Lavoratori pagati in bitcoin? No in LEI. E’ il futuro che ci aspetta? Ce lo chiede l’Europa…

(…) Stradella, in provincia di Pavia, dove 70 dipendenti di un colosso internazionale della logistica sono entrati in sciopero a causa del contratto che erano stati obbligati a firmare. Per lavorare erano stati costretti ad accettare l’assunzione in Romania tramite una agenzia interinale romena da cui percepivano lo stipendio in valuta locale (solo 300 euro al mese) nonostante il fatto lavorassero in Italia
La situazione di Stradella ha fatto scoppiare il caso, ma non é la prima volta che le aziende sfruttano le norme europee per pagare meno i dipendenti.(…)

Lavoratori pagati in bitcoin? No in LEI. E’ il futuro che ci aspetta? Ce lo chiede l’Europa…

 

Immagine: Via Giphy

Benvenuti nel “buco infernale” che è Bruxelles

Quando Donald Trump, da candidato repubblicano alla Casa Bianca, aveva osservato nel gennaio 2016 che, grazie all’immigrazione di massa, Bruxelles si stava trasformando in un buco infernale, i politici belgi ed europei fecero fronte comune e salirono sulle barricate (mediatiche), chiedendosi perplessi: Come osa dire una cosa del genere?! Bruxelles, la capitale dell’Unione Europea, la quintessenza del mondo postmoderno, l’avanguardia della futura “civiltà globale”, un buco infernale?! Ovviamente assimilare i nuovi arrivati non è sempre facile e di tanto in tanto possono verificarsi degli attriti. Ma non importa, hanno detto: Trump è un buffone e ha zero possibilità di essere eletto. Era questo che pensavano quegli avidi lettori dell’edizione internazionale del New York Times e gli spettatori di CNN International.

Ma Donald Trump, nel suo inconfondibile stile spavaldo, aveva semplicemente ragione: Bruxelles sta rapidamente precipitando nel caos e nell’anarchia.

Qui l’articolo

L’islam ci conquisterà, ed è solo colpa nostra.

“Mai schiavi dell’Islam”: schiaffo ai buonisti nelle parole di un vescovo

Una voce fuori dal coro all’interno della Chiesa merita attenzione, quell’attenzione che non gli dedicano i siti e i quotidiani che stanno tirando la volata allo Ius soli e al Pd. A poche ore dall’attentato di New York risultano a maggior ragione profetiche le parole di Monsignor Carlo Liberati, arcivescovo e Prelato Emerito di Pompei, su islam, immigrazione e Occidente. Non è la prima volta che il prelato fornisce la sua visione al periodico La fede quotidiana. Ritorna così a ribadire: “L’islam ci conquisterà, ed è solo colpa nostra. Colpa di quel modo di vivere degli europei “come se Dio non esistesse”, con “secolarismo e relativismo che avanzano“: “La fede debole – dice Liberati – favorisce l’islam“…..

(Immagine: Iran Politics Club)

La Chiesa ha cessato di essere “incredibile” per diventare banalmente credibile.

Papa Francesco Soros

M’INQUIETA
Lo dico con la morte nel cuore, ma questo Papa m’inquieta.
M’inquieta il suo estremismo ideologico, l’assenza di profondità con cui sembra affrontare temi epocali che scuotono dalle fondamenta la nostra società. M’inquieta la sua puntuale strategia mediatica, perfettamente coerente con le esigenze del mainstream da cui sembra golosamente attratto. M’inquieta il fatto che lui dica esattamente quello che le élite mondiali vogliono sentir dire. M’inquieta, su alcuni temi, vedere la Chiesa di Roma succube dello Spirito del Tempo, in linea col peggior mondialismo tecnocratico la cui deriva stiamo scontando sulla nostra pelle. M’inquieta, sull’immigrazione, sentire un Papa parlare come un documento della Open Society. (…)  Sia chiara una cosa: qui non è in discussione l’amore e l’accoglienza che ogni cristiano deve riservare agli ultimi, ai sofferenti, ai bisognosi; fondamento di una pietas che affonda le sue radici nell’insegnamento di Gesù, nel suo Annuncio di morte e resurrezione e nell’operato storico degli apostoli.
Non è in discussione il principio cattolico del “bene comune universale che abbraccia l’intera famiglia dei popoli, al di sopra di ogni egoismo nazionalista” (parole di Giovanni Paolo II).
Qui è in discussione il tempismo di un Papa che abbraccia un integralismo migratorio banalizzando il dramma storico di questo esodo indotto dal potere mondialista, come fosse un semplice problema di egoismo nazionale dei soliti europei razzisti e xenofobi.

