#fabi: il sindacato è politica?

A quanto pare sì. Ed anche di basso profilo. Si vende al qualunquismo di sinistra. Perchè un sindacato decide di cavalcare i bollenti spiriti dei manifestanti a orologeria? La storia (più o meno recente) è piena di casi conclamati in cui il sindacato opera più da soggetto politico-partitico che da difensore dei lavoratori. E questo si traduce inevitabilmente in un tradimento della propria missione.

Forse perché il sindacato non è migliore del Paese, ma ne rispecchia vizi e virtù. O sbaglio?

V E R G O G N A !!! Strumentalizzare la morte di un uomo, e poi a quale scopo? Che il Segretario nazionale si deve candidare nel PD?

Mi dispiace solo che il sindacato al quale sono iscritto pensi semplicemente di sfruttare un brutale caso di cronaca per finalità di marketing (o meglio di marchette).

Certo che i compagni non hanno ne etica ne rispetto. Che schifo!

Consiglio di leggere:

Per colpire Trump usano pure l’omicidio di Floyd

di Michael Sfaradi

Bancari….morirete tutti (o quasi)!!! L’anatema è stato lanciato

Leggendo questo post di di Simone Rosti “Unicredit e i suoi record: fra esuberi e innovazione (per sopravvivere)” mi è tornata alla mente la celebre scena tratta dal film “non ci resta che piangere” con benigni e troisi: ricordati che devi morire!

Quello di Rosti è un bell’articolo, non c’è che dire; ben scritto e (quasi) altrettanto motivato. La stoccata alla politica però non mi convince, come anche qualche caduta di stile (tipo quando dice che non importa se famiglie perdono il lavoro perchè tanto “ci sono politiche sociali in merito oltre al fatto che i dipendenti bancari qualche tutela in più ce l’hanno“) che rende l’articolo un po’ stucchevole.

La politica nostrana di colpe ne ha ed anche parecchie. E molto più gravi del volersi preoccupare dell’unica banca di sistema italiana e di voler salvare l’occupazione (non certo per mero populismo – termine ormai che come il prezzemolo sta bene ovunque).

Dov’erano i politici (anzi dove sono!) quando Unicredit praticava il dumping sociale spostando attività all’estero, là dove il lavoro ha un costo minore? Dov’erano i politici quando #UniCredit siglava accordi con il Governo Rumeno per finanziare le loro univeristà e assumeva (e assume) centinaia di giovani informatici a scapito dei nostri giovani laureati?

Non solo, quanto è attribuibile a certi politici (di sinistra che all’epoca erano al Governo) l’intervento per salvare Capitalia avvenuto con un acquisto da parte di UniCredito Italiano Spa a prezzi (per successiva stessa ammissione di Mr. Profumo) ben al di sopra del reale valore?

Sicuramente Unicredit rappresenta un interesse nazionale e come tale è giusto che la politica se ne occupi. Ed anche in fretta.

Immagine fonte Pinterest

 

 

Mariuoli

Questa è una manovra economica che ci farà finire sul lastrico, dicono comunisti e Forza PD. Peccato che in una notte hanno trovato 20 miliardi per salvare le banche, (dei papà), in bancarotta per aver dato soldi ai vari De Benedetti e che mai sono stati restituiti.
Poi guarda caso gli stessi sono i manipolatori dell’opinione pubblica tramite i loro media e i loro partiti.

L'immagine può contenere: una o più persone

E’ il DENARO che crea la famiglia. Almeno secondo Repubblica e i sinistroidi

Via ilgattorandagio.eu

Ben scritto l’articolo di Francesco Borgonovo apparso oggi su La Verità. La genitorialità ormai è frutto di una sorta di narcisismo che mira solo alla soddisfazione dell’io.

E se sei di sinistra e magari anche lesbica, la Legge (quella con la L maiuscola) diventa un’appendice che si può piegare a proprio piacimento.

