Procedura di riduzione del personale ai sensi della L. n. 223 del 1991. L’Azienda licenzia a suo insindacabile giudizio.

La Corte di Cassazione ha chiarito che, in materia di licenziamenti collettivi per riduzione del personale, è insindacabile la sussistenza dei presupposti fattuali del licenziamento, salvo intenti elusivi.

Qui la  sentenza n. 4177/2015  della Corte di Cassazione che ha dato ragione a Banca Intesa. In caso di ricorso il giudice dovrà valutare, ai fini della legittimità del licenziamento collettivo, la completa indicazione dei criteri di scelta dei lavoratori da licenziare e la loro corretta applicazione nel caso di specie.

223 anche per i Dirigenti

223 anche per i Dirigenti

Si rende noto che è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 10 novembre 2014, n° 261, la Legge 30 ottobre 2014, n° 161 denominata "Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea – Legge europea 2013-bis", nella quale, oltre ad intervenire in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro (si veda a tal proposito la circolare prot. 604/2014 del 24 novembre u.s.), si va a modificare la normativa in tema di licenziamenti collettivi, Legge 23 luglio 1991, n° 223.
Tale intervento emendativo è dovuto alla sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 13 febbraio 2014, che ha condannato il nostro Paese per illegittimità della L. 223/91. Secondo la CGE, infatti, la normativa italiana risultava illegittima per l’esclusione dell’obbligo di rispettare le procedure di riduzione del personale nei confronti dei dirigenti.

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Unicredit: l’Italia in un microcosmo (parte seconda)

Unicredit: l’Italia in un microcosmo (parte seconda)

Ricordate il comunicato dello scorso dicembre dal titolo “Unicredit: l’Italia in un microcosmo”? In quel comunicato si riportava l’ennesima brutta pagina sindacale nel Gruppo Unicredit.

Le sigle sindacali avevano firmato un accordo che mandava a casa 600 bancari anziani e costosi con il sistema del prepensionamento.

A casa senza il loro consenso ma, come detto, con la benedizione di tutte le organizzazioni sindacali (ad esclusione delle RSA FISAC del Lazio: né quella di UBIS, né quella di UNICREDIT – RETE hanno firmato l’accordo del novembre 2012, nonostante fossero le uniche titolate a farlo, come prevede la Legge 223, perché solo nel Lazio c’erano 5 o più persone licenziate).

Si tratta delle  stesse organizzazioni, però, che hanno risparmiato da quell’esodo forzato proprio alcuni dei loro dirigenti. Sul banco degli imputati sono finite anche sigle “di peso”  come Fabi e Uilca. …continua …

Unicredit: l’Italia in un microcosmo (parte seconda)

Unicredit: l’Italia in un microcosmo (parte seconda)

Ricordate il comunicato dello scorso dicembre dal titolo “Unicredit: l’Italia in un microcosmo”? In quel comunicato si riportava l’ennesima brutta pagina sindacale nel Gruppo Unicredit.

Le sigle sindacali avevano firmato un accordo che mandava a casa 600 bancari anziani e costosi con il sistema del prepensionamento.

A casa senza il loro consenso ma, come detto, con la benedizione di tutte le organizzazioni sindacali (ad esclusione delle RSA FISAC del Lazio: né quella di UBIS, né quella di UNICREDIT – RETE hanno firmato l'accordo del novembre 2012, nonostante fossero le uniche titolate a farlo, come prevede la Legge 223, perché solo nel Lazio c'erano 5 o più persone licenziate).

Si tratta delle  stesse organizzazioni, però, che hanno risparmiato da quell’esodo forzato proprio alcuni dei loro dirigenti. Sul banco degli imputati sono finite anche sigle “di peso”  come Fabi e Uilca.

A seguito di quella palese ed ingiustificata discriminazione a cui i lavoratori non sindacalisti erano stati sottoposti, c’è stato chi si è sentito defraudato di un diritto ed ha fatto ricorso alla giustizia ordinaria.

Ebbene ci sono stati degli sviluppi ed una volta tanto possiamo comunicare una buona notizia: un collega ha visto già dibattere il suo caso ed ha vinto la causa. Il Giudice ha imposto ad Unicredit di reintegrare il lavoratore nel posto di lavoro.

La difesa del nostro collega licenziato a seguito di quello scellerato accordo,  è stata ben argomentata proprio su quel mantenimento in servizio di quei lavoratori (noti sindacalisti rimasti perché in posizioni apicali all’interno del sindacato) a discapito di altri.

E' una vittoria importante che ristabilisce giustizia al mondo del lavoro; ma lo è anche in previsione delle prossime udienze che riguarderanno gli altri lavoratori che hanno impugnato il loro licenziamento.

E’ anche una vittoria morale, contro quella nuova cultura dominante che premia i più furbi a danno degli altri.

Una buona notizia, una volta tanto.

 

Se da un lato siamo soddisfatti per questa prima vittoria a favore dei lavoratori del Gruppo Unicredit, dobbiamo però rammaricarci per quanto sta avvenendo in Ubis a Roma.

Il compito principale, o forse unico, di un sindacato è la tutela dei lavoratori, non la difesa dei privilegi di alcuni, non la ricerca ed il mantenimento di posizioni di potere e la spartizione di poltrone: la difesa, invece, dei posti di lavoro, nelle situazioni nelle quali, purtroppo e drammaticamente sempre più frequenti, essi sono a rischio.

Per la difesa del posto di lavoro e della dignità dei lavoratori, la Fisac di Ubis Roma si è sempre battuta e distinta, e questo sta costando loro caro.

Ci risulta infatti che i sindacalisti dell’RSA in oggetto siano stati deferiti dai loro compagni di sigla al Comitato di Garanzia per aver prodotto e divulgato il comunicato sindacale “Fra Sindacato e Lobby” (link:   http://www.esternalizzati.it/?p=18132).

Tutto ciò mette in evidenza le numerosissime pecche di quei sindacalisti che hanno scambiato la concertazione con la sudditanza nei confronti dell’Azienda con i relativi danni ai lavoratori. Non solo, questo caso mette in evidenza anche le carenze dell'attuale sistema rappresentativo sindacale e la possibilità che con l'attuale forma di rappresentanza si generino lobbies potenti in grado di compiere "l’assalto alla diligenza" a scapito dei diritti dei lavoratori.

Ai sindacalisti della Fisac Cgil di Ubis Roma tutta la nostra solidarietà.

Per chi volesse approfondire la tematica vi indichiamo riportiamo questo link: http://aidos.altervista.org/tag/fisac-cgil/

 

Ps – Tra i firmatari dell’esposto, ovviamente, vi è anche il noto sindacalista della Fisac Cgil Ubis Milano finito sulla stampa nazionale qualche mese fa per la corrispondenza un po’ troppo, diciamo così, fraterna con il responsabile delle Relazioni Sindacali di Ubis a scapito dei sindacalisti della sua stessa sigla e, ovviamente, dei lavoratori di Ubis.

 

C.U.B.-S.A.L.L.C.A. Gruppo Unicredit

www.sallcacub.org             sallca.cub@sallcacub.org

http://www.facebook.com/SALLCACUB

Sede Legale: Milano – Viale Lombardia 20; tel. 02/7063180402/70631804; fax 02/70602409
Sede Operativa: Torino – Corso Marconi 34 tel. 011/655897011/655897 fax 011-7600582

cicl. in p. 18-3-2014

 

 

 

 

Banca Popolare di Vicenza si appresta a licenziare 30 dipendenti in Prestinuova

(ViaBorsaitaliana.it)

Pop. Vicenza: sindacati, 30 esuberi in Prestinuova con licenziamento collettivo

Grave atto di rottura verso i lavoratori (Il Sole 24 Ore Radiocor) – Milano, 31 ott – La Banca Popolare di Vicenza dichiara 30 esuberi in Prestinuova, la controllata specializzata nella concessione di finanziamenti con la cessione del quinto, e apre per la prima volta la procedura di licenziamento collettivo legge 223. E’ quanto annunciano i sindacati del settore bancario (Dircredito, Fiba/Cisl, Fisac/Cgil, Ugl) in una nota congiunta, sottolineando come “con perfetto ‘tempismo’ e perfetta ‘coerenza’ con quanto dichiarato da Abi sulla volonta’ delle banche di utilizzare le procedure di licenziamento collettivo, volonta’ contro la quale i lavoratori di tutto il settore sono chiamati a scioperare, il Gruppo Banca Popolare di Vicenza compie un atto grave di rottura verso i lavoratori e le organizzazioni sindacali”. Gli esuberi, ricorda la nota, malgrado le dichiarazioni recenti di segno contrario del Presidente della banca, derivano dalla procedura di riorganizzazione di Prestinuova avvenuta negli ultimi mesi e che non ha visto la sottoscrizione di un accordo da parte delle organizzazioni sindacali firmatarie della nota. L’azienda, infatti, “non ha voluto fornire in quella sede le informazioni e le garanzie sufficienti a permetterci di tutelare e gestire le effettive ricadute sul personale, compresa la ricollocazione dei lavoratori dichiarati in esubero”. Le organizzazioni sindacali “faranno fino in fondo il proprio dovere, sedendosi ai tavoli di trattativa e ricercando, con tutti gli strumenti a disposizione, le condizioni per un accordo che dia tutele effettive e salvi i lavoratori da un ingiustificato peggioramento delle relazioni sindacali”. “Ci aspettiamo – conclude la nota – che da una Banca che si definisce Popolare arrivino disponibilita’ a soluzioni sostenibili per tutti i lavoratori coinvolti”.

Legge 223/91 – La Fisac Cgil Unicredit prende le distanze dal comportamento di certe sigle sindacali

interessante

Antiscians.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa presa di distanze dalla “casta” sindacale.

I diritti e le condizioni dei lavoratori sono sempre più sotto attacco . Un attacco concentrico e bipartisan, che sembra arrivare tanto dall’Azienda quanto dallo stesso Sindacato (o meglio da alcune sue frange); e questi ultimi si dimostrano, stando a quanto riportano queste  lettere, molto più  attenti a difendere i propri privilegi che all’essenza stessa della loro esistenza: tutelare il lavoro ed i lavoratori.

Per fortuna c’é chi ne prende le distanze.

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