IL POTERE E I SOLDI. VALENTINI: “A SIENA VITA INQUINATA DA MPS”

 Ed il signor Pierluigi Bersani non ha nulla dadire al riguardo?

Mps, input locali e nazionali. «Il danno più grave è stato sulla cultura diffusa – ha aggiunto il sindaco di Siena- perché si è creata dipendenza, riluttanza al rischio e a fare impresa». Secondo Valentini «la Fondazione aveva un ruolo determinante nelle scelte della Banca. E nella Fondazione esercitavano una funzione rilevante le istituzioni locali, governate dalla politica. C’è stata quindi una filiera decisionale che influiva in modo forte sulle attività della Fondazione e quindi della Banca, che derivava da input locali e nazionali”.

 

IL POTERE E I SOLDI. VALENTINI: “A SIENA VITA INQUINATA DA MPS”

(Immagine: www.piovegovernoladro.info)

Operazione trasparenza su banca e Fondazione Mps: il Comune che ha fatto?

Il sindaco Bruno Valentini ha accolto l’interrogazione “con favore, perché permette di spiegare, ancora una volta – ha specificato – alcuni punti fondamentali su un elemento portante del nostro operare amministrativo: quello della trasparenza. Fin dal nostro insediamento, infatti, ci siamo posti l’obiettivo di fare chiarezza sul recente passato di Banca e Fondazione MPS per capire com’è possibile che siano stati compiuti certi errori e chi siano stati i responsabili. Un’operazione da affiancare, chiaramente, all’ottimo lavoro che sta svolgendo la Magistratura, tra l’altro già pervenuta ad alcune sentenze”.

(Articolo: Operazione trasparenza su banca e Fondazione Mps: il Comune che ha fatto?)

Ma che fine hanno fatto le affermazioni di Pierluigi Bersani  “Sento da destra, dalla Lega e dal Pdl, dai loro giornali, che a loro modo lasciano quasi intendere che attorno al caso Mps ci sarebbe qualcosa di men che corretto da parte nostra: lo affermino e li sbraniamo” (http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/01/27/mps-bersani-se-lega-e-pdl-ci-accusano-li-sbraniamo/218586/).

Certo che se controllato e controllore coincidono, sai che “operazione chiarezza e trasparenza” potranno mai fare a Siena…

Il “diversamente evasore” De Benedetti si schiera con Renzi. Un motivo in più per non votarlo.

Un motivo in più per diffidare di Matteo Renzi.

Ora è appoggiato persino da Carlo De Benedetti, ovvero il guru della finanza rossa. Colui che ha saputo disintegrare l’azienda che ha ideato il personal computer (Olivetti). Colui che è alla guida del  gruppo editoriale l’Espresso, ovvero un gruppo che ha un contenzioso col fisco italiano per 225 milioni di Euro ( sentenza n. 64/9/2012 ), ma non essendo abberluscone, il suo processo può andare a rilento…

De Benedetti solo un anno fa appoggiava garganella-Bersani  perchè diceva che “Renzi è  un berlusconiano di sinistra“, e l’Ingegnere si sa, i berlusconiani non li sopporta proprio.[banner network=”adsense” size=”336X280″ type=”default” align=”alignright”]

Su questo tema è impietoso il giudizio di Piero Sansonetti (qui l’intero articolo):

«Vi faccio questi nomi: Craxi, De Mita, Occhetto, Veltroni, Bersani. Tutti appoggiati da De Benedetti. Direi quindi che Renzi è spacciato… Ha enormi probabilità di vincere dopo l’abbraccio di De Benedetti.
Lui è un finanziere tra l’altro molto bravo, ma che di politica non ha mai capito nulla non essendo di enorme levatura intellettuale».

De Benedetti è simile a Berlusconi: entrambi vogliono dominare la politica italiana, ma mentre Berlusconi lo fa in prima persona non volendo delegare nulla a nessuno, De Benedetti cerca qualcuno da sostenere in politica».

Che dire, al povero Matteo gliel’hanno proprio tirata!

Giusto per capire chi è che appoggia Renzi: De Benedetti il moralista: carcere, tangenti, Svizzera, affari e brutte storie

(Immagine: http://mashable.com/)

Bancario addio? E’ il simbolo della scomparsa del ceto medio italiano.

E c’è chi per questo gioisce, come potrete leggere nell’articolo più sotto linkato (Il bancario?Un mestiere(finalmente)come tutti gli altri).
Si vuole l’appiattimento verso il basso dei lavoratori dipendenti e la nascita di una società che finirà per creare (pochi) super ricchi e (molti) poveri; insomma continuare quell’opera di polarizzazione della ricchezza iniziata – un po’ in tutto il Mondo – negli anni Ottanta e che ha avuto una grande accelerazione in quest’ultimo decennio.

Anziché elevare diritti e retribuzioni di categorie oggi più “in ritardo”, si gioisce per il lavoro di demolizione e smantellamento dei diritti e delle retribuzioni di chi era riuscito a creare un mondo fatto di tutele e di welfare.

Ci aspetterà un futuro da precari, sottopagati e senza alcuna difesa.

La crisi che stiamo ancora pagando non nasce solo dalla finanza e dalle banche, è anche conseguenza dell’amplificarsi proprio di queste diseguaglianze nella formazione di reddito e nella distribuzione di ricchezza.

La classe media, infatti, ha mantenuto fino a tempi recenti alti livelli di consumi grazie alla contrazione della propria propensione al risparmio ed al massiccio ricorso all’indebitamento; non a caso la politica dei “mutui facili” ha poi portato alla bolla del 2007 ed alla crisi finanziaria di cui oggi ne paghiamo ancora le conseguenze.

Ma non è togliendo i diritti ai lavoratori che si potrà risanare il Paese,come togliendo il contratto a 300mila bancari si potranno magicamente curare i mali di un sistema che si trascinano da decenni e che si chiamano “politica”, “arrivismo” e “clientelismo”.

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MPS: BERSANI VOLEVA SBRANARCI TUTTI….

Ma nelle carte Mps spunta il suo nome.

Bersani diceva: “Sbraneremo chi accuserà il Pd su Mps”. Ora spunta lui nell’inchiesta

http://www.ilradar.com

Bersani dichiarò di voler sbranare tutti coloro che avessero osato accusare i democratici di interessarsi al Monte Paschi. Eppure, come abbiamo già scritto … continua …

Monte Paschi: indagato il pm Natalini, spiegava al telefono come difendere il PD

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pd
7 ago – Le gravi confidenze con l’amico avvocato Samuele De Santis (arrestato per uno scandalo nella Tuscia) su come procedessero le indagini sulla Banca senese. L’avviso di garanzia sarebbe stato consegnatogli dal procuratore di Viterbo Massimiliano Siddi davanti all’allibito omologo di Siena, Tito Salerno. Il tutto è stato tenuto, ovviamente, sotto silenzio

Quando Marcello Veneziani, su “il Giornale” di lunedì scriveva “chi tocca la sinistra muore” (parlando in quel caso della condanna a Silvio Berlusconi) certamente lo affermava con cognizione di causa, ma senza sapere che aveva davvero ragione da vendere.
… continua …