Mps, Banca d’Italia rilancia: “Crisi colpa della Fondazione” (cioé del Pd)

La crisi Mps? Cercatela nella Fondazione che per decenni ha controllato la banca. E che da sempre è stata espressione di potentati – locali e nazionali – targati Partito Democratico.  É questo il duro atto d’accusa di Banca d’Italia – per bocca del responsabile vigilanza Carmelo Barbagallo, ascoltato in commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario – contro la dissennata gestione del più antico istituto al mondo, portato ad un passo dal fallimento dalle ingerenze a firma Ds prima e Pd poi….

L’articolo de Il Primato Nazionale qui

 

Manovre politiche in quel di Fondazione Crt

Crt, l’ipotesi cambio in corsa

(…) Fondazione CrTorino: per domani è in agenda un cda, durante il quale – secondo quanto risulta a Il Sole – il presidente, Antonio Maria Marocco, potrebbe annunciare le sue dimissioni. (…) Nel caso, spetterà al consiglio di indirizzo nominare il successore: il nome che sembra godere del maggior appoggio da parte del parlamentino è quello di Giovanni Quaglia, già vice presidente di Crt e presidente della Provincia di Cuneo.(…)

qui il post de IlSole24ore

Se ancora ci fosse bisogno di conclamare il connubio tra finanza e centrosinistra (PD uber alles)…poveri noi!

(…) Giovanni Quaglia – come ha dimostrato l’operazione Fondazione CrC – è uomo che sa districarsi con estrema abilità nei dedali della politica, essendo strettissimo sodale di un uomo potente nel mondo della finanza qual è Fabrizio Palenzona(…)

Fondazione Crt, la vittoria di Appendino frena la corsa di Quaglia alla presidenza?

Conclusa l’inchiesta della Regione Toscana sulla Fondazione e Banca Monte Paschi Siena

(…) “La commissione ha accertato responsabilità della politica e dei vertici del management – ha commentato il presidente Giannarelli – Questa gestione ha comportato una distruzione delle risorse e del patrimonio della fondazione e della banca più antica del mondo. Non solo. Ha causato danni economici ai risparmiatori e minato la fiducia e la stabilità dell’erogazione del credito alle imprese. Gravi responsabilità pesano anche sugli organismi di controllo”.

 

 

Qui l’intero comunicato stampa.

Banche: la sinistra che non c’è

Le immagini della gente disperata che si riunisce in assemblee pubbliche per capire cosa fare, per raccontare la propria storia, per cercare un minimo di conforto, fanno tanto paese in declino, sull’orlo di un collasso economico-sociale. E mettono tristezza, angoscia, inquietudine. (…) Quello che ci chiediamo in queste ore, piuttosto, è dove siano finiti i girotondi, i comunisti difensori del popolo, la sinistra della giustizia sociale, i no global, i no banche, tutti quelli che, se al governo ci fosse stato Berlusconi, avrebbero messo a ferro e fuoco l’Italia. Dove sono gli scoop sensazionali di Repubblica? Dove sono le inchieste giornalistiche del Corriere? Dov’è il Pd che chiedeva in continuazione le dimissioni del primo ministro? Siamo preoccupati, anzi no. Non lo siamo, perché questa è la sinistra italiana che denunciamo ogni giorno. E’ una sinistra fatta di incoerenza e sfacciataggine.

Il conflitto d’interessi che esiste per Berlusconi ma non per la Boschi

Politici lacché dei banchieri: il caso BpVi e Veneto Banca

Nulla di nuovo, la politica è (da sempre) asservita al potere finanziario. Come riconosceva lo stesso Ezra Pound. Pound s’era reso conto che l’economia stava andando verso la finanziarizzazione del sistema; e questo avrebbe asservito la politica alla banche. Lui infatti definì i politici lacché dei banchieri. In questa nostra società quello che determina le scelte è il rapporto con il denaro; ed i banchieri con il denaro comprano tutto e tutti.  Eccone l’ennesima riprova

Politici, rumoroso silenzio su BpVi e Veneto Banca

Mentre le due popolari se la vedono brutta e i soci rischiano di perderci ancora, la politica sta sotto coperta. Unica eccezione: il M5S

Renzi ritira l’assalto alle fondazioni.

Tra Mps e Carige. Perché Renzi ha ritirato l’assalto alle fondazioni.

