando Federico #Ghizzoni ne era ancora amministratore delegato e, forse, lo è ancora. La clamorosa rivelazione arriva dal quotidiano online lanotiziagiornale.it con un articolo firmato da Stefano Sansonetti…

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immagine: Via Giphy

Giallo su Ghizzoni: Carrai è ancora consulente di Unicredit?

L’amico di Renzi, coinvolto nel caso Banca Etruria dall’ex ad di Unicredit, è stato e forse è ancora consulente dello stesso istituto.

Marco #Carrai è stato consulente di #Unicredit quando Federico #Ghizzoni ne era ancora amministratore delegato e, forse, lo è ancora. La clamorosa rivelazione arriva dal quotidiano online lanotiziagiornale.it con un articolo firmato da Stefano Sansonetti.... continua qui

La vendetta del PD nei confronti di Unicredit costo 246milioni di Euro a quest’ultimo?

(…) Come scrive La Stampa, il senatore Andrea Augello durante l’audizione di Ghizzoni in commissione banche rileva che Palazzo Chigi, contro il parere del tesoro, deciderà di bloccare all’ultimo una norma sulle Dta (imposte differite attive) che avrebbe equiparato il trattamento fiscale delle banche italiane a quello delle altre banche Ue.

Una norma che se fosse passata avrebbe permesso a Unicredit di risparmiare ben 246 milioni visto che la banca accumulato miliardi di perdite e la norma verte proprio sul canone da pagare per mantenere in bilancio i relativi crediti.(…)
Da più parti tale stralcio della norma è visto come una sorta di vendetta nei confronti di Unicredit allepoca della guida Ghizzoni che negò l’aiuto ad Etruria.(…)

Ora Renzi rivendica il salvataggio di Unicredit!

Banche, ora Renzi rivendica il salvataggio di Unicredit con il fondo Atlante. Ammettendo che era tutt’altro che privato

Banche, ora Renzi rivendica il salvataggio di Unicredit con il fondo Atlante. Ammettendo che era tutt’altro che privato

L’ex premier, nella foga di rivendicare, ammette quindi – cosa che Visco e Padoan si sono ben guardati dal fare e, soprattutto, dallo scrivere – che il fondo era in realtà un’entità pubblica che rispondeva al governo, creata per aggirare le regole europee

Matteo Renzi e Matteo Orfini scrivono a Repubblica per rivendicare (usano proprio questo termine) molte cose tra cui, testuale, “l’operazione Atlante che ha impedito tra gli altri la distruzione di un pezzo fondamentale del sistema bancario, segnatamente Unicredit, come sanno tutti gli addetti ai lavori e non solo loro”. Cosa c’entri Orfini con la genesi, lo sviluppo e la triste fine del Fondo Atlante è tutto da capire: a parte giocare alla playstation con il capo, il presidente del Pd non ha ricoperto incarichi nel governo Renzi né ha mai avuto ruoli che potessero in qualche misura portarlo anche solo nelle vicinanze dei tavoli in cui sono state discusse e decise le soluzioni concrete da adottare per far fronte alla crisi bancaria. …continua qui

Unicredit incontrò la Boschi per salvare Banca Eturia

Unicredit, i legali confermano: pressioni per salvare Etruria

il Giornale

Il super banchiere di Unicredit incontrò la Boschi in occasione dei 15 anni della nascita del colosso bancario. Sarebbe stata quella l’occasione colta dal ministro per la sua «proposta indecente». Ghizzoni poi incontrò anche, il mese successivo, l’ultimo presidente di Etruria, il geometra Lorenzo Rosi, ma …

Banche, Unicredit: i legali confermano pressioni per salvare Etruria – Affaritaliani.it

Mps, in Appello assolti i vertici e per Banca Etruria pioggia di audizioni fino a Natale. Sarà sentito … – Jobsnews.it

Posizioni contrapposte in Commissione d’inchiesta sulle banche fra il Pd e il resto dei gruppi politici per la possibile audizione dell’ex ad di Unicredit Federico Ghizzoni

Banche, alta tensione sull’audizione dell’ex ad Unicredit Ghizzoni. Veto del Pd, preme il M5S

La Stampa

Posizioni contrapposte in Commissione d’inchiesta sulle banche fra il Pd e il resto dei gruppi politici per la possibile audizione dell’ex ad di Unicredit …

M5s pronti a gesti eclatanti se non sarà udito l’ex ad Unicredit Ghizzoni – L’Huffington Post

Banche, parla l’ex capo di Unicredit Ghizzoni: “Nelle banche troppi ladri” – Affaritaliani.it

Ghizzoni (ex Unicredit): «troppi ladri nelle banche» – Vvox

 

LETTERA 43: uno schiaffo al management ed ex management di UniCredit

Banche, i piani post-crisi dicono che la svolta è ancora lontana

Le strategie messe in campo raccontano favole, in cui si sublima l’incapacità degli istituti di credito di realizzare gli obiettivi comunicati al mercato. L’ultimo esempio è Carige.

