Ancora sul CCNL dei Bancari.

Il ministro del Welfare Giuliano Poletti al 121esimo consiglio nazionale della Fabi:

«C’è stato quel quid di innovazione che ha consentito di chiudere il contratto. Adesso però non abbiate paura di guardare in faccia i problemi che abbiamo».

Il segretario generale della Fabi Lando Sileoni:

«In settembre le banche si prenderanno la rivincita del 5 a 2 che gli abbiamo dato con questo rinnovo».

Boh. Io rileggendo l’accordo sottoscritto questa grandissima vittoria non la vedo. Proverò a cambiare gli occhiali…magari c’è una qualche postilla scritta in Arial 0,1 che ad occhio nudo non si legge….Io più che di una grandissima vittoria parlerei di un pessimo pareggio, uno squallido zero a zero. Nulla di quanto sbandierato con la piattaforma proposta dai sindacati è stato ottenuto, quindi…..

L’articolo: «Ora affrontate i cambiamenti»

Immagine: poetimetropolitani via autobusdelgiorno

Bancari in sciopero il 30 Gennaio.

Blocco scatti anzianità, TFR….ma è proprio ciò che le Segreterie Nazionali hanno sottoscritto con l’ultimo CCNL.

Toh, Sileoni & Co hanno capito che non si possono spremere sempre e solo i lavoratori?  Speriamo.

Comunque i Sindacati ora tuonano contro ABI,  lanciano anatemi e  chiamano i lavoratori alla mobilitazione (senza peraltro presentare un concreto e coordinato piano d’azione). Ci auguriamo però che il ricatto della cessazione del contratto dal 1° aprile 2015 imposto dall’ABI non fornisca un alibi alle Organizzazioni Sindacali per chiudere il contratto al ribasso.

Ricordiamoci che i Sindacalisti che oggi riempiono le pagine dei quotidiani nazionali con le loro dichiarazioni, sono gli stessi che solo qualche mese fa, una volta concluse le assemblee di approvazione della piattaforma, hanno proposto all’ABI  – e senza ovviamente averla condivisa coi lavoratori – l’idea di un  mega consorzio di categoria. C’è più di un motivo per cui essere seriamente preoccupati…

Bancari in sciopero il 30 Gennaio.

(Immagine fonte: gekomatto)

I bancari senza CCNL

ABI disdice il contratto.

Sapendo che i SindacABI tuteleranno i lavoratori, siam tutti più tranquilli….

Abi, Profumo, non concluderà contratto bancari a tutti i costi (Reuters)

DISDETTA CONTRATTO ABI: UNISIN, RISPOSTA SARA’ FORTE E NON SI FERMERA’ A SCIOPERO

(Immagine fonte: scarligamerluss)

Abi e Sindacati: il 28 febbario incontro per rinnovo CCNL

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L’Abi dimostra di avere “paura della proposta unitaria dei sindacati sul nuovo modello di banca”, attacca il leader della Fabi, Lando Maria Sileoni

Beh, l’ABI non saprei, ma i lavoratori hanno di che essere preoccupati visto l’ultimo CCNL che sti geni di sindacalisti ci hanno fatto sottoscrivere.

Ricordate l’ultimo contratto nazionale, cosa ha firmato questa sigla, insieme alle altre? Riduzione di diritti, differenziazione salariale per i neo assunti e moderazione salariale per tutti. Ho paura a pensare cosa possano partorire costore che non sanno neppure più cos’è il “lavoro in banca”.

Abi e Sindacati: il 28 febbario incontro per rinnovo CCNL

(Immagine: Imgur.com)

Dal sito AIDOS (2)

Articoli recenti

La farsa della Fabi.

Questo post è già stato letto 0 times! Nel 2012 ci hanno imposto un contratto che di colpo abbatteva norme ed istituti contrattuali consolidati, frutto di miglioramenti lenti e conquiste...

Nel 2012 ci hanno imposto un contratto che di colpo abbatteva norme ed istituti contrattuali consolidati, frutto di miglioramenti lenti e conquiste storiche con la scusa che altrimenti l’ABI avrebbe disdetto il contratto. Ci avevano promesso 25.000 nuove assunzioni, il rientro delle lavorazioni in azienda. La realtà: esternalizzazioni, dismissioni e nuovi esuberi. Tutta la parte “positiva” dell’accordo, quella che doveva compensare i “sacrifici” dei lavoratori, è rimasta lettera morta. Ed ora hanno il coraggio di chiederci di firmare loro una nuova cambiale in bianco?

