La retorica di Bella Ciao ha rotto i c…

Diciamocelo senza mezzi termini…

La retorica di Bella Ciao ha rotto i c…

(…) Ma è possibile che qui ci si debba dividere tutti tra russi e americani? Ma uno che fa il tifo per l’Italia non è un’opzione disponibile? (Non la nazionale, per carità, di quelli ce ne sono troppi).
Ingrao, per me, non è un esempio. È uno che dalle colonne dell’Unità difendeva gli eccidi delle truppe russe in Ungheria e che oggi, dagli stessi che si genuflettono davanti al suo cadavere, sarebbe stato licenziato come un sovversivo criminale. (…)

(…) Io vorrei mandare a quel paese Renzi, Grasso, la Boldrini, la religione (catto)comunista dei partigiani, le falci e il martello, il galateo del 25 aprile e Bella Ciao. Che, ripeto, non è Fratelli d’Italia, ma una canzone più secessionista della Lega di Bossi: spacca il paese, allarga la piaga e divide gli italiani. Ma, soprattutto, rompe i coglioni. È l’ora di dire ciao. Anche a Bella Ciao.

Dalla piazza reale a quella virtuale

Un piccolo post di Di Emanuele Ricucci da leggere tutto d’un fiato:  Chi sono i giovani militanti del 2000?

(…) E i giovani italiani? Più comunitari dei loro padri, ma solo virtualmente, per necessità ribelli, insofferenti, pensano a dotarsi di un futuro certo, a lavorare per lavorare, a riempire il portfolio, capire il senso di una laurea, a non prender un bel calcio nel curriculum; a combattere per la creazione di una propria funzione ed identità sociale reale, in una visione alla “si salvi chi può”. La spinta individualistica è forte e quella collettivistica si rafforza di riflesso, unisce per parità di condizione, non più per un’immagine specifica del mondo che poggia su pilastri, su un determinato pacchetto valoriale, morale, etico, che poi va a confluire naturalmente in un contenitore con proprie idee e finalità. Ed ecco il “Je Suis”, recitato come un mantra dopo l’attentato di Parigi, ecco il fervore uniforme verso il referendum greco. Ecco la compattezza verso le minacce del terrorismo. Ecco l’insofferenza verso l’Europa, percepita come uno sbocco per uscire dalla propria terra, per concretizzare la strada verso il lavoro possibile.(…)

Propaganda comunista nelle scuole di Cervia: dalle denunce alla lettera al ministro Giannini (Qelsi)

All cops are bastard….

I soliti vili…

‘ACAB’ sul monumento dedicato ad un agente morto in servizio

Di Elena Ricci, il 23 novembre 2014

10822622_10203433638547282_1821278654_nTorniamo a malincuore a parlare di gesti ‘eroici’ (tradotto in italiano: vili, meschini e da vigliacchi), compiuti ai danni della memoria di uomini dello Stato. Uomini di quello Stato teso alla difesa della pubblica incolumità, uomini di quello Stato trattati come numeri, e oggetto di scontri politici e di parte. Parliamo della Polizia di Stato, che ha subito un vero e proprio oltraggio alla memoria di un collega caduto in servizio. Il fattaccio è avvenuto a Mestre, dove qualche vandalo ha imbrattato una lapide monumentale realizzata in memoria dell’agente Antonio Copia, morto a 27 anni in servizio, nel 2009, in seguito ad un incidente stradale. Sulla lapide è stato scritto in caratteri cubitali, per mezzo di una bomboletta spray, l’acronimo ACAB, “all cops are bastard”.

L”articolo qui

Arriva il “Segreto di Italia” che non piace ai partigiani

La Resistenza mirava alla dittatura comunista. Le atrocità in nome di Stalin non sono diverse dalle efferatezze fasciste. Anche se qualcuno ancora lo nega!

 

Arriva il “Segreto di Italia” che non piace ai partigiani

L’opera racconta gli orrori di Codevigo nel 1945 dove i comunisti uccisero un centinaio di italiani

Nessuno è contento della guerra. Nessuno è tranquillo quando i tedeschi bussano alla porta di casa. Nessuno però sembra felice neanche per l’imminente liberazione…

l’articolo qui

Solo il 30% capisce ciò che legge

Così tanti? Avrei detto meno, molto meno….

… Gli italiani non capiscono il senso delle frasi che leggono così come di quelle che ascoltano. Il problema non è il “mezzo”, cioè la carta stampata. E’ il contenuto, l’incapacità di capirlo. (…)

Solo il 30% capisce ciò che legge

 

(Immagine: www.pausaxn.it)

Il sistema di educazione scolastica italiana. O quasi.

Una testimonianza di quello che è il sistema di educazione scolastica italiana. Da fare invidia a Kim Jong-un! Se la stessa cosa fosse stata organizzata dal centro-destra, avremmo avuto lo sciopero dei docenti ed i politici di sinistra in piazza a chiedere come minimo la testa del Preside e del Provveditore!

