Stress test bancari: un affare da miliardi di dollari per le società di consulenza

I veri vincitori della politica di controllo voluta dalla BCE sono i grandi Fondi e le società di consulenza che lavorano spesso in palese conflitto d’interessi.

Come quelli su Blackrock: pur investendo sulle banche, lavora a contratto con la Bce sui test. Per sua stessa ammissione, ha firmato contratti di consulenza con due terzi degli istituti di credito internazionali per aiutare a superare gli esami.

Qale il reale valore degli “stress test”, oltre quello di far arriocchire i soliti noti?

Il Sole di Tamburini folgora in 24 ore Blackrock e Bce

 

E’ inevitabile. I nostri soldi per salvare MPS

(…) L’ora X è prevista per il 29 luglio, quando verranno pubblicati gli stress test della Banca centrale europea sui 51 principali istituti del Continente. Mps non è l’unica banca a tremare, e questa potrebbe essere perfino una buona notizia. Test simili della Federal Reserve hanno bocciato sia Deutsche Bank che la spagnola Santander. Ma le dimensioni contano, ed essere la banca più debole di un sistema già sotto l’attacco della speculazione rende le sue condizioni particolarmente fragili. I contatti fra Tesoro, Palazzo Chigi e Commissione Ue sono costanti, e servono a trovare la soluzione utile a scongiurare il rischio di un effetto domino. (..)

Tre miliardi per salvare Mps, ecco la ciambella del governo

Aumento di capitale rispettando le regole della Commissione Ue. Previste obbligazioni convertibili e l’intervento del Fondo Atlante

Il rischio dove meno te lo aspetti (LaVoce.info)

Per chi ha qualche minuto da dedicare alla lettura, consigliamo quest’articolo di Andrea Boitani e Andrea Monticini sul rischio sistemico. C’è un’analisi dell’Istituto V-Lab della New York University, diretto dal premio Nobel per l’economia del 2003 Robert Engle che mostra risultati sorprendenti e molto diversi da quelli ottenuti con gli stress test della Bce.

 

(…)

RISCHI ITALIANI

Il rischio sistemico delle istituzioni finanziarie italiane (ponderato con il totale degli asset) è riportato in figura 2.

Figura 2

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(Fonte: http://vlab.stern.nyu.edu/welcome/risk/)

Unicredit risulta essere di gran lunga l’istituzione finanziaria italiana più rischiosa, con un valore di rischio sistemico pari a circa l’1,1 per cento. In graduatoria seguono, a debita distanza, Intesa San Paolo (0,45 per cento), le Assicurazioni Generali (0,4 per cento) e il Monte dei Paschi di Siena (0,3).
Interessante è il confronto tra la banca italiana a più elevata rischiosità sistemica (Unicredit) e le altre grandi istituzioni finanziarie dell’area euro (tabella 1). Un po’ a sorpresa, si scopre che la più rischiosa in assoluto risulta essere Bnp Paribas, con circa 104 miliardi di dollari di possibile carenza di capitale, seguita da Credit Agricole con 95 miliardi di dollari e Deutsche Bank con circa 90 miliardi di dollari. Unicredit in questa classifica è in quinta posizione con circa 42 miliardi di dollari, mentre Intesa San Paolo è solo ventiduesima.

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(Fonte http://vlab.stern.nyu.edu/analysis/RISK.WORLDFIN-MR.GMES)

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Qui l’articolo: Il rischio dove meno te lo aspetti

La “presa in giro” delle banche (Qelsi)

Minimo rischio, massimo risultato.

Perchè c'è ancora chi crede che le Banche abbiano una finalità sociale?

“Oggi mi è successa una cosa assurda”.
“Cosa?”
“La mia banca ha chiamato e mi ha chiesto se potevo fare loro il favore di prendermi un fido di 500 mila euro a tassi stracciati; meno dell’1%”.
“Beh, mi sembra ottimo; forse qualcosa si sta muovendo”.
“No, non hai capito. Io di quei soldi non ne ho bisogno ma loro hanno insistito perché li prendessi. L’hanno posto come un favore personale che farei a loro”.
“Scusa ma non capisco, come un favore?”.
“Si. Io sono rimasto esterrefatto. Non mi era mai capitato che una banca mi chiedesse di prendere dei soldi; in genere sei tu che li chiedi a loro”.
“Continuo a non capire”.
“Anche io non capivo
-risponde lui- e allora mi hanno spiegato: con le nuove regole, loro sono obbligati a dimostrare alla Bce che fanno credito alle imprese. Altrimenti sono costretti a pagare una sorta di penale da quello che ho capito. Ma siccome non vogliono correre rischi, l’ordine è di dare soldi solo a clienti di cui hanno la certezza di solvibilità. Sai cosa vuol dire questo? Che alle piccole e media imprese, alle aziende in difficoltà non andrà nulla. Loro daranno soldi solo a quelli come me, a quelli che sanno che possono pagare”.

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