La democrazia sindacale questa sconosciuta…. e la “materia grigia” idem!

Se combiniamo la picture postata dalla Fisac Cgil di #Unicredit come testata del proprio sito con il post sulle votazioni sul fondo pensione di gruppo, quello che balza subito all’occhio è che la Fisac ha ragione: la materia grigia è veramente a richio! Per motivi diversi da quelli che voglio farci credere i soliti compagnucci (se non è fascismo o populismo è razzismo… che volete, le armi son quelle e gli argomenti scarseggiano).  Leggere un comunicato con toni così boriosi come quello sulla riforma dei Fondi Pensione voluti da UniCredit è alquanto stucchevole. Continua a leggere

Banca Popolare di Bari: Gip del Tribunale di Bari avanza dubbi sull’operato di fabi, fisac cgil ed UniSin

Brutta faccenda… Non è certo il primo caso né, purtroppo, sarà l’ultimo. Ma non occorre generalizzare. C’è chi il sindacalista lo fa per passione, credendoci e investendoci anche del suo tempo e proprie risorse economiche. Le sigle sono composte da persone, sono loro che possono o meno fare la differenza. Ma anche di iscritti che dovrebbero, se non vigilare, quanto meno porsi delle domande sull’operato dei loro rappresentanti.

Per i singoli “venduti” basta una maggior vigilanza interna alle sigle (questo sì) ed al più i giudici.

Dopo  questo brutto episodio di pessima attività sindacale mi vedo i lavoratori pronti a scagliarsi contro tutti i sindacalisti: dicono una cosa e ne fanno un’altra, non mantengono le promesse. Sono incompetenti, bugiardi, inaffidabili….

Riporto un brano tratto dal libro “IL COMUNISTA BENITO MUSSOLINI” di ANTONIO GIANGRANDE (pag.552). Descrive un bel quadro dell’italietta. Si parla di politica (ma il concetto è applicabile ad ogni ambito organizzativo, mondo sindacale compreso), di politici e di elettori. Perché, a guardare bene bene, la storia ci inchioda: i mandanti dei politici siamo noi elettori. Siamo noi che li abbiamo votati. E se ci focalizziamo bene, i politici ci assomigliano: I politici italiani… sono Italiani! Precisi. Perché non dovrebbe essere così anche per i sindacalisti?

In Italia si fa carriera solo se si è ricattabili, scrive il 5 giugno 2015 Claudio Rossi su “L’Uomo qualunque”. “Il nostro Paese sta sprofondando nel conformismo (…) siamo usciti da una consultazione elettorale che ha dato il risultato a tutti noto, ma la cosa che colpisce è questo saltare sul carro del vincitore. Tacito diceva che una delle abitudini degli italiani è di ruere in servitium: pensate che immagine potente, correre ad asservirsi al carro del vincitore. Noi tutti conosciamo persone appartenenti al partito che ha vinto le elezioni che hanno opinioni diverse rispetto ai vertici di questo partito. Ora non si tratta affatto di prendere posizioni che distruggono l’unità del partito, ma di manifestare liberamente le proprie opinioni senza incorrere nell’anatema dei vertici di questo partito (…) Queste persone, dopo il risultato elettorale, hanno tirato i remi in barca e le idee che avevano prima, oggi non le professano più. Danno prova di conformismo. (…) La nostra rappresentanza politica è quella che è (…) La diffusione della corruzione è diventata il vero humus della nostra vita politica, è diventata una sorta di costituzione materiale. Qualcuno, il cui nome faccio solo in privato, ha detto che nel nostro Paese si fa carriera in politica, nel mondo della finanza e dell’impresa, solo se si è ricattabili (…) Questo meccanismo della costituzione materiale, basato sulla corruzione, si fonda su uno scambio, un sistema in cui i deboli, cioè quelli che hanno bisogno di lavoro e protezione, gli umili della società , promettono fedeltà ai potenti in cambio di protezione. E’ un meccanismo omnipervasivo che raggiunge il culmine nei casi della criminalità organizzata mafiosa, ma che possiamo constatare nella nostra vita quotidiana (…) Questo meccanismo funziona nelle società diseguali, in cui c’è qualcuno che conta e che può, e qualcuno che non può e per avere qualcosa deve vendere la sua fedeltà, l’unica cosa che può dare in cambio (…) Quando Marco Travaglio racconta dei casi di pregiudicati o galeotti che ottengono 40 mila preferenze non è perché gli elettori sono stupidi: sanno perfettamente quello che fanno, ma devono restituire fedeltà. Facciamoci un esame di coscienza e chiediamoci se anche noi non ne siamo invischiati in qualche misura. (…)

 

Chi elogia viene promosso, chi denuncia viene defenestrato. In un momento di vertenze legate al commissariamento della banca non esattamente la migliore delle premesse possibili.

Qui l’aricolo: Popolare di Bari, così la banca si è “comprata i sindacati”

 

Aiuto! La First Cisl vuole scippare il Fondo per l’occupazione dei bancari per salvare Carige

E magari i soldi dei bancari (che servirebbero a stabilizzare i dipendenti precari e creare nuova occupazione) verrebbero offerti senza garanzie di blocco degli esodi e licenziamenti!

