Fuori dall’EURO!

(Da IlGiornale.it)

Nel libro Morire di austerità Lorenzo Bini Smaghi, l’ex board della Bce che oggi presiende la Snam Rete Gas, ha scritto che nel 2011 Silvio Berlusconi aveva “ventilato in colloqui privati con i governi di altri Paesi dell’Eurozona l’ipotesi di una uscita dall’euro”. Per questo, sarebbe poi stato costretto a dimettersi da Palazzo Chigi. In realtà, il Cavaliere non si sarebbe solo limitato a “ventilare” questa ipotesi, ma aveva addirittura già avviato le trattative in sede europea per uscire dalla moneta unica. A rivelarlo è Hans-Werner Sinn, presidente dell’istituto di ricerca congiunturale tedesco, Ifo-Institut, durante il convegno economico Fuehrungstreffen Wirtschaft 2013 organizzato a Berlino dal quotidiano Sueddeutsche Zeitung.    … continua …

L’Italia impari dal Veneto, risparmierebbe 35 miliardi di euro ogni anno!

Sintesi del settimo rapporto sulla finanza italiana: mentre l’unica cosa in crescita sembra essere il rapporto tra la spesa pubblica e il Pil, mentre le tasse aumentano e il patto di stabilità punisce i virtuosi, Luca Zaia elimina le partecipate, abolisce i vitalizi e secondo Unioncamere indica la via al Paese. Allora… (leggi qui l’articolo di Francesca Carrarini)

Banche: aggregazioni e riduzione del costo del lavoro (Ignazio Visco).

Il Governatore Ignazio Visco è intervenuto ieri, 30 ottobre, alla 89ª Giornata Mondiale del Risparmio organizzata a Roma dall’Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa (ACRI). Il Governatore non ha perso occasione, proprio nella giornata precedente lo sciopero nazionale dei bancari indetto da confederali ed autonomi, di richiamare l’attenzione sul costo del lavoro negli istituti di credito.

“ L’incidenza dei costi operativi sul margine d’intermediazione, pari nei primi sei mesi di quest’anno al 62 per cento, è di circa 5 punti percentuali superiore a quella media delle maggiori banche europee. Tenuto conto della dinamica del credito, dei ridotti margini unitari, della domanda contenuta di prodotti del risparmio gestito, nella situazione attuale è difficile ipotizzare un significativo aumento dei ricavi bancari.

Nel breve termine il recupero di redditività esige interventi decisi sui costi, inclusi quelli del lavoro che rappresentano oltre la metà di quelli complessivi. Su questo fronte sono stati compiuti [banner align=”alignright”]

progressi ma occorre coinvolgere e responsabilizzare tutte le parti in un’azione non dissimile

da quella che nella seconda metà degli anni novanta permise di ridurre il divario rispetto ai principali sistemi bancari esteri. “

Nella relazione quindi un esplicito richiamo alle parti sociali affinché continuino nell’opera intrapresa più di 2 lustri or sono nella rinuncia ad ogni pretesa economica e ad un continuo abbandono dei diritti che la categoria ha faticosamente conseguito nel tempo. E c’è da credere che le Organizzazioni Sindacali, confederali ed autonome, sapranno farsi carico di questo arduo compito così come fatto in passato. E lo sapranno fare così bene da far credere ai lavoratori che la loro azione sarà un successo pieno e meritato per l’intera categoria (basta vedere l’ultimo contratto firmato!). … continua …

Iniziativa “diventa un blog ad impatto zero”.

Anche Sceltalibera aderisce all’iniziativa in difesa dell’Ambiente. Diffondi anche tu il messaggio.

Cosa vuol dire essere “carbon neutral” ?
E’ il sogno dell’ecologia e significa eliminare l’anidride carbonica che si produce.
Come? Piantando alberi nel mondo!
Bilancia il CO2 prodotto dal tuo blog (o sito): partecipa, pianta gratis 1 albero e trasforma il tuo blog in “carbon neutral”
“Il mio blog è carbon neutral” è un’iniziativa che ha l’obiettivo di ridurre le emissioni di anidride carbonica. Noi piantiamo 1 albero per il tuo blog e in questo modo neutralizziamo la tua produzione di anidride carbonica per 50 anni!
Perché DoveConviene.it sostiene l’iniziativa?
Il nostro lavoro – trasformare I volantini di carta in volantini digitali – aiuta a risparmiare carta e salvare gli alberi, adesso vogliamo aiutare anche a piantarne di nuovi.
Come fa 1 albero a neutralizzare la produzione di CO2 del tuo blog?
Quanta CO2 produce il mio blog? Secondo il Dr. Alexander Wissner-Gross, attivista ambientale e fisico di Harvard, un sito web produce una media di circa 0,02 g di CO2 per ogni visita. Assumendo 15.000 pagine visite al mese, questo si traduce in 3,6 kg di CO2 l’anno. Questa produzione è legata soprattutto al funzionamento dei server.
Quanta CO2 viene assorbita da un albero? Dipende da diversi fattori, ma la Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) calcola che un albero assorba ogni anno in media circa 10kg di CO2. Noi consideriamo prudentemente 5kg l’anno per ogni albero.
consumo di CO2 attraverso un blog
Un albero neutralizza le emissioni di CO2 del tuo blog, per 50 anni! Come mostra il conto sopra indicato, il tuo blog produce almeno 3,6kg di CO2 l’anno, un albero ne elimina 5 e vive in media 50 anni! Aiutandoci a piantarne uno, insomma, puoi continuare a scrivere sul tuo blog per il prossimo mezzo secolo!
Dove piantiamo gli alberi e come?[banner network=”adsense” size=”336X280″ type=”default” align=”alignright”]
Doveconviene.it pianta con te e il tuo blog degli alberi in partnership con www.iplantatree.org, iniziativa ecologica tedesca che ha già realizzato opere di riforestazione in diverse aree.Al momento, il progetto di riforestazione attivo al quale partecipiamo – e partecipi anche tu con il tuo blog – è dislocato a Göritz (vedi la mappa sotto) e gli alberi che stiamo piantando sono querce.
A Göritz, presso Coswig (regione di Saxony-Anhalt), è in corso un progetto abbastanza importante, con la piantagione di 27,000 alberi su 3,4 ettari. L’area è un terreno soggetto a forestazione per la prima volta e si trova sulla strada B107, sulla destra appena prima di arrivare appunto al piccolo villaggio di Göritz.Per maggiori dettagli sul progetto, la scelta delle piante e l’ecosistema in cui si inserisce, visita http://www.iplantatree.org/project/7