Qui l’intero articolo

Immagine: Chickenbroccoli

Pericolo Islam. L’Europa è morta ad Auschwitz

Sulla base della finestra di Overton a che punto siamo? Io dire già alla quinta…

Buseca ن!

Vi sottopongo un articolo dello scrittore spagnolo Sebastian Vilar Rodriguez, e pubblicato in un giornale spagnolo il 15 gennaio 2008. Non occorre molta immaginazione per estrapolare il messaggio al resto dell’Europa – e forse al resto del mondo.

RICORDATE, MENTRE LEGGETE, CHE FU PUBBLICATO IN UN GIORNALE SPAGNOLO IL 15 GENNAIO 2008.

TUTTA LA VITA EUROPEA È MORTA AD AUSCHWITZ
di Sebastian Villar Rodriguez

Mentre camminavo lungo una strada di Barcellona, all’improvviso scoprii una terribile verità: L’Europa morì ad Auschwitz…

Abbiamo ucciso sei milioni di Ebrei e li abbiamo sostituiti con 20.000.000 di Musulmani. Ad Auschwitz abbiamo bruciato cultura, pensieri, creatività, talenti.

Abbiamo distrutto il popolo prescelto, davvero prescelto, perché hanno prodotto persone grandi e meravigliose che hanno cambiato il mondo. Il contributo dato da queste persone si è esteso a tutte le aree della vita; scienza, arte, commercio internazionale e, soprattutto, alla coscienza del mondo. Queste sono le persone che…

View original post 1.154 altre parole

Muslims Demand Infidel Owner Remove ‘Perfect Man’ Sign — He Has Brilliant Counter-Offer

Il post di Buseca ن!

Excusatio non petita

Avevo già riportato (a fine maggio) questo cartello:

“l’uomo perfetto”
– sposò una bimba di 6 anni
– decapitò 600 persone in un solo giorno
– possedeva schiavi e ne faceva commercio
– ebbe 13 mogli, 11 contemporaneamente
– stuprava,
– torturava ed uccideva chi non la pensava come lui

Ora pare che qualche musulmano si senta offeso da questo cartello e ne chieda la rimozione.

Mai come in questo caso il famoso adagio latino “Excusatio non petita, accusatio manifesta” si rivela adatto, adattissimo.

Oh, povere stelle! E perché si dovrebbero sentire offese? Non c’è nessun riferimento alla religione musulmana in quel cartello! Nessuno.

Davvero, rileggetelo. Nessun riferimento.

Quindi per la serie “excusatio non petita accusation manifesta” quando  Mi musulmani chiedono di rimuovere quel cartello perché anti-islamico stanno precisamente ed inequivocabilmente dichiarando che sì, maometto ha fatto tutte quelle cose.

L’articolo originale è questo qui. Volevo tradurlo al volo, ma dovendo rispondere al volo a qualcuno su G+ mi tocca pubblicare così com’è.

Prima di pubblicarlo quel cartello chi lo ha voluto pubblicare ha verificato da molti imam che fosse veritiero. Se nessuno riesce a confutarlo e soprattutto se i musulmani si sentito insultati da un cartello come questo dove NON c’è nessun riferimento esplicito alla religione, allora vuol dire che sono nel torto, torto marcio.

