#ANPI ed il monopolio della #Memoria. Articolo di Marcello Veneziani

Dittatura della Memoria, ultimo atto

Al monopolio della Memoria mancava solo la Giornata del Ricordo, dedicata alle foibe. Unica isola nell’arcipelago delle rievocazioni che ricordava ancora i crimini del comunismo ai danni degli italiani d’Istria e Dalmazia. Ora con l’occupazione ufficiale da parte dell’Anpi nella sede istituzionale del Senato, anche di quella esile fettina, abbiamo completato il giro, siamo nel regime totalitario della Memoria. …continua qui

La (solita) pessima figura di ANPI e sinistra tutta sul caso foibe in un bell’articolo di Gasparri

L’INDIGNOMETRO/ Il Colle e le Foibe, le bugie dell’Anpi e la grazia (di stampa) a Zingaretti

mercoledì 5 febbraio 12:35 – di Maurizio Gasparri

L’indignometro serve soprattutto quando si avvicina la Giornata del Ricordo. Istituita con una legge dello Stato, prevede che il 10 febbraio di ogni anno si ricordino gli italiani massacrati nelle foibe e tutti coloro che furono costretti dalla violenza slavo-comunista ad abbandonare Istria, Fiume e Dalmazia. Per ottenere le celebrazioni bisogna più volte sollecitare le istituzioni dello Stato.

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Foibe: ANPI si pone su tesi giustificazioniste

Foibe, fuori dalle scuole di Roma i negazionisti. La destra all'attacco dell'Anpi e della Raggi - Secolo d'Italia

secoloditalia.it

Foibe, fuori dalle scuole di Roma i negazionisti. La destra all’attacco dell’Anpi e della Raggi – Secolo d’Italia

Foibe, fuori dalle scuole i negazionisti. Gasparri contro l’iniziativa Anpi nelle scuole di Roma. FdI fa approvare una mozione alla Camera

“Ho presentato una interrogazione al ministro dell’Istruzione sollevando il caso dell’iniziativa promossa dall’Anpi di Roma e patrocinata dal Campidoglio in occasione delle celebrazioni per il Giorno del Ricordo, il 10 febbraio. Il progetto destinato alle scuole, infatti, invece di ricordare i tragici fatti del confine orientale che portarono all’esodo di migliaia di italiani e ad un vero e proprio eccidio culminato con le torture e gli infoibamenti dei nostri connazionali, si pone su tesi giustificazioniste” .

le chiacchiere uccidono, come disse l’apostolo Giacomo nella sua Lettera, i chiacchieroni sono gente che uccide: uccidono gli altri. La lingua uccide come un coltello, il chiacchierone è un terrorista, con la sua lingua butta la bomba e se ne va

(Papa Francesco)

Finalmente la pietà cristiana di una sepoltura per sette vittime della polizia segreta comunista di Tito

Foibe. Dopo 73 anni una tomba per le vittime di Tito: “Precedente che farà storia”

Recuperati a luglio a Castua, nella fossa comune indicata dai testimoni dell’epoca, erano stati assassinati il 4 maggio del’45 dalla polizia segreta comunista. Tra loro, il senatore Riccardo Gigante (…) Forte la commozione ieri a Udine, quando le sette urne avvolte nel Tricolore hanno ricevuto gli onori solenni e hanno finalmente trovato la pietà cristiana di una sepoltura nel Sacrario di San Nicolò.

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Foibe, rientrano in Italia i martiri dell’eccidio di Castua

Sono tornati in Italia, e tumulati a Udine al Sacrario di San Nicolò, i resti di sette italiani uccisi crudelmente e infoibati a guerra finita, il 3 maggio del 1945, a Castua, nei pressi di Fiume. A compiere l’eccidio i partigiani comunisti di Tito, su ordine dell’Ozna, la polizia segreta jugoslava.

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Altro che festa del lavoro…a Trieste i sindacalisti della triplice sono senza vergogna!

Questa immagine vale più di molte parole!

Il commento di Giorgia Meloni.

«Durante il corteo del primo maggio sono riapparsi tricolori con la stella rossa. I tricolori di chi, servo del maresciallo Tito e del comunismo, ha infoibato, ucciso, cacciato dalle proprie case centinaia di migliaia di italiani. I sindacati e la sinistra non hanno proprio nulla da dire?  Cosa c’entrano le bandiere dei partigiani titini che hanno insanguinato Trieste con i diritti dei lavoratori?»

Alcuni commenti su FB

“I sindacati della triplice ospitano al corteo questi “personaggi” che festeggiano l’ occupazione di Trieste da parte delle truppe titine: cade proprio il primo maggio; da quel giorno del ’45, per quaranta giorni, Trieste rimase nelle mani degli infoibatori. Sono dei nostalgici titini negazionisti! Gentaglia !”. Infoibatori, assassini: le bandiere con la Stella rossa sono il simbolo di questa infamità.

18 APRILE ’48, 70 ANNI FA LA ‘SCELTA DI CAMPO’ DI DE GASPERI CONTRO L’URSS

Via Centro-Destra.it

70 anni fa la Democrazia Cristiana di Alcide de Gasperi vinceva le elezioni politiche del post fascismo e schierava l’Italia con gli Stati Uniti, fermando ogni ambizione sovietica sul nostro Paese. Oggi dovrebbe essere un giorno di festa, ma quando perdono i comunisti è proibito festeggiare. 

A cura di Giorgio La Porta –  7 di mattina, accendo il pc, il tempo di un caffè per capire chi sono e dove sto. Guardo il calendario e leggo 18 aprile. In meno di tre secondi la mia mente vola a quel 18 aprile 1948, il giorno della scelta di campo che cambiò definitivamente la storia del nostro Paese. Il giorno delle forze democratiche guidate da De Gasperi che lottarono fino all’ultimo voto contro il fronte popolare dei socialisti e comunisti. Avevano un logo modernissimo che raffigurava Garibaldi, ma se avessi girato la scheda avresti visto l’immagine di Marx. Un logo un programma. Ricordo mia nonna che mi raccontò che quelle elezioni furono partecipatissime e lei per la prima volta poté votare e sostenere Alcide De Gasperi.

Fu lui il protagonista indiscusso di quell’epoca. In lista anche un giovanissimo Giulio Andreotti.

Nella mia testa appaiono magicamente immagini in bianco e nero di folle in piazza, di strade piene di manifesti e volantini, di comizi partecipatissimi. Sorrido pensando ai comizi di Totò nel film ‘gli onorevoli’ e penso che quella voglia della gente di scrivere la storia fosse una priorità assoluta.

Si usciva dalla dittatura e a pochi chilometri da noi un regime comunista spietato minacciava l’Europa. Ogni voto era determinante per fermare quell’invasione. Nessuno rinunciava a votare dopo 20 anni di fascismo, quando le ferite delle foibe e dei massacri erano ancora sanguinanti.... continua qui

A sinistra sanno sempre come fomentare l’odio ed il rancore…

Donzelli: “Regione Toscana esclude esuli dai progetti sulle foibe”

Giovanni Donzelli attacca il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, per aver snaturato un progetto sulle foibe: a far lezione nelle scuole andranno i partigiani negazionisti e non le vittime istriane e dalmate.

“Enrico Rossi e la sinistra usano il giorno del ricordo per fomentare l’odio: anziché cogliere l’occasione come reale momento formativo, tenta ancora una volta di sfruttare la situazione per mettere i partigiani contro gli esuli”….

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Immagine: chiusinews
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