C’è del marcio in UniCredit?

L’amico di Renzi, coinvolto nel caso Banca Etruria dall’ex ad di Unicredit, è stato e forse è ancora consulente dello stesso istituto.

Marco #Carrai è stato consulente di #Unicredit quando Federico #Ghizzoni ne era ancora amministratore delegato e, forse, lo è ancora. La clamorosa rivelazione arriva dal quotidiano online lanotiziagiornale.it con un articolo firmato da Stefano Sansonetti…

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immagine: Via Giphy

Gli ex top manager di Unicredit cadono sempre in piedi

Ci si rammarica perchè dove c’è una banca in procinto di fallimento c’è un banchiere o diregente “trombato”  da UniCredit.

Più che del valor poté la politica…

Un passo dell’articolo di esprime bene la situazione in cui versa la scarna finanza nostra:

(…) I CACCIATORI DI TESTE COSA FANNO? Perché in questi anni nessuno dei cacciatori di teste che lavorano per le grandi banche (e che hanno avuto e hanno tuttora un “gran da fare” per cercare dei manager capaci che sappiano rimediare ai disastri spesso causati da chi li ha preceduti) non si sono mai interessati a quei manager (di solito di banche piccole) che fanno funzionare ciò che i “soliti nomi” hanno distrutto e possono ancora distruggere? O almeno cercare di capire se sono davvero bravi oppure magari solo fortunati?

Chi è bravo… meglio nasconderlo: sia mai possa raggiungere posizioni più alte e scalzare dalle poltrone i soliti noti della finanza

In Italia si tende a non voler vedere i casi di eccellenza, che pure ci sono, perché si preferisce appiattire tutto verso il basso. I bravi e i competenti rompono il sistema. Il guaio italiano è che non solo l’ascensore sociale, ma anche l’ascensore professionale, l’ascensore delle competenze, si è inceppato. Chi è bravo… meglio nasconderlo: sia mai possa raggiungere posizioni più alte e scalzare dalle poltrone (che non meritano) i soliti noti, quelli che fanno il giro di promozioni e premi, i protagonisti del nostro, ben noto, “gioco dell’oca” della cabina di pilotaggio delle segrete stanze. (…)

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Immagine:  giphy.com

UniCredit ha scelto il successore di Federico Ghizzoni

‘Diabolik’ alla guida di UniCredit (Blasting News)

‘Diabolik’ alla guida di UniCredit UniCredit ha scelto il successore di Ghizzoni. Il nuovo CEO sarà Jean Pierre

Sarà il francese Jean Pierre Mustier, classe 1961, che dal prossimo 12 luglio prenderà il posto di Federico Ghizzoni alla guida dell’unica banca sistemica in Italia: UniCredit Spa. Notevole la sua somiglianza con Diabolik, il personaggio dei fumetti creato dalle sorelle Giussani nel 1962.

Ma la somiglianza non si limita all’impronta del viso o al taglio di capelli. Il nuovo banchiere alla guida della più europea delle banche italiane è un vero e proprio “diabolik” della finanza creativa.

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Ciaone Ghizzoni, il tuo sostituto lo indica Matteo!

Gossip UniCredit o amara realtà? La politica da sempre va a braccetto con la finanza, ma se quanto pubblicato da Lettera 43 ha più di un fondamento, c’è di che essere preoccupati. Sarà la politica a scegliere il prossimo CEO di UniCredit?

Gossip UniCredit: Sarà Matteo Renzi ad indicare il successore di Ghizzoni?

(Immagine:Sceltalibera)

 

Unicredit: cambieranno i managers ma a pagare saranno sempre i lavoratori

Bankitalia vorrebbe una nuova razionalizzazione della rete italiana (soprattutto nel Mezzogiorno), una gestione migliore delle sofferenze, e la cessione degli asset più remunerativi (una quota di Fineco o le controllate in Polonia).

Tempi cupi per i bancari…

AAA vendesi gioielli di famiglia…astenersi perditempo

Si scrive “valorizzare il patrimonio della banca per reperire risorse necessarie al rafforzamento del capitale”, ma si legge “vendesi gioielli di famiglia per evitare che gli azionisti mettano nuovamente mano al portafoglio”.

 

Un ciaone a Ghizzoni…

Confidiamo che insieme a lui si cambi anche il Country Chairman Italy

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Ciaone Ghizzoni?

Secondo il sito di gossip finanziario Dagospia i soci di Unicredit starebbero valutando la sostituzione di Ghizzoni con l’attuale CEO di Lloyds.
Le motivazioni alla base del cambio sarebbero legate ai rischi potenziali sostenuti con l’aumento di capitale di Banca Popolare di Vicenza e al mancato closing della cessione di Pioneer.

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UniCredit: squadra perdente non si cambia

Del Vecchio stravolge il detto di Vujadin Boskov : da “Squadra che vince non si cambia” a “Squadra che perde non si cambia”.  Per Del Vecchio è meglio continuare a farsi del male che rischiare un cambiamento. Probabilmente per Del Vecchio il gap (negativo) crescente con Banca Intesa è solo conseguenza della crisi e non delle politiche pressapochiste messe in campo da un management che non si è dimostrato all’altezza.

Neppure Tafazzi saprebbe fare di meglio…

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