Banche, dalla Spagna alla Germania dopo l’ingresso dello Stato tetti agli stipendi e stop ai bonus. In Italia il Tesoro tace

Sta per partire il salvataggio del Monte dei Paschi con un’iniezione di soldi pubblici. E il governo dovrà decidere se ridurre le retribuzioni dei vertici. In teoria i gruppi quotati non devono rispettare i paletti fissati per i manager pubblici, ma a livello internazionale tutte le nazionalizzazioni di istituti di credito sono andate a braccetto con tagli ai maxi compensi: non oltre i 500mila euro. Fa eccezione la Gran Bretagna

Qui l’articolo

Bancari. Legge per un tetto ai compensi dei manager: la Fiba Cisl incontra i parlamentari

Bancari. Legge per un tetto ai compensi dei manager: la Fiba Cisl incontra i parlamentari


Romani (Fiba Cisl): "Il paese è maturo per fare una legge che va nella direzione dell'equità e dello sviluppo".
 

Roma, 9 luglio 2014. Grande interesse e disponibilità nei confronti delle proposte della Fiba Cisl: e' quanto hanno mostrato i Parlamentari intervenuti al convegno organizzato dalla Fiba Cisl di Roma e del Lazio alla Camera dei deputati per discutere la proposta di legge per un tetto ai compensi dei top manager e il documento sul nuovo modello di banca al servizio dell'occupazione e del paese.
Nel corso dell'iniziativa, che è stata anche l'occasione per presentare lo studio della Fiba sui compensi del top management del settore finanziario, dove si rileva che i compensi stratosferici non accennano a diminuire, sono state condivise le motivazioni politiche ed economiche alla base della legge. L'esigenza, cioè, di maggiore equità non solo per ragioni etiche ma come leva di politica economica, perché proprio le disuguaglianze sono all'origine della crisi.
Una sproporzione troppo evidente tra le super retribuzioni e andamento del paese, risultati dell'impresa, retribuzioni dei lavoratori e di conseguenza la necessità di correttivi e' stata evidenziata da Titti Di Salvo del Gruppo Misto della Camera, la quale ha aggiunto che "occorre riportare in ambito pubblico un tema come questo, da sempre proposto in termini scandalistici, ma che si autoconclude nella denuncia".
E' poi giunto anche il sostegno di Carlo Petrini del PD e di Nunzia De Girolamo (NCD), Carla Ruocco (M5S) che concordano con l'obiettivo della legge; una condivisione "sentita e motivata"da parte di Maurizio Gasparri (Forza Italia), il quale ritiene che "la proposta va nella giusta direzione"; l'interesse di Daniele Capezzone (FI) che ha comunque sollevato dubbi su limiti che "penalizzerebbero le aziende nella competizione globale".
Su quest'ultimo punto la risposta del segretario generale della Fiba Cisl Giulio Romani: "Esiste il dubbio che modificare lo status esistente ci esponga a chissà quale rischio di qualità nella gestione del sistema? La liberalizzazione dei compensi manageriali non ci ha preservato da scelte qualitative scadenti né ci ha garantito comportamenti retti ed onesti…! Il paese è maturo per fare una legge che va nella direzione dell'equità e dello sviluppo. Siamo disposti, come ovviamente ci è stato richiesto oggi, a confrontarci e migliorare la nostra proposta. La discussione è stata positiva, ora ci aspettiamo fatti."

Ufficio stampa Fiba Cisl

Fiba Cisl: proposta legge su tetto retribuzioni manager approda alla Camera (Borsaitaliana)

Fiba Cisl: proposta legge su tetto retribuzioni manager approda alla Camera

(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Roma, 22 mag – "La proposta di legge per un tetto alle retribuzioni dei manager finalmente approda alla discussione parlamentare. Il progetto targato Fiba e Cisl – si legge in una nota del sindacato dei bancari – aveva visto l'impegno di lavoratori, di cittadini, militanti, che nei mesi scorsi avevano disseminato i comuni del nostro Paese di banchetti per la raccolta di firme per una legge che fissando un tetto alle retribuzioni del top management …continua…

Banche: i Top Manager non pagano mai

Banchieri superpagati anche quando fanno danno da milioni di Euro. Con il benestare dei soliti “amici”.