Fabi: “L’ingresso nell’azionariato di un istituto, anche se potrebbe apparire come un aiuto alla categoria, calpesterebbe la sua natura, trasformando i suoi capitali da garanzia per l’occupazione a rischio di impresa. Se qualcuno fra banche, amministratori delegati e Abi pensa di avere la nostra disponibilità per l’utilizzo del Foc per scopi diversi dalla sua natura commette un grosso errore di valutazione”

Carige e non solo, ecco i subbugli sindacali sul Fondo per l’occupazione (invocato dalle banche per gli istituti)

Fabi e Fisac Banco Desio: manca il rinnovo del contratto integrativo aziendale da 12 anni

E’ emerso uno scenario in cui manca il rinnovo del contratto integrativo aziendale da 12 anni, gli straordinari sono implicitamente imposti e non pagati, e le relazioni sindacali sembrano praticamente inesistenti. Il timore è per ciò che potrà accadere nell’immediato futuro. Tanti i partecipanti, numerose le bandiere e i cartelli.

Banco di Desio presidio dei sindacati per il rinnovo del contratto: “Manca da 12 anni

Comunicato stampa Fisac Cgil Veneto sulla questione “diamanti”

Condivisibile presa di posizione della FISAC CGIL Veneto sulla vendita di “diamanti” a prezzi gonfiati. I lavoratori bancari operano sulla base di disposizioni aziendali; per loro è difficile, se non impossibile, entrare nel merito degli strumenti finanziari chiamati a vendere.

Non è neppure compito loro.

La certificazione avviene a monte e non quando le disposizioni arrivano agli “addetti commerciali”. Intanto cominciano i processi mediatici e sommari con organi di stampa pronti a mettere i lavoratori alla berlina.

 

Mestre, 5 marzo 2019

In questi giorni, su diversi quotidiani locali della regione, appaiono numerosi articoli relativi alla “truffa dei diamanti” che riportano i nomi e i cognomi di numerosi lavoratori e lavoratrici bancari coinvolti nelle indagini, talvolta addirittura con l’indicazione del comune di residenza.

E’ grave la scelta di esporre a processi mediatici persone la cui responsabilità, non ancora dimostrata, potrà essere verificata solo ed esclusivamente dalla magistratura.

Come rappresentanti dei lavoratori e lavoratrici del settore esprimiamo non solo la nostra piena fiducia nell’operato della magistratura ma anche il nostro interesse a che i giudici chiariscano la vicenda, a tutela di tutti.

Chiediamo sin d’ora però che le testate giornalistiche che hanno avuto tanta premura di pubblicizzare i nomi delle persone coinvolte nelle indagini provvedano, con pari visibilità e celerità, a pubblicare i nomi di tutti quelli che risulteranno estranei ai fatti.

Noi continueremo a denunciare le scelte spericolate di parte del top management nelle politiche di vendita dei prodotti finanziari e a pretendere prassi commerciali rispettose di clienti e lavoratori.

Segreteria FISAC CGIL VENETO

Fonte qui

Gossip: sindacati bancari e lo stop alla trattativa per il CCNL

FISAC CGIL che mostra i muscoli, ma in realtà si cala le braghe in ABI. FIRST CISL che si muove come l’armata Brancaleone. UNISIN a braccetto con la FABI (che è poi la sigla che decide tutto): ecco il gossip sul rinnovo del contratto dei bancari.

 

Ecco tutte le ultime novità sul rinnovo del contratto dei bancari con rumors sulle posizioni dei sindacati di settore e sulle vertenze in ballo nelle principali banche come Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps, Ubi, Banco Bpm e non solo

Si ferma, a sorpresa, la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale dei lavoratori bancari.

Ieri l’Abi ha criticato l’atteggiamento di alcune sigle, da un lato per la scarsa chiarezza, dall’altro perché troppo propense a utilizzare i media per esprimere posizioni quando il negoziato non è ancora iniziato.

Nel mirino dei rappresentanti delle banche sono finite, in particolare, la Fisac Cgil di Giuliano Calcagni e la First Cisl di Riccardo Colombani. Ma i motivi sono completamente diversi.

Calcagni – secondo rumors sindacali cigielline – sta iniziando ad avere problemi all’interno della sua organizzazione, dove si sono accorti che in casa propria dichiara di avere una posizione intransigente e confermata poi con la stampa verso le banche, mentre da quello che filtra nei corridoi di Palazzo Altieri, sede dell’Abi, sarebbe molto più morbido rispetto alla virtuale guerra santa che vorrebbe scatenare. ….continua qui: Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps, Ubi, Banco Bpm, Carige e non solo. Cosa si dice in Abi e nei sindacati sullo stop alla trattativa per il rinnovo del contratto dei bancari

 

Sindacati sui contratti in deroga che hanno sottoscritto: scusate abbiamo scherzato!

Siamo su scherzi a parte? Leggendo le dichiarazioni di chi prima firma e poi ritrae la penna sembrerebbe proprio così.

