Toh, ci sono lavoratori che non si fanno intimidire e contro gli accordi farlocchi querelano

Azienda, Sindacati e sindacalisti…

Confidiamo che la sentenza faccia giustizia e che sia da base per il ripristino del dettato costituzionale. Se come amano dire a sinistra, questa è la più bella costituzione del mondo, beh, applichiamola!

C.U.B.-S.A.L.L.C.A. Fruendo: l’incredibile vicenda MPS in attesa della sentenza del prossimo 2 Marzo contro i sindacalisti che firmarono gli accordi di cessione.

Lega Nord: “Mps chiude le filiali per promuovere i dirigenti? Basta prese in giro”

MPS senza ritegno…

La Lega di Siena, attraverso il segretario cittadino Luca Vannocci e il responsabile comunicazione Marco Figura, punta il dito contro la recente nomina di 49 nuovi dirigenti da parte di Banca Monte dei Paschi: “Intendiamo esprimere la nostra piena solidarietà a lavoratori e rappresentanze sindacali di Banca MPS Spa che nei giorni scorsi hanno manifestato tutto il proprio sconforto per la situazione che si è venuta a creare nell’Azienda, che chiude le filiali, vessa i lavoratori e premia gli “amici”, andando ad arricchire il gruppo già troppo folto dei cosiddetti dirigenti.

Qui il post

Ma dare più spazio all’etica nelle attività bancarie ordinarie si puo’??

Unicredit rinuncia al business del pegno per concentrarsi su attività “dubbie”?

Lo scandalo dei diamanti venduti a prezzi gonfiati fino al 77% in più rispetto al valore reale di mercato mette in evidenza come alcune banche si prestino ad attività eticamente opache. E’ probabile che l’inchiesta in corso finirà in un nulla di fatto e si riconoscerà che le banche si sono mosse un millimetro entro la “border line”, ma c’è da chiedersi se tutto ciò sia tollerabile. L’abbiamo capito, il “banchiere etico” è una sorta di animale mitologico mai esistito, ma è una cosa alla quale non ci possiamo rassegnare.  Al di là dei milioni di euro che saranno chiamati a rimborsare ed a pagare dopo estenuanti cause, rimane il grave danno d’immagine per le Banche e la perdita di fiducia verso i propri clienti. …continua qui

Immagine: 0766news.it

DI MAIO: MPS ERA UN PARTITO, NON UNA BANCA

(…) Le vicende bancarie continuano a mischiarsi con le polemiche politiche, soprattutto dopo la mozione del Pd contro la conferma di Ignazio Visco alla guida della Banca d’Italia. Luigi Di Maio è andato all’attacco del partito di maggioranza, spiegando che per fare ripartire le banche, “prima di tutto non ci vuole il Pd, che è quello che ha fatto danni. Non me ne frega niente del segretario che va contro il presidente del Consiglio. Sulle banche il Pd è il principale responsabile del disastro, perché Mps era un partito, non una banca. Hanno messo loro e hanno lasciato loro lì il governatore di Bankitalia e il capo di Consob. Adesso Renzi vuole rifarsi una verginità fingendo di fare la battaglia su Visco. Ma è una sciocchezza, perché sappiamo bene che lui e la Boschi sono tra i principali responsabili di questo disastro bancario”.

(…)

Il Cub Sallca punta poi il dito contro gli altri sindacati, quando evidenzia che “risulta arduo non vedere la trasformazione delle organizzazioni sindacali firmatarie in enti para-aziendali, organicamente integrati nell’esecuzione della governance dettata dal management”. “Quello a cui si assiste al Monte dei Paschi è un avvitamento autoritario, repressivo, che configura una forte regressione nei rapporti capitale-lavoro”, si legge ancora nella missiva, nella quale si fa notare che la nazionalizzazione della banca è stata “finora accompagnata da forme di attacco ai diritti e alla dignità dei lavoratori, che nulla di buono lascia presagire”

Qui tutto l’articolo de ILSUSSIDIARIO.NET

(Immagine: Torre di Babele – Tiscali)

Commissione d’inchiesta sulle banche: il PD in conflitto di interessi?

