The costs and benefits of large-scale immigration

La sostituzione

Immigrazione, lo studio che ci condanna: quanti lavoratori perdono il posto ogni 100 immigrati in più

Immigrazione, lo studio che ci condanna: quanti lavoratori perdono il posto ogni 100 immigrati in più

Gli argomenti economici a favore dell’ immigrazione si stanno sgretolando. La teoria neoclassica, per la quale vale l’ equazione immigrazione-crescita, non sembra reggere bene ad un confronto con i dati scientifici. Così almeno la pensa Robert Rowthorn, economista dell’ Università di Cambridge, che nel paper «The costs and benefits of large-scale immigration», analizza nel dettaglio l’ impatto dei flussi migratori nel Regno Unito sul mercato del lavoro. Secondo gli economisti standard un afflusso netto di immigrati, aumentando la quantità della forza lavoro, contribuisce alla riduzione dei prezzi e, quindi, dei salari. Dopo un certo periodo di tempo, l’ aumento dei profitti spinge le imprese ad investire in nuova capacità produttiva, accrescendo la domanda di lavoro e riportando i salari al livello iniziale, con un aumento di ricchezza per tutto il Paese. Questo approccio, però, non è coerente con la realtà.
I salari, infatti, sono rigidi verso il basso: è molto difficile fare accettare a un lavoratore una riduzione dello stipendio.
Inoltre, per alcune imprese è più conveniente assumere immigrati che residenti, dal momento che i primi non sono sindacalizzati e perciò disposti ad accettare compensi più bassi. Si determina così un effetto di sostituzione tra autoctoni e migranti. Effetto che riguarda soprattutto i lavoratori meno qualificati, che vengono espulsi dal mercato del lavoro nella classica guerra tra poveri. La riduzione dei salari a livello complessivo non è significativa. Almeno nel Regno Unito, che importa molti lavoratori qualificati che contribuiscono a migliorare il reddito medio. A differenza degli Stati Uniti, dove i salari sono più flessibili e la pressione al ribasso è più elevata, negli Stati europei le tensioni si scaricano principalmente sul tasso di occupazione delle popolazioni residenti, che si riduce a vantaggio degli immigrati. I benefici per gli autoctoni, sostenuti dalla teoria classica, si avrebbero soltanto in caso di forte crescita economica. Quando la crescita non c’ è, lo scenario cambia. Tra il primo trimestre del 2008 e il primo del 2010, in piena recessione, 700mila cittadini inglesi hanno perso il lavoro, mentre il numero di lavoratori stranieri è rimasto invariato.
Rowthorn cita uno studio che evidenzia come un incremento di un punto percentuale del rapporto tra numero di immigrati e popolazione locale determini un aumento del tasso di disoccupazione compreso tra lo 0,23 e lo 0,6%.
Mentre il Migration Advisory Committee stima che tra il 1995 e il 2010 nel Regno Unito, a ogni aumento di 100 immigrati provenienti da Paesi al di fuori dell’ Unione europea in età da lavoro, sia corrisposta una riduzione di 23 cittadini inglesi occupati. Fenomeno confermato anche dall’ Ocse, secondo cui un incremento dell’ occupazione di stranieri farebbe crescere la disoccupazione dei residenti per un periodo compreso tra i 5 e i 10 anni.
Insomma, se i costi nel breve periodo, in termini di riduzione dei salari e di aumento del tasso di disoccupazione, sono certi, i benefici nel lungo periodo dipendono dalla capacità degli stranieri di integrarsi nel mercato del lavoro, e dal loro livello retributivo.
Ma per assicurare una crescita economica sufficiente a far crescere l’ occupazione, è necessario un afflusso costante e massiccio di immigrati, fatto che di per sé impedisce il riequilibrio del mercato del lavoro. In altri termini, i nuovi posti di lavoro creati dall’ immigrazione saranno sempre troppo pochi rispetto al numero di disoccupati.

di Michele Zaccardi

Benvenuti nel “buco infernale” che è Bruxelles

Quando Donald Trump, da candidato repubblicano alla Casa Bianca, aveva osservato nel gennaio 2016 che, grazie all’immigrazione di massa, Bruxelles si stava trasformando in un buco infernale, i politici belgi ed europei fecero fronte comune e salirono sulle barricate (mediatiche), chiedendosi perplessi: Come osa dire una cosa del genere?! Bruxelles, la capitale dell’Unione Europea, la quintessenza del mondo postmoderno, l’avanguardia della futura “civiltà globale”, un buco infernale?! Ovviamente assimilare i nuovi arrivati non è sempre facile e di tanto in tanto possono verificarsi degli attriti. Ma non importa, hanno detto: Trump è un buffone e ha zero possibilità di essere eletto. Era questo che pensavano quegli avidi lettori dell’edizione internazionale del New York Times e gli spettatori di CNN International.

Ma Donald Trump, nel suo inconfondibile stile spavaldo, aveva semplicemente ragione: Bruxelles sta rapidamente precipitando nel caos e nell’anarchia.