 Muslims Demand Infidel Owner Remove ‘Perfect Man’ Sign — He Has Brilliant Counter-Offer

After Muslims demanded the removal of a billboard criticizing the Islamic prophet Muhammad (left), owner Don Woodsmall (right) had a brilliant response. (Photo Source: The Indiana News, PBS)

When Muslims noticed a billboard calling their prophet Muhammad a “rapist” who “married a 6-year-old” and “beheaded Jews,” they immediately demanded the removal of the “racist and Islamophobic” message. However, the uproar forced the billboard’s owner to come forward — and he has just one thing to say to them.

Just days ago, leftists and Muslim groups across the U.S. loudly condemned a billboard along Interstate 465 in Indianapolis, Indiana. The sign contains a simple message which reads, “The Perfect Man,” with check-marked bullet points including “Rapist,” “13 wives, 11 at one time,” and “Tortured & killed unbelievers.” Instantly, Muslims knew the billboard was calling out their

Although Islam was never mentioned, instantly, Muslims knew the billboard was calling out their prophet Muhammad, prompting them to demand the sign’s removal in accordance with Sharia blasphemy laws. This national outcry has already prompted the sign’s owner to relinquish his personal safety by coming forward to not only take credit for the billboard’s construction but issue yet another daring message to “truthophobes” who deny its credibility.

WTHR reports that Don Woodsmall, who is a Duke law school graduate, has proudly taken responsibility for the billboard but says that while he is unafraid to show his face to the dangerous Muslim community, he’ll protect his clients’ identities. Woodsmall came forward to local media to slam free speech objectors, confidently declaring that he would gladly remove the sign himself — all they have to do is prove the statement wrong.

In his statement, Woodsmall says, “It is interesting to note… the Muslim community knew exactly who it was referring to. The truth is a powerful weapon.”

Woodsmall explained that he only agreed to erect the sign after thoroughly researching each claim and finding proof directly in the passages of the Quran and hadith. In addition, he spoke to at least half a dozen Islamic scholars who confirmed the scriptures in question.

“I was convinced that each point listed on the billboard was historically and factually true. I would encourage others to do their own research to verify the veracity of each and every point,” Woodsmall wrote. He also noted that he would remove the billboards if the statements are proven to be false.

Despite Muslims demanding that Woodsmall names his clients, undoubtedly for nefarious purposes, the billboard owner refuses to endanger their lives. The unwavering owner slammed the sign’s critics, reminding them that it is the very definition of free speech to question and tear apart lies and toxic ideologies.

“My clients want this national conversation to happen if we are ever to overcome the violence that plagues Islam,” he wrote to 13 Investigates. “This is not only pro-American, but beneficial to Muslims who came to America to escape the Sharia.”

Disturbingly, designated terrorist group CAIR and lying Muslims are declaring the message “racist” and “Islamophobic,” although none can provide any scripture or historical text to back up their claims. On the other hand, each one of the bullet points has a direct correlation to the Quran and hadith.

If the Muslim critics were honest, they’d point out that the only flaw in Woodsmall’s message is that Muhammad didn’t necessarily behead 600 Jews in one day — historical records suggest it a number between 500 and 900 Jews and likely over a period of several days. Potato, potato.

If the left considers it “hate speech” to summarize these violent and bigoted Islamic passages, it’s time for them to admit that the Quran and hadith are hate speech. It’s not racist to denounce Muhammad’s ownership of dozens of black slaves as racist. In fact, it’s racist of Muslims and leftist to defend Muhammad’s slave ownership and attempt to censor it.

The truth is that the prophet Muhammad boasted of his own racist slave ownership, sex slavery, marriage to a child, and mass slaughter of unbelieving men, women, and children. These are not fear-mongering allegations but direct quotations from the prophet, his closest companions, and even his favorite child bride, Aisha.

It is inexcusable for Muslims to demand we shut up or apologize for pointing out the sadistic behavior of their prophet. Instead, they are the ones who should be apologizing for calling a slave-owning, murdering, pedophile rapist the “perfect man” and denounce his actions immediately.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: