Banche: i Top Manager non pagano mai

Banchieri superpagati anche quando fanno danno da milioni di Euro. Con il benestare dei soliti “amici”.

“Le banche fanno credito senza le dovute garanzie ai soliti noti (vedi Carlo Tassara, gruppo Ligresti e così via)”, è l’accusa del Fabi, “dimenticandosi delle piccole medie imprese. E poi pretendono di fare pagare il conto delle loro inefficienze ai lavoratori”.

Banche: i Top Manager non pagano mai

(Immagine: home.fotocommunity.de)

Ancora sulla disdetta ABI del CCNL

Unicredit, Intesa e Abi, ma quando pagheranno anche i top manager?

di Fabio Angioletti

Leggi anche:  Unicredit, Intesa e Mps, i numeri in chiaroscuro delle banche. Report di Prometeia

(Immagine: Manageronline.it)

Bancario addio? E’ il simbolo della scomparsa del ceto medio italiano.

E c’è chi per questo gioisce, come potrete leggere nell’articolo più sotto linkato (Il bancario?Un mestiere(finalmente)come tutti gli altri).
Si vuole l’appiattimento verso il basso dei lavoratori dipendenti e la nascita di una società che finirà per creare (pochi) super ricchi e (molti) poveri; insomma continuare quell’opera di polarizzazione della ricchezza iniziata – un po’ in tutto il Mondo – negli anni Ottanta e che ha avuto una grande accelerazione in quest’ultimo decennio.

Anziché elevare diritti e retribuzioni di categorie oggi più “in ritardo”, si gioisce per il lavoro di demolizione e smantellamento dei diritti e delle retribuzioni di chi era riuscito a creare un mondo fatto di tutele e di welfare.

Ci aspetterà un futuro da precari, sottopagati e senza alcuna difesa.

La crisi che stiamo ancora pagando non nasce solo dalla finanza e dalle banche, è anche conseguenza dell’amplificarsi proprio di queste diseguaglianze nella formazione di reddito e nella distribuzione di ricchezza.

La classe media, infatti, ha mantenuto fino a tempi recenti alti livelli di consumi grazie alla contrazione della propria propensione al risparmio ed al massiccio ricorso all’indebitamento; non a caso la politica dei “mutui facili” ha poi portato alla bolla del 2007 ed alla crisi finanziaria di cui oggi ne paghiamo ancora le conseguenze.

Ma non è togliendo i diritti ai lavoratori che si potrà risanare il Paese,come togliendo il contratto a 300mila bancari si potranno magicamente curare i mali di un sistema che si trascinano da decenni e che si chiamano “politica”, “arrivismo” e “clientelismo”.

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Cucchiani, ceo di Intesa (11mila€ di stipendio al giorno): “Le banche non possono fare assistenzialismo”

Guadagna 10.786 euro al giorno, 3.937.000 euro all’anno nel 2012.03ad0-vaffanculo

E in 3 giorni incassa lo stipendio medio di un bancario.

E’ Enrico Cucchiani, ceo di Intesa. A proposito dei crediti a imprese e famiglie da parte delle banche si è così espresso:

Le banche non possono fare assistenzialismo. Le sofferenze sono a livelli mai visti, le banche fanno il loro lavoro. È l’economia ad essere bloccata dall’assenza di riforme.

Lo dice proprio nel giorno in cui 29 banchieri vengono indagati per usura

E tutto torna…

Fonte: Ilradar.com

Specchietto per le allodole? No, continuano a prenderci in giro!

Care colleghe e colleghi, in questi giorni una sigla sindacale, la Fiba/Cisl, sta raccogliendo le firme per presentare in parlamento un disegno di legge per chiedere una legge che definisca un tetto massimo agli stipendi dei manager. Iniziativa lodevole se fosse a supporto di una iniziativa sindacale che ponesse al centro la redistribuzione della ricchezza, dell’occupazione e del modo di fare banca, invece… Invece è solo propaganda, quanti disegni di legge presentati da sindacati e partiti giacciono in parlamento da anni? E soprattutto questo sindacato nelle aziende, in categoria, e nel paese come continua a muoversi? Ricordate l’ultimo contratto nazionale, cosa ha firmato questa sigla, insieme alle altre: riduzione di diritti, differenziazione salariale per i neo assunti e moderazione salariale per tutti; quali accordi ha firmato nei gruppi subito dopo il contratto, soprattutto in Mps? Tutti all’insegna della riduzione di diritti e frantumazione della categoria. Aggiungiamo ancora un elemento che sfugge ai più, la CISL, oltre che avere un tesoretto di 64,5 mln di euro è proprietaria di una serie di aziende, una delle quali prende in appalto attività anche di banche ed assicurazioni, quelle che fanno outsourcing e ristrutturazioni che cedono rami d’azienda e, attraverso agli accordi con i sindacati, cedono e/o buttano fuori i lavoratori. Riteniamo molto interessanti i 2 articoli che potrete leggere da questi due link:  Continua a leggere

Ed ecco il video:

 

affibatevi

TETTO AGLI STIPENDI DEI TOP MANAGER Giulio Romani Segr. Generale Fiba Cisl Nazionale illustra l’iniziativa su TgCom24 delle ore 15,30

Ma come fa quel tal Mazzietti (Scelta Civica) a dire che deve esserci un premio per i top manager che fanno risultati? Ma le ha viste le aziende italiane? Gli utili sono di carta, o peggio, si spacchetta e si cedono pezzi di azienda per fare cassa, con il risultato che secondo Mazzietti, il manager prende i soldi e i lavoratori finiscono licenziati. Ormai neanche al bar si sentono tali sciocchezze!!! O l’altra argomentazione che c’è un mercato dei manager che ha dei livelli di stipendio dovuti alla competizione!! Ma lo sa che in Scandinavia i top manager prendono meno degli altri e i dipendenti di più e non scappano all’estero???

Rimandato a settembre!!!

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Nordea batte MPS per k.o. prima ancora di iniziare

affibatevi

Montepaschi: lavoratori 32475
Nordea (banca multinazionale del nord Europa): lavoratori 31376
stipendo ex-DG MPS: 5 mln di € (benefit di tutti i tipi anche treni di salsicce)
stipendo CEO Nordea: 1,2 mln. di € (benefit solo casa e auto)
Montepaschi: non fa utili
Nordea: fa utili
Il Presidente, dico il presidente, di Nordea stipendo anuo 236mila€, il vicepresidente 96mila€. UN ALTRO MONDO E’ POSSIBILE!!!
Secondo Mazzietti (Scelta Civica) questo è il mercato. secondo me ci STANNO FREGANDO!!!
FIRMIAMO LA PROPOSTA DI LEGGE PER UN TETTO AGLI STIPENDI DEI TOP MANAGER!!!

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Unicredit: contrazione dei bonus, ma i più sono solo “differiti” negli anni a venire.

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Oltre l’80% degli incentivi sarà differito negli anni successivi e sarà legato al raggiungimento di ulteriori condizioni di performance future.

Ecco l’articolo del Corriere:

Unicredit, il vertice rinuncia ai bonus. E per i primi 115 manager taglio del 50%

E’ però importante ricordare anche questa notizia che stride un po’ con la linea di “sobrietà” tanto sbandierata dal nostro Gruppo:

Unicredit: aumento del capitale sociale di € 6.907.674,33 PER LE RISORSE STRATEGICHE DI GRUPPO

 

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