Qui l’articolo

Le verità scomode su migranti e lavoro

Una ricerca del Cer sfata un tabù della sinistra europea. Nei Paesi del Sud gli stranieri fanno concorrenza ai locali. Al Nord pesano sul welfare

Enrico Pedemonte

Dal numero di pagina99 in edicola il 22 ottobre 2016Chi ama il politicamente corretto è pregato di voltare pagina. Nell’era di Internet molti cittadini vivono in una personalissima bolla ideologica e non sono propensi a mettere in dubbio verità consolidate, specie su argomenti sensibili come l’immigrazione, dove ciascuno coltiva granitiche certezze. Partendo dal presupposto che i lettori di pagina99 siano in maggioranza progressisti, questo articolo non avrebbe dovuto essere scritto. Perché i risultati di una ricerca sull’immigrazione del Cer (Centro Europa Ricerche) contraddicono un assunto che la sinistra europea ha trasformato in un mantra: il fatto che gli immigrati non entrino in competizione con i lavoratori locali.… continua qui

Una slide su tutte va presenta e che rende bene l’idea della situazione dell’Italì:

Dalai Lama gela il PD: “Aiutare immigrati a tornare a casa loro”

Dalai Lama: “I migranti sono l’oggetto della nostra compassione- spiega – non bisogna discriminarli, ma accoglierli, in quanto fratelli che stanno affrontando un periodo di grande difficoltà cui va dato un rifugio temporaneo“. Le nazioni che ospitano “devono offrire subito istruzione ai bambini, addestramento al lavoro per gli adulti. Proprio per dare loro gli strumenti per ricominciare nei loro luoghi, favorendo la pace e il benessere”.  Qui l’intero post

Sai che difficoltà smentire il piddino Leoluca Orlando…  Quindi per il Dalai Lama non sono ‘nuovi cittadini’, ma ospiti che dobbiamo aiutare a tornare a casa. Con i clandestini, invece, applicare il metodo dell’altro premio nobel per la pace, anche lei buddhista.

 

Immagine:  giphy.com

La Zarina …. e l’Immigrazione.

Un post di quattro anni fa… non è cambiato nulla, anzi il disegno della sinistra di arricchirsi sulle spalle degli italiani continua…

La Cgil vuole aprire  e il ministero chiude. Ma loro ci hanno visto bene tra le nuove tessere e tutti i documenti che fanno  per questa gente, stanno diventando milionari..  le due facce  della stessa medaglia: a Tunisi  la Cgil apre uno sportello  per tutelare  i lavoratori  che intendono  immigrare  in Italia ! ! !  Il Ministero  del Lavoro  ha certificato  che 500mila immigrati cercheranno lavoro in  Italia, quando nemmeno gli italiani  non lo hanno..  Pertanto la domanda ,anche  di determinate  mansioni ,potrebbe essere  soddisfatta  pienamente  dalla “domanda  interna”  .Senza  cioè  la necessità  di nuovi arrivi. Conclusione  del Ministero: ” blocchiamo i flussi “. Che scoperta del cazzo  incredibile  !!

Quando  certe istituzioni  e certe  organizzazioni  prenderanno  coscienza  dei milioni di italiani in cerca di lavoro ?????

Sono proprio comunisti..

( fonte qui:  La Zarina …. e l’Immigrazione.)

 

Analisi dei dati di criminalità a cura della Fondazione David Hume

Correlazione tra reati e immigrati in Italia. I dati (che sui giornali si leggono poco) danno ragione agli allarmisti.

Gli stranieri delinquono? Eccome se delinquono. Tre volte in più rispetto agli italiani e addirittura 30 volte se parliamo di immigrati irregolari. Dati allarmanti. Gli ultimi dati del Viminale dicono che i reati in Italia tendono a diminuire, e fino qui diremmo tutto bene, dati rassicuranti. Ma c’è anche l’altra faccia della medaglia. Analizzando i… Continue Reading →

Lissone e l’integrazione forzata voluta da Prefetto e PD

Questo è l’esempio di approccio al problema di gestione dei migranti voluto dalla compagine di Governo: scaricare sui cittadini il problema (lasciandoli ovviamente soli)

Immigrazione: MNS Lissone a fianco dei cittadini di Via Porta

Nei prossimi giorni i militanti del MNS di Lissone incontreranno alcuni residenti di Via Porta per offrire un aiuto ed un sostegno concreto nella gestione della criticità cittadina imposta ai residenti da Sindaco e Prefetto.

 

Profughi a Lissone: i residenti di via Porta raccolgono le firme

CasaPound e immigrati a confronto: l’intervista doppia della BBC

vabbè, qui stiamo messi veramente male… se questo è lo spaccato delle risorse della Boldrini e degli amici di Boeri (quelli che ci dovrebbero pagare le pensioni per capirci), ci ritroveremo tutti con le pezze al culo nel giro di qualche lustro!

Un video interessante. Buona visione.

IL POST QUI

 

Immagine: Saura Plesio – blogger

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