Busto Arsizio, Fratelli d’Italia vuole mandare Crozza a combattere contro l’Isis

GRANDI!

Busto Arsizio, Fratelli d’Italia vuole mandare Crozza a combattere contro l’Isis

L'attore Maurizio Crozza

L’Italianità che da sempre diffonde il corpo militare degli Alpini e la sua Associazione Nazionale, ha scaldato i cuori dei membri del circolo “Giorgio Almirante” di Busto Arsizio di Fratelli d’Italia pertanto il responsabile Francesco Attolini ha indetto per Sabato 17 Ottobre un presidio di solidarietà per applaudire la parata dei 20.000 Alpini che sfilerà nel centro città.

In Piazza Garibaldi Attolini ha predisposto l’esposizione di alcuni striscioni in ricordo dei 2 fucilieri di Marina ingiustamente detenuti e l’accensione di alcuni fumogeni tricolori all’arrivo della parata.

In aggiunta per Sabato 17 Attolini ha annunciato una doppia raccolta firme, una per chiedere il rimpatrio immediato dei marò e una per ….udite udite……mandare a Crozza a combattere contro l’Isis.

Queste le parole di Attolini: “ 1 anno fa, Giulia Latorre (la figlia di Massimiliano) lanciò l’appello: “Scendete nelle piazze e gridate a voce alta che chi serve con onore la propria patria non deve mai essere lasciato solo! Liberate il mio papà, l’onore dell’Italia è nelle vostre mani”.

Rispondendo a questo appello di Giulia Sabato scenderemo in piazza e difenderemo nel nostro piccolo l’onore dell’Italia, onore che è stato infangato recentemente dal comico (di professione di fatto) Maurizio Crozza.

…continua a leggere l’articolo qui….

M5S e Marò. La solita farsa dei compagni anti imperialisti.

Che tristezza leggere che un movimento politico italiano che si dice pronto a governare il Paese, si dice altrettanto pronto ad abbandonare i propri concittadini nelle mani di uno stato che definirsi barbaro è ancora poco; basti pensare che ha ancora la pena di morte tra le proprie misure repressive. Non solo, il M5S mistifica persino la realtà. Ci manca solo che li definisca “mercenari”

In realtà i due militari italiani sono vittime sacrificali per altri interessi e si sono ritrovati, loro malgrado, in un gioco politico ed economico che i nostri politici al governo non sono stati mai in grado di governare (Letta, Monti e Renzi).

Ci spieghino i brillanti senatori e deputati pentastellati com’è che quando i nostri fucilieri sono rientrati in italia hanno preferito rendersi complici del Governo e non si sono opposti ad una palese violazione della Carta Costituzionale italiana allorché il Governo Monti decise di rispedire in India i nostri militari? Latorre e Girone certo non volevano tornare in India, la loro partenza forzata dall’Italia si è configurata come una vera e propria estradizione verso l’India, un Paese in cui vige la pena di morte, che per loro non poteva essere esclusa perché allora l’accusa era di omicidio volontario. Ma per la nostra Carta Costituzionale, l’Italia non può estradare nessuno dal proprio territorio verso Paesi che, come l’India, prevedono la pena di morte per i reati per i quali si è accusati.

Quindi, Latorre e Girone non avrebbero dovuto lasciare il Paese, invece avvenne l’esatto contrario.

Nell’indifferenza generale, anche di chi oggi a spropostito definisce il nostro paese “imperialista” e non si è ancora accorto che in realtà siamo solo “terzomondisti”.

Povera Italia….

Marò e Parà

 

L’India chiude ogni dialogo per i Marò. Ora si fa dura riportare Girone in Italia (QELSI)

L’India chiude ogni dialogo per i Marò. Ora si fa dura riportare Girone in Italia

Di Rosengarten, il 6 luglio 2015

marò-1Con la formula “Eliminated due to excess matters. Now this matter is noted for being listed August 4th, 2015″, cioè in pratica per sovraccarico di lavoro, la Corte Suprema dell’India ha posticipato dal 14 luglio al 4 agosto p.v. l’udienza per l’esame del ricorso dei Marò. Si dirà che dopo 37 rinvii, uno più uno meno sposta poco. Invece non è così, perchè questo rinvio ha un significato profondamente diverso dai tanti che lo avevano preceduto. Sinora le motivazioni per procastinare le varie udienze, benchè trasparisse sempre netta la volontà dilatoria ed ostruzionistica degli indiani, erano spesso almeno plausibili, ancorchè poco credibili: l’avocazione a New Delhi presso la CS del fascicolo sui Marò sottratto alla corte del Kerala, la necessità di unificare le varie lingue in cui erano redatti gli atti istruttori, l’affidamento del caso alla NIA seguito quasi subito dalla revoca dello stesso. …continua…

Il 14 giugno grande manifestazione a Roma a sostegno dei Marò

 

“Tutti insieme nessuno indietro”. Il 14 giugno grande manifestazione a Roma a sostegno dei Marò

Il 14 giugno, a Roma, l’Italia scenderà in piazza per i Marò. Una manifestazione pubblica, aperta alla società civile, all’Italia moderata che ancora crede in valori forti quali il rispetto delle autorità militari e delle forze dell’ordine…