La democrazia sindacale questa sconosciuta…. e la “materia grigia” idem!

Se combiniamo la picture postata dalla Fisac Cgil di #Unicredit come testata del proprio sito con il post sulle votazioni sul fondo pensione di gruppo, quello che balza subito all’occhio è che la Fisac ha ragione: la materia grigia è veramente a richio! Per motivi diversi da quelli che voglio farci credere i soliti compagnucci (se non è fascismo o populismo è razzismo… che volete, le armi son quelle e gli argomenti scarseggiano).  Leggere un comunicato con toni così boriosi come quello sulla riforma dei Fondi Pensione voluti da UniCredit è alquanto stucchevole. Continua a leggere

Sempre meglio compiacere i politici…soprattutto quelli che ancora hanno un peso

Mr LMS si sarà volutamente dimenticato di citare AREZZO??!?!?

Banche: Sileoni (Fabi), “Ci sono Procure che stanno troppo alla finestra”

Sconcertati perche’ gli autori degli scandali ancora liberi (Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) – Roma, 13 giu – Nel settore bancario italiano “vorrei che finisse questo periodo di impunita’: non e’ vero che le responsabilita’ sono equamente distribuite, esistono i colpevoli e soprattutto non esistono gli anticorpi”. Non usa mezzi termini Lando Maria Sileoni, segretario generale della Fabi nel suo intervento di apertura del 123.mo Consiglio nazionale della federazione. “Ci sono procure che stanno troppo alla finestra mentre il tempo scorre verso la prescrizione” sottolinea Sileoni secondo cui “e’ sufficiente ricordare i 34 miliardi di aumenti di capitale degli ultimi anni”, “quello che e’ avvenuto a Siena, Vicenza, Montebelluna e prima ancora a Lodi…”, “C’e’ stata la volonta’ di continuare in attivita’ fraudolente”. E Sileoni punta il dito: “Rimaniamo sconcertati che gli autori di certi scandali siano ancora a piede libero” ma “crediamo ancora nel valore della magistratura, ultimo baluardo”.

Sindacati bancari a Renzi: ragioniamo sulla riforma del sistema creditizio

Notizia da panico!

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i segretari generali dei sindacati del credito Fabi, First, Fisac, Sinfub, Uilca e Unisi:

“Le gravi difficoltà e il pubblico linciaggio che stanno subendo i lavoratori di tutto il settore rendono urgente trovare una soluzione condivisa, assumendosi ognuno le proprie responsabilità, per salvaguardare il sistema bancario italiano”

 

(…)

 

Al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, i sindacati hanno chiesto “di ragionare insieme sull’ipotesi dell’apertura di un tavolo sulla riforma del sistema creditizio” perché è “tempo di ricostruire un patto per l’innovazione e la trasformazione delle banche italiane al servizio del Paese, come fu fatto nel 1997 con il protocollo d’intesa per il sistema bancario del 4 giugno, al quale concorse il governo, avviando una stagione di riforme, anche contrattuali, senza la quale il Paese non avrebbe potuto beneficiare, nei 15 anni successivi, di banche ugualmente solide e radicate nella sua economia”.

(…)

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Immagine: http://ilbuzz.it.eurosport.com

 

 

Sindacati e DL banche popolari

Dl banche: Fabi, si preveda presenza lavoratori in cda popolari

Borsa Italiana

E’ la proposta di modifica al Dl banche avanzata dal rappresentante della Fabi, nel corso dell’audizione sul Dl banche nelle commissioni Finanze e …

Popolari: Fiba Cisl, da riforma e fusioni 20mila esuberi

AGI – Agenzia Giornalistica Italia

(AGI) – Roma, 19 feb. – La Fiba Cisl ha espresso forti preoccupazioni riguardo all’impatto sociale del decreto di riforma delle banche popolari.

Popolari: FibaCisl; da riforma 20.000 esuberi, allarme sociale – Corriere della Sera

Banche popolari. Fiba Cisl: “Fortemente preoccupati per l’impatto sociale del decreto di riforma – Cisl

Sileoni (Fabi): il bancario del futuro farà consulenza fiscale, tributaria e commerciale.

E’ la conferma di quanto già detto da Giulio Romani Segretario Nazionale Fiba Cisl poco più di un mese fa (qui il post Il bancario del futuo? Un fiscalista).

Confermato il sentiment dei mesi scorsi che voleva i Segretari Generali delle Oo.Ss. in difficoltà.

La categoria è sempre più a rischio.

896Non riuscendo più a difendere la categoria dagli assalti dei banchieri – quegli stessi banchieri che spesso la cronaca indica come incapaci, collusi o corrotti –  le organizzazioni sindacali pensano bene di trasformarci in qualche cosa d’altro.

Ciao ciao bancario, benvenuto fiscalista.

L’evoluzione della specie (se di evoluzione si tratta). Sulla carta è tutto bello e tutto facile, ma nella realtà? Quali costi per i lavoratori? Chi provvederà a formare il personale? E quanto costerà tutto ciò alle Aziende?

Di certo aumenteranno i licenziamenti per quei lavoratori che, con corsi “fai da te” o “all’acqua di rose”, si troveranno nello svolgimento delle mansioni a violare norme, leggi e leggine senza neppure saperlo.

Sileoni (Fabi): il bancario del futuro farà consulenza fiscale, tributaria e commerciale.

(Immagine: http://replygif.net/)

I Sindacati in ABI per il CCNL, ma senza prima averne discusso coi lavoratori

1481Ma quale sarà il modello di Banca che i sindacalisti (o meglio i loror consulenti) hanno in mente? Sicuramente un modello pensato da chi la banca non la “vive” e che conosce i problemi dei lavoratori solo per “sentito dire”.

Aspettiamo, facendo i debiti scongiuri; e ridiamoci sopra, anche se sappiamo ci sarebbe solo di che essere preoccupati!

I Sindacati in ABI per il CCNL, ma senza prima averne discusso coi lavoratori

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Abi e Sindacati: il 28 febbario incontro per rinnovo CCNL

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L’Abi dimostra di avere “paura della proposta unitaria dei sindacati sul nuovo modello di banca”, attacca il leader della Fabi, Lando Maria Sileoni

Beh, l’ABI non saprei, ma i lavoratori hanno di che essere preoccupati visto l’ultimo CCNL che sti geni di sindacalisti ci hanno fatto sottoscrivere.

Ricordate l’ultimo contratto nazionale, cosa ha firmato questa sigla, insieme alle altre? Riduzione di diritti, differenziazione salariale per i neo assunti e moderazione salariale per tutti. Ho paura a pensare cosa possano partorire costore che non sanno neppure più cos’è il “lavoro in banca”.

Abi e Sindacati: il 28 febbario incontro per rinnovo CCNL

(Immagine: Imgur.com)

La farsa della Fabi.

Questo post è già stato letto 0 times! Nel 2012 ci hanno imposto un contratto che di colpo abbatteva norme ed istituti contrattuali consolidati, frutto di miglioramenti lenti e conquiste...

Nel 2012 ci hanno imposto un contratto che di colpo abbatteva norme ed istituti contrattuali consolidati, frutto di miglioramenti lenti e conquiste storiche con la scusa che altrimenti l’ABI avrebbe disdetto il contratto. Ci avevano promesso 25.000 nuove assunzioni, il rientro delle lavorazioni in azienda. La realtà: esternalizzazioni, dismissioni e nuovi esuberi. Tutta la parte “positiva” dell’accordo, quella che doveva compensare i “sacrifici” dei lavoratori, è rimasta lettera morta. Ed ora hanno il coraggio di chiederci di firmare loro una nuova cambiale in bianco?

Se i Sileoni, i Masi, i Gallo avessero avuto un minimo di consapevolezza, all’indomani dell’approvazione di un CCNL da “lacrime e sangue”  lontano anni luce dalla piattaforma approvata dai lavoratori nelle assemblee, si sarebbero dimessi. Invece sono ancora qui, tronfi e boriosi; ma cosa vogliono ancora? … continua …

Sciopero bancari 31 ottobre: il comunicato dei sindacati confederali ed autonomi.

Le promesse che ABI ed i Sindacati firmatari hanno usato per farci approvare l’ultimo CCNL si sono dimostrate palesemente false (nuove assunzioni, internalizzazioni….). Ora le stesse Organizzazioni Sindacali, dopo aver firmato un contratto senza mandato su una piattaforma differente… … continua …

Sciopero bancari 31 ottobre: il comunicato dei sindacati confederali ed autonomi.

Le promesse che ABI ed i Sindacati firmatari hanno usato per farci approvare l’ultimo CCNL si sono dimostrate palesemente false (nuove assunzioni, internalizzazioni….). Ora le stesse Organizzazioni Sindacali, dopo aver firmato un contratto senza mandato su una piattaforma differente rispetto a quella approvata dai lavoratori, fingono di cadere dalle nuvole, attaccano l’ABI e chiedono mobilitazioni ai lavoratori. Ma con quale credibilità? 

Ecco di seguito il comunicato unitario:

31 ottobre sciopero di tutta la categoria per la difesa del contratto nazionale

L’Abi ha formalmente assunto un atteggiamento irresponsabile che avrà conseguenze estremamente gravi per la nostra Categoria.
Lunedì 16 settembre, con circa 10 mesi di anticipo rispetto alla scadenza naturale, i banchieri hanno disdettato il Contratto Nazionale di Lavoro di Settore; un CCNL che sarebbe scaduto il 30 giugno 2014 e che da norme vigenti avrebbe potuto essere disdetto a Dicembre 2013, sei mesi dalla scadenza naturale.
Una decisione improvvida assunta nel momento peggiore della crisi del Paese.[banner network=”adsense” type=”default” align=”alignright”]
Le banche stanno sicuramente attraversando alcune difficoltà, ma Abi addebita ogni responsabilità a fattori esterni al settore ( la crisi economica e la fiscalità ) o interni allo stesso (i vincoli economici e normativi del CCNL) e prova ad approfittare del momento di insicurezza che investe la società, le imprese e le famiglie per imporre le proprie soluzioni: scaricare i costi sulla fiscalità generale (cioè sui contribuenti italiani) e sui lavoratori (cioè su salari e occupazione).
Nulla dice sull’incapacità del top management del settore a trovare una nuova prospettiva strategica attraverso progetti industriali in grado di far crescere i ricavi; nulla dice sulle gravi responsabilità degli alti vertici aziendali sulla crescita esponenziale delle sofferenze.
In una fase in cui occorrono coesione sociale e senso di responsabilità il settore bancario non accetta di fare la propria parte per lo sviluppo e per la crescita: si disimpegna da ogni suo ruolo e funzione produttiva e approfitta per lucrare a spese dei più deboli.

Con la disdetta Abi distrugge un patrimonio di relazioni sindacali

È evidente ed esplicita l’intenzione delle banche di arrivare a una completa deregolamentazione del settore, attraverso la cancellazione dell’attuale modello contrattuale, del Contratto Nazionale e del Fondo di Solidarietà, con il declassamento della stessa contrattazione di secondo livello a mera “contrattazione di prossimità”, di carattere derogatorio e funzionale alla necessità di flessibilità delle imprese.
Abi approfitta dei cambiamenti introdotti dalla Legge Fornero per mettere in discussione lo strumento più importante utilizzato per gestire le ristrutturazioni: il Fondo di Solidarietà, poiché ne ritiene eccessivi i costi.
La gestione degli “esuberi” avrebbe così altre soluzioni ben più drastiche: uso dell’Aspi (sussidio di disoccupazione) con licenziamenti, della”solidarietà” difensiva obbligatoria (riduzione di stipendio per salvare i posti di lavoro) e delle previsioni di legge (la 223 sui licenziamenti collettivi).
Invece il tema della “Solidarietà espansiva” (lavoratori vicini alla pensione in parttime, affiancati da nuovi assunti in part-time) e della legge sui part-time incentivati per l’accompagnamento alla pensione, viene liquidato con un giudizio di non applicabilità nella situazione data.

Abi sferra un attacco pesantissimo ai lavoratori del settore: troppi e inadeguati

I lavoratori del settore vengono etichettati come troppo vecchi, scarsamente motivati, culturalmente distanti dalle nuove esigenze delle banche, marcatamente resistenti o comunque poco disponibili al cambiamento, alla riconversione e riqualificazione professionale e, parimenti, il lavoro, con il 97% di contratti indeterminati, appare troppo stabile e poco flessibile Abi intende scaricare la cattiva organizzazione del settore, frutto di scelte manageriali, interamente sui lavoratori Il ricettario dell’ABI è drastico e chiaro.
La crisi deve essere pagata a carissimo prezzo dalle Lavoratrici e dei Lavoratori del Settore attraverso un maggiore utilizzo degli impianti produttivi: in parole semplici si tratta di intervenire sulla flessibilità e sugli orari; di eliminare i percorsi di carriera “prefissati” (percorsi professionali) e gli automatismi in genere (ad esempio scatti di anzianità); di ridurre gli inquadramenti con creazione di un “gestore unico” nel settore commerciale, di abbassare il salario, rendendo le parti variabili (VAP) esclusivamente legate alle performance aziendali.
Emblematico è il caso della questione degli sportelli: ABI ritiene di dover rivedere “numero, localizzazione e organizzazione”, una strategia che è stata perseguita a seguito di precise scelte manageriali in vena di grandezza: mentre in Europa si riduceva la presenza di sportelli, in Italia si faceva l’opposto! ; e come non ricordare che alcune fusioni (Monte dei Paschi Antonveneta ad esempio, costate uno sproposito, erano fatte anche per acquisire le reti sul territorio dell’Istituto acquistato).

[banner network=”adsense” size=”160X600″ type=”default”]Lo stato del settore: fra crisi aziendali e manager inadeguati.

Ciò che è invece assolutamente inadeguata è l’attuale classe dirigente delle banche.
Lo stato dei bilanci bancari, zavorrati dalle sofferenze e dagli accantonamenti. la Banca d’Italia ha posto in evidenza anche gravi deficienze nella valutazione dei rischi: è una considerazione grave perché punta il dito su un’inadeguatezza organizzativa e formativa, figlia dell’orientamento “commerciale” delle Banche, con l’abbandono di professionalità legate alla valutazione dei rischi, alla conoscenza del territorio, alla trasparenza e sicurezza dei prodotti offerti alla clientela, alla capacità e professionalità nella lettura e analisi dei bilanci e ad una ormai scarsa propensione delle nostre banche a investire nelle idee, nel rinnovamento, nella ricerca di nuove strade imprenditoriali che sappiano essere concorrenziali con i mercati esteri.
Una classe dirigente che si è preoccupata più di generare profitti che di avere attenzione alle ricadute  economiche e sociali dei processi d’impresa; o di mettere in atto comportamenti socialmente responsabili.
Una classe dirigente che –mentre chiede l’intervento del Governo a sostegno dei bilanci delle banche, non si preoccupa di dedicare attenzione all’economia reale, alle imprese, alle famiglie, ai temi dello sviluppo della crescita e dell’occupazione.
Una classe dirigente che chiede sacrifici ai lavoratori, producendo un divario inaccettabile tra le retribuzioni, e che aumenta i propri bonus e stipendi e liquidazioni proprio mentre i danni per le aziende bancarie sono sotto gli occhi di tutti.
Come rispondiamo a questo attacco?
La riduzione dei costi deve innanzitutto essere applicata a dirigenti, consulenze ed appalti.
I motivi della forte esposizione delle banche su sofferenze e accantonamenti, derivano principalmente da cause esterne e da errate scelte manageriali; certamente non sono imputabili a chi lavora.
I diritti, i livelli occupazionali rappresentano la tutela per chi lavora e la garanzia per i risparmiatori.
La difesa dell’occupazione e della qualità professionale significa mantenere un modello di banca efficiente e vicino ai settori economici più colpiti dalla crisi.
La lotta per la difesa dei bancari e del loro futuro sarà lunga e aspra. Inevitabile come risposta all’attacco dei banchieri. Cosciente di rappresentare la richiesta di una buona banca per i lavoratori, i cittadini e le imprese.

Il 31 Ottobre scioperiamo per la difesa del nostro futuro

Roma, 10 Ottobre 2013

LE SEGRETERIE NAZIONALI
DIRCREDITO FABI FIBA/CISL FISAC/CGIL SINFUB UGL UILCA

(Immagine: http://www.bookandnegative.com/)