Pedemontana: sì, no, boh…

Solo in Italia per realizzare un’opera pubblica necessaria  ci voglio anni solo per gli  studi di fattibilità. E poi le infinite richieste degli enti locali che rendono inevitabilmente lente le procedure col risultato di fare esplodere i costi di realizzazione delle opere. Tanto poi paghiamo noi!

Pedemontana, lettera dei sindaci: nulla di fatto, solo e sempre parole

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Giusto per ricordare a Mr. Ghizzoni dove sono finiti i nostri soldi…

Fa bene il CEO di Unicredit a dichiarare che la disdetta del Contratto dei bancari non è correlata alla crisi economica. Se i soldi mancano è soprattutto per la “cattiva” gestione delle banche.

Giusto per non dimenticare…

Unicredit e Salvatore Ligresti

 

 

Caricato in data 17/nov/2011

L’Unicredit è una banca che ha reso pubblica una perdita colossale, nove miliardi e 320 milioni nei primi nove mesi dell’anno, e che pochi giorni fa ha annunciato un piano che prevede il taglio di 5.200 dipendenti entro il 2015. Eppure, continua a finanziare per centinaia di milioni di euro la famiglia di Salvatore Ligresti, uno dei più grandi costruttori italiani, le cui aziende sono in difficoltà. Solo il gruppo Fondiaria-Sai nel 2010 ha perso quasi un miliardo di euro. Perché Unicredit finanzia Ligresti?

web: http://www.serviziopubblico.it
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In Italia la democrazia è un optional.

I partigiani premiano 46 estremisti. E nessuno fiata

Ecco come si ‘festeggia’, nella rossa Toscana, chi ha conti in sospeso con la giustizia

Un momento della gazzarra rossa a Carrara, nel 2011

Incredibile a Carrara, dove l’Anpi consegnerà dei riconoscimenti alle persone denunciate per aver prima interrotto e poi impedito un comizio di Francesco Storace

Leggi qui l’intero articolo

Avevamo ragione: i banchieri sono il peggio dei padroni

noccnlAvevamo ragione: i banchieri sono il peggio dei padroni

 

Care colleghe e colleghi, i banchieri hanno disdettato unilateralmente il CCNL.
Quel CCNL che le lavoratrici ed i lavoratori non volevano perché non risolveva i problemi della categoria, regalava diritti, salario e continuava ad operare divisioni generazionali.

I banchieri ingordi non si accontentano, ora vogliono tutto, ecco i punti con cui il 16 settembre ABI ha motivato la disdetta con le OO.SS.:

1) la fase di recessione in Italia è ancora in essere, con il Pil in contrazione dal terzo trimestre del 2011.

2) Dal 2008 al 2013 l’Italia ha perso 8 punti di PIL, ai quali vanno aggiunti 5 punti di mancata crescita, mentre Germania e U.S.A. hanno già raggiunto i livelli pre-crisi.

3) L’industria bancaria registra una caduta di redditività che impedisce margini di guadagno.

4) In Europa si sta realizzando una centralizzazione dei back office e una riduzione delle reti fisiche, con il relativo aumento di quelle telematiche.

5) In Italia il costo del lavoro bancario è più alto del 39%; il rapporto tra sportelli e abitanti è di 55 ogni 100.000, contro il dato europeo di 41;  le recenti riforme regolamentari impongono gravose ricapitalizzazioni; la fiscalità è di gran lunga la più alta; la riduzione dei volumi e delle attività implementano costantemente gli addetti in eccedenza; la riforma pensionistica comporta un insostenibile incremento degli anni di permanenza al lavoro; gli oneri del Fondo Esuberi causano una progressiva insostenibilità, mentre la questione “ esodati “ non è stata ancora risolta; il personale è addensato nei livelli di inquadramento più alti; si registra una forte resistenza al cambiamento; alla riconversione e alla riqualificazione professionale.

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