Bancari: i segretari generali delle organizzazioni sindacali danno il via libera al CCNL

Nonostante sia stata svolta solo una parte delle assemblee e di fronte ad un esito scontato delle stesse, le OO.SS. hanno inviato ad Abi una lettera con cui sciolgono la riserva sull’ipotesi di rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro sottoscritta lo scorso 19 dicembre.

I bancari dicono sì al contratto: a marzo arrivano gli aumenti in busta paga

Dopo il sì unanime dell’esecutivo dell’Abi, arriva anche il via libera dalle assemblee. Aumento in busta paga di 190 a regime: prima tranche di 80 euro a decorrere da gennaio

Articolo qui

Contratto, la scaletta unitaria per le assemblee dei bancari sul rinnovo Ccnl (Via First Cisl)

La scaletta unitaria per le assemblee delle lavoratrici e dei lavoratori che si terranno tra il 6 febbraio e il 13 marzo per votare il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro del settore creditizio.

Il documento, elaborato unitariamente da Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin, illustra le modifiche e le implementazioni ai vari articoli del contratto nazionale in base all’ipotesi di accordo firmata tra i sindacati e l’Abi lo scorso 19 dicembre.

Ecco la scaletta unitaria per le assemblee sul rinnovo del Ccnl del credito

Abi dice sì al rinnovo del contratto nazionale di categoaria.

Come anche al proprio interno hanno già detto le assemblee di Fisac, Uilca ed UniSin. Il 29 gennaio si riunirà la fabi e “non sono attese sorprese, in quanto il lavoro del segretario generale, Lando Maria Sileoni, è stato apprezzato sia all’interno dell’organizzazione sia nelle file dei bancari italiani. Concluse le votazioni al vertice delle organizzazioni sindacali, la palla passerà ai lavoratori con le assemblee che partiranno il 6 febbraio e si chiuderanno entro il 13 marzo”. Le assemblee dei lavoratori non dovrebbero portare sorprese e si presenteranno come “una pura formalità”.

L’intero articolo “Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps, Ubi, Banco Bpm e non solo. Ecco i rumors sindacali post contratto” lo potete leggere qui (interessante gossip sulla First Cisl….).

CCNL Bancari: il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto?

Niente arretrati (il contratto è scaduto da 1 anno), niente ripristino della base di calcolo per il TFR, il contratto che slitta di 1 anno, nulla di nuovo per il ripristino dell’art.18 e l’abbattimento della riduzione per il salario d’ingresso degli assunti già in servizio grava sul Fondo per l’Occupazione (in sintesi ce lo paghiamo noi).

Qui il testo dell’accordo:

ACCORDO DI RINNOVO DEL CONTRATTO COLLETTIVO DI LAVORO DELLE AZIENDE DI CREDITO – FIRMATO IL 19.12.2019

Sileoni (fabi) in merito a CCNL e situazione in #UniCredit

(…) Sileoni ha citato espressamente il ceo di Unicredit, Jean Pierre Mustier: «Unicredit con il taglio dei posti pagherà i dividendi ai soci», ha attaccato Sileoni, «il sindacato deve «contrastare la spregiudicatezza e l’arroganza di questo francese che vuole traslocare dall’italia creando un gruppo europeo con sé stesso alla guida. Non è solo una questione sindacale ma soprattutto politica perché c’è serio rischio che Unicredit possa fare la stessa fine del gruppo Fiat-Chrysler, una grande azienda italiana che, purtroppo, non parla neanche più il dialetto piemontese. Se non prenderemo una posizione seria, la nostra categoria diventerà una riserva indiana: ci vogliono annientare perché c’è chi vorrà togliere di mezzo il fondo esuberi, per poi arrivare ai licenziamenti, come purtroppo è già stato fatto in Europa». (…)

Bancari, la Fabi sfida i banchieri sul contratto: 1 neoassunto per 2 esuberi

A quando il CCNL Bancari dei bancari?