“Le banche fanno credito senza le dovute garanzie ai soliti noti (vedi Carlo Tassara, gruppo Ligresti e così via)”, è l’accusa del Fabi, “dimenticandosi delle piccole medie imprese. E poi pretendono di fare pagare il conto delle loro inefficienze ai lavoratori”.

Banche: i Top Manager non pagano mai

(Immagine: home.fotocommunity.de)

Unicredit: a Ghizzoni e top manager no bonus a causa crisi

Si dovrà accontentare di 2,3 milioni di euro (per il 2013). Riuscirà ad arrivare alla fine del mese?

Unicredit: a Ghizzoni e top manager no bonus a causa crisi

(…)  In 2013 a Ghizzoni 2,3 mln, Nicastro 1,5 mln – All'a.d di UniCredit Federico Ghizzoni sono andati oltre 2,3 milioni di stipendio complessivo per l'esercizio 2013 (di cui 306 mila di benefici non monetari e 37 mila da altri compensi). E' quanto emerge dal documento sulla politica remunerativa del gruppo depositato in vista dell'assemblea del 13 maggio. Al direttore generale, Roberto Nicastro sono andati oltre 1,5 milioni (di cui 248 mila di benefici non monetari). Il presidente Giuseppe Vita ha percepito 1,3 milioni (e ha rinunciato al 20% dei compensi globalmente percepiti per l'esercizio 2012). Tra i vice presidenti Candido Fois (vicario) ha percepito quasi 598 mila euro, Vincenzo Calandra Buonaura quasi 325 mila euro, Luca Cordero di Montezemolo 315 mila euro, Fabrizio Palenzona 319 mila euro.

Qui tutto l'articolo: Unicredit: a Ghizzoni e top manager no bonus a causa crisi

BANCHE: FIBA CISL, BASTA AGLI STIPENDI MULTIMILIONARI DEI BANCHIERI

Via Agenparl.it

(AGENPARL) – Roma, 14 feb – “Sette italiani su dieci sono d’accordo con la Fiba Cisl” E’ questo il primo commento di Giulio Romani, segretario generale del sindacato dei bancari e degli assicurativi, a proposito dei risultati dell’ultima edizione di “Eurobarometro 80”, il sondaggio più importante condotto a livello europeo sulle opinioni dei cittadini Ue. Sulle questioni di natura più prettamente finanziaria in discussione a livello Ue, gli italiani mostrano un forte sostegno a regole più rigide contro i paradisi fiscali e l'evasione fiscale, all'inasprimento delle norme per le agenzie di rating, alla regolamentazione delle remunerazioni dei banchieri e anche all'introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie (67%). " Sono tutte proposte che la Fiba porta avanti da anni insieme alle associazioni della Società civile. “In particolare – aggiunge il segretario – “il 73% degli italiani ritiene doverosa una regolamentazione delle remunerazioni dei banchieri. Un simile plebiscito conferma la bontà dell’iniziativa della Fiba Cisl per una legge d’iniziativa popolare per porre uno stop alle retribuzioni multimilionarie dei banchieri troppo spesso sganciate dai risultati delle aziende che conducono con non poche difficoltà gestionali”. Considerando le ultime sortite dell’ABI sul rinnovo del Ccnl dei bancari in cui si parlava di blocco degli aumenti salariali, Romani conclude: “ Spero che la volontà degli italiani sia tenuta da conto da parte del Parlamento e che i banchieri capiscano che il clima è cambiato. Nessuna fuga in avanti ma trasparenza e lungimiranza per un nuovo modello di banca”.

Manager bancari onerosi e poco professionali.