Per Forza Nuova Siena  non solo. (…) se diamo uno sguardo ai loro curricula notiamo subito che alcuni di questi “fedelissimi” sono politici della vecchia guardia del PCI/PDS/DS. Non certo una garanzia di imparzialità quindi, visto che oggetto di indagine sarà proprio MPS, la banca senese portata al collasso da quella classe politica che oggi rientra dalla finestra nella Commissione d’Inchiesta parlamentare. (…)   Leggi questo articolo su: http://www.gonews.it/2017/09/16/commissione-parlamentare-sulle-banche/

Leggi anche:

FN: “renziani” in Commissione inchiesta banche stanno come Riina all’antimafia”

Il Cittadino on line

Insomma, inserire in una Commissione di Inchiesta sulle banche e su MPS i “compagni” di partito di quelli che per oltre venti anni hanno spremuto e …

Mps: la banca rossa ed il danno per una famiglia di azionist

Non possiamo che convenire con il lettore, al quale va tutta la nostra solidarietà e vicinanza per le disavventure patite, sulla imprevedibilità del tracollo di BANCA MPS, almeno nei termini e nei tempi cui abbiamo assistito. Infatti che Banca Mps fosse una banca in crisi lo si sapeva da tempo, ma un po’ tutti ritenevano che la stessa avesse invertito la rotta e che la situazione non fosse così disastrosa come poi si è rivelata essere alla prova dei fatti, e in particolare all’esito dell’ispezione on site condotta dalla BCE.

l’articolo qui:

Mps, il danno per una famiglia di azionisti

Immagine: Leo Rugens – WordPress.com

O che bel mestiere fare il banchiere…

« … ond’io mi diedi,
già cieco, a brancolar sovra ciascuno,
e due dì li chiamai, poi che fur morti.
Poscia, più che ‘l dolor poté ‘l digiuno. »
(Divina commedia – Inf. XXXIII, 72-75.)

Più che la crisi poté la fame e l’ignavia  degli uomini di Bankitalia e dei Banchieri

O che bel mestiere fare il banchiere…

Immagine:  giphy.com

Mi paicerebbe sapere a quanto ammonta il costo economico e sociale dell’ingiustizia sul posto di lavoro…

…ma anche perchè i sindacati sempre pronti a dar battaglia ( a parole) per la difesa del lavoro e dei lavoratori, quando ci sono sentenze a favore di quest’ultimi nascondono la testa sotto la sabbia…

 

Così va il mondo (del lavoro) in Italia: il caso Fruendo.

Bancari esternalizzati che vincono le cause (anche in Appello) ma rimangono appesi in una sorta di “limbo”… è la giustizia (in)giusta in Italì.

qui il post

Immagine:Curiosità – StudioNews24

PCI: I HAVE A DREAM….

(…) Potrebbe finalmente realizzarsi il sogno che noi comunisti culliamo da anni: quello di una grande banca pubblica. (…) Si badi bene: nessuno rimpiange l’IRI della prima repubblica, devastata dal clientelismo e dalla corruzione. E poi, per finire, se le banche private sono cosi brave, come hanno dimostrato in questi ultimi anni, perché dovrebbero aver paura del pubblico? (UNA GRANDE BANCA PUBBLICA?)

Perché no ad una banca pubblica? Semplice,  perché non si tratta di un “fallimento del mercato”  o del “liberismo selvaggio”. MPS è una banca fino a ieri fortemente dipendente dalla politica ( e da un partito politico in particolare). E poi  perché le banche oggi sono private solo nel nome, non di fatto; persino le banche pubbliche di trent’anni fa erano più “private” di quanto lo sono le banche giuridicamente “private” di oggi. Si pensi per esempio a Credito Italiano, una banca gestita da bancari divenuti banchieri. La politica stava alla finestra, si limitava a passare una volta l’anno con la valigetta a ritirare il conquibus, perché all’epoca le banche facevano utili miliardari.  Forse Credito Italiano e Comit erano un’eccezione  nel panorama bancario italiano. Quello che è certo è che l’avvento del banchiere più amato dalla sinistra in Credito Italiano prima e la riforma bancaria Ciampi poi, hanno dato sempre più potere ai politici. L’ex CEO di Unicredit non ha mai negato di essere vicino agli ambienti di certa sinistra italiana, tanto da essere considerato il prossimo leader maximo in sostituzione del decotto Professore Prodi.

Due costosissime operazioni messe in campo da UniCredit dovrebbero far riflettere: l’acquisto della decotta ATF Bank e (la prossima  a portare i libri in tribunale) Capitalia.

