Ennesima rapina in banca. Pestato il direttore.

Direttore d’agenzia bancaria colpito da rapinatori. Tanto in Italì chi delinque non paga mai e chi come gioiellieri, benzinai, tabaccai, bancari….devono solo sperare che non capiti a loro (cinico ma vero). Se poi nella malaugurata ipotesi si dovesse verificare il fattaccio…che qualche santo dal paradiso li difenda, perchè Governo, parlamentari e giudici certo non lo fanno (e non è neppure permessa la legittima difesa)!

 

Rapina in banca, il direttore picchiato: «Terrorizzato da questa violenza»

Livorno, dopo il colpo a Collesalvetti la vittima dell’aggressione ha raccontato quei terriboli secondi ai carabinieri: «Gli ho detto che i soldi erano chiusi…»

Qui l’articolo

 

Immagine: Via Giphy

Smart working contro lo stress lavoro correlato.

Sarà vero?

Smart working anti-stress sul lavoro (PMI)

Sarà veramente così? Non tutto ciò che splende esteriormente è in realtà prezioso. A volte l’apparenza inganna. Lavorare da casa uno o due giorni può… Read more

Sallca Cub Intesa presenta un esposto contro l’Azienda per il danno da stress lavoro correlato

In Italia, secondo il Consiglio Nazionale degli Psicologi, ben il 30% delle persone soffre di stress da lavoro correlato. Dovuto alla precarietà, alle situazioni di incertezza e ansie a cui è sottoposto. Soprattutto in tempo di crisi però bisogna reagire e prevenirlo. Non va inteso come un lusso, ma come investimento anche per il datore di lavoro e la produttività. Questa tematica produce dei costi sociali intorno ai 20 miliardi nella zona Europa. La nostra legislazione è all’avanguardia nel campo della prevenzione dei rischi compreso lo stress lavoro correlato, ma le misure aziendali di prevenzione possono tuttavia essere molto migliorate.

In Banca Intesa c’è chi si oppone con fermezza alla situazione di degrado. E in Unicredit? Studi sulla tematica se ne fanno tanti, gesti concreti veramente pochini…per non dire nulla…

SALLCA CUB: STRESS LAVORATIVO E PRESSIONI COMMERCIALI: CONTRASTARLI SI PUO’

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EU-OSHA pubblica una guida online gratuita per la gestione dello stress e dei rischi psicosociali sul luogo di lavoro (Eu-Osha)

Così Christa Sedlatschek, direttrice di Eu-Osha: “Nonostante non si possa osservare o misurare lo stress alla stregua di molti altri problemi di salute, si tratta di un problema davvero grave. Può colpire i lavoratori sia a livello emotivo che a livello fisico, ma anche le imprese e l’economia in generale possono subire ripercussioni negative a causa dello stress. Proprio come il trattamento degli altri problemi in ambito Ssl, contrastare lo stress e i rischi psicosociali non solo è possibile, ma è anche proficuo: la pubblicazione della nostra guida online consegna uno strumento pratico nelle mani dei datori di lavoro e dei lavoratori. Essa include chiarimenti, consigli ed esempi volti a dimostrare che i suddetti problemi possono essere gestiti nella stessa maniera pratica e sistematica di qualsiasi altro problema in ambito Ssl”.

EU-OSHA pubblica una guida online gratuita per la gestione dello stress e dei rischi psicosociali sul luogo di lavoro (Eu-Osha)

La nuova campagna Eu-Osha contro lo stress lavoro correlato

Insieme per gestire lo stress, tre infografiche dalla nuova campagna Eu-Osha

 Scritto il da Daria De Nesi

BILBAO – Segnaliamo oggi tre infografiche pubblicate da Eu-Osha a sostegno della nuova campagna Ambienti di lavoro sani e sicuri 2014-15 – Insieme per la prevenzione e la gestione dello stress lavoro correlato lanciata ufficialmente lo scorso7 aprile. Tre immagini, tre testi, che sintetizzano i concetti chiave relativi al rischio stress, alla sua gestione in azienda e i dati di recenti indagini europee…….

La nuova campagna Eu-Osha contro lo stress lavoro correlato

Open Space: mentre Unicredit ci investe massicciamente…

…i sondaggi e gli studi ne mettono in evidenza tutti i limiti.

Lavoro, voce alta e aria condizionata.
Per 6 su 10 l’open space è un tormento

Stress e tensioni in agguato negli uffici ‘aperti’, rivela un sondaggio. Fra i comportamenti che danno fastidio al primo posto con il 42,2% ci sono le chiacchiere ininterrotte dei colleghi, seguite dal costante passaggio di persone tra le scrivanie (27%). L’esperto: “L’impiegato si sente un numero”

Leggi qui l’articolo di repubblica.it/salute

“Per lavorare in banca serve pelo sullo stomaco”

Una ricerca sulle abitudini e stili di vita dei bancari svizzeri mette in evidenza che Il 25% dei bancari assume antidepressivi (contro la media del 10% degli altri settori produttivi). Ecco la radiografia di un sistema sull’orlo di una crisi di nervi che ha molto in comune con quello italiano:

“Per lavorare in banca serve pelo sullo stomaco”

Uno studio di Samer Hattar, della Johns Hopkins University, correla stress e depressione alla luce artificale.

Secondo lo studioso, che con il team di ricerca ha lavorato in laboratorio per molti mesi, la luce artificiale di lampade, Personal Computer, iPad, rende alcune cellule oculari più vulnerabili e l’esposizione continua a luce artificiale sul posto di lavoro (di notte) rende queste cellule (ipRGC) più sensibili, incidendo supratutto su:

  • Umore del lavoratore
  • Apprendimento
  • Memoria
  • Depressione dovuta ad una sorta di “Disturbo affettivo stagionale” (disturbo che avviene nei cambi di stagione quando le ore illuminate dalla luce solare diminuiscono) continuativo.

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Il lavoro nobilita…o debilita?

Cinque ricercatori internazionali hanno pubblicato sul sito “Public Library of Science” una ricerca dal titolo esplicativo: Overtime Work as a Predictor of Major Depressive Episode: A 5-Year Follow-Up of the Whitehall II Study.

Nell’analisi si cercano correlazioni tra l’eccessivo numero di ore lavorate e l’insorgenza di sintomi depressivi.
Secondo i ricercatori lunghi orari di lavoro possono aumentare il rischio di eventi come il distress psicologico, depressione e ansia, il declino delle funzioni cognitive e l’insorgenza di disturbi del sonno.

Lo studio ha coinvolto numerosi impiegati governativi inglesi di mezz’età. Il risultato della ricerca ha messo in evidenza che una percentuale significativa di coloro che lavoravano undici o più ore al giorno è risultato più soggetto a fenomeni depressivi (come per esempio il maggior consumo di alcool) rispetto a chi lavorava per setto/otto ore al dì.

Sul sito è disponibile per il download una sintesi della ricerca (in inglese) di 4 pagine corredata di tabelle esaustive.

Leggi anche: Depressione e Stress da super-lavoro correlato, PLos

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