Via Il Gattorandagio.org

Unisin – MANAGER, NON SOLO TROPPO PAGATI MA ANCHE…

logo Unisin Roma

MANAGER, NON SOLO TROPPO PAGATI MA ANCHE…

Da una recente pubblicazione, della Banca d’Italia, dei risultati e dei processi di autovalutazione sulla composizione qualitativa e quantitativa dei board ed il funzionamento degli organi aziendali, delle 43 Banche in esame, si riscontra un quadro non certo edificante.
L’analisi –ovvero l’autoanalisi – quantitativa rivela che il numero dei componenti il board delle Banche Italiane esaminate è sostanzialmente legato alla dimensione degli attivi, in ogni caso più numeroso se rapportato alle altre Aziende Italiane, ed anche se paragonato ai board delle società Europee comparabili in termini dimensionali.
Si riscontra con un certo stupore, accompagnato da una dose di indignazione, che in questi ambienti è stato bandito il concetto di “spending review” tanto che la crisi ha avuto addirittura un effetto benefico sul numero degli Amministratori, visto che sono in crescita rispetto ad una rilevazione del 2011, sempre condotta da Bankitalia, sugli Statuti delle Banche ed in riferimento della pubblicazione delle best practice.
Dall’esame di queste autovalutazioni non ci si aspetti, tra l’altro, una auto critica rispetto al fatto che le così dette “quote rosa” sono pressoché sconosciute e che questi amministratori si considerino un po’ come il vino: credono che invecchiando possano migliorare.
Credono che, ad esempio, l’evoluzione tecnologica nel Settore possa essere meglio gestita dagli ottuagenari… e non è uno scherzo…le autovalutazioni giunte in Bankitalia confermano questo convincimento! Colleghi, occorre ammettere che questo Management riesce sempre a stupire.
Passiamo poi all’aspetto che interessa di più Unisin. L’aspetto qualitativo.
Come non evidenziare, infatti, che, mentre l’Abi disdetta il CCNL, permettendosi di giudicare il personale bancario… “resistente, ovvero non sufficientemente disponibile al cambiamento, alla riconversione ed alla riqualificazione professionale e culturalmente distante dalle nuove esigenze”… chi da indicazioni nel merito sono proprio coloro che risultano più deficitari sotto il profilo professionale a svolgere la “mansione” scandalosamente retribuita, ovvero, i Manager.
Unisin ritiene imprescindibile, a questo punto, evidenziare innanzitutto che gli esponenti di questi CDA hanno un elevato numero di cariche e che quindi è legittimo avanzare qualche perplessità circa la autovalutazione ampiamente positiva rispetto alla disponibilità di tempo dedicata dai Consiglieri nello specifico ruolo.
Ma per meglio comprendere l’aspetto qualitativo e l’importanza che, l’autovalutazione proveniente dalle 43 Banche, ha dato all’iniziativa di Bankitalia… Unisin intende riportare alcuni stralci integrali dalla suddetta analisi dell’Organo di Vigilanza:
“Relativamente alla professionalità complessiva del board, nel 90,7% dei casi le autovalutazioni riportano un giudizio positivo, estremamente sintetico,…. Nel 9,3% dei casi il profilo in analisi non risulta invece aver formato oggetto di indagini o le informazioni riportate non sono state sufficientemente dettagliate.
Pressoché nessuna delle autovalutazioni contiene approfondimenti mirati circa l’adeguatezza della professionalità dei consiglieri rispetto a tutti i profili di rischio cui la banca è esposta; le valutazioni restano prevalentemente limitate ad una mera attestazione di congruità rispetto alla complessità dimensionale e operativa delle realtà di riferimento.
Nei casi in cui viene effettivamente individuato il profilo teorico dei consiglieri, vengono richiesti in modo generico: un’adeguata conoscenza del business bancario, delle dinamiche del sistema economico finanziario, della regolamentazione della finanza e dei mercati e delle metodologie di gestione e controllo dei rischi.
La quasi totalità delle autovalutazioni ha posto in evidenza l’opportunità di accrescere le professionalità, anche per il tramite di specifici piani di formazione per i consiglieri; in taluni casi è stata prospettata l’esigenza di potenziare il board mediante la designazione di consiglieri dotati dispecifica professionalità nel settore bancario e finanziario.
Gli approfondimenti compiuti sul sub-campione di banche mostrano che le modalità di valutazione della professionalità dei consiglieri sono prevalentemente formali, limitate ad una mera verifica dei requisiti minimi di legge, e non sempre assicurano l’adeguata composizione del board sotto il profilo della competenza tecnica. Sulla base dell’analisi dei curricula dei componenti, nel sub-campione esaminato, non sembrano sempre presenti professionalità specifiche nel campo della gestione e governo dei rischi finanziari anche nelle realtà caratterizzate da maggiore complessità. Alcune autovalutazioni richiamano, correttamente, l’importanza che rivestono i requisiti di onorabilità per tutelare la banca dai rischi reputazionali e, in un’ottica prospettica, prevedono che i candidati alla nomina di amministratore, oltre a possedere i requisiti previsti dalle vigenti disposizioni normative e regolamentari, non devono aver tenuto comportamenti che, pur non costituendo illeciti tali da compromettere la sussistenza dei requisiti di onorabilità, possono comportare per la banca conseguenze pregiudizievoli sul piano reputazionale.
Nel concreto, la presenza di profili di inopportunità della nomina – quali, ad esempio, le condanne penali per reati finanziari, sanzioni amministrative anche interdittive o coinvolgimenti in procedure fallimentari – non viene adeguatamente valutata né sotto il profilo della competenza professionale né sotto quello della reputazione.”
Può bastare?
ANDANDO DI QUESTO PASSO QUESTI POVERI CONSIGLIERI RISCHIANO DI ESSERE POSTI IN ESODO O, ESTERNALIZZATI, IN ALTRI COMPARTI…
BATTUTA A PARTE UNISIN RITIENE CHE SIA ORA DI FINIRLA CON L’AGGRESSIONE AI LAVORATORI: VENGANO AL PETTINE TUTTI I NODI, SIANO EVIDENZIATE LE RESPONSABILITA’ ED IL SINDACATO RISPONDA COMPATTO COSI’ COME COMPATTI HANNO RISPOSTO I LAVORATORI CON L’ADESIONE ALLO SCIOPERO DI OTTOBRE.