Ricordo ancora questo post di cinque anni fa

6 Gennaio 2012 – I “compagni” regalano il carbone al “bancone”. – Unicredit non è più la banca preferita dalla sinistra italiana. Dobbiamo annotare quindi che i tempi in cui la sinistra lodava UniCredit (ed il suo “messia” Profumo) sono finiti.  Non è più il tempo in cui il Manifesto denunciava, in prima pagina, la liquidazione politica di  ”un banchiere di sinistra, di qualità, capace di mantenere in ordine e far crescere Unicredit” ( 22 Settembre). Così come Liberazione che sosteneva come Profumo avrebbe “rotto le regole non scritte del capitalismo italiano e il suo rapporto simbiotico con la politica, assicurando a Unicredit un profilo europeo, indipendente dai palazzi romani… vicino all’economia reale pur senza sostenere un’adeguata politica di intervento pubblico”.
Forse i compagni sono in rotta col il partito delle banche (il PD)?
Da quando Mr. Profumo si è reso disponibile all’impegno politico, il PD ne ha rivendicato la titolarità tanto che Repubblica non ha perso tempo ad indicarlo quale possibile candidato premier del centrosinistra in contrapposizione a Berlusconi. Mah, si vede che siamo già in campagna elettorale.

Per altri Istituti invece la politica l’ha sempre fatta da padrona, come in MPS dove a comandare è stato il PCI/PDS/DS/PD. Quindi i compagni gioiscono per la costituzione di una banca pubblica, che “pubblica” , nei fatti, lo è sempre stata. Con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

(…) Torniamo ai guai di Mps I problemi nascono da acquisizioni mal condotte, fatte senza valutarne l’ impatto industriale e patrimoniale e pagando cifre esagerate. Non mi riferisco solo ad Antonveneta, acquistata a 10,3 miliardi da Mussari (oltre tre miliardi in più di quanto era stata pagato due anni prima da Santander) dopo un solo anno di presidenza del Monte, un uomo che non aveva nessuna esperienza bancaria; ma anche all’ acquisizione di Banca Agricola Mantovana nel 1998, alla quale seguì l’ anno dopo quella di Banca del Salento per 1,2 miliardi, che ritenevo a quel tempo una cifra molto alta, sotto la presidenza del Prof. Fabrizi e dell’ Ing. De Bustis che proveniva dalla banca del Salento.(…) ma non dimentichiamo che poi Mussari venne promosso presidente dell’ Abi.
Se avesse fatto tutto da solo, poi non avrebbe fatto tanta carriera. (…)
(Consorte, la verità dell’ex capo di Unipol: “Perché non hanno salvato Mps ed Etruria”)

Non dimentichiamo che l’inchiesta della Regione Toscana sulla Fondazione e Banca Monte Paschi Siena ha accertato responsabilità della politica e dei vertici del management.

Esiste un meccanismo europeo, l’ESM, per la ricapitalizzazione degli istituti di credito. Il suo intervento è coerente con quell’“unione bancaria” (fatta di regole e impegni comuni) di cui i nostri governi sono stati sponsor entusiasti. Perché non si è scelto quella via, per il salvataggio MPS? Probabilmente perché con la carota dei quattrini sarebbe arrivato anche il bastone della richiesta di impegni precisi sul fronte della finanza pubblica.
Fa parte del cliche´ nazionale lamentarsi dello scarso rispetto delle regole da parte degli italiani. Ma i politici per primi aggirano le norme di cui sono entusiasti promotori. In un Paese che ama tanto le polemiche, gli accordi bipartisan si fanno solo per spendere i soldi degli altri.
(Sventare la tentazione statalista)

(Immagine: facciamosinistra!)

L’oro alla Patria! I soldi degli italiani per mettere in sicurezza MPS ed Unicredit

Cassa Depositi e Prestiti con Poste Italiani sfileranno Pioneer ad UniCredit per alleggerire il trauma da aumento di capitale? Il tutto coi soldi nostri, ovviamente…

(…) Quello che potrebbe non balzare subito all’occhio ai risparmiatori-contribuenti italiani, accusati in questi giorni anche dalla Consob (oltre che tempo fa dal governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco) di avere una scarsa cultura finanziaria e, in sostanza, di non saper valutare correttamente rischi e rendimenti, è che in questo modo il rischio di un futuro rialzo dei tassi resterebbe ancor più in mani italiane, ossia sulle spalle degli stessi contribuenti-investitori, per di più di quella parte di loro che finora si era rivolta al risparmio postale, non propriamente abituata ad investimenti a rischio. Cosa non farebbe il “palazzo” per tenere quel diavolo del mercato fuori dalla porta di casa: a nessuno viene da chiedersi perché e a vantaggio di chi?

Aiuti di stato “mascherati” per UniCredit ed MPS?

Poste Italiane e Cdp puntano su Pioneer Investments per crescere nel risparmio gestito Mentre il tema delle privatizzazioni sembra essere stato messo in “stand by” Read more

(Immagine: cittadiniditalia.it)