Nulla di nuovo e soprattutto pochi media lo rilevano. Leggi e rileggi i piani industriali delle banche sostanzialmente fallite o prossime al default e ti rendi conto che si naviga a vista, o comunque secondo uno schema superato che evidenzia la inadeguatezza del management strategico. Tra l’altro, come già ricordato su queste colonne, si tratta degli stessi manager che sono stati sostituiti nelle loro precedenti esperienze perché reputati inefficienti. Parliamo soprattutto degli ex top manager del gruppo Unicredit e del processo di “unicreditizzazione” delle banche già fallite o vicine al default da cui nasce una perplessità che deriva dalla considerazione di fondo sul ritardo italiano in merito al processo di cambiamento e svecchiamento della classe dirigente, compresa quella bancaria. In altre parole: se i nuovi manager erano stati giudicati anziani e superati (se non inadeguati) dalla loro stessa banca e rimossi dagli incarichi (con la formula dell’invito alle dimissioni), come mai, poi, li si chiama a dirigere istituti sull’orlo del crac o reduci da un fallimento, e che continuano a rivelarsi inefficienti?….

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Gli ex top manager di Unicredit cadono sempre in piedi

Ci si rammarica perchè dove c’è una banca in procinto di fallimento c’è un banchiere o diregente “trombato”  da UniCredit.

Più che del valor poté la politica…

Un passo dell’articolo di esprime bene la situazione in cui versa la scarna finanza nostra:

(…) I CACCIATORI DI TESTE COSA FANNO? Perché in questi anni nessuno dei cacciatori di teste che lavorano per le grandi banche (e che hanno avuto e hanno tuttora un “gran da fare” per cercare dei manager capaci che sappiano rimediare ai disastri spesso causati da chi li ha preceduti) non si sono mai interessati a quei manager (di solito di banche piccole) che fanno funzionare ciò che i “soliti nomi” hanno distrutto e possono ancora distruggere? O almeno cercare di capire se sono davvero bravi oppure magari solo fortunati?

Chi è bravo… meglio nasconderlo: sia mai possa raggiungere posizioni più alte e scalzare dalle poltrone i soliti noti della finanza

In Italia si tende a non voler vedere i casi di eccellenza, che pure ci sono, perché si preferisce appiattire tutto verso il basso. I bravi e i competenti rompono il sistema. Il guaio italiano è che non solo l’ascensore sociale, ma anche l’ascensore professionale, l’ascensore delle competenze, si è inceppato. Chi è bravo… meglio nasconderlo: sia mai possa raggiungere posizioni più alte e scalzare dalle poltrone (che non meritano) i soliti noti, quelli che fanno il giro di promozioni e premi, i protagonisti del nostro, ben noto, “gioco dell’oca” della cabina di pilotaggio delle segrete stanze. (…)

fonte qui

Immagine:  giphy.com

Gli ex top manager di Unicredit cadono sempre in piedi

Basti pensare ai miliardi di euro dilapidati in UniCredit. Una “unicreditizzazione” delle banche già fallite o vicine al default che lascia qualche dubbio.

[pullquote]Chi è bravo… meglio nasconderlo: sia mai possa raggiungere posizioni più alte e scalzare dalle poltrone i soliti noti della finanza[/pullquote]

E I CACCIATORI DI TESTE COSA FANNO?

Responsabili di errori e politiche discutibili, hanno portato il titolo ai minimi di 1,7 euro (era a 43 nel 2007). Ma da Etruria a BpVi, sono stati tutti riciclati. Come mai nessuno cerca dirigenti (davvero) efficienti?

È un dato oggettivo: dove c’è una banca fallita o prossima al default, arriva un manager ex Unicredit, uno di quelli fatti “dimissionare” da Jean Pierre Mustier, l’amministratore delegato dell’istituto di piazza Gae Aulenti….

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