Roma, 2 Dicembre 2013

LA SEGRETERIA NAZIONALE

Banche: Sileoni (Fabi), manager non pagano per crescita sofferenze

”Come dire: la cattiva qualita’ del credito e’ colpa dei lavoratori bancari. Gli stessi numeri citati dal presidente Patuelli, dimostrano esattamente il contrario: i crediti inesigibili superiori a 125mila euro arrivano a toccare la percentuale del 72,6% e i super debitori, quelli con debito superiore a 25 milioni di euro, pesano per l’11,7%. E non e’ un caso che gli affidamenti a partire da 125mila euro in su rientrano tutti nelle autonomie e nelle competenze delle direzioni generali, dei consigli d’amministrazione e dei consigli di gestione delle banche. Insomma: il solito giochetto di prestigio, che rispediamo al mittente.Se un bancario sbaglia, talvolta puo’ rischiare anche il licenziamento, mentre quei manager che hanno contribuito a raggiungere la cifra record di 133 miliardi di sofferenze stanno ancora li’ al loro posto, strapagati e impuniti”, prosegue il numero uno della Fabi.

 

Qui l’intero articolo pubblicato da Asca

Ancora sulla disdetta ABI del CCNL

Unicredit, Intesa e Abi, ma quando pagheranno anche i top manager?

di Fabio Angioletti

Leggi anche:  Unicredit, Intesa e Mps, i numeri in chiaroscuro delle banche. Report di Prometeia

(Immagine: Manageronline.it)

Bancario addio? E’ il simbolo della scomparsa del ceto medio italiano.

E c’è chi per questo gioisce, come potrete leggere nell’articolo più sotto linkato (Il bancario?Un mestiere(finalmente)come tutti gli altri).
Si vuole l’appiattimento verso il basso dei lavoratori dipendenti e la nascita di una società che finirà per creare (pochi) super ricchi e (molti) poveri; insomma continuare quell’opera di polarizzazione della ricchezza iniziata – un po’ in tutto il Mondo – negli anni Ottanta e che ha avuto una grande accelerazione in quest’ultimo decennio.

Anziché elevare diritti e retribuzioni di categorie oggi più “in ritardo”, si gioisce per il lavoro di demolizione e smantellamento dei diritti e delle retribuzioni di chi era riuscito a creare un mondo fatto di tutele e di welfare.

Ci aspetterà un futuro da precari, sottopagati e senza alcuna difesa.

La crisi che stiamo ancora pagando non nasce solo dalla finanza e dalle banche, è anche conseguenza dell’amplificarsi proprio di queste diseguaglianze nella formazione di reddito e nella distribuzione di ricchezza.

La classe media, infatti, ha mantenuto fino a tempi recenti alti livelli di consumi grazie alla contrazione della propria propensione al risparmio ed al massiccio ricorso all’indebitamento; non a caso la politica dei “mutui facili” ha poi portato alla bolla del 2007 ed alla crisi finanziaria di cui oggi ne paghiamo ancora le conseguenze.

Ma non è togliendo i diritti ai lavoratori che si potrà risanare il Paese,come togliendo il contratto a 300mila bancari si potranno magicamente curare i mali di un sistema che si trascinano da decenni e che si chiamano “politica”, “arrivismo” e “clientelismo”.

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