L’Italì dell’odioso “due pesi, due misure”!

Vietano le processioni ma non le feste maomettane! di Raphael Pallavicini

Il solito, maledetto, odioso “due pesi, due misure”. Tutto concesso ai sodali del cammelliere e persecuzioni ai cristiani. BASTA! “A cosa è servito vietare la processione della Consolata, interrompendo una tradizione antica di Torino, quando poi si autorizzano le preghiere di massa dei musulmani?” L’interrogativo è della parlamentare torinese di Fratelli d’Italia, Augusta Montaruli. (ANSA)

Leggi il resto dell’articolo

Senatrice Fedeli (PD) attacca Tg2 reo di avere mandato in onda un servizio sulle morti per Covid-19 in case di cura toscane

… o in Emilia…Piacenza ha avuto in percentuale più morti di Bergamo, eppure nessuno mette sotto inchiesta la Regione E.R.

Solidarietà a Tg2
“E’ ridicolo ma non sorprendente come oggi la senatrice Fedeli esca dal torpore politico per attaccare il Tg2, reo secondo l’esponente piddina, di avere mandato in onda un servizio-inchiesta sulle tante morti per Covid-19 avvenute nelle case di cura toscane. Evidentemente, per la senatrice  Fedeli così come per il PD, i telegiornali possono raccontare fatti e misfatti solo se questi avvengono in Lombardia, in Piemonte e in Veneto ma non in regioni rosse come la Toscana. Piuttosto che attaccare i media nel tentativo di fermare la libera informazione, si preoccupino di arrestare l’epidemia e rilanciare l’economia di una Nazione in ginocchio anche per colpa di un governo e di una maggioranza che fin qui ha fatto tante chiacchiere ma pochi fatti. La senatrice Fedeli, infine, sappia che i morti e i contagi drammatici nelle RSA toscane non si risolvono censurando il TG2 che ne ha  parlato per primo e al quale rivolgiamo la nostra solidarietà, ma con tamponi e serietà nell’amministrare la sanità in Toscana”.
Lo dichiara Giovanni Donzelli, deputato di Fratelli d’Italia.

Giorgia Meloni: Nel 2012 Guido Crosetto denunciava in aula i pericoli del MES (Video)

Nel 2012, qualche tempo prima della fondazione di Fratelli d’Italia, Guido Crosetto denunciava in Aula i pericoli del Mes e come potesse essere uno strumento che avrebbe messo gravemente a rischio la nostra Nazione. La verità è questa, come è un dato di fatto che nel 2012 al Governo c’era Mario Monti e che io non votai in Aula il fondo salva-stati (Giorgia Meloni)

La polita e le banche: il caso #UniCredit

La politica sul caso #Unicredit.

25 Luglio 2019 Di pierluigi masiero

 

L’On. Rampelli (FdI) interviene sugli esuberi in #UniCredit e giustamente ribadisce come la situazione attuale sia il risultato di una gestione scellerata messa in atto da manager che non si sono dimostrati in grado di valorizzare Unicredit come eccellenza italiana nel credito. Da Mr. Profumo in poi tante le scelte (poco) strategiche che hanno minato la solidità della banca.

Ma di colpe ne ha anche la politica nostrana. Dov’erano i politici (anzi dove sono!) quando Unicredit praticava il dumping sociale spostando attività all’estero, là dove il lavoro ha un costo minore? Dov’erano i politici quando #UniCredit siglava accordi con il Governo Rumeno per finanziare le loro univeristà e assumeva (e assume) centinaia di giovani informatici a scapito dei nostri giovani laureati?

…continua qui

La polita e le banche: il caso #UniCredit

La politica sul caso #Unicredit.

25 Luglio 2019 Di pierluigi masiero

 

L’On. Rampelli (FdI) interviene sugli esuberi in #UniCredit e giustamente ribadisce come la situazione attuale sia il risultato di una gestione scellerata messa in atto da manager che non si sono dimostrati in grado di valorizzare Unicredit come eccellenza italiana nel credito. Da Mr. Profumo in poi tante le scelte (poco) strategiche che hanno minato la solidità della banca.

Ma di colpe ne ha anche la politica nostrana. Dov’erano i politici (anzi dove sono!) quando Unicredit praticava il dumping sociale spostando attività all’estero, là dove il lavoro ha un costo minore? Dov’erano i politici quando #UniCredit siglava accordi con il Governo Rumeno per finanziare le loro univeristà e assumeva (e assume) centinaia di giovani informatici a scapito dei nostri giovani laureati?

…continua qui

La politica sul caso #Unicredit.

L’On. Rampelli (FdI) interviene sugli esuberi in #UniCredit e giustamente ribadisce come la situazione attuale sia il risultato di una gestione scellerata messa in atto da manager che non si sono dimostrati in grado di valorizzare Unicredit come eccellenza italiana nel credito. Da Mr. Profumo in poi tante le scelte (poco) strategiche che hanno minato la solidità della banca.