“Non c’è fretta, non ce l’ha prescritto il medico di chiudere prima di Natale. Dobbiamo fare tutto per bene, soprattutto nella scrittura dei nuovi articoli del contratto nazionale. Quella è una fase delicata che richiede tempo, pazienza e capacità professionale. In Abi sono specialisti anche nel cercare di recuperare in forma scritta quello che lasciano verbalmente e “politicamente” sul campo. Hanno scelto di metterci pressione sul tempo, ma non ci riusciranno”

tratto da: Contratto bancari, che cosa dicono i sindacati a Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps, Ubi e non solo. Parla Sileoni (Fabi)

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CCNL: passi in avanti, anche se insufficienti.

“Siamo al primo giro di boa: registriamo, per la prima volta, alcuni passi in avanti, anche se insufficienti, rispetto all’immobilismo fin qui dimostrato da ABI che ci permettono di proseguire nel confronto. Valuteremo complessivamente il rinnovo del contratto nazionale soltanto quando potremo verificare in concreto ulteriori disponibilità di ABI, a partire dall’offerta economica di 135 euro di aumento che è insufficiente”

 

Estratto da:

Banche, Fabi: su contratto avanti con trattative, ma strada lunga e difficile

CCNL Bancari: per i sindacati proposta ABI è irricevibile

 

(…) Sileoni chiede all’Abi di presentare «risposte concrete su temi fondamentali: la parte economica e il ripristino dell’articolo 18». Quanto alla proposta dell’Abi Sileoni dice che le banche «hanno messo sul tavolo una contropiattaforma normativa su temi di grande sensibilità sociale che per noi è inaccettabile sia nel metodo, perché ci avevano garanti che si sarebbe discusso su quella dei sindacati, sia nel merito perché contiene una serie di proposte irricevibili, dalla riforma degli inquadramenti, all’area contrattuale fino al rapporto tra primo e secondo livello di contrattazione». (…)

Bancari, in stallo il rinnovo del contratto. Si negozia sull’aumento

Leggi anche il comunicato delle segreterie nazionali:

Scarica qui il comunicato sindacale

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Ecco i nomi dei banchieri che remano contro il negoziato per il rinnovo del CCNL

COS’E’ ACCADUTO ALL’ULTIMO INCONTRO

“Due rappresentanti di due importanti istituti di credito, uno italiano e uno francese – racconta -, hanno puntato i piedi su argomenti di grande importanza sociale e contrattuale. Uno, quello del gruppo francese, pretende più tagli di personale invocando anche i licenziamenti e ha assunto una rigida posizione di chiusura di fronte agli aumenti economici richiesti dai sindacati (200 euro medi) per i 288.000 lavoratori del settore. L’altro, quello italiano, si lamenta di pagare troppo per il Fondo per l’occupazione giovanile per il quale è previsto un versamento pari al 4% della retribuzione. Versamento che, a suo giudizio, sarebbe iniquo e troppo oneroso per le fasce di stipendio più alte, ritenendo il Fondo persino inutile”.

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Secondo quanto risulta a Start Magazine da indiscrezioni raccolte in ambienti bancari i due importanti manager presenti al tavolo che hanno sparigliato le carte sarebbero Rosario Giacomo Strano, chief operating officer di Intesa Sanpaolo dal 1° gennaio scorso, e Andrea Munari, amministratore delegato e direttore generale di Bnl, responsabile del gruppo francese Bpn Paribas in Italia.

qui l’intero articolo di Start Magazine
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Si va verso la rottura del negoziato per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro dei bancari.

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Lo sciopero, con il sistema di regolamentazione attuale,  servirà solo a far risparmiare le aziende ed impoverire i lavoratori. Meglio lo sciopero “bianco” e degli straordinari…purchè i lavoratori siano coesi e compatti nell’applicazione di regolamenti ed orari di lavoro.