Errare è umano ma perseverare…è da Ubis.

Errare è umano ma perseverare…è da Ubis.

Nonostante le precedenti esternalizzazioni non hanno dato i frutti sperati e di risparmi “ghe n’è minga”… la miopia di questo management continua imperterrita a ripercorre gli stessi errori.

Qui il post:

Ubis: continua la svendita di attività e professionalità

 

(Immagine: Sceltalibera)

SALLCA-CUB Unicredit: Addio sonni tranquilli!

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Il destino ci è avverso. Lavorativamente siamo nati bancari, come “moriremo”? Lo scopriremo presto. Unicredit non ha intenzione di rinunciare alle esternalizzazioni delle attività (e dei lavoratori). Basti pensare che l’OdS in oggetto dedica deine di pagine alle operazioni di outsourcing, e solo poche righe a quelle di insourcing!

SALLCA-CUB Unicredit: Addio sonni tranquilli!

Unicredit: l’Italia in un microcosmo (parte seconda)

Unicredit: l’Italia in un microcosmo (parte seconda)

Ricordate il comunicato dello scorso dicembre dal titolo “Unicredit: l’Italia in un microcosmo”? In quel comunicato si riportava l’ennesima brutta pagina sindacale nel Gruppo Unicredit.

Le sigle sindacali avevano firmato un accordo che mandava a casa 600 bancari anziani e costosi con il sistema del prepensionamento.

A casa senza il loro consenso ma, come detto, con la benedizione di tutte le organizzazioni sindacali (ad esclusione delle RSA FISAC del Lazio: né quella di UBIS, né quella di UNICREDIT – RETE hanno firmato l’accordo del novembre 2012, nonostante fossero le uniche titolate a farlo, come prevede la Legge 223, perché solo nel Lazio c’erano 5 o più persone licenziate).

Si tratta delle  stesse organizzazioni, però, che hanno risparmiato da quell’esodo forzato proprio alcuni dei loro dirigenti. Sul banco degli imputati sono finite anche sigle “di peso”  come Fabi e Uilca. …continua …

Unicredit investe massicciamente nell’IT

Non c’è verso, è più forte di loro. Non riescono a non prendere per il fondoschiena i lavoratori… O forse Mr. Ghizzoni si è confuso? Forse voleva dire che IBM investirà massicciamente nell’IT…

Vallo a sapere…

Intanto i colleghi di Unicredit appena ceduti ad IBM sentitamente ringraziano!

Il post:

Federico Ghizzoni: investimenti importanti nell’Information Technology

Assunzioni in Ubis: accontentiamoci delle briciole

Non di meno recepiamo positivamente che delle circa 700 assunzioni, a detta dell’azienda circa 500, che “sembravano” destinate ad essere concretizzate solo all’estero, riguarderanno invece anche il perimetro italiano di UBIS anche se in percentuale minore rispetto ai paesi esteri.

Il 70% (ma forse anche di più, questo lo scopriremo solo vivendo) delle assunzioni in Ubis sarà effettuato oltre gli italici confini.

E’ molto probabile che quel centinaio d’assunzioni  che si faranno nei prossimi anni in Italia sarà necessario per ricoprire posizioni chiave nella Governance o per ricoprire ruoli per attività che difficilmente potranno essere delocalizzate all’estero velocemente.

Non a caso le assunzioni si concentreranno soprattutto in quei paesi (Polonia e Romania) dove minore è il costo della manodopera.

Dov’è l’impegno sociale delle banche a sostenere il proprio Paese? Continua a leggere

Paolo Cederle parla di Ubis dalle pagine del sito di McKinsey

Paolo Cederle parla di Ubis dalle pagine del sito di McKinsey in una lunga intervista pubblicata lo scorso settembre e disegna un’Azienda che non c’è più. L’amministratore delegato  nelle sue dissertazioni si mostra attento a delineare, seppur conscio di qualche criticità, un quadro a dir poco idilliaco; evidentemente il nostro CEO non è avvezzo a girare per i corridoi degli stabili di Ubis e non riesce a cogliere i malumori dei lavoratori.
Nell’intervista non c’è nessun accenno alle procedure di cessione in atto da più di un anno. E’ come se questa intervista fosse stata fatta in un altro tempo ed in un altro luogo; e McKinsey a questo”gioco” ben si presta non ponendo mai domande sulla valenza e funzione di questi scorpori. … continua …

Comunicato Cub-Sallca su VT-S

Antiscians.

in_out_sourceDa SEGRETERIA NAZIONALE CUB SALLCA

A iscritti/e e lavoratori/lavoratrici

Proseguono le esternalizzazioni di parti di Ubis e siamo arrivati alla terza società costituita per espellere lavoratori.

Il trasferimento di operazioni in paesi stranieri, che ha coinvolto le prime due società costituite in precedenza, confermano i nostri timori che le cosiddette newco servano a far gestire all’esterno della banca i licenziamenti.

Continueremo a denunciare quanto accade e ad invitare i lavoratori a organizzarsi per resistere.

Qui il comunicato sindacale

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Bancario addio? E’ il simbolo della scomparsa del ceto medio italiano.

E c’è chi per questo gioisce, come potrete leggere nell’articolo più sotto linkato (Il bancario?Un mestiere(finalmente)come tutti gli altri).
Si vuole l’appiattimento verso il basso dei lavoratori dipendenti e la nascita di una società che finirà per creare (pochi) super ricchi e (molti) poveri; insomma continuare quell’opera di polarizzazione della ricchezza iniziata – un po’ in tutto il Mondo – negli anni Ottanta e che ha avuto una grande accelerazione in quest’ultimo decennio.

Anziché elevare diritti e retribuzioni di categorie oggi più “in ritardo”, si gioisce per il lavoro di demolizione e smantellamento dei diritti e delle retribuzioni di chi era riuscito a creare un mondo fatto di tutele e di welfare.

Ci aspetterà un futuro da precari, sottopagati e senza alcuna difesa.

La crisi che stiamo ancora pagando non nasce solo dalla finanza e dalle banche, è anche conseguenza dell’amplificarsi proprio di queste diseguaglianze nella formazione di reddito e nella distribuzione di ricchezza.

La classe media, infatti, ha mantenuto fino a tempi recenti alti livelli di consumi grazie alla contrazione della propria propensione al risparmio ed al massiccio ricorso all’indebitamento; non a caso la politica dei “mutui facili” ha poi portato alla bolla del 2007 ed alla crisi finanziaria di cui oggi ne paghiamo ancora le conseguenze.

Ma non è togliendo i diritti ai lavoratori che si potrà risanare il Paese,come togliendo il contratto a 300mila bancari si potranno magicamente curare i mali di un sistema che si trascinano da decenni e che si chiamano “politica”, “arrivismo” e “clientelismo”.

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