Ma dare più spazio all’etica nelle attività bancarie ordinarie si puo’??

Unicredit rinuncia al business del pegno per concentrarsi su attività “dubbie”?

Lo scandalo dei diamanti venduti a prezzi gonfiati fino al 77% in più rispetto al valore reale di mercato mette in evidenza come alcune banche si prestino ad attività eticamente opache. E’ probabile che l’inchiesta in corso finirà in un nulla di fatto e si riconoscerà che le banche si sono mosse un millimetro entro la “border line”, ma c’è da chiedersi se tutto ciò sia tollerabile. L’abbiamo capito, il “banchiere etico” è una sorta di animale mitologico mai esistito, ma è una cosa alla quale non ci possiamo rassegnare.  Al di là dei milioni di euro che saranno chiamati a rimborsare ed a pagare dopo estenuanti cause, rimane il grave danno d’immagine per le Banche e la perdita di fiducia verso i propri clienti. …continua qui

Immagine: 0766news.it

“Siena? Distrutta da noi comunisti”

L’atto di accusa dello storico assessore della Provincia, deluso dal partito

Il titolo dice tutto: Ci hanno preso in giro! Pure i veri comunisti di Siena si pentono.

Si pentono di aver retto il gioco, di aver visto, sentito e taciuto tutto. Si pentono di aver fatto fallire una banca, una fondazione, un’università, una squadra, nascondendo la testa sotto il tufo. Si pentono di essere stati collusi con il «sistema Siena», la «ragnatela vischiosa» di una piccola città-Stato «altezzosa e autoreferenziale». «Ho sentito il dovere di rompere il silenzio che politicamente continua ad avvolgere Siena e l’urgenza di manifestare la mia indignazione verso il sistema di corruttela che ha saccheggiato la città», scrive Gianni Resti, autore di questo libro (ancora non uscito), comunista pentito, che sbriciola quel muro di silenzio che da sempre spadroneggia in quella città, dove va di moda (finché fa comodo) tacere su tutto. …continua qui accedendo a Il Giornale

 

Mps: la banca rossa ed il danno per una famiglia di azionist

Non possiamo che convenire con il lettore, al quale va tutta la nostra solidarietà e vicinanza per le disavventure patite, sulla imprevedibilità del tracollo di BANCA MPS, almeno nei termini e nei tempi cui abbiamo assistito. Infatti che Banca Mps fosse una banca in crisi lo si sapeva da tempo, ma un po’ tutti ritenevano che la stessa avesse invertito la rotta e che la situazione non fosse così disastrosa come poi si è rivelata essere alla prova dei fatti, e in particolare all’esito dell’ispezione on site condotta dalla BCE.

l’articolo qui:

Mps, il danno per una famiglia di azionisti

Immagine: Leo Rugens – WordPress.com

PCI: I HAVE A DREAM….

(…) Potrebbe finalmente realizzarsi il sogno che noi comunisti culliamo da anni: quello di una grande banca pubblica. (…) Si badi bene: nessuno rimpiange l’IRI della prima repubblica, devastata dal clientelismo e dalla corruzione. E poi, per finire, se le banche private sono cosi brave, come hanno dimostrato in questi ultimi anni, perché dovrebbero aver paura del pubblico? (UNA GRANDE BANCA PUBBLICA?)

Perché no ad una banca pubblica? Semplice,  perché non si tratta di un “fallimento del mercato”  o del “liberismo selvaggio”. MPS è una banca fino a ieri fortemente dipendente dalla politica ( e da un partito politico in particolare). E poi  perché le banche oggi sono private solo nel nome, non di fatto; persino le banche pubbliche di trent’anni fa erano più “private” di quanto lo sono le banche giuridicamente “private” di oggi. Si pensi per esempio a Credito Italiano, una banca gestita da bancari divenuti banchieri. La politica stava alla finestra, si limitava a passare una volta l’anno con la valigetta a ritirare il conquibus, perché all’epoca le banche facevano utili miliardari.  Forse Credito Italiano e Comit erano un’eccezione  nel panorama bancario italiano. Quello che è certo è che l’avvento del banchiere più amato dalla sinistra in Credito Italiano prima e la riforma bancaria Ciampi poi, hanno dato sempre più potere ai politici. L’ex CEO di Unicredit non ha mai negato di essere vicino agli ambienti di certa sinistra italiana, tanto da essere considerato il prossimo leader maximo in sostituzione del decotto Professore Prodi.

Due costosissime operazioni messe in campo da UniCredit dovrebbero far riflettere: l’acquisto della decotta ATF Bank e (la prossima  a portare i libri in tribunale) Capitalia.

Ricordo ancora questo post di cinque anni fa

6 Gennaio 2012 – I “compagni” regalano il carbone al “bancone”. – Unicredit non è più la banca preferita dalla sinistra italiana. Dobbiamo annotare quindi che i tempi in cui la sinistra lodava UniCredit (ed il suo “messia” Profumo) sono finiti.  Non è più il tempo in cui il Manifesto denunciava, in prima pagina, la liquidazione politica di  ”un banchiere di sinistra, di qualità, capace di mantenere in ordine e far crescere Unicredit” ( 22 Settembre). Così come Liberazione che sosteneva come Profumo avrebbe “rotto le regole non scritte del capitalismo italiano e il suo rapporto simbiotico con la politica, assicurando a Unicredit un profilo europeo, indipendente dai palazzi romani… vicino all’economia reale pur senza sostenere un’adeguata politica di intervento pubblico”.
Forse i compagni sono in rotta col il partito delle banche (il PD)?
Da quando Mr. Profumo si è reso disponibile all’impegno politico, il PD ne ha rivendicato la titolarità tanto che Repubblica non ha perso tempo ad indicarlo quale possibile candidato premier del centrosinistra in contrapposizione a Berlusconi. Mah, si vede che siamo già in campagna elettorale.

Per altri Istituti invece la politica l’ha sempre fatta da padrona, come in MPS dove a comandare è stato il PCI/PDS/DS/PD. Quindi i compagni gioiscono per la costituzione di una banca pubblica, che “pubblica” , nei fatti, lo è sempre stata. Con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

(…) Torniamo ai guai di Mps I problemi nascono da acquisizioni mal condotte, fatte senza valutarne l’ impatto industriale e patrimoniale e pagando cifre esagerate. Non mi riferisco solo ad Antonveneta, acquistata a 10,3 miliardi da Mussari (oltre tre miliardi in più di quanto era stata pagato due anni prima da Santander) dopo un solo anno di presidenza del Monte, un uomo che non aveva nessuna esperienza bancaria; ma anche all’ acquisizione di Banca Agricola Mantovana nel 1998, alla quale seguì l’ anno dopo quella di Banca del Salento per 1,2 miliardi, che ritenevo a quel tempo una cifra molto alta, sotto la presidenza del Prof. Fabrizi e dell’ Ing. De Bustis che proveniva dalla banca del Salento.(…) ma non dimentichiamo che poi Mussari venne promosso presidente dell’ Abi.
Se avesse fatto tutto da solo, poi non avrebbe fatto tanta carriera. (…)
(Consorte, la verità dell’ex capo di Unipol: “Perché non hanno salvato Mps ed Etruria”)

Non dimentichiamo che l’inchiesta della Regione Toscana sulla Fondazione e Banca Monte Paschi Siena ha accertato responsabilità della politica e dei vertici del management.

Esiste un meccanismo europeo, l’ESM, per la ricapitalizzazione degli istituti di credito. Il suo intervento è coerente con quell’“unione bancaria” (fatta di regole e impegni comuni) di cui i nostri governi sono stati sponsor entusiasti. Perché non si è scelto quella via, per il salvataggio MPS? Probabilmente perché con la carota dei quattrini sarebbe arrivato anche il bastone della richiesta di impegni precisi sul fronte della finanza pubblica.
Fa parte del cliche´ nazionale lamentarsi dello scarso rispetto delle regole da parte degli italiani. Ma i politici per primi aggirano le norme di cui sono entusiasti promotori. In un Paese che ama tanto le polemiche, gli accordi bipartisan si fanno solo per spendere i soldi degli altri.
(Sventare la tentazione statalista)

(Immagine: facciamosinistra!)

L’oro alla Patria! I soldi degli italiani per mettere in sicurezza MPS ed Unicredit

Cassa Depositi e Prestiti con Poste Italiani sfileranno Pioneer ad UniCredit per alleggerire il trauma da aumento di capitale? Il tutto coi soldi nostri, ovviamente…

(…) Quello che potrebbe non balzare subito all’occhio ai risparmiatori-contribuenti italiani, accusati in questi giorni anche dalla Consob (oltre che tempo fa dal governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco) di avere una scarsa cultura finanziaria e, in sostanza, di non saper valutare correttamente rischi e rendimenti, è che in questo modo il rischio di un futuro rialzo dei tassi resterebbe ancor più in mani italiane, ossia sulle spalle degli stessi contribuenti-investitori, per di più di quella parte di loro che finora si era rivolta al risparmio postale, non propriamente abituata ad investimenti a rischio. Cosa non farebbe il “palazzo” per tenere quel diavolo del mercato fuori dalla porta di casa: a nessuno viene da chiedersi perché e a vantaggio di chi?

Aiuti di stato “mascherati” per UniCredit ed MPS?

Poste Italiane e Cdp puntano su Pioneer Investments per crescere nel risparmio gestito Mentre il tema delle privatizzazioni sembra essere stato messo in “stand by” Read more

(Immagine: cittadiniditalia.it)

L’ex sindaco di Siena ed ex di MPS, Vittorio Mazzoni della Stella: Pci-Pds-Ds e Ulivo artefici del tracollo MPS

Vittorio Mazzoni della Stella:a vicenda MontePaschi è una sciagura per Siena e per il Paese, le cui colpe sono da ricercarsi, a detta dell’ex banchiere, nella gestione troppo politicizzata della banca. E l’ex numero uno di Monte Paschi non fa certo sconti  a quella parte politica che nella Prima Repubblica, come nella Seconda, ha deciso a tavolino le sorti dell’Istituto toscano.

Tuuto il post qui:

MontePaschi: il salvataggio passa dal commissariamento dell’Istituto

(Immagine: triskel182.wordpress.com)

Conclusa l’inchiesta della Regione Toscana sulla Fondazione e Banca Monte Paschi Siena

(…) “La commissione ha accertato responsabilità della politica e dei vertici del management – ha commentato il presidente Giannarelli – Questa gestione ha comportato una distruzione delle risorse e del patrimonio della fondazione e della banca più antica del mondo. Non solo. Ha causato danni economici ai risparmiatori e minato la fiducia e la stabilità dell’erogazione del credito alle imprese. Gravi responsabilità pesano anche sugli organismi di controllo”.

Qui l’intero comunicato stampa.

 

(Immagine: danse-de-la-mort)

IL POTERE E I SOLDI. VALENTINI: “A SIENA VITA INQUINATA DA MPS”

 Ed il signor Pierluigi Bersani non ha nulla dadire al riguardo?

Mps, input locali e nazionali. «Il danno più grave è stato sulla cultura diffusa – ha aggiunto il sindaco di Siena- perché si è creata dipendenza, riluttanza al rischio e a fare impresa». Secondo Valentini «la Fondazione aveva un ruolo determinante nelle scelte della Banca. E nella Fondazione esercitavano una funzione rilevante le istituzioni locali, governate dalla politica. C’è stata quindi una filiera decisionale che influiva in modo forte sulle attività della Fondazione e quindi della Banca, che derivava da input locali e nazionali”.

 

IL POTERE E I SOLDI. VALENTINI: “A SIENA VITA INQUINATA DA MPS”

(Immagine: www.piovegovernoladro.info)

Mps = Pd: il futuro nelle mani di Renzi

(…) L’attuale compagine governativa del gruppo, che ha una folta rappresentanza di toscani al suo interno, non può restare certo inattiva di fronte al concreto rischio che il Monte perda il contatto con il suo territorio di riferimento. Non c’è Comune della Toscana che non abbia tra i suoi interlocutori finanziari Mps. Difficile, se non impossibile, che il Pd molli la banca al suo destino. E non solo. Lo stesso Rottamatore ha di fronte a sé un appuntamento elettorale che non può assolutamente permettersi di perdere. Quello delle elezioni alla presidenza regionale previste per il prossimo aprile. Una corsa per la quale ha già confermato come candidato l’attuale governatore Rossi, indagato per falso ideologico nell’ambito dell’inchiesta sul buco dell’Asl 1 di Massa Carrara. Che non a caso, dopo il verdetto di Francoforte, ha inviato una lettera al premier chiedendo un suo intervento diretto. Detto, fatto. L’appello non è caduto nel vuoto, anzi. Anche perché sul tema, caldissimo, c’è la massima attenzione pure di diversi esponenti democratici, non solo toscani. (…)

Tutto l’articolo qui

(Immagine estranea all’articolo. Fonte: quadernisocialisti.wordpress.com)