LO SCHIAFFO DEL COMUNISMO PIDDINO AI BAMBINI IMMIGRATI DELLA SCUOLA DI CERVIA

(…) Ma cerchiamo di venire ai fatti, tentando di accantonare ogni risvolto emotivo che facilmente potrebbe insorgere visto il coinvolgimento personale.. In questi giorni è stato triste vedere mia figlia, la più piccola di dieci anni, tornare a casa da scuola, dopo aver assistito ad una lezione in classe, una lezione che però non era stata tenuta da una delle sue maestre come consuetudine, ma da un perfetto sconosciuto che però a quanto risulta è un personaggio inserito nel Partito Democratico.. Dalle informazioni raccolte in un colloquio con la maestra, è risultato che questo personaggio è stato autorizzato ufficiosamente per semplice “presa  di conoscenza” da parte della direzione didattica di Cervia. Per tal motivo, dubito fortemente che vi sia traccia nello stato di servizio dei docenti autorizzati. Da quel che è emerso dal colloquio con la maestra di mia figlia non si tratta nemmeno di un’occasionale visita, ma di un vero e proprio programma di lezioni, tenute da questo personaggio ogni mercoledì mattina per un periodo di 3 settimane.. Una sorta di vera e propria formazione o “arruolamento” in vista del settantesimo anno, ricorrenza della liberazione di Cervia. I nostri figli a quel punto in bicicletta dovrebbero immolare le gesta delle staffette partigiane, raggiungere il teatro di Cervia e atteggiarsi a partigiane Comuniste..  (…)

Basta aiutare solo i migranti, pensiamo agli italiani!

Basta-Immigrati

Gli italiani sono stanchi. La crisi attanaglia le famiglie. I giovani non hanno lavoro e l’immigrazione incontrollata sta trasformando in emergenza una situazione già drammatica. La sinistra non è in grado di risolvere i problemi della Nazione e non ha nessuna possibilità di agire con drastici provvedimenti di contenimento del fenomeno. L’asservimento alle consorterie europee impedisce al nostro Governo di essere sufficientemente lucidi da pensare almeno alla sopravvivenza della propria gente e della sua cultura. E in quello che chiamiamo centrodestra non sembra esserci alcun progetto politico credibile per interrompere questo processo degenerativo.

Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale spetta il compito di dare un segnale. Per questo abbiamo deciso di dare vita ad una grande mobilitazione nazionale.

Il 18 ottobre, giorno in cui ricorre il primo anniversario di Mare Nostrum, saremo tutti a Reggio Calabria per dire a gran voce: basta immigrati, pensiamo agli italiani!

Appuntamento alle ore 15 a Piazza Indipendenza: formeremo una catena umana sul lungomare, per rappresentare simbolicamente un confine tricolore tra il Mediterraneo e la nostra terra e dare fisicamente l’idea di quello che vogliamo proteggere.

A seguire, alle ore 17 a Piazza Duomo, si svolgerà il comizio conclusivo della manifestazione, per spiegare la nostra posizione sull’immigrazione in modo chiaro e senza ipocrisie.

Per tutte le informazioni, è possibile contattare: 06.6990774info@fratelli-italia.it

(Fonte)

Viviamo in un Paese di ipocriti…

…che trasforma la forma in sostanza, anche perché di “sostanza” non ce n’è!

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Via Magdi Cristiano Allam

È VIETATO L’USO DELLA PAROLA “VU CUMPRA'”? RENZI, BOLDRINI E KYENGE CONDANNANO ALFANO
L’11 agosto il ministro dell’Interno Alfano, presentando la direttiva contro l’abusivismo sulle spiagge aveva detto: “Gli italiani sono stanchi di essere insolentiti da orde di vu’ cumprà, dobbiamo radere al suolo la contraffazione”.
Richiestogli se fosse corretto l’uso della parola “vu cumprà” da parte del ministro dell’Interno, il capo del Governo Renzi ha risposto: “Per me no. Io non l’avrei utilizzato».
Netta la condanna da parte del presidente della Camera Laura Boldrini. In un messaggio su Facebook spiega: “In politica, come nell’informazione, la forma è sostanza e le parole non sono mai neutre. Il livello di coesione di una società dipende anche dall’uso corretto e responsabile delle parole. L’opinione pubblica forma le proprie convinzioni soprattutto attraverso i media e le posizioni espresse da chi svolge ruoli politico-istituzionali. Usare un termine anziché un altro non è quindi un dettaglio. È decidere come declinare un concetto, una condizione e, di conseguenza, anche quali stati d’animo suscitare nelle persone. Per questo una delle cose che ho fatto con più convinzione nella mia precedente attività, è aver contributo alla nascita della Carta di Roma, il protocollo per un’informazione corretta su migranti e rifugiati”.
Durissima la condanna dell’ex ministro dell’Integrazione e attuale europarlamentare Cècile Kyenge. “Sono parole intollerabili al bar, figuriamoci in bocca a un vicepremier e ministro della Repubblica che dovrebbe dare il buon esempio”, ha detto in un’intervista a La Repubblica, “Sono incredula, chi riveste una carica istituzionale deve rendersi conto che è un educatore, stare attento a quello che dice”.
Infine Alfano si è così difeso: “Nelle mie parole non c’era nessun connotato razzista. Ho sentito invece editoriali dal sapore nauseante dell’ipocrisia. Noi difendiamo il brand Italia, il made in Italy, dalla contraffazione, altrimenti avremo punito gli imprenditori italiani che pagano le tasse. Bisogna dire “venditori abusivi irregolari extracomunitari presso le spiagge”? Valga per gli ipocriti questa espressione».
Io sto con Alfano. Censurare la parola “vu cumprà”, che nel gergo popolare indica direttamente il venditore di prodotti contraffatti sulle nostre spiagge, sottintende in realtà la volontà di legalizzare una realtà illegale. In un’Italia che ha bandito l’uso della parola “clandestino” e di fatto ha legalizzato la clandestinità, io mi schiero contro il “politicamente corretto” e per la salvaguardia dell’interesse primario degli italiani: basta vu cumprà, basta clandestini, basta ipocrisie!