L’Ocse prevedeva già che la crescita del Pil italiano nel 2020 sarebbe stata la più lenta del mondo.

Adesso taglia persino le stime. Sì, sono gli effetti previsti del contagio del coronavirus. Secondo l’Interim Economic Outlook il nostro Pil scenderà dallo 0,2% del 2019 allo 0% nel 2020, un stima tagliata di 0,4 punti rispetto alla precedente stima di novembre.

Ma tranquilli, siamo nelle (in)capaci mani di Giusppì

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Immagine: Pinterest

Italiani brava gente…ma non in campo ambientalista

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il 77% (degli italiani – ndr) fa abitualmente uso di plastica monouso, che il 59% non mette in discussione l’utilizzo dell’auto, che il 58% non sacrificherebbe l’aria condizionata a casa o in ufficio, che il 64% non ridurrebbe l’uso di saponi e detersivi. Ecco quindi che emerge l’altra faccia della medaglia. Nonostante un altro Friday for the Future, Greta non si è fermata in Italia.

Dai un pesce a un uomo e lo nutrirai per un giorno. Insegnagli a pescare e lo nutrirai per tutta la vita.

La strada da imboccare non quella è quella dei falsi buonisti, quelli dell’assistenzialismo (che annulla l’orgoglio e tarpa la voglia di reagire) ma quella dell’affiancamento, dell’istruzione e della crescita.

 

Dipendenze

Per piacere non date da mangiare agli uccelli: nutrirli crea una popolazione dipendente; questo è un potenziale rischio sanitario ed crea un costoso casino.

Vale per gli uccelli. E vale anche per le persone: basta con l’assistenzialismo, comunque e dovunque.

L’assistenzialismo statale, reddito di cittadinanza compreso, genera dipendenza, fiacca l’attitudine a intraprendere e mina alla radice la struttura sociale, decimando gli imprenditori, i soli che creano ricchezza.

La questione meridionale italiana è del tutto analoga a quella africana: gli aiuti sono carità che uccide, come descritto magistralmente da Dambisa Moyo.

Se questa droga non verrà rapidamente eliminata, l’Italia sarà condannata ad essere un satellite.

NO all’ISLAM in ITALIA

Via  Guerra santa e religione di pace

Dal sito buseca

Il buon Robert Spencer si sforza di mantenere un approccio pacato alla questione. Tuttavia voglio ricordarvi che maometto ha scritto nel corano che i suoi sodali devono imporre la loro legge e soggiogarvi tutto e tutti. Quindi islam è un problema, perché non si può tollerare quella ideologia intollerante, violenta, aggressiva ed autoritaria che si chiama islam.

islam è una ideologia intollerante, violenta, aggressiva ed autoritaria. Pertanto deve essere bandita.

Va rimarcato che l’Islam è contrario alla Costituzione italiana (Art. 8, 2° comma, della Costituzione italiana) perchè ha precetti che sono incompatibili col nostro ordinamento quali:

  • la poligamia, dato che un musulmano può sposare fino a 4 mogli, mentre per la legge italiana ciò è inammissibile;
  • la pena di morte per apostati, adulteri ed omosessuali; confermata da tutte e quattro le scuole coraniche, e pertanto non suscettibile di smentite, è una realtà mai messa in discussione da nessun organo dirigente islamico;
  • la superiorità del musulmano sul non musulmano e dell’uomo sulla donna, chiaramente desumibili sia dalle fonti religiose islamiche (Corano e Sharia), che da documenti istituzionali, come ad esempio la Dichiarazione islamica dei diritti dell’uomo.

Ricchezza italiana sta prendendo sempre più la via di Parigi

Unicredit ed Assicurazioni Generali, guidati da due amministratori delegati francesi, stanno tentando di “trasferire” valore fuori dall’Italia. E’ questo il timore di molti in Italia. Sarà vero? Si realizzerà davvero?

E’ palese l’attivismo parigino sugli interessi italiani, di fatto drenando ricchezza all’estero a favore di soggetti stranieri, soprattutto in direzione Francia.

Ecco come la Francia sbava per Assicurazioni Generali e Unicredit

Trieste 26 ottobre 1954

5 ottobre 1954 A Londra viene l’accordo per il ritorno di Trieste all’Italia! Secondo il cosiddetto “Memorandum d’Intesa”, Trieste e la zona A passeranno sotto amministrazione italiana, mentre la zona B rimarrà sotto amministrazione jugoslava. Gli Anglo Americani dichiarano che lasceranno Trieste tra qualche settimana.

26 ottobre 1954 I primi soldati italiani e quattro navi da guerra entrano a Trieste tra ali di folla festanti e sotto una pioggia battente.

4 novembre 1954 Una folla immensa accoglie in Piazza dell’unità d’Italia il Presidente della Repubblica della Repubblica Einaudi e il Presidente del Consiglio Scelba

Trieste, 26 ottobre 1954: la seconda redenzione di chi non si arrese mai

24 ottobre 1918. da Caporetto a Vittorio Veneto – la disfatta e la vittoria

24 ottobre 1918 – Prima guerra mondiale. Sul fronte italiano ha inizio la battaglia decisiva di Vittorio Veneto. In dieci giorni di combattimenti, l’offensiva italiana provoca il collasso dell’esercito austro-ungarico al quale non resta che la resa incondizionata. Il 4 novembre è da allora considerato l’anniversario della Vittoria.