Purtroppo è tutto vero…

Giusto per chiarire, è da più di dieci anni che ci pigliano per il sedere…

fonte: E SE DOMANI VI SVEGLIASTE SENZA IL CONTRATTO DEI BANCARI?

(…) Apre il fuoco la Fabi con diversi comunicati che mostrano disponibilità alla possibilità di nuove assunzioni in regioni in crisi, pur con le perdite salariali e normative citate, che dovranno essere temporanee. Segue la Fiba, con posizioni simili. A questo punto la domanda che sorge é: “quanto tempo deve passare perché si torni a regime?” Come mai tra le richieste c’è la riduzione dei giorni di ferie da 25 a 20? I 25 giorni maturano dopo 10 anni d’anzianità…

La Uilca si dice indignata delle proposte dell’Abi, ma disponibile a trattare sulla base del punto 5 dell’accordo sul nuovo modello contrattuale (quello firmato a gennaio solo da Cisl, Uil e Ugl, che peggiora ulteriormente le regole della contrattazione e consente i contratti in deroga).

La Fisac è perentoria a dire no, precisando che è stata l’unica degli 8 ad assumere questa posizione. La Uilca si risente e risponde, senza mai citarla, con un comunicato molto polemico.

Questo è il quadro della situazione, alquanto allarmante: tutto si svolge senza coinvolgere i lavoratori.(…)

Che diamine! un minimo di decenza!!!

Consulenti e bancari, la Fabi lancia l’allarme sui rischi del contratto “ibrido”

e

Consulenti, rivolta contro il contratto ibrido

La Fisac Cgil sul flop del contratto “misto” in Banca Intesa

La Fisac ha almeno dimostrato l’onestà intellettuale di ammettere il grossolano errore.

Ora per decenza dovrebbero almeno dimettersi.

Riprendendo un post del Gennaio 2018 :

Alla fine l’ABI l’ha avuta vinta. La conferma arriva propri dai sindacati. Dopo anni di lotte, ABI è riuscita nel suo intento di far passare un nuovo modello organizzativo per la gestione degli sportelli che svincoli il lavoratore dall’azienda mediante nuove forme di lavoro autonomo (o meglio semi autonomo) .

(F)abi e le nuove figure professionali in deroga al CCNL

 

ABI ringrazia

Qui l’articolo-intervista rilasciata a Milano Finanza da Giuliano Calcagni, segretario della Fisac Cgil.

Il contratto ibrido bancari-consulenti è stato un flop

Banchieri immorali, bancari amorali. Siamo tutti delinquenti! (2)

Il piccato “commento” della Fisac Cgil (Emilia Romagna) al post di tal Vincenzo Imperatore pubblicato da Il Fatto Quotidiano qualche giorno fa e che metteva alla berlina banchieri e bancari.

Ma stupisce ancora di più che un quotidiano con un comitato di redazione di tutto rispetto possa accreditare, attraverso un suo “consulente di Direzione”, la tesi che la colpa dell’ecosistema cittadino inquinato sia degli operai chimici; che la colpa delle strade dissestate sia dell’amoralità degli stradini; che la colpa della morte sia dei becchini; che la colpa di una informazione approssimativa e sensazionalista sia della generalità dei giornalisti italiani, che la colpa delle pressioni commerciali in banca sia di chi le subisce.
Ecco, non di tutti, ma di una parte sicuramente. Noi siamo dalla parte dei giornalisti seri, la maggioranza. Venderanno qualche copia in meno, ma non screditano la professione.

Ben detto!

Il post:

Il Piccolo Imperatore – lettera aperta al Fatto Quotidiano

Nel suo blog del 29/12/2018, sul Fatto Quotidiano on line
https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/12/29/banche-la-morale-non-conta-piu-limportante-e-fregare-il-cliente-e- salvare-la-faccia/4861860/ tal Vincenzo Imperatore (definito “consulente di direzione”, immaginiamo del giornale stesso) parla dei banchieri e dei bancari, senza alcuna distinzione. Definisce i banchieri “immorali”, in quanto conoscono l’esistenza di una morale ma non la rispettano. I bancari sarebbero invece “amorali”, perchè l’unica domanda che si fanno è se sia possibile, all’interno delle regole date, “fregare il sistema, quindi il cliente”. Se è possibile, lo fanno. Punto. Questo sono “i bancari”, secondo Vincenzo Imperatore.
Anzitutto chiariamo chi è costui. Vincenzo Imperatore è stato per 22 anni (Wikipedia dixit) manager di Credito Italiano e poi di Unicredit. Quindi più banchiere che bancario. Del resto, lui stesso, in una intervista reperibile sul web https://ilmiolibro.kataweb.it/recensione/catalogo/126206/il-pentimento-del-manager-cosi-
anche-le-banche-truffano-i-clienti/, alla domanda se anche lui ha fatto parte del sistema, risponde: “Si e con piena consapevolezza. Convocavo i miei collaboratori alle 7 del mattino e li aizzavo come
pretoriani” (nb: la famosa guardia del corpo dell’Imperatore ….. nomen omen). …continua qui accedendo al sito fisac cgil

 

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