“Piccolo problema: il falso queste Thelma e Louise arcobaleno l’hanno commesso assieme all’Appendino, dichiarando che il bimbo è figlio di due madri. Non lo diciamo perché siamo omofobi cattivi, ma perché questi sono i fatti, confermati dalla banale realtà. Niccolò Pietro non è nato dall’unione di due donne, ma è stato partorito da una delle due utilizzando il seme di un donatore acquistato in Danimarca. Senza quel seme e senza una transazione economica, il piccolo non sarebbe mai venuto al mondo. La stessa Foglietta lo conferma: «Non è stata una passeggiata di salute. Quando desideri un figlio come lo desideravamo noi non badi a spese. Comunque è un costo affrontabile».
Già, meglio non parlare di cifre e di vil denaro, che è cosa da poveracci. Bisogna invece discutere di «amore», far finta che i figli basti «desiderarli», perché il desiderio sfrena to è l’unica legge.“

L’arcivescovo di Milano ai sindaci della zona quinta di Monza.

Monsignor Mario Delpini incontra gli amministratori locali per stimolare «un rinnovato coinvolgimento della comunità cristiana nella vita socio politica del territorio».

Di cosa avrà mai parlato con i sindaci: di come il malaffare si insinua nella vita politica delle nostre comunità? Dello scarso senso civico ed etico di politici locali? Della lontananza della politica dai reali bisogni dei cittadini? Delle condizioni in cui versa il nostro welfare che per molti cittadini italiani non è in grado di soddisfare i bisogni più elementari? Della precarietà del lavoro? Di come i giovani si ritrovano senza un futuro? O di anziani lasciati ai margini della società civile e costretti a cercare tra gli scarti dei supermercati per racimolare qualche cosa che permetta loro di arrivare a fine mese?

Queste son chiacchiere da bar, falsi problemi.  Quisquilie, bazzecole, pinzillacchere, sciocchezzuole… come avrebbe detto Antonio de Curtis, in arte Totò.   A quanto pare il compito quotidiano degli amministratori locali deve essere “l’incontro con chi è straniero e non è cittadino”.

Per chi non l’avesse capito si vuole rafforzare il business del buonismo accogliente: favorire la nuova tratta di esseri umani che diventeranno manovalanza sottopagata (per imprenditori o criminalità organizzata poco cambia) e nel contempo ingrassare coop bianche e rosse. Favorire ed incentivare lo schiavismo del nuovo millennio.

Per citare falcemartello “Tutti “migrants friendly” con il culo degli altri” 🙂

Buona lettura!

L’arcivescovo: accogliete i profughi e i migranti

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Indro Montanelli parla di giudici e partiti

Discorso ormai datato ma, putroppo, ancora molto attuale.

«Come avrete ben capito, la mia opinione dei politici è molto bassa, ma quella dei giudici non è migliore, perché anche i giudici sono stati corrotti dalla partitocrazia. Lo dimostra il semplice fatto che molti di loro ostentano la tessera di partito. Un giudice che ha venduto la propria imparzialità ai partiti è un giudice che prima di processare gli altri dovrebbe essere processato lui e cacciato in galera. Lo so che a dire queste cose si possono avere dei dispiaceri, ma io di dispiaceri in vita mia ne ho avuti tanti, che uno in più o uno meno non mi fa nessunissimo effetto». Indro Montanelli

Fonte qui
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Bella (Italia) ciao!

Il rapporto Censis 2017 svela che:

  • il 64 per cento degli italiani è convinto che gli elettori  non contino nulla,

  • l’84 per cento non ha nessuna fiducia nei  partiti,

  • il 78 per cento non ha nessuna fiducia nel governo,

  • il 76 per cento non ha nessuna fiducia nel Parlamento.

Una ricerca internazionale dell’Ipsos Mori  del novembre 2017-ha rilevato che un italiano su due (il 49 per cento per l’esattezza) dichiara di sentirsi straniero in patria e il 73 per cento ritiene che l’Italia sia un Paese in declino.

Siamo un Paese in stato comatoso

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