Se i Sileoni, i Masi, i Gallo avessero avuto un minimo di consapevolezza, all’indomani dell’approvazione di un CCNL da “lacrime e sangue”  lontano anni luce dalla piattaforma approvata dai lavoratori nelle assemblee, si sarebbero dimessi. Invece sono ancora qui, tronfi e boriosi; ma cosa vogliono ancora? … continua …

Unisin: …IL SENSO DI RESPONSABILITA’…

logo Unisin Roma

…IL SENSO DI RESPONSABILITA’…

Una delle frasi più inflazionate degli ultimi tempi è… “occorre avere senso di responsabilità”… si riscontra molto spesso che questo invito è formulato da chi tenta di convincere un interlocutore (nel senso più ampio del termine) ad abbandonare una propria legittima posizione per addivenire ad un compromesso, per non arrecare un danno maggiore, – per il Sindacato… ai lavoratori – nel caso in cui fosse intransigente rispetto alle proprie posizioni. Continua a leggere→

Bancario addio? E’ il simbolo della scomparsa del ceto medio italiano.

E c’è chi per questo gioisce, come potrete leggere nell’articolo più sotto linkato (Il bancario?Un mestiere(finalmente)come tutti gli altri).
Si vuole l’appiattimento verso il basso dei lavoratori dipendenti e la nascita di una società che finirà per creare (pochi) super ricchi e (molti) poveri; insomma continuare quell’opera di polarizzazione della ricchezza iniziata – un po’ in tutto il Mondo – negli anni Ottanta e che ha avuto una grande accelerazione in quest’ultimo decennio.

Anziché elevare diritti e retribuzioni di categorie oggi più “in ritardo”, si gioisce per il lavoro di demolizione e smantellamento dei diritti e delle retribuzioni di chi era riuscito a creare un mondo fatto di tutele e di welfare.

Ci aspetterà un futuro da precari, sottopagati e senza alcuna difesa.

La crisi che stiamo ancora pagando non nasce solo dalla finanza e dalle banche, è anche conseguenza dell’amplificarsi proprio di queste diseguaglianze nella formazione di reddito e nella distribuzione di ricchezza.

La classe media, infatti, ha mantenuto fino a tempi recenti alti livelli di consumi grazie alla contrazione della propria propensione al risparmio ed al massiccio ricorso all’indebitamento; non a caso la politica dei “mutui facili” ha poi portato alla bolla del 2007 ed alla crisi finanziaria di cui oggi ne paghiamo ancora le conseguenze.

Ma non è togliendo i diritti ai lavoratori che si potrà risanare il Paese,come togliendo il contratto a 300mila bancari si potranno magicamente curare i mali di un sistema che si trascinano da decenni e che si chiamano “politica”, “arrivismo” e “clientelismo”.

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Intervista a Giulio Romani (Fiba Cisl) sulla situazione bancaria italiana

Le cause che secondo l’Abi hanno portato a una situazione non più gestibile e quindi alla decisione di disdire unilateralmente i contratti nazionali vigenti sono ascrivibili prevalentemente a tre fattori: la perdita di redditività delle banche connessa alla crisi economica e al boom dell’home banking, il peso eccessivo del fisco sugli istituti di credito e l’elevato costo del lavoro per un personale non più adeguatamente professionalizzato. E che fine hanno fatto, mi domando, le responsabilità di quei manager iper-retribuiti nella cattiva gestione di banche ed istituti, che persino diversi casi di cronaca hanno portato negli ultimi anni all’attenzione di tutti? È mai possibile che a pagare siano sempre i soliti, i più deboli, ossia i dipendenti? Inoltre, mi permetto di ricordare all’Abi che, quando ci si siede a un tavolo per rinegoziare l’impianto contrattuale, solitamente lo si fa alla luce di un progetto industriale condiviso. Cosa che, a quanto mi risulta, ancora non esiste.

SALLCA-CUB: disdetta del contratto bancari e sciopero generale del 18 ottobre.

DA SEGRETERIA NAZIONALE CUB SALLCA

Ieri l’Abi ha disdetto il contratto nazionale del settore credito.
Un segnale “politico” per drammatizzare lo scontro, visto che il CCNL vigente produrrà regolarmente i suoi effetti fino al 30 giugno 2014, ma subito dopo andrebbe a decadere.
Torneremo a breve ad approfondire le implicazioni di questo gesto.

La notizia è arrivata mentre ci apprestavamo a far uscire il volantino più sotto riportato.
Riteniamo che lo sciopero generale del sindacalismo di base del 18 ottobre (come spieghiamo nel volantino stesso) possa essere la prima risposta all’arroganza dell’Abi, da sempre sponsor del governo e delle sue politiche. Politiche, peraltro, dettate dagli euroburocrati e basate sulla riduzione dei diritti di tutti i lavoratori, bancari ed assicurativi compresi.

Tutto questo a prescindere dagli annunci di mobilitazioni dei sindacati concertativi di categoria. Mobilitazioni che proprio loro non vollero promuovere pur di far digerire l’ultimo rinnovo contrattuale, perchè altrimenti i bancari … avrebbero rischiato di rimanere senza contratto.

Comunicato:Documento in versione pdf