Tassare le prime case per far fronte alla crisi fiscale

Evvaiiiii…ma pensa te…non l’avrei mai pensato…per fortuna abbiano fior di tecnici e dottori e laureati super masterizzati che giorno e notte pensano a come risollevare le sorti del Paese. dormissero un po’ di più e pensassero un po’ meno….

“Io affermo che quando una nazione tenta di tassare se stessa per raggiungere la prosperità è come se un uomo si mettesse in piedi dentro un secchio e cercasse di sollevarsi per il manico.” Sir Winston Churchill

Tassare le prime case per far fronte alla crisi fiscale

È uno dei rimedi suggeriti dal “Rapporto 2020 di coordinamento sulla finanza pubblica”, approvato dalle Sezioni in sede di controllo della Corte dei conti.

È una crisi economica senza precedenti quella che si è verificata in seguito all’emergenza coronavirus. Alcune conseguenze le stiamo già affrontando, ma altre invece sono all’orizzonte. È opportuno porre in essere una serie di cambiamenti come suggerisce “Rapporto 2020 di coordinamento sulla finanza pubblica”, approvato dalle Sezioni in sede di controllo della Corte dei conti.

1 – Crollo del Pil e aumento delle diseguaglianze

2 – Tassazione sulle prime case

3 – Fatturazione obbligatoria per tutti

…. ma è stupenda la motivazione addotta:

(…) Come suggerisce la relazione l’imposizione immobiliare ha il vantaggio di ben attagliarsi al principio del beneficio come criterio di ripartizione dei tributi, considerato che è bene presumere che il valore dei servizi comunali abbia un riflesso importante sui valori immobiliari. In questo modo beneficiari e finanziatori dei servizi dovrebbero coincidere. Questo tipo di relazione viene meno nel caso in cui ci sia l’esenzione dell’abitazione principale. In questo modo la principale imposta comunale va a colpire numerosi soggetti per i quali il virtuoso circuito tra tassazione e rappresentanza politica si interrompe. (…)

Ma io già le pago le tasse!!!!! E tante!!!

Quelli del “no #coronabond” ma sottraggono gettito fiscale ad altri Paesi UE

Nel 2018 Amazon, Twitter, Google, Airbnb e Tripadvisor insieme hanno pagato all’Italia meno di 15 milioni di euro di tasse, mentre FCA, Luxottica e Mediaset hanno spostato la loro sede legale in Olanda, Paese che ogni anno incassa 72 miliardi di euro sottraendoli agli altri Paesi europei. Questo perché in Europa manca una politica fiscale unitaria.

L’Olanda, insieme all’Irlanda, è uno dei Paesi membri con la legislazione fiscale più favorevole per le holding societarie. Anche se le leggi in materia di governance societaria sono molto efficienti e i tempi dei processi civili più brevi della media europea, il trattamento fiscale di favore sembra comunque rivestire un ruolo di primo piano nella decisione delle società di spostare la propria sede legale nei Paesi Bassi.

Certo che delegare riscossioni tributarie e spesa pubblica nazionale ai burocrati di Bruxelles è da suicidio…

#Contevirus: altro che DL “#SalvaItalia”. In arrivo “L’indebitaItalia”

Un bazooka a salve“, avevano definito il decreto Liquidità i commercialisti italiani.

Ora in arrivo, per gli italiani, ci sono quasi dieci milioni di atti. Accertamenti, notifiche, ingiunzioni di pagamento, cartelle esattoriali.

#Conte con una mano vorrebbe dare (ma non dà) e con l’altra sicuramente prende.

Le tasse sono belle…Sedere accanto ai piddini è bastato…l’allievo che supera il maestro!!!

In arrivo 8 milioni di cartelle e ingiunzioni. Meloni: “Conte blocchi questa follia”

 

La tassa sulla bandiera

Pazzesco e imbarazzante….

Farla sventolare costa: chi espone la bandiera deve pagare una tassa sulla pubblicità, come previsto dal Decreto Legislativo 507 del 1998 ( Art. 12 comma 1 ). Discorso diverso per gli stendardi regionali, europee e comunitarie, per le quali non è prevista alcuna imposta. Si vuole forse scoraggiare in questo modo manifestazioni di patriottismo? L’Italia, si sa, è anche il Paese delle numerose stranezze, una delle tante è proprio questa. Da non sottovalutare, comunque, perché l’esposizione della bandiera nazionale, la cui importanza ed il cui valore sono chiaramente espressi dalla Costituzione Italiana, costa € 140 annuali. Qualche anno fece molto rumore il caso dell’albergatore di Desio che fu costretto, incredulo, a versare la somma di € 280 per l’esposizione di due bandiere presso la sua struttura ricettiva. Sono in pochi a sapere che i cittadini italiani, a loro insaputa, versano un contributo per poter garantire l’esposizione del tricolore, simbolo della Repubblica Italiana, presso gli edifici rappresentativi degli organi amministrativi e dei luoghi simbolo delle nostre città.