 Non c’è più urgenza, l’auto logoramento è sufficiente. Destini paralleli e senso di accerchiamento. L’origine delle pressioni

(…) Il Fondo monetario internazionale suggeriva nel 2013 al governo di forzare su tre punti nevralgici: rafforzamento di capitale, smobilitazione di crediti in sofferenza e soprattutto sradicare la penetrazione della politica negli organi di vertice. Il governo ha parzialmente obbedito. La Bce ha colpito: in conseguenza delle carenze di capitale emerse dagli stress test che hanno bocciato sia Mps sia Carige, ha richiesto nuovi aumenti di capitale rispettivamente da 3 miliardi (superiore alle attese del mercato) e di 700 milioni di euro. Richiesta da soddisfare a breve che mette le fondazioni davanti alla concreta eventualità di allentare ulteriormente il legame con gli istituti, legame già indebolito da scelte manageriali infelici o operazioni borderline figlie di logiche diverse dalla massimizzazione della redditività bancaria. (…)

L’articolo qui

Unicredit, Intesa, Mps, ecco il peso delle fondazioni bancarie (Formiche.net)

Unicredit, Intesa, Mps, ecco il peso delle fondazioni bancarie

Il ruolo degli enti creditizi nella governance delle principali banche secondo il Fondo monetario internazionale

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Il peso considerevole delle partecipazioni bancarie nel patrimonio delle fondazioni è pericoloso, oltre che per le fondazioni stesse (concentrazione dei rischi) anche per la stabilità del sistema bancario italiano. Questo è uno degli aspetti più interessanti messi in evidenza dal recente documento del Fondo monetario internazionale, dedicato alla Governance delle banche italiane.

Il lavoro dell’FMI descrive il ruolo ancora assai rilevante delle fondazioni nel governo delle banche italiane, non ostante i diversi tentativi effettuati dal legislatore per cercare di sciogliere i legami tra fondazioni e banche, allo scopo di consentire una allocazione del credito ispirata a criteri di merito e efficienza, invece che dal patronage del sistema politico, di cui le fondazioni sono ancora l’espressione.

L’influenza dei politici nelle fondazioni stesse resta considerevole; nelle sei più grandi, circa il 47 per cento dei componenti del consiglio di amministrazione viene indicato dalle autorità politiche locali. La presenza dei politici negli organi di governo delle fondazioni non sarebbe tanto preoccupante se queste non continuassero a mantenere un forte controllo sulle banche conferitarie. A parte la clamorosa situazione della banca Monte Paschi di Siena sfociata nella crisi del 2012 a cui si è faticosamente posto rimedio con ingenti risorse pubbliche, ancora oggi nelle due principali banche del nostro paese, le fondazioni – pur minoranza – eleggono la maggioranza dei componenti del consiglio di amministrazione tramite patti di sindacato: in Unicredito, quattro fondazioni con un pacchetto di azioni che pesa per il 9 percento eleggono l’84 per cento dei consiglieri; in Intesa-San Paolo, cinque fondazioni, che possiedono il 25 percento delle azioni, eleggono l’81 per cento del consiglio. …continua…

MPS, la politica e le lobby finanziarie

MPS, la politica e le lobby finanziarie

Mussari e Vigni pedine di un potere più grande di loro

SIENA. La notizia più sconvolgente dell’ultimo periodo della presidenza Mussari in Rocca Salimbeni, quando già era presidente dell’Abi e si doveva cambiare lo statuto dell’associazione per mantenercelo, era il fatto che si parlava di lui come possibile presidente dello Ior, la banca vaticana che Papa Francesco sta rivoltando come un calzino. Apriti cielo! Qualcuno gridò allo scandalo: il presidente della banca "rossa" che diventa il capo di quella "bianca"! Qualcun’altro un giorno forse riuscirà a spiegare quale sia la differenza, dopo la morte di Enrico Berlinguer e la caduta di Bettino Craxi, tra bianco e rosso nell’Italia degli ultimi venticinque anni. Ma il fatto che la storia del Monte dei Paschi si stia incrociando nuovamente con il Santander di Botin e che i due nuovi investitori latino-americani in patto di sindacato con la Fondazione siano ritenuti vicini all’Opus Dei può far ritenere che i 3 miliardi di supervalutazione inviati per bonifico nel 2008 da Mussari per avere Antonveneta non stiano tornando indietro per supportare l’aumento di capitale di Profumo?

…continua accedendo a Ilcittadinoonline

Mps, acquisizione Antonveneta sollecitata da politica – Procura (Reuters)

Mps, acquisizione Antonveneta sollecitata da politica – Procura

SIENA, 24 aprile (Reuters) – Giuseppe Mussari e Antonio Vigni, all'epoca presidente e direttore generale di banca Mps , durante il processo di acquisizione di banca Antonveneta agirono in danno dell'istituto di credito senese per rispondere alle sollecitazioni provenienti dalla politica locale e nazionale.

(…)

 

"Ciò vale con particolare riferimento alla presenza di interessi e sollecitazioni esterne alla banca e ascrivibili in prima battuta al panorama politico locale e nazionale".

Le sollecitazioni della politica, secondo i pm, sono "incontrovertibili", sebbene non definitive perchè su questo tema la Procura ha aperto un ulteriore filone di indagine, attualmente ancora in fase preliminare.

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