Ma di colpe ne ha anche la politica nostrana. Dov’erano i politici (anzi dove sono!) quando Unicredit praticava il dumping sociale spostando attività all’estero, là dove il lavoro ha un costo minore? Dov’erano i politici quando #UniCredit siglava accordi con il Governo Rumeno per finanziare le loro univeristà e assumeva (e assume) centinaia di giovani informatici a scapito dei nostri giovani laureati?

Non solo, quanto è attribuibile a certi politici (di sinistra che all’epoca erano al Governo) l’intervento per salvare Capitalia avvenuto con un acquisto da parte di UniCredito Italiano Spa a prezzi (per successiva stessa ammissione di Mr. Profumo) ben al di sopra del reale valore?

L’operazione doveva essere finanziariamente positiva per tutti gli azionisti:

– crescita media annua composta degli utili per azione proforma pari a circa 17% nel periodo 2007-2009
– operazione accretive dal 2009 per gli azionisti di UniCredit e da subito per quelli di Capitalia
– dividendo per azione in progressiva crescita nei prossimi anni.

Inutile ricordare com’è andata a finire…

Sicuramente Unicredit rappresenta un interesse nazionale e come tale sarebbe ora che anche il Governo se ne occupasse. Ed anche in fretta.

Unicredit, taglio di diecimila posti? Rampelli: “Il governo si faccia sentire”

Domus Novas RWM: Per sinistra antimilitarista i lavoratori sono assassini

“Con molta ipocrisia si continua a sbattere in prima pagina l’azienda di Domus Novas RWM che produce armi sostenendo che il conflitto in Yemen è causato dall’azienda. Ma il conflitto non dipende dalla RWM e dai suoi lavoratori ma dalla politica, dagli Stati e dai governi. Si dice che quei lavoratori e la Sardegna stanno producendo morte invece di guardare a chi in questi anni è andato a baciare le mani ai Principi dell’Arabia Saudita e a chi è andato lì a mercanteggiare. Cosa ha fatto il governo di centrosinistra per fermare quella guerra? Rivediamo gli accordi con l’Arabia Saudita ma è troppo facile e sbagliato prendersela con una azienda. Dobbiamo cercare di fermare il conflitto e mandare gli aiuti che la popolazione necessita. Ma non si possono sbattere in prima pagina, come fa la sinistra antimilitarista, i lavoratori sardi come se fossero degli assassini”.

Così Salvatore Deidda, deputato di Fratelli d’Italia e capogruppo FDI intervenendo sulle mozioni sulle esportazioni degli armamenti verso lo Yemen.

Fonte qui

Leggi anche:

“Pacifisti e ambientalisti stano scatenando una guerra ideologica contro la Rwm di Domusnovas: noi difendiamo i posti di lavoro”

e

Domusnovas, nuova manifestazione pacifista vicino alla Rwm

(più o meno pacifica)

Rwm, Salvatore Deidda (Fdi): “Guerra in Yemen dipende dai governi non dalla fabbrica di armi”

Aggressione a coordinatore locale di FdI

C’è chi (a sinistra) ci vuol far tornare al 1975.  Un sentito ringraziamento a madonna Boldrinova e ai suoi degni compari istigatori d’odio

D’Amico ha voluto rasserenare tutti su Facebook. «Come detto sto bene», ha scritto. «Provato psicologicamente, ma bene. Due punti, lesione al setto nasale, lividi un po’ ovunque e una leggera lesione allo stomaco. Nulla che il vostro affetto non abbia già curato. Vi prego di non cedere a chi vi vorrebbe zitti e di non smettere mai di dire la vostra opinione, qualunque essa sia! I vigliacchi responsabili di questa aggressione di chiaro movente politico non fermeranno mai la Ponza perbene né tantomeno me. Non solo non hanno raggiunto il loro obiettivo di spaventarmi ma vi prometto che il mio impegno sarà doppio!

Aggredito a calci e pugni esponente di FdI. Lollobrigida: «Pericoloso clima di odio»

Benvenuti nel Belgistan!

Una doverosa domanda dopo i fatti del Belgio se la pone (anzi la pone a tutti noi) Giorgia Meloni: vengono prima i diritti delle donne o quelli degli islamici?

Condivisibile la posizione della Meloni: nessuna tolleranza da parte di verso chi vuole imporre la in Europa.

Belgio, leader del partito islamico non stringe la mano alla giornalista

La giornalista: “Mi sono sentita umiliata e offesa dal comportamento di Ahrouch”

Durante la trasmissione televisiva RTL-TVI C’est pas tous les jours dimanche”, Redouane Ahrouch, leader del partito islamista belga, si è rifiutato di stringere la mano e di guardare in viso la giornalista Emmanuelle Praet.

Quando il conduttore ha evidenziato questa mancanza di rispetto nei confronti della donna in studio, Ahrouch che è anche consigliere comunale ad Anderlecht, ha risposto sereno: “Non posso andare contro i valori e i dettati della mia fede”.

 

//pagead2.googlesyndication.com/pagead/js/adsbygoogle.js

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});