Buseca ن!

Per fortuna io ho orrore di fare una cosa del genere. Quella bandiera, la bandiera dello stato che mi opprime, mi vessa, mi tassa ed uccide con la sua insipienza i miei amici e i miei conterranei non la esporrò MAI.

Giusto per ricordarlo:

bel paese di merda!

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Il leviatano (o dei senza vergogna)

“Le tasse sono una cosa bellissima, un modo civilissimo di contribuire tutti insieme a beni indispensabili quali istruzione, sicurezza, ambiente e salute”. (Tommaso Padoa-Schioppa 2007).

Abbiamo visto quanto le nostre tasse stanno tutelando persone ed ambiente…

Buseca ن!

Mi accompagni in banca che devo chiedere un prestito?
Certamente, lascia parlare me.
Direttore, questa donna ha una bella azienda, 34 dipendenti, garantisco io per lei.
Ah, si e con che cosa garantisce?
Ma con l’impresa della signora è ovvio, no?
Ma se è della signora lei cosa è qui a fare?
Vede, la signora crede che l’azienda sia sua, in realtà deve riscattarla da me ogni anno con il 68,7 per cento di ciò che fattura, per lo più anticipato.
Ah, allora è lei il socio occulto e di maggioranza? Come si chiama?
Stato, governo, leviatano, regime, ho molti nomi, ma mi chiami con quello che più mi aggrada: Bene Comune.
400 miliardi + 350 una potenza di fuoco impressionante messa in campo senza neanche ricorrere agli Euro James Bond.

Di Marco Bassani, su faccialibro

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IVA: Nessuno parli di aumento: sarà una rimodulazione

(…) Servono soldi per un po’ di fumo negli occhi. Per fare vedere che il giallorosso è meglio del gialloverde e di ogni ipotesi futura di sovranismo. Qualche decina di euro in più in busta paga. Niente di epocale. Ma come? Semplice: basta un bell’aumento mascherato degli scaglioni. Magari di quelli più bassi, dei quali ci si accorge meno. Che perciò, a breve, dal 4 passeranno al 5. E  dal 10 al 12. Genialità italica. Il “Giuseppi” 2 si appresta ad aumentare l’Iva. Ma, non si deve gravare troppo sulle meningi del cittadino gabbato. Nè si possono mettere in difficoltà i gazzettieri plaudenti. Nessuno, quindi, parli di aumento: sarà una rimodulazione. Per metterci le mani in tasca senza farlo capire e negando di tassare. Che è poi l’unica cosa che sanno fare.

Arriva l’Iva rimodulata, la furbata di “Giuseppi” che mette le mani in tasca agli italiani

mercoledì 5 febbraio 16:12 – di Tano Canino

Iva

Dal primo gennaio 2020 abolita la Tasi, restano la Tari e la nuova IMU

Con l’abolizione della TASI, la tassa sui servizi indivisibili che faceva parte dell’IUC, insieme a IMU e TARI, non si elimina semplicemente un tributo, ma soprattutto un inutile duplicato fondato, come l’IMU, sul possesso degli immobili. Attenzione però perché la TASI, che esce formalmente dall’ordinamento, andrà a rendere più consistente la nuova IMU. I cambiamenti però non finiscono qui. Tra i più importanti quello che pone interamente a carico del locatore il costo della nuova IMU, quella che estende al genitore affidatario e assegnatario della casa familiare l’onere del pagamento della nuova imposta sugli immobili, e infine l’aumento delle aliquote.

Ecco quindi una guida alla nuova Imu:

Tornerà l’IMU per tutte le prime case anche non di lusso?

Emendamento sulla Legge di Bilancio, dichiarato ammissibile, propone di eliminare la TASI accorpandola in una nuova IMU ad aliquote invariate. (…) Le aliquote, di fatto, restano invariate, per cui la nuova IMU potrebbe arrivare al massimo all’11,4%, mentre il tetto per la prima casa resterebbe allo 0,4%, elevabile fino allo 0,6% da parte dei Comuni. Resterebbe la discrezionalità da parte degli enti locali, che con le delibere sull’IMU possono, ad esempio, decidere di non far pagare l’imposta sull’abitazione principale.

Attenzione: attualmente la legge prevede che sulla prima casa non sia dovuta l’imposta sugli immobili, con l’unica eccezione delle abitazioni di lusso. Non è chiaro se l’emendamento lasci ai Comuni la decisione sull’applicazione della tassa alle prime case anche se non sono di lusso.

E’ poi prevista una fase di transizione, per cui nel primo semestre del 2019 si pagherebbe in base alla somma delle aliquote IMU e TASI previste per il 2018. (…)

Nuova IMU incamerando la TASI senza maggiorazioni