BUTAC: quando gli “anti-bufale” sono faziosi e filogovernativi, a cosa o a chi servono?

Beh, si potrebbe scrivere che tutto ciò che tocca la PresidentA si trasforma in m…elma. Un Re Mida al contrario.

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PALLONATE – Fascio littorio anche nel simbolo di San Gallo: Boldrini e il Pd faranno guerra alla Svizzera?

Dopo la denuncia al ministro Minniti da parte della presidente Boldrini e di taluni poco noti esponenti del partito democratico, per la presenza di un fascio littorio all’interno del simbolo elettorale di una lista in uno sperduto paesino del mantovano (suffragata da circa 300 elettori con l’elezione di una giovane di nome…Fiamma), vi è ora il rischio di un incidente diplomatico con la Svizzera. Pare infatti, che gli occhiuti staff dei denuncianti, abbiano scoperto che l’antica e importante città di San Gallo, capitale dell’omonimo cantone svizzero, abbia come stemma l’identico fascio. Oltretutto, inscritto su fondo verde leghista. Si attende di conoscere la reazione dei fieri antifascisti italiani che potrebbero, fatte le proporzioni con il paesino lombardo, chiedere di muovere in armi contro la Svizzera o quantomeno contro il cantone svizzero tedesco che si fregia dell’odiato simbolo.

fonte

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Quei mattacchioni dei centri sociali e la complicità delle istituzioni in quel di Torino

Negli anni ’70 diventò cult negli ambienti destra una vignetta pubblicata da Il Tempo, la cui didascalia recitava pressappoco così: «Estremista di destra ferisce gravemente giovane di sinistra. Giovane di sinistra uccide lievemente estremista di destra». Da allora è cambiato veramente poco

Torino, poliziotti-fantoccio travolti dal furgone anarchico. Insorgerà Boldrini?

Torino, poliziotti-fantoccio travolti dal furgone anarchico. Insorgerà Boldrini?

domenica 30 aprile 2017 – 19:42

Chissà se la “presidente” Laura Boldrini invocherà eguale mano pesante ora che i protagonisti del fattaccio non sono più i neofascisti immortalati nel Cimitero Maggiore di Milano mentre alzavano il braccio in un pericolosissimo saluto romano, bensì alcuni simpatici mattacchioni di un centro sociale anarchico che hanno pensato di presentarsi alla Cannabis Parade, tenutasi il 29 scorso a Torino, alla guida di un furgone sul cui davanti erano appiccicati i manichini in divisa da poliziotti nell’atto di esserne travolti. Chissà se ora sarà ugualmente compatto il coro di condanna delle istituzioni, se eguale solerzia nell’identificazione dei responsabili della macabra pagliacciata sarà mostrata dall’autorità prefettizia. Le premesse, tuttavia, non sono incoraggianti. I primi commenti, secondo quanto riportato dal sito de La Stampa di Torino, sembrano alquanti tiepidi: «Immagine di violenza, inappropriata con lo spirito della manifestazione», è al momento il massimo della condanna …continua…

Laura Boldrini in preda all’estasi da XXV Aprile….

Boldrini: “I fascisti su Facebook sono un pericolo, vanno puniti” (VIDEO)

«Ho già scritto a Zuckerberg – dichiara Laura Boldrini – per denunciare, ma glielo voglio dire il giorno in cui l’Italia sconfisse il nazifascismo: prenda coraggio e cancelli una volta per tutte le pagine della vergogna!».

Immaginiamo la faccia del povero Zuckerberg … io comimcerei col chiedere a Mr. Facebook di cancellare i video della terza carica dello Stato, visto che il suo obiettivo è contrario alla difesa degli interessi nazionali.

Fuori dal Web gli italiani che vogliono distruggere l’Italia! …continua qui…

La Boldrini dovrebbe andare al doposcuola

 

«La Boldrini? Dovrebbe andare a ripetizione di storia». Non fa sconti, Giampaolo Pansa, alla terza carica dello Stato dopo Bella ciao cantata nell’Aula della Camera e dopo gli interventi sul  25 aprile che hanno riproposto i temi della vecchia vulgata resistenziale della Prima repubblica. In questi giorni di retorica d’annata, l’autore de Il sangue dei vinti è intervenuto su Libero (23 aprile) per ricordare alcune verità scomode sulla Resistenza….

Pansa: «La Boldrini dovrebbe andare al doposcuola. Non conosce la storia»

La Boldrini ossessionata dal fascismo: «Cancellatelo da Facebook»

simpatico ed irriverente articolo di Giacomo Fabi.
Ma povera, dai…sarà depressa ed inacidita dalla certezza di morire senza vedere sorgere il “sol dell’avvenire” e la dittatura del pensiero unico certificato Coop ed Anpi.

lunedì 3 aprile 2017 – 18:29

Uno spettro s’aggira per il web, quello del fascismo. Brrr, che paura. Anzi, che tormento per quei democratici a diciotto carati che in nome dei sacri principi volterriani ingollano di tutto, ma proprio di tutto, dal porno ai rutti e ai peti in diretta, magari salutati ed esaltati come forme di espressione più moderna e scevra da sovrastrutture ideali o religiose. Del resto, non fu il filosofo Ludwig Feuerbach, ispiratore di Marx ed Engels, ad aver teorizzato che in fondo «l’uomo è ciò che mangia»?  Tutto, si diceva, ma non il fascismo. Meglio, non il suo Fondatore, quel Benito Mussolini che da oltre settant’anni cerca di risposare in pace nella cripta di Predappio ma che puntualmente viene ripescato dal suo sarcofago per essere appiccicato ora sotto il biondo casco di Trump, ora dietro la maschera di Putin, e ieri persino tra le rughe inceronate del Cavaliere. Non più vivo, ma nello stesso tempo mai morto. Una sorta di Nosferatu della storia, Mussolini. Un eterno ritorno nel subconscio nazionale, il suo, che fa a cazzotti con la pretesa damnatio memoriae cui è stato condannato. Ma a dispetto dei suoi detrattori di ieri e di oggi, il Duce, sia detto con rispetto, fa su molti italiani lo stesso effetto di quel caffè di Carosello: più lo mandi giù e più li tira su. Ed ecco perché oggi, persino oggi, al tempo dei social, del tempo reale, della politica 2.0, il suo nome è ancora esecrato ed esaltato, evocato e invocato, maledetto e rimpianto. E poi vai a dare torto a quell’autentica sentinella dell’antifascismo che risponde al nome di Laura Boldrini quando dai microfoni di Radio Radicale s’affanna a ricordare che l’apologia del deprecato Ventennio e del suo Fondatore per il nostro ordinamento «è reato» chiedendosi accoratamente per quale motivo, nonostante le segnalazioni dei partigiani dell’Anpi, «centinaia di pagine su Facebook inneggiano al fascismo non vengono chiuse». Già, ce lo chiediamo pure noi. Forse perché – azzardiamo – più assistiamo alle performance delle varie Boldrini e più ci convinciamo che l’Italia è come una patata, il meglio sta sotto terra. O no?

La Boldrini ossessionata dal fascismo: «Cancellatelo da Facebook»

(Immagine: giphy.com)

Il femminicidio è una cagata pazzesca

(…) Il femminicidio è la corretta rappresentazione del delitto di genere: donne uccise in quanto donne e questo, secondo alcuni, è più grave di un qualsiasi altro omicidio perpetrato nei confronti di un essere umano, e deve essere punito non perché si tratta di un reato, ma perché si tratta di un reato perpetrato nei confronti di una donna, da un uomo.
E non da un uomo qualsiasi, ma dall’uomo col quale si ha o si ha avuto un legame sentimentale, un uomo che deve essere punito non perché è un assassino, ma perché col proprio assassinio ha negato ad una donna il diritto di scegliere.
È la condanna ideologica di chi, col proprio gesto delittuoso, si è frapposto tra l’assassinata e la gloriosa marcia di liberazione della donna. (…)

L’obiettivo è distogliere l’attenzione dall’accertamento della verità ma, prima e soprattutto, dall’individuazione delle cause dei delitti, creando un colpevole precostituito: il rapporto tra i sessi.
Colpevole che non potrà certo mai pagare per alcun delitto, ma che è assai funzionale a perpetuare un’attenzione, un’agitazione, un “momento di coesione” pronto per la prossima marcia, fiaccolata, od altra inutile iniziativa. (…)

Il femminicidio è una cagata pazzesca

(Immagine: giphy.com)

Intolleranza, distinzioni e tutto il resto

(…) Nelle stesse ore in cui dai massimi vertici istituzionali ci si appella all’art. 3 della Costituzione, barriera invalicabile contro le “distinzioni di sesso”, ma anche – non dimentichiamolo – “di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche”, a Matteo Salvini, leader della Lega Nord, è stata riservata, a Battipaglia, l’ennesima contestazione a colpi di slogan, di fischi e di escrementi lasciati durante la notte sul palco che doveva essere utilizzato per il suo comizio. Non è una novità, d’accordo. Ma la concomitanza tra la giornata contro l’omofobia e l’ ormai quotidiana  canea antisalviniana non può non dare da pensare. Siamo  all’ipocrisia fatta sistema, all’orwelliana fattoria dove “Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri”, con il risultato che la pari dignità vale evidentemente per alcuni e per altri no.

In quest’Italia dei paradossi  se Salvini fosse omosessuale avrebbe più diritto al rispetto  e alla solidarietà contro gli attacchi dei  soliti, intolleranti  “antagonisti” ? E se Casa Pound innalzasse la bandiera arcobaleno affianco a quella della tartaruga otterrebbe maggiore solidarietà ? (…)

La lotta all’intolleranza vale solo per gli omosessuali?

(Immagine: ricordoeccome, via falcemartello via Sceltalibera)

“Belli, buoni e pochi”: il dossier sugli immigrati che piace alla Boldrini (Secolo d’Italia)

Manipolando i dati statistici si può raccontare la favola bella che piace tanto alla Signora Boldrini…

“Belli, buoni e pochi”: il dossier sugli immigrati che piace alla Boldrini

giovedì 29 ottobre 2015

C’è una bufala che, negli ultimi tempi, viene reiterata dal solito circo mediatico vicino alla sinistra della Kyenge e della Boldrini. Gli immigrati che arrivano in Italia sono meno degli italiani che sono andati a lavorare all’estero e sono anche più virtuosi degli italiani. Un gioco delle tre carte con i numeri (una statistica da polli di Trilussa) alla quale si sono prestati molti organi di informazione. L’ultimo dossier uscito in queste ore, è stato diffuso da Idos. Ne esce un ritratto dell’emergenza immigrazione da Alice nel Paese delle meraviglie. La Idos sostiene, infatti, che gli italiani all’estero nel 2014 sono aumentati più degli stranieri residenti in Italia (+155mila gli emigrati e +92mila gli immigrati che hanno ottenuto la residenza in Italia). Ma l’istituto già affiliato alla Caritas Italia, includendo poco meno di centomila nuovi arrivi, di fatto certifica solo chi ha regolarizzato la propria posizione. Nessun cenno si fa, ad esempio, al fatto che nel 2014 (dati Istat) sono stati più di 29mila i cittadini marocchini e oltre 21mila quelli albanesi che hanno ottenuto la cittadinanza italiana. Cittadini che, quindi, non sono più computati come immigrati ma come italiani. Non si computano poi le 170mila persone sbarcate tra richiedenti asilo e migranti economici. Solo queste 50mila italianizzazioni smontano il tutto. Ma nel rapporto emergono numeri molto più preoccupanti: l’Italia dopo la Germania e la Svezia è la nazione che ha accolto più immigrati (oltre 64mila persone). Inoltre, in Europa, dopo la Germania che ospita 7 milioni di immigrati, l’Italia è la nazione che ne ospita di più (5 milioni) con il Regno Unito. Altro tasto dolente che emerge dal dossier: nel 2014 gli immigrati disoccupati sono quasi mezzo milione per un tasso di disoccupazione pari al 16,9%.

Immigrati “integrati”, ma solo un minore rom su 5 va a scuola

Il dossier si sofferma anche sui rom, con dati tutt’altro che tranquillizzanti: su 70mila minori rom con obbligo scolastico, appena 12mila frequentano regolarmente la scuola. Il calcolo è presto fatto, solo un minore su cinque va a scuola. È facile immaginare la destinazione degli altri quattro: nelle strade per l’accattonaggio o, peggio, per il furto e lo scippo. Motivi di preoccupazione? No, perché lo studio riesce a sostenere che gli immigrati siano più virtuosi degli italiani. Come il fatto che la percentuale di immigrati finiti in prigione rispetto agli italiani sia risultata inferiore. Secondo il Dossier Statistico Immigrazione 2015 di Idos, nel periodo 2004-2013 le denunce penali verso italiani sono aumentate del 28% mentre quelle a carico di stranieri sono diminuite del 6,2%. Al 30 giugno 2015, i detenuti nelle 198 carceri italiani erano 52.754, di cui 17.207 stranieri, cioè il 32,6% del totale, in calo di 4 punti percentuali rispetto a cinque anni fa. Il dossier non fa presente, però, che gli stranieri in Italia sono pari all’8,2 per cento della popolazione.  Quindi, in percentuale, un allarmante +25% rispetto a quella che dovrebbe essere la media. Altro che immigrati belli